L’amministrazione costringe a ritirare i teli esposti in Via Carducci
Pubblicato da zorro su Novembre 5, 2007
Dopo l’articolo sui teli di protesta di Via Carducci e la loro successiva ed improvvisa sparizione in contemporanea alla segnalazione della presenza dei vigili nella stessa via, ci è sembrato doveroso capire cosa fosse succeso.
Abbiamo cosi contattato direttamente le persone coinvolte; quanto sotto è il riassunto dei loro racconti.
Nella maggior parte dei casi i vigili hanno suonato casa per casa, intimando di togliere i teli esposti e minacciando che nel caso non fosse stata soddisfatta la richiesta avrebbero eseguito un verbale con una multa pari a 370 euro. In uno di questi casi è stato contatatto addirittura l’amministratore di un condominio (pare addiruttura convocato alla stazione dei vigili) dove gli si prometteva che i verbali, già compilati, sarebbero stati stracciati solo nel caso i teli esposti nel palazzo fossero tutti spariti.
Chiaro che davanti alla cifra non proprio esigua e all’autorità di un rappresentante della legge, la maggior parte, se non la totalità, ha ritirato i teli.
Sulle motivazioni che sarebbero state contestate nei verbali, l’amministrazione ha fornito più versioni. In una telefonata Mazzucco (gruppo AN, assessore a Polizia locale e sicurezza, nella foto) dichiara da prima che le motivazione erano di carattere estetico, in quanto i teli ledevano il decoro urbano. Ma poco dopo corregge il tiro imputando una violazione di tipo amministrativo in quanto i teli non erano firmati e registrati all’ASPES (iter richiesto per i manifesti pubblicitari). I vigili hanno invece dichiarato che la motivazione era legata alla sicurezza dei cittadini, in quanto i teli, distogliendo l’attenzione degli automobilisti, recavano situazione di pericolo.
Due casi invece sono andati diversamente. Non è dato sapere il motivo per cui l’amministrazione ha deciso di intervenire in maniera “ad personam” invece che usare le minacce “di multa”; neanche gli stessi protagonisti ne sono a conoscenza. Solo il Sindaco, Mazzucco e i vigili potrebbero rispondere a tale domanda.
In un caso si è presentato, udite udite, direttamente il sindaco accompagnato dai carabinieri. Ripeto: il sindaco con i carabinieri a casa di una persona, per il semplice fatto che ha esposto un telo con scritto” Riaprite Via Vignazzola”. Purtroppo non ci sono stati detti i termini dell’incontro anche se, visto la presenza dei carabinieri, non doveva essere proprio una chiaccherata in tutta serenità. Sappiamo solo la conclusione: telo sparito.
Nel secondo caso invece i vigili hanno asportato in prima persona i teli, senza provare a parlare con il proprietario (presente in casa al momento). A tale azione ci sono diversi testimoni; tra questi il consigliere Tallarita che, avendo paura di essere incolpato dell’azione, ha impavidamente fatto la spia a chi gli chiedeva informazioni a riguardo. Altri testimoni sono una scolaresca di Seveso durante un’uscita educativa per la città; con l’insegnante stavano affrontando il tema, ironia della sorte, “ecologia e democrazia” (a volte la realtà va oltre ogni più fervida immaginazione).
Riportato quanto sopra penso sia abbastanza inutile commentare oltre modo l’azione dell’amministrazione. Personalmente la ritengo di una gravità estrema: un’amministrazione utilizza le forze di ordine pubblico, Vigili e Carabinieri, per intimidire chi, civilmente e democraticamente, dimostrava il proprio malessere, il proprio disagio; disagio che l’amministrazione, invece di ascoltare ed indirizzare con azioni amministrative serie, cerca di nascondere (“sotterrare”) per evitare perdite di immagine in vista delle prossime elezioni.
Ci si chiede, visto le motivazione date dall’amministrazione, dove sta lo stesso senso di attaccamento al senso estetico e decoro pubblico quando si pensa alla scritta “No remorse, six milions more” (riferimento all’olocausto: “nessun rimorso, altri 6 milioni”) presente ormai da tempo sul muro di cinta del seminario lungo la via San Carlo: caro Sindaco, caro Mazzucco, se foste ebrei e foste costretti a passare di li’ tutti i giorni cosa pensereste?
Ci si chiede dov’è la stessa sensibilità verso la distrazione degli automobilisti quando si pensa a come hanno ridotto la piazza del comune per l’evento “Sicura..mente” organizzaro da Mazzuco (anche qui la realtà va oltre l’immaginazione); vedere l’articolo del 7 ottobre 2007 sul sito della Lega (qui).
E questo non è neanche il primo caso di intimidazione tramite verbali e denunce. Ricordiamo quello di un anno fa indirizzato a degli aderenti al comitato SevesoViva (qui la solidarietà espressa loro dalla Lega). Oppure quello più recentemente accaduto ad una “frontista”, querelata in prima persona dal sindaco Galbiati (in foto l’azione stigmatizzata da SevesoViva).
Esprimiamo lato nostro piena solidarietà alla persone di Via Carducci e come cittadino di Seveso chiedo scusa per l’operato nei loro confronti dell’amministrazione e delle forze dell’ordine della città in cui abito.

Come scritto nella foto a fianco: “Un’azione infame che fotografa, per l’ennesima volta, tutta l’ipocrisia di un sindaco che non si fa scrupolo di colpire chi avrebbe dovuto difendere.”
“Vogliono intimidire chi, legittimamente e civilmente, nel difendere la propria casa, difende Seveso”
“E adesso sotterrateci tutti”!!!














Suteramort detto
Ma il fascismo non era finito?
daniele2 detto
il fascismo è finito da 64 anni dal 8 settembre 1943 .
Suteramort detto
A Seveso evidentemente siamo rimasti al 7 settembre 1943 caro Daniele2.
Evidentemente tu vivi lontano da Seveso visto le tue considerazioni su questo sito.
Cittadini modello e amministrazione ipocrita: togliete quella scritta! « Voglio una città migliore detto
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