Voglio una città migliore

pensieri, domande e riflessioni di cittadini di Seveso e dintorni

Archivio per Dicembre 2007

«Seveso, grandi lavori in stazione e sulla tratta ferroviaria»

Pubblicato da zorro su Dicembre 30, 2007

«NELLA PRIMA FASE,  …» dice l’articolo de Il Giorno riportato sotto. 

Per il momento gli unici risultati sono stati:

  • Esprori ai cittadini: 205 mq per fare un cancelletto, qui.
  • Marciapiedi che si restringono invece che allargarsi  e disincentivazione all’uso delle biciclette (qui).
  • Nessun miglioramento ai passaggi a livello (qui sotto il video di un cittadino).

Se questa è la “Prima Fase”, tremiamo a pensare l’arrivo di una “Seconda”.

Articolo del 24 Dicembre 2007, Il Giorno

Seveso, grandi lavori in stazione e sulla tratta ferroviaria 

— SEVESO —
SONO PARTITI i primi lavori della messa in sicurezza dei binari sulla tratta della Milano-Asso. La stazione ferroviaria è interessata da interventi di ammodernamento e adeguamento: verso la metà di novembre ha preso avvio, infatti, il cantiere che ha portato alla completa sostituzione del parapetto di delimitazione dell’area dei binari lungo via Zeuner.
Il vecchio manufatto in cemento, ormai datato e malandato, è stato rimosso per fare posto a una nuova cancellata verde, più gradevole anche esteticamente. Non solo. Hanno preso il via anche le opere stradali ai passaggi a livello per inserire una copertura in gomma tra i binari, per abbattere i rumori. Hanno preso il via anche le opere che riguardano la linea ferroviaria. L’obiettivo di Ferrovie Nord, come confermato dagli accordi presi con la Regione Lombardia, è riqualificare l’intera «struttura del ferro» per migliore puntualità nel flusso e diminuire i periodi di sosta ai passaggi a livello.

NELLA PRIMA FASE, si tratta quindi di intervenire sulla segnaletica e sull’armamento delle banchine, coordinando anche la questione dello sdoppiamento dei binari per migliorare l’efficienza dei trasporti. Il Comune ha già firmato con Regione Lombardia e Ferrovie Nord l’accordo per la progettazione e realizzazione delle opere prioritarie sulla linea Fnm nel territorio di Seveso. I tre progetti chiave riguardano l’adeguamento funzionale della stazione, il nuovo sottopasso ciclo-pedonale tra via Corridoni e via Raffaello Sanzio, il sottopasso veicolare a sud al confine con Cesano Maderno.

Sonia Ronconi

Pubblicato su Amministrazione comunale, Elezioni 2008, Stampa | 4 Commenti »

«I padroni della Salute» (uno fra gli altri: Guido Della Frera)

Pubblicato da zorro su Dicembre 27, 2007

Riportiamo un articolo de L’Espresso, del 1 Dicembre 2005, in cui viene citato Della Frera, neo responsabile di Forza Italia per le Elezioni 2008 di Seveso (qui).

I padroni della Salute  

Cliniche, ricerca, assistenza, telemedicina. Cresce il ruolo dei privati. Che incassano fette sempre più ricche di spesa pubblica

di Luca Piana

FreraGalbiatiCome fare fortuna con la salute e le cure mediche? C’è chi passa per i palazzi della politica. Guido Della Frera, 41 anni, di Seveso, dal 2000 al 2003 è stato assessore agli Affari regionali della Lombardia di Roberto Formigoni. Lasciato l’incarico per fare l’imprenditore, si è buttato nella sanità. Cinque mesi dopo le sue dimissioni dalla giunta, una società di cui era azionista, il Polo geriatrico riabilitativo di Cinisello Balsamo, alle porte di Milano, ha ottenuto dalla Regione l’accreditamento presso il Servizio sanitario nazionale di 141 posti letto a uso riabilitazione: significa che la struttura è privata, ma il ricovero lo paga lo Stato. Da allora per Della Frera è stata una marcia trionfale. Nell’autunno 2004 Formigoni ha accreditato il Polo geriatrico con altri 246 posti per la sede di Milano città. E nello stesso periodo ha dato il via libera a un’altra società del suo ex braccio destro, la Polo Riabilitativo srl, per la costruzione di una nuova struttura di quattro piani con 216 posti letto fra degenza, day hospital, emodialisi, radiologia e altro ancora.

La sanità può essere un business, non solo un costo da contenere come la considerano i governi alle prese con l’esplosiva spesa pubblica. E non sempre la politica, come suggerisce il caso di Della Frera, ha un ruolo. Lo dimostra il Premio nazionale per l’Innovazione che, sponsor la Confindustria, verrà assegnato il prossimo 16 dicembre a Padova. Fra i 36 progetti di future imprese hi tech in gara per il primo posto, selezionati dalle università di tutta Italia, quasi la metà vuole lanciare sul mercato prodotti per il settore biomedicale, per effettuare diagnosi sempre più raffinate o preoci, realizzare vaccini o studiare a fini medici il codice genetico. Progetti che potrebbero trovare maggiore slancio se, come sostiene una ricerca commissionata dalla compagnia di assicurazioni Axa a quattro noti professori (Roberto Artoni, Elio Borgonovi, Gustavo Galmozzi e Antonio Pedone), la spesa sanitaria non venisse considerata solo una iattura per le casse dello Stato, bensì un volano per l’economia, l’innovazione, l’occupazione qualificata e per la nascita di fornitori superspecializzati.

Che il business del bisturi, inteso in senso allargato, possa creare improvvise fortune ma anche nuove industrie non è un fenomeno solo italiano. Sul primo aspetto si è dilungato l’ultimo numero del mensile americano ‘Forbes’. L’inchiesta di copertina era incentrata su un avvocato di Manhattan, Thomas Moore, capace di strappare ai tribunali degli Stati Uniti risarcimenti multimilionari per le vittime di cure mediche sbagliate. Con il contorno, per Moore e soci, di parcelle che sono arrivate alla somma di 2,2 milioni di dollari sui 10,9 risarciti a una bimba nata con danni cerebrali per complicazioni durante il parto. Per ‘Forbes’ sono ormai “migliaia” i soggetti che si stanno arricchendo grazie all’esplosione dei costi della sanità americana, la più privata e la più dispendiosa del pianeta, con un costo a carico dei cittadini pari a 1.900 miliardi di dollari: il 15 per cento del Pil rispetto all’8,4 per cento che si registra in Italia se si considerano sia la spesa pubblica sia quella privata (fonte Ocse). I nuovi milionari della salute americana scovati da ‘Forbes’ sono molteplici: si va dagli avvocati di grido ai chirurghi plastici, dai pubblicitari specializzati nel lancio promozionale dei farmaci agli assicuratori che fanno affari d’oro con le polizze vendute ai cittadini e con la copertura – sempre più costosa – che cliniche e ospedali devono garantirsi per far fronte al rischio di cause.

In Italia la situazione è certamente diversa sotto vari aspetti, ma anche da noi non mancano le iniziative: gruppi privati sempre più grandi che fanno incetta di cliniche, compagnie di assicurazione che cercano di sfruttare gli spazi lasciati liberi dall’assistenza statale, nuove tecnologie per seguire chi non vuole fare la fila dal medico, e la domanda di cure di una popolazione sempre più anziana.

Ma quanto spende oggi lo Stato in sanità? E quanto di questa cifra va in tasca ai privati? Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, durante una recente puntata di ‘Ballarò’ ha rinvendicato al governo Berlusconi una crescita della spesa per la salute: si è passati dai 70 miliardi di euro del 2000 agli 89 miliardi del 2004, come mostrano i dati elaborati dal Cergas Bocconi. Numeri insufficienti, sostiene l’opposizione, che inanella le critiche: l’Italia spende una cifra inferiore rispetto non solo agli esosi americani, ma anche nei confronti dei più morigerati svizzeri, tedeschi e francesi, che comunque investono in sanità più del 10 per cento del loro Pil. Non basta. I tagli che molti ospedali pubblici subiscono hanno creato situazioni assurde, come mostra il recente caso del Niguarda di Milano, dove con un mese d’anticipo sono finiti i fondi per il 2005 per i farmaci antitumorali; mentre il ministro della Salute, Francesco Storace, combatte contro la pillola abortiva e i consultori femminili, nulla viene fatto per frenare la corruzione, come dicono le numerose inchieste della magistratura che, dalle Alpi alla Sicilia, cercano di far luce sui rapporti fra i manager della sanità e i loro referenti politici.

Di certo, una fetta consistente della spesa pubblica è finita nelle casse dei nuovi padroni privati della sanità italiana. Una stima di quest’ultimo fattore la si trova ancora nei dati del Cergas. Nel 2000 andava a privati (cliniche, centri diagnostici, strutture di riabilitazione) accreditati con il Servizio sanitario nazionale la somma complessiva di 14,7 miliardi di euro, cifra salita a 19,5 miliardi nel 2004. La percentuale sul totale della spesa pubblica (il 21,9 per cento) non è cambiata radicalmente rispetto al 1996, quando al governo c’era Romano Prodi e la fetta dei privati era pari al 20,7 per cento.

In questi ultimi anni molti protagonisti storici della sanità privata hanno allargato i loro imperi: il milanese Giuseppe Rotelli, proprietario del Policlinico San Donato e ora anche di tutte le cliniche che furono di Antonino Ligresti, migrato (imprenditorialmente) in Francia dopo la tragedia del Galeazzi dove morirono 11 persone; la famiglia Angelucci di Roma, da sempre vicina alla politica, azionista nel tempo di vari quotidiani, da ‘l’Unità’, al ‘Riformista’ al ‘Libero’ di Vittorio Feltri; il gruppo Villa Maria di Ettore Sansavini, fortissimo in Emilia Romagna ma ormai diffuso in tutta Italia; la Giomi di Emmanuel Miraglia, presente a Firenze, Latina, Messina, Reggio Calabria e ora anche a Cortina d’Ampezzo dove gestisce, in compartecipazione con l’Asl di Belluno, l’ospedale Codivilla. Ma nel settore si sono visti pure nuovi arrivi: la Cir della famiglia De Benedetti (che controlla anche ‘L’espresso’), che attraverso la Holding Sanità e Servizi gestisce circa 1.200 posti letto, ospedali e residenze per anziani da Mantova a Brescia, da Modena ad Alessandra; nonché la famiglia Rocca, che controlla il gruppo Humanitas, nato nel 96 con un ospedale a Rozzano, nell’hinterland milanese, e ormai fra un vero ‘big’.

Guardando le storie di più rapida crescita, da Rotelli ai Rocca, si vede come il baricentro del nuovo sistema della sanità privata sia in Lombardia. Il motivo risiede nelle politiche attuate da Formigoni, che da tempo ha equiparato gli ospedali pubblici a quelli privati: il rimborso delle prestazioni è identico e il cittadino può andare nelle une o nelle altre con la ricetta della mutua. Risultato: tra il 97 e il 2003 in Lombardia le ecografie fatte in strutture private sono passate da 40.686 a 408.017 (negli ospedali pubblici si è scesi da 790 a 459 mila); e le Tac private sono aumentate di quasi dieci volte, come denuncia Carlo Monguzzi, capogruppo dei Verdi in Regione. La linea di Formigoni è che ciò abbia ridotto le liste d’attesa, un beneficio che nel 2001 i lombardi hanno pagato con uno dei maggiori buchi sanitari fra le Regioni italiane e con l’adozione, fra i primi, di ticket e tasse.

Il sospetto è che i privati concorrano a quella fabbrica di esami e interventi inutili in cui si è trasformata la sanità con l’unico scopo di incassare i rimborsi pubblici. Un esempio: in testa alla classifica degli interventi maggiormente praticati nel privato (e rimborsati) c’è il parto cesareo mentre nel pubblico prevale quello naturale. E ‘Forbes’ colloca il boom dei cesarei negli Usa fra gli indicatori dell’industrializzazione di un sistema sempre più orientato agli affari.

Tuttavia, proprio la recente ondata di acquisizioni di cliniche private da parte degli operatori più forti può essere letta come un sintomo di difficoltà del sistema. “I tetti alla spesa imposti da molte regioni e la necessità di rientrare dei deficit sanitari stanno portando a una diminuzione dell’attività rimborsata ai privati”, sostiene Emmanuel Miraglia nella sua qualità di presidente dell’Aiop, l’associazione delle cliniche. “E questo nonostante il disavanzo dipenda da quegli ospedali pubblici che non riescono a stare nelle spese e richiedono continuamente la copertura delle perdite”. Proprio alla necessità congiunta di comprimere le spese, a fronte di investimenti crescenti in personale e ricerca, Miraglia attribuisce la concentrazione dei gruppi privati.

La ricerca, insieme con l’assistenza (voce che nella spesa pubblica è quasi raddoppiata nel giro di quattro anni), sono d’altra parte nuovi filoni di business. La clinica milanese Humanitas è stata trasformata in Istituto di ricerca a carattere scientifico, etichetta che ha aperto l’accesso a un finanziamento Inail da 46 milioni, nell’ambito di un progetto sponsorizzato dal ministro del Welfare, Roberto Maroni, che dovrebbe premiare anche l’Istituto europeo di oncologia di Umberto Veronesi.

Che il crescente bisogno di servizi sanitari (sostenuto anche dall’invecchiamento della popolazione) possa rappresentare una spinta economica importante viene proposto da Artoni, Borgonovi, Galmozzi e Pedone nella ricerca per l’Axa: “In Italia la dinamica della spesa sanitaria è stata contenuta, soprattutto se paragonata a quella degli altri Paesi. Non è irragionevole pensare che tale controllo sia stato realizzato in un quadro di progressivo deterioramento qualitativo del sistema di ricerca pubblica e privata e dell’apparato produttivo in settori ad alto potenziale di crescita”. In parole povere, se l’Italia non vuole offrire ai giovani posti di lavoro unicamente come commessi e rappresentanti, cosa c’è di meglio che investire nella salute, che vuole ricercatori, medici e imprenditori innovativi?

Un esempio è offerto dall’arrivo in Italia di Medic4All, una società nata per vendere sistemi di telemedicina. “Stiamo studiando con le banche la possibilità di finanziare l’acquisto a rate da parte dei clienti di quella che chiamiamo la nostra ‘clinica da polso’: grande come un orologio da sub, rileva una serie di parametri che vengono inviati a un pool di 25 medici che li tengono sotto controllo”, dice Shai Misan, amministratore delegato della società, partita per ora con l’offerta a assicurazioni e banche di servizi destinati alla clientela, come l’archiviazione delle cartelle cliniche e il consulto medico via Internet o televisore.

Altri spunti arrivano dal Premio Innovazione di Confindustria. Molti i progetti che, nati nel mondo universitario, guardano alla sanità per fare business. A Torino, il biochimico Giuseppe Caputo sta dando vita a un’impresa per produrre e commercializzare prodotti a base di molecole fluorescenti in grado di individuare i tumori in una fase estremamente precoce e per studiare l’efficacia di nuovi farmaci. L’obiettivo è arrivare a un’azienda da 100 milioni di euro di fatturato, con una ventina di addetti qualificati. A Napoli, il chimico Gennaro Marino ha studiato il modo di utilizzare, a basso costo, la spettrometria di massa per analizzare la predisposizione ad alcuni malanni (come quelli cardio-circolatori) di pazienti che potrebbero essere, ad esempio, segnalati dai medici di base. O ancora, a Trieste, Nicola Scuor e altri ricercatori dell’Università hanno brevettato un apparecchio, grande come un telefonino, che può scovare nel sangue le tracce di molte malattie. Fa gli stessi test di macchine ingombranti e costose e potrebbe essere utilizzato senza l’aiuto di tecnici specializzati dal medico di famiglia o, nei paesi poveri, dagli operatori sanitari sul territorio.

Questi e altri sono i progetti in caccia di fondi per partire e svilupparsi. Risorse che sarebbe un peccato continuare a riservare unicamente a chi è abile nel percorrere i corridoi della politica.

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L’amministrazione fa di tutto per FNM, ma non fa niente per i propri cittadini

Pubblicato da zorro su Dicembre 21, 2007

Nei giorni scorsi ho incontrato per strada una signora di Seveso che conosco molto bene.

DSC05515Questa signora mi ha raccontato che qualche anno fa le capitò di incontrare il sindaco Galbiati per strada. In quell’occasione gli chiese se si poteva fare qualcosa per il marciapiede di Via Zeuner, quello lungo la ferrovia: «è talmente stretto che non si riesce a passare con un normale passeggino senza dover essere costretti a scendere in strada;  inoltre basta che qualcuno appoggi una bicicletta alla cinta - qualche  pendolare che molto ecologicamente va in bicicletta a prendere il treno in stazione - che non si riesce a passare del tutto». Il sindaco molto prontamente rispose alla signora che il comune di Seveso aveva diritto di prendere 30 cm dal terreno occupato dalle FNM per poter allargare il marciapiede, ma che in quel momento era troppo oneroso rifare marciapiede e cinta, si sarebbe aspettato quindi la prima occasione.

L’occasione è arrivata: il marciapiede si è ristretto! (si veda l’articolo pubblicato da Sevesoviva e che riportiamo qui in fondo).

Della possibilità di richiedere a FNM la concessione di una striscia di terreno per allargare il marciapiede ci è stata anche data conferma da alcuni consiglieri delle amministrazioni venute prima dei mandati di Galbiati.

Per l’ennesima volta il sindaco e la sua amministrazione prendono in giro i propri cittadini e fanno promesse da marinai.

Altra promessa non mantenuta, altra occasione persa.

Oggi invece, passando davanti alla stazione, ho trovato su tutte le biciclette parcheggiate nell’apposita rastrelliera un biglietto a firma di Città di Seveso-Corpo di Polizia Locale, con tanto di stemma comunale; il biglietto riportava il seguente messaggio: «In questa località non è consentita la sosta dei velocipedi. Nei prossimi giorni si provvederà alla rimozione forzata di tutte le biciclette parcheggiate sul marciapede». In più, un grosso cartello indicava che la rastrelliera porta biciclette sarebbe stata presto rimossa insieme alle bici ancora presenti.

Ripetiamo: le biciclette erano parcheggiate ordinatamente nel porta biciclette che FNM o il Comune aveva da tempo immemorabile installato, non erano appoggiate al muro.

Concludendo: dal prossimo anno, chi va in stazione in bicicletta dal lato di Via Marconi, e non vuole farsi in bicicletta il sottopasso (scale comprese) per raggiungere il parcheggio di Raffaello Sanzio, dovrà rinunciarvi a scapito di una ben più inquinante macchina (come se in quella “località”, come viene chiamate dal Corpo di Polizia di Seveso, ce ne fossero ancora poche). 

E’ questo il modo di incentivare le persone a non prendere la macchina ed usare la bicicletta?

E dire che l’assessore Marzio Marzorati non solo dovrebbe essere molto sensibile al problema, ma è da tempo al corrente dell’esigenza di rendere la nostra città più vivibile visto che già nel lontano 2004 al desiderio dei ragazzi delle scuole di poter andare in bicicletta o a piedi rispondeva «… i bambini si sentono prigionieri della città, perché non possono viverla liberamente. A loro piacerebbe muoversi senza un adulto che li accompagna sempre in macchina, ma per come sono state progettate le nostre città non è possibile garantire loro la sicurezza» (qui l’articolo intitolato “Solo in auto“). E quello che vale per i ragazzi, vale anche per gli adulti.

Marzorati forse si è dimenticato che una di quelle città che indica come “non progettata per garantire sicurezza” a chi va in bici o a piedi è la città che LUI, insieme a Galbiati e ai suoi assessori, amministra ormai da 10 anni. E in questi 10 anni, anche da questo punto di vista, le cose sono solo peggiorate. Ha detto o fatto qualcosa per il caso sopra?

Perchè l’amministrazione non ha chiesto a FNM di poter allargare il marciapede così come lo stesso sindaco aveva dichiarato essere fattibile? Perchè nell’accordo di Luglio stipulato con FNM (qui), dove si concorda un “Adeguamento funzionale della stazione” per un costo di 1.409.859,65 euro, non si è inserita una clausola a riguardo? e sempre in tale “adeguamento” si è inserito un deposito biciclette lato Corso Marconi in sostituzione della rastrelliera che ora verrà tolta? 

Terreno libero a fianco della stazione ce n’è sia per il marciapiede che per un piccolo, ma dignitoso, spazio per depositare le biciclette: perchè non si fa niente? Perchè FNM non concede il minimo metro di terreno mentre i cittadini DEVONO cedere a FNM(qui) 205 metri quadri per un semplice cancelletto?

Perchè con i cittadini l’amministrazione usa espropri e denunce mentre con FNM i guanti di velluto? perchè per l’ennesima volta il sindaco sembra curare gli interessi di FNM e non quelli della gente di Seveso? ed infine, sono queste le persone di cui ha bisogno veramente Seveso?

Riportiamo sotto l’articolo di Sevesoviva apparso il 10 Dicembre 2007.

recinzione - Zeuner1

 LA NUOVA RECINZIONE FERROVIARIA DI VIA ZEUNER RUBA SPAZIO AL MARCIAPIEDE

«E’ difficile capire i criteri progettuali del nuovo muro di sostegno del grigliato metallico che sostituisce la vecchia recinzione dell’area di Ferrovie Nord – ha dichiarato il presidente di “Sevesoviva”, Daniele Tagliabue – Anche ad occhi inesperti già appare evidente la sproporzione tra lo spessore di circa trenta centimetri di detto muro in calcestruzzo e l’esile struttura del grigliato metallico sovrapposto. Ma quel che veramente non si capisce è perchè la colata di cemento, che ricopre la base dei vecchi pilastrini, abbia dovuto occupare sei centimetri in più del marciapiede, già molto stretto, al posto di prenderli dall’abbondante spazio disponibile verso la ferrovia».
recinzione - Zeuner2A fronte di queste osservazioni, «Sevesoviva» ha posto dei quesiti all’Amministrazione: «La nuova recinzione ferroviaria è stata autorizzata esplicitamente dagli uffici tecnici comunali competenti? L’appropriazione di suolo comunale è un nuovo segno di sudditanza del sindaco Clemente Galbiati verso le Nord o è una disattenzione degli uffici o degli amministratori comunali? Inoltre, non vi sembra che la stessa “debordanza” applicata impropriamente da Ferrovie Nord per realizzare questa piccola ma significativa opera la stiate applicando nell’espropriare il condominio di via Corridoni per aprire un semplice cancelletto? – ha domandato il comitato – L’Amministrazione comunale, in particolare il sindaco e l’assessore alla Tutela del territorio, Marzio Marzorati, hanno deciso di ritirarsi dal confronto serrato con una società ferroviaria che, pezzo a pezzo, ha deciso di sottomettere una città. Mentre loro scappano, moltissimi sevesini, con “Sevesoviva”, hanno deciso che questa battaglia è da combattere fino in fondo».

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«La dove c’era l’albero, passerà il secondo binario»

Pubblicato da zorro su Dicembre 19, 2007

 Da Il Giornale di Seregno del 18 Dicembre 2007

seveso-camnago

POLEMICA 
I frontisti criticano l’iniziativa della Provincia

La dove c’era l’albero, passerà il secondo binario

Barlassina -  I «frontisti» hanno contestato l’iniziativa ecologica di via Da Vinci.
  I residenti che hanno le loro case nelle vicinanze delle Ferrovie Nord hanno voluto criticare le giornate verdi.
Gli alunni che frequentano quotidianamente la locale scuola primaria, hanno preso parte non meno di tre settimane fa all’iniziativa «Adotta un albero per la tua scuola», alla quale ha partecipato anche l’assessore provinciale Gigi Ponti.
«Dove hanno piantato i nuovi alberi non dovrebbe sorgere il secondo binario? – si è domandato Carlo Pozzoli, uno dei residenti che vive lungo la tratta Seveso-Camnago – Non è uno spreco per la collettività fare e disfare, spendere i soldi per piantare del verde che poi verrà tolto?».
Il sindaco, Anna Maria Frontini, interpellata sull’argomento ha voluto rispondere al problema sollevato dai frontisti.
«Gli alberi non verranno toccati – ha spiegato il primo cittadino – In base a quello che sappiamo il secondo binario dovrebbe partire dopo il ponte e quindi l’area verde di via Da Vinci non verrà toccata».

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Della Frera, fedelissimo di Formigoni e Cattaneo, responsabile di Forza Italia per le elezioni 2008

Pubblicato da zorro su Dicembre 18, 2007

Riportiamo sotto l’articolo pubblicato oggi su Il Giornale di Seregno riguardo il coinvolgimento di Della Frera (Forza Italia, fedelissimo del governatore Formigoni) per le elezioni di Seveso del 2008.  Qui il sito ufficiale di Della Frera. 
Prima però riportiamo il commento di “Ginetto”,  espresso subito dopo aver appreso la notizia da Il Cittadino di Sabato scorso.

A leggere la storia di Della Frera sembra di leggere quella di Tallarita: pare che entrambe abbiano usato la politica per far crescere la propria azienda. L’uno nella sanità, dove serve l’aggancio al sistema di accreditamento regionale, l’altro nell’edilizia, dove serve l’aggancio ai “manovratori” dei piani regolatori.
Alla fine l’unica cosa che li differenzia è l’accento: quello di Tallarita comunque lo preferisco, è molto più verace.

Della Frera sostituisce l’uomo ombra di Formigoni. L’innominabile che, nonostante abbia addirittura messo in trasparenza il “celeste” sulla porta di casa, non ha saputo tenere in pugno quel Galbiati che diceva di conoscere.

Mentre Tallarita invita i suoi a “partecipare” a Forza Italia, Della Frera non ha bisogno di dimostrare nulla. Arriva come il garante delle parole magiche, sussidiarietà e sostenibilità, che richiamano il gregge or qui or là. Anche qui preferisco Tallarita, molto più verace, molto più originale. Poco amato da CL ma uomo vero.

Ed infine il cerchio si chiude.
Tolto di mezzo Vaccarino, squalificato Tallarita (contento di ritornare nell’ombra) ora Cattaneo può contare su un suo pari: uno che sà qual’è la storiella da raccontare e lo sa fare con l’accento giusto. Il controcanto del fedele Marzorati è assicurato.
Il karaoke delle Nord non è difficile ma ci vuole l’accento giusto: “L’interramento è la scelta strategica, avanti con i sottopassi”.

Galbiati lo canticchiava ma era troppo nervoso e fuori tempo.
Tallarita con il suo “… e sono solo 500 cog…..” era proprio stonato, avrebbe dovuto ritornare a lezione dal Berlusca.
Tela Frega è l’uomo giusto: come al solito, per fregare Seveso, ci vuole un uomo venuto da lontano.

Articolo pubblicato il 18/12/07 su Il Giornale di Seregno

Venerdì si è svolto il primo incontro interlocutorio tra i capigruppo di maggioranza per la scelta del candidato

ELEZIONI: DELLA FRERA RESPONSABILE PER FI

L’ex assessore regionale sostituirà Massimo Ponzoni in qualità di commissario provinciale del partito

FreraGalbiatiSevesoL’ex assessore regionale di Forza Italia Guido Della Frera è stato incarico di seguire la campagna elettorale in vista delle consultazioni del maggio prossimo.
  L’incarico è stato conferito direttamente dal commissario provinciale degli azzurri, Massimo Ponzoni, e sarà ufficializzato nel corso della conferenza stampa prevista per giovedì. Della Frera, 43enne, sevesino, è stato consigliere comunale di Milano dal 1997 al 2000 e assessore regionale dal 2000 al 2003.
Recentemente è stato anche insignito del titolo di «Cavaliere della Repubblica» direttamente dal presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, durante la cerimonia di ottobre che si è svolta presso l’Istituto dei «Ciechi di Milano».
«Ho incontrato Della Frera durante il congresso di Forza Italia che si è tenuto recentemente a Meda – ha dichiarato il coordinatore cittadino di Forza Italia, Nicola Tallarita – Avendo condiviso ogni linea di pensiero del suo intervento, fatto durante il congresso, oltre a idee e progetti, ho pensato di coinvolgerlo nella realtà sevesina, come responsabile di Monza e Brianza per le prossime consultazioni elettorali. Una proposta condivisa anche dall’attuale commissario, Massimo Ponzoni, nonché assessore regionale, che visti i numerosi impegni politici, ha accettato di passare il testimone a Della Frera».
Per quanto riguarda le elezioni, un primo incontro interlocutorio si è tenuto venerdì scorso, convocato dal sindaco, Clemente Galbiati, che ha visto la presenza dei capigruppo delle attuali forze di maggioranza: Forza Italia, Alleanza Nazionale, lista «Con Galbiati per Seveso» e Udc.
«Sono molto soddisfatto dell’incontro durante il quale sono state accettate le proposte che ho presentato – ha aggiunto Tallarita – Tutta la coalizione condivide le caratteristiche che dovrà avere il candidato sindaco e contiamo di indicare il nome entro la metà di febbraio. E’ la dimostrazione che Forza Italia è unita e compatta così come tutta la coalizione».
«Ho deciso di convocare le forze politiche di maggioranza per iniziare, subito dopo l’Epifania, un percorso che ci porterà alle elezioni e a comunicare in tempi brevi la scelta del candidato e del programma – ha dichiarato il sindaco – Sicuramente dovrà garantire continuità al lavoro svolto finora, oltre ad essere una persona stimata, conosciuta e disponibile a investire il suo tempo in questo importante incarico. Personalmente continuerò a seguire la politica locale ricandidandomi nella mia lista». 
 Marina Doni

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Scontro tra Butti (PD) e Mastrandrea (AN): «Pallottoliere» contro «Pico de Paperis»

Pubblicato da zorro su Dicembre 15, 2007

Articolo pubblicato il 04/12/07 su Il Giornale di Seregno

«MENO SOLDI ALLA BIBLIOTECA»: IL PD ACCUSA IL COMUNE

Seveso -  «Un impegno economico inferiore da parte del Comune per la biblioteca».
  Lo ha segnalato il capogruppo del Partito democratico, Paolo Butti, in un’interpellanza illustrata mercoledì scorso in Consiglio comunale.
«Allo stato attuale il Bilancio ha stanziato e già speso per i libri solo cinquemila euro – ha dichiarato – Ma per la co-organizzazione del convegno ufologico, nel mese di ottobre il Comune ha speso circa 5.800 euro contro i 5.164,56 richiesti. Inoltre, il Comune ha garantito ogni anno dai quindici ai ventimila euro per l’acquisto dei libri e quindi mancano alla biblioteca dai dieci ai quindicimila euro per mantenere il trend».
MASTRANDREA MARCO«I cinquemila euro sono serviti per il rinnovo degli abbonamenti a quotidiani e settimanali – ha spiegato l’assessore alla Comunicazione, Marco Mastrandrea – Inoltre, 6.500 euro sono stati stanziati con la variazione di ottobre, altri 3.500 sono nell’assestamento di Bilancio che votiamo stasera. Per quanto riguarda il convegno ufologico basta guardare la delibera dove sono elencati i preventivi per un totale di 5.165,46 euro mentre 635,44 euro è l’importo che è stato destinato per spese varie per un totale di 5.800 euro. I conti tornano: mi rammarico di non aver omaggiato di un pallottoliere il consigliere Paolo Butti».
«Non mi ritengo soddisfatto della risposta per l’impegno economico inferiore conferito quest’anno alla biblioteca» ha replicato il capogruppo del Pd.

Articolo pubblicato il 11/12/07 su Il Giornale di Seregno

BUTTI RISPONDE A MASTRANDREA SUI CONTRIBUTI ALLA BIBLIOTECA

Foto_buttiSeveso -  Il capogruppo del Partito democratico, Paolo Butti, non ha digerito la battuta fatta giovedì l’altro in Consiglio comunale in merito all’interpellanza sui fondi alla biblioteca.
  «I conti tornano, mi rammarico di non aver omaggiato di un pallottoliere il consigliere Butti» aveva detto l’assessore alla Comunicazione, Marco Mastrandrea.
«Una frase del genere “non so come le abbiano insegnato a fare i conti, pronunciata dall’assessore denota lo scarso senso di rispetto per il Consiglio – ha dichiarato Butti – L’assessore anche in questo caso non si smentisce nell’arroganza e banale ironia che contraddistinguono le sue risposte ogni qual volta viene messa in dubbio o addirittura interrogata la bontà del suo agire».
Butti ha poi voluto sottolineare che «è un diritto fondamentale per un consigliere porre domande sull’agire di ogni assessore ed è un dovere dare risposte senza giudicare nel merito l’importanza della questione sollevata né tantomeno le capacità di chi ha posto la domanda. Non è una questione personale ma mi stupisco che non ci sia stato un intervento del presidente del Consiglio a garanzia del rispetto dei diritti dei consiglieri». Entrando nel merito degli stanziamenti alla biblioteca, «una discussione anzichè una sceneggiata da bar sarebbe servita di più in Consiglio – ha concluso Butti – Comunque aspetto il pallottoliere, lo regalerò ai miei nipotini per il prossimo Natale dicendo loro che è un dono del Pico de Paperis di Seveso».

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«Patto di stabilità, il punto di vista di Lega Nord»

Pubblicato da zorro su Dicembre 14, 2007

Articolo pubblicato sul settimanale informaZona dell’8 Dicembre 2007 (pag. 24).

Patto di stabilità

Ha ragione il Presidente Silvio Berlusconi quando definisce “ectoplasma” l’accozzaglia formata da Alleanza Nazionale, Forza Italia ed UDC.
Non c’e’ un termine migliore per identificare il gruppetto di personaggi, a Seveso guidati dal sindaco abusivo, che nel pieno dell’estate aveva deciso di non rispettare la Legge Finanziaria, e relative norme sul Patto di Stabilità, semplicemente perché “non gradita”.

L’obiettivo degli abusivi era:
1) spendere tutto il denaro in cassa per fare le “asfaltatine pre-elettorali”, nella speranza che qualche cittadino di Seveso possa dimenticarsi degli ultimi dieci anni di mala amministrazione Galbiati.
2) Fare “terra bruciata”, cioè eliminare i fondi di riserva del Comune di Seveso e causare l’introduzione di penali IRPEF aggiuntive, previste per i cittadini residenti in comuni che non rispettano il Patto di Stabilità.

Gli ectoplasmi speravano di farla franca: delibera approvata a fine luglio, qualche giorno di tempo perso per la pubblicazione dell’atto e Ferragosto dietro l’angolo. L’illusione di AN, FI ed UDC è finita quando, il 16 agosto 2007, la capogruppo della Lega Nord in consiglio comunale, Floriana Belotti, ha presentato un esposto alla Corte dei Conti ed al Prefetto di Milano.

Le Autorità di Vigilanza hanno chiesto chiarimenti al sindaco abusivo che non ha potuto far altro che fermare il suo folle progetto.
 
Durante la seduta di consiglio comunale del 28 novembre 2007 gli ectoplasmi hanno dovuto rettificare i precedenti atti, ed i parametri di Bilancio del comune di Seveso sono rientrati nei limiti previsti dal Patto di Stabilità.

Per rileggere tutti i passaggi della vicenda consigliamo di cliccare il link proposto qui sotto.
Nel riquadro giallo (qui) potrete rivedere gli articoli di giornale del periodo settembre-ottobre 2007, quando i rappresentanti dell’amministrazione abusiva sfidavano le Leggi, accusando la Lega Nord di “strumentali critiche stataliste”, dichiarando che “non aver rispettato il Patto è una scelta politica coraggiosa”.

E’ bastata la determinazione di una donna padana per fare sparire il coraggio agli ectoplasmi.

Lega Nord Seveso 

 

Sparito il “coraggio”, sparito lo sforamento, spariti i soldi. Purtroppo non sono sparite le emergenze:  Via Cacciatori delle Alpi, Via Sprelunga, Via Vignazzola, … 

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ELEZIONI 2008: NASCE LA LISTA CIVICA «SEVESOVIVA»

Pubblicato da zorro su Dicembre 14, 2007

ELEZIONI 2008: NASCE LA LISTA CIVICA «SEVESOVIVA»; riportiamo prima l’articolo apparso su “Il Giorno”, poi il comunicato stampa di Sevesoviva.

Da “Il Giorno” del 12 Dicembre 2007 

Sevesoviva-IlGiorno 12-Dic

Sevesoviva lista civica alle elezioni 2008

— SEVESO — LA NOTIZIA era nell’aria da mesi, ma ora è ufficiale: Sevesoviva sarà presente, come lista civica, alle elezioni comunali di maggio 2008. Lo ha deciso l’assemblea del Comitato – che da 21 mesi si batte a favore dell’interramento della tratta di Seveso delle Fnm – con 298 pareri favorevoli e 3 contrari. Quindi il Comitato, nato circa due anni fa per promuovere l’interramento della tratta cittadina delle Fnm, ha deciso di scendere in campo contro l’attuale giunta di centrodestra. La Lega Nord si è dall’inizio schierata in questa lotta, quindi il collettivo comune pensa che correranno insieme. Anche se i vertici delle due forze politiche sevesine, per ora, non rilasciano dichiarazioni in merito.

Il Comitato Sevesoviva si è battuto senza esclusione di colpi in questi due anni e finora ha prodotto numerosi documenti tecnici per poter dimostrare come sostituire i sette passaggi a livello presenti a Seveso, coinvolgendo in questo lavoro società specializzate per verificare la fattibilità ingegneristica e ferroviaria dell’interramento locale, attivando contatti con operatori nel campo delle perforazioni per capire l’impatto ambientale e i mezzi più idonei per realizzarlo, simulando l’impatto dei sottopassi sulla viabilità locale e delle fasi costruttive sui flussi dei pendolari. «Un lavoro scientifico che nessuno aveva mai fatto fino ad oggi, – spiega il presidente DanieleTagliabue – e diventato supporto di un ordine del giorno approvato a larga maggioranza dal Consiglio regionale lombardo per realizzare il progetto preliminare di interramento».

12 Dicembre 2007, Son.Ron.

Di seguito il comunicato stampa di Sevesoviva apparso sul sito internet.

Comunicato stampa comitato Sevesoviva

ELEZIONI 2008: NASCE LA LISTA CIVICA ‘SEVESOVIVA’
Sevesoviva sarà presente, come lista civica, alle elezioni comunali di Maggio 2008 a Seveso. Lo ha deciso l’assemblea del Comitato – che da 21 mesi si batte a favore dell’interramento della tratta di Seveso delle FNM – con 298 pareri favorevoli e 3 contrari.
Il Comitato Sevesoviva ha finora prodotto numerosi documenti tecnici per dimostrare come sostituire i sette passaggi a livello presenti a Seveso, coinvolgendo in questo lavoro società specializzate per verificare la fattibilità ingegneristica e ferroviaria dell’interramento locale, attivando contatti con operatori nel campo delle perforazioni per capire l’impatto ambientale e i mezzi più idonei per realizzarlo, simulando l’impatto dei sottopassi sulla viabilità locale e delle fasi costruttive sui flussi dei pendolari.
Un lavoro scientifico che nessuno aveva mai fatto fino ad oggi, i cui risultati sono stati discussi in incontri mensili presso l’Oratorio Paolo VI di Seveso e presentati al pubblico in due convegni il 12 maggio 2006 e il 9 marzo 2007.
Il lavoro del Comitato è così diventato supporto oggettivo di un ordine del giorno approvato a larga maggioranza dal Consiglio regionale lombardo per realizzare il progetto preliminare di interramento; provvedimento al quale solo Alleanza Nazionale, del sevesino Alboni, ha dichiarato voto contrario. Poi è divenuto spunto per la presentazione di un emendamento alla finanziaria nazionale da parte dei leghisti Galli e Grimoldi: prima e storica occasione in cui l’interramento ferroviario locale di Seveso è approdato in parlamento.
Il Sindaco Galbiati, invece, nel 2006 non ha firmato il documento con il quale alcuni consiglieri comunali di maggioranza chiedevano a Ferrovie Nord di verificare la fattibilità dell’interramento ferroviario e, nel 2007, ha approvato il sottopasso al confine con Cesano Maderno che egli stesso aveva giudicato dannoso per la viabilità dieci anni prima.
Castellanza, Nichelino, Ferrara, Bologna e molte altre città italiane hanno ottenuto le opere necessarie al benessere delle loro comunità dimostrando che laddove il Sindaco chieda con forza e ragioni la realizzazione di un’opera, Regione, Provincia e Stato non possono imporre l’opposto. Forti di questa convinzione affrontiamo l’impegno elettorale che ci attende.
Comitato Sevesoviva
Daniele Tagliabue

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Due cittadini replicano a Marzorati: lettera in versione integrale

Pubblicato da zorro su Dicembre 13, 2007

Riportiamo la lettera  pubblicata (in forma integrale) sul settimanale informaZona dell’8 dicembre 2007 (pag. 24). La stessa lettera è stata pubblicata su Il Giornale di Seregno del 4 Dicembre, ma in quest’ultimo caso è stata tagliata nella parte centrale, quella più “interessante”, che riportiamo sotto evidenziata in grassetto. Ancora un volta: complimenti ad informaZona.

Tiglio abbattuto in via Montello

Tiglio abbattuto in via Montello e Marzorati cosa ne pensa di tutto questo? 

Due cittadini replicano: lettera in versione integrale 

Seveso – L’Assessore alla Tutela e Sostenibilità del territorio Marzio Marzorati ha dichiarato sulla stampa locale che la messa a lutto dei tigli di via Montello e l’affissione dei necrologi è solamente “una strumentalizzazione” e che per “compensare” l’abbattimento del tiglio ne saranno piantumati altri al cimitero. Inoltre l’assessore Marzorati dice che è stato abbattuto perché è diritto del proprietario in quanto c’è un passo carraio. E’ opportuno dire che “ci sarà” un passo carraio. Ad oggi non c’è. Non c’è quello che ha reso necessario abbattere l’albero, però ce sono altri due già esistenti! Ed il terzo è già predisposto. Quindi l’area è già ben servita. Notare che il tiglio abbattuto è proprio di fronte a via Stelvio, quindi un abbattimento “progettato”.

Non dimentichiamoci che il capannone ove sorgerà un supermercato “LD” è di proprietà di Simone Munari che è Presidente del Circolo di Alleanza Nazionale di Seveso, membro della Commissione URBANISTICA e Consigliere d’amministrazione della S.I.B. S.p.A (società partecipata dal comune di Seveso). E’ presumibile che non abbia fatto alcuna fatica ad ottenere tutti i permessi, compreso quello di abbattere il tiglio per un passo carraio che attualmente non esiste.

Marzorati_2_8DicA parte queste considerazioni che possono dimostrare un evidente conflitto di interessi tra chi rilascia concessioni e permessi e chi li richiede, ci preme sottolineare come la coscienza ambientale dell’Assessore Marzio Marzorati in queste situazioni sia nulla. Marzorati ha “trattato” quel tiglio come se fosse un oggetto, una cosa; lo ha messo alla stessa stregua di un palo di cemento; quel tiglio era “unico” come ogni albero del mondo e sorprende come una persona di spicco di Legambiente con un passato nei “Verdi” e nella sinistra ambientalista commenti l’abbattimento di un albero (nello specifico dell’età di circa 80 anni) come se fosse il peggior imprenditore edile. Abbattere un albero e “compensarlo” con altri altrove non è un atteggiamento da vero ambientalista; un vero ambientalista (addirittura assessore) amante del verde prima di ricorrere all’abbattimento dell’albero deve fare di tutto per trovare una soluzione alternativa; probabilmente l’assessore Marzio Marzorati stava già pensando al futuro di via Montello prospettato dal suo sindaco Clemente Galbiati che, riferendosi a via Montello, a mezzo stampa il 6 ottobre ha dichiarato: “Snellire il traffico attraverso la creazione di tre corsie di marcia. Una per chi vorrà raggiungere via Dante, una per dirigersi verso Barlassina e una terza per arrivare in centro Seveso”.

Fare via Montello a tre corsie! Ecco perche a Marzio Marzorati non importa niente di “quel” Tiglio; li dovranno abbattere tutti! Per fare 3 corsie serve allargare però la carreggiata almeno di circa 4 metri, il che vuol dire appunto abbattere TUTTI i Tigli della via. Ma allora, a pensarci bene, perché fare 3 corsie a senso unico se verrà attuato il sottopasso (ipotesi praticamente certa se rimarrà l’attuale maggioranza)  o il sospirato interramento?

A cosa servirebbe? Beh, alla viabilità niente, ma al supermercato molto. Soprattutto visto che, in caso di sottopasso, se la carreggiata rimanesse come è attualmente, il supermercato si ritroverebbe  lungo una via dalle dimensione di una via secondaria. Quindi: si abbattono tutti i tigli, si “inventano” 3 corsie e quando arriverà il sottopasso ci sarà comunque la strada larga abbastanza per far entrare e uscire dal supermercato tutte le macchine che si vogliono. In sostanza: si stanno preparando per il sottopasso di Via Montello.E Marzorati di tutto questo cosa ne pensa?

Marzorati_1_8DicCosa ne pensa il Marzorati  Assessore (alla Tutela e Sostenibilità del territorio, famiglia e solidarietà sociale, presidente dell’agenzia Innova 21 per lo sviluppo sostenibile) della sua amministrazione, nella quale le entrate per oneri di urbanizzazione contribuiscono per più del 70% di tutto il bilancio? (2,7Ml su un totale di 4Ml). Cosa pensa del fatto che quelle entrate vengono usate nella maggior parte per tagliare alberi e asfaltare strade? E’ questo il concetto di protezione dell’ambiente, di sviluppo sostenibile che ha? Fino a quando questa politica sarà sostenibile dai cittadini? Per ora è solo sopportata! Assessore Marzorati, quando la vedremo passeggiare in via Montello,via Dante, via Brennero e via Zeuner ? Almeno ci spiegherà anche i benefici da lei decantati riguardo la riapertura della linea ferroviaria Seveso – Camnago.

Alessandro Lucchini e Massimo Carro


Lettera pubblicata sul settimanale informaZona dell’8 dicembre 2007 (pag. 24)

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«Approvata all’unanimità la costituzione in Lista Civica»

Pubblicato da zorro su Dicembre 12, 2007

Articolo pubblicato sul settimanale informaZona dell’8 dicembre 2007 (pag. 27)

Lista civica

Approvata all’unanimità la costituzione in Lista Civica 

La signora Consonni riceve la seconda denuncia penale

Seveso. Riunione interessante e ricca di spunti, martedì scorso all’Oratorio Paolo VI, per gli aderenti il Comitato Sevesoviva – prossimo a trasformarsi in Lista Civica al fine di ottenere l’auspicato interramento della linea ferroviaria sul territorio di Seveso. Una lettera recapitata al migliaio di iscritti chiedeva se fosse il caso di entrare direttamente nell’agone politico delle prossime elezioni amministrative (maggio 2008) e quali candidati proporre. Ebbene, grazie alla ‘dedizione e amore dimostrati nei confronti della propria città’, in tanti hanno risposto di ‘si’ (praticamente il 99,9%): molti volti nuovi erano all’Oratorio ad ascoltare le indicazioni del presidente Daniele Tagliabue che ha risposto democraticamente alle domande dell’assemblea. Sevesoviva_1_8DicUn lungo applauso ha sottolineato la solidarietà tributata alla signora Marilena Consonni, raggiunta da una seconda denuncia in pochi mesi da parte di esponenti dell’Amministrazione comunale sevesina. Per lei un mazzo di fiori offerto dal responsabile dei Giovani Padani di Seveso, Andrea Lunghi e la vicinanza della platea, sdegnata per un atto di tale gravità ai danni di una tranquilla pensionata che forse ha inveito troppo animatamente contro il sindaco e la Giunta nel corso di un Consiglio comunale. Si fa folto il numero delle intimidazioni ‘a suon di denunce penali’ (come ai responsabili di Sevesoviva) e ‘multe’ (a chi si azzarda a criticare l’attuale amministrazione comunale in vario modo, anche con lenzuola): ‘sistema’ inusuale in un effettivo stato di diritto. Nel caso particolare, la signora Consonni (vive con la sorella in via Dante 2) ha iniziato ad interessarsi della cosa pubblica 2 anni fa quando scoprì che il progettato sottopasso ferroviario di via Montello avrebbe ‘mangiato’ parte del suo giardino in cui vi dimorano un tasso, una magnolia e un nocciolo centenari (la casa fu edificata nel lontano 1901). La ex modellista partecipa da allora ai Consigli comunali anche per conoscere le sorti dei suoi beni. L’ottobre scorso i carabinieri bussano alla sua porta e la invitano presso l’Ufficio Comando di Meda dove le notificano una denuncia e querela per diffamazione e minacce (articoli 595 e 612 Codice Penale). L’avrebbe – il condizionale è d’obbligo – avviata il sindaco Galbiati! Ma se così non è,siamo disponibili ad una smentita. Pochi giorni fa, una seconda denuncia (pare per insulti) le è stata notificata dai carabinieri della Stazione di Meda; dovrebbe essere stata promossa  da due Consiglieri comunali di maggioranza. I motivi, per il momento, non sono ancora noti alla stessa signora; si stanno occupando del caso gli avvocati Nerino e Fabio Bossi di Lentate. InformaZona vi terrà informati sugli eventuali sviluppi: il Giudice di Pace di Desio tenterà una conciliazione tra le parti. Ma i tempi si prevedono lunghi. Più ravvicinato invece il prossimo incontro all’Oratorio Paolo VI dei simpatizzanti del Comitato Sevesovia: la sera del 18 dicembre si scambieranno gli auguri natalizi con panettone e spumante. Altre info su www.sevesoviva.it  
Di seguito il testo della lettera di Sevesoviva.
A.C.

Sevesoviva_2_8DicGli aderenti al Comitato Sevesoviva stanno ricevendo a casa in questi giorni una lettera nella quale il Presidente racconta il percorso fatto in questi 18 mesi dalla fondazione e chiede di approvare o meno la costituzione di una Lista Civica Sevesoviva. In caso di assenso, chiede anche di assumersi una responsabilità personale nei confronti del futuro della propria città indicando il proprio nome e suggerendo quello di persone stimate per questo lavoro. La risposta  potrà essere restituita all’incontro del 4 dicembre in Oratorio Paolo VI o alla casella postale del Comitato. E’ un percorso trasparente e aperto in cui il metodo partecipativo, sin qui praticato concretamente dal Comitato con incontri pubblici mensili, potrà portare ad una decisione impegnativa se condivisa.La domanda se fare o meno una Lista Civica è imposta da due fatti.Primo, Sevesoviva, nonostante abbia documentato con ragioni inequivocabili la possibilità tecnica ed economica dell’interramento ferroviario locale di FNM, è stata ostacolata in ogni modo dall’amministrazione Galbiati e dai partiti che la sostengono. E’ chiaro che il futuro che essi vogliono per Seveso si chiama sottopassi: un futuro da periferia degradata. Secondo, a maggio 2008 si vota e solo un consenso elettorale forte alle forze politiche che concretamente hanno dimostrato di volere l’interramento come prioritario, darà al progetto una possibilità concreta di essere realizzato.Riappropriarsi della politica significa costruire luoghi dove ogni persona, in una partecipazione sincera, laboriosa e stimata, possa dare il suo contributo di ricerca alla soluzione dei problemi comuni.
Comitato Sevesoviva

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