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pensieri, domande e riflessioni di cittadini di Seveso e dintorni

Raffaele Cattaneo e il Governadùr Formigoni in “La Casta”

Pubblicato da zorro su Dicembre 10, 2007

CATTANEONell’incontro pubblico organizzato dall’amministazione Galbiati il 3 Aprile 2007, l’assesore regionale alle Infrasrutture e Mobilità Raffele Cattaneo (Forza Italia) dichiarava che la regione non ha i soldi per l’interramento locale di Seveso (qui).

La puntata di Report del 18 Novembre (qui) dava invece un’immagine completamente diversa sullo stato delle finanze della regione Lombardia; dava l’immagine di una regione talmente ricca che, non solo ha soldi per costruire il nuovo palazzo della regione, la piramide per lasciare gloria a Formigoni” (costo pari a 400 milioni), ma si permette anche di non pretendere dalle imprese costruttrici (in realtà sempre e solo una, quella di Ligresti … si proprio il Ligresti di Tangentopoli) tutti gli oneri di urbanizzazione: “Sta di fatto che i comitati hanno fatto ricorso perché in base alla variante e  alla convenzione con il comune, mancherebbero,  rispetto al costruito, 140 milioni di euro in servizi pubblici”.

Nella puntata si evidenziavano diverse “coincidenze” ad analogie con la politica di Seveso; un esempio su tutti: una multa di 50 mila euro al comitato “vivi e progetta un’altra milano“ per dei volantini appesi ad dei pali, definita da parte degli stessi aderenti al comitato “un misto di solerzia ed intimidazione“. Assolutamente da vedere; il video della puntata, insieme alla trascrizione completa, è presente sul sito di Report (qui).

Ma torniamo alla “mancanza di soldi” della regione. Nei pezzi de “La Casta” (di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella) riguardanti la regione Lombardia e l’amministrazione Formigoni si provano le stesse sensazioni indicate sopra. Riportiamo qui sotto alcuni passaggi.

formigoni«Se fosse napoletano anche di Roberto Formigoni si potrebbe dire che fa «’o gallo ‘ncopp’ a munnezza», cioè il gallo sull’immondizia. Per carità, sotto il cielo manzoniano, così bello quando è bello, i cassonetti non traboccano di pattume come a Nola e l’inceneritore di Brescia è stato costruito senza le rivolte popolari di Tufino. E la paghetta per le spese di rappresentanza personali del Governadùr, per quanto sia aumentata del 67% in cinque anni (altro che l’inflazione…) e sia quadrupla rispetto al fondo del presidente Kòhler, è comunque lontana coi suoi 345.000 euro da quella del collega campano.
Anche la più forte e motivata delle Regioni italiane, però, offre panorami qua e là stupefacenti. Se non scandalosi.
Ma ve li immaginate i titoloni se in Irpinia ci fosse una tenuta agricola di 382 ettari di proprietà della Regione affittata per 2 euro e 15 centesimi al mese? Eppure in Lombardia c’è. A Valvestino, in provincia di Brescia: affitto annuale 32 euro e 98 centesimi. Lo dice il bilancio ufficiale: meno di un cent a ettaro. E non è l’unica sorpresa fornita dalla lista delle proprietà regionali, dove vivai, terreni, fabbricati rurali, aziende agricole sono inventariati per 145 milioni e mezzo di euro. Dall’affitto di un fabbricato «mensa-foresteria» di 170 metri quadrati nel vivaio di Curno, Bergamo, arrivano ogni mese 12 euro e 7 centesimi. Da quello di un terreno di 156 ettari a Morterone, pro-vincia di Lecco, 308. Da un ufficio di 120 metri quadrati a Voghera 176 euro. Da un edificio di 690 metri quadrati in condizioni «ottime» e del valore di oltre un milione affittato a Canzo, Como, al Centro educazione ambientale 473 euro. Per non dire di fabbricati che, stando al bilancio, sono abbandonati a se stessi come due colonie marine a Celle e a Pietra Ligure, che valgono insieme 15 milioni di euro.
Bruscolini, in rapporto al tesoro edilizio regionale. Sotto la guida di Bobo Formigoni la Lombardia ha messo insieme infatti un immenso patrimonio immobiliare. Valutato nel bilancio consuntivo del 2005 (al di sotto dei valori di mercato) in quasi 972 milioni di euro. Una somma enorme, soprattutto in rapporto a una manciata di anni fa: alla fine del 2000 il valore degli immobili era di 298 milioni e mezzo: più basso di 674 milioni di euro. E i fabbricati, saliti a fine 2005 a 124, erano inizialmente 88. Tema:
era proprio indispensabile, con questi chiari di luna, comprare 36 nuove proprietà immobiliari spendendo per un solo palazzone, quello milanese di via Pola dove sono stati spostati larga parte degli uffici, 182 milioni di euro cioè quasi quanto l’Italia ha dato al Fondo globale per la lotta all’Aids, alla tubercolosi e alla malaria per il triennio 2005-2007?
report_madunninaImmaginiamo la risposta: sì. Così come è stato considerato assolutamente in-dis-pen-sa-bi-le ammazzare il boschetto che stava tra via Melchiorre Gioia e via Rastelli per tirar su una nuova sede. Un «complesso architettonico in ferro e vetro di andamento sinusoidale, al centro del quale si innalzano due torri intersecate di 32 piani, alte 160 metri e 20 centimetri, 33 metri in più del Pirellone». Insomma, ha spiegato il governatore, «un edificio all’avanguardia dal punto di vista tecnologico, molto funzionale per le persone che ci lavorano; simbolico e bello insieme». Costo? Eccolo: 78 milioni di euro per l’acquisto del terreno più 112 e mezzo stanziati nel 2005 più il necessario a finire.
Che lo spazio per il governo regionale sia sempre più angusto è probabile. Nel 1986, tre lustri dopo il varo delle Regioni, stando a un articolo del «Corriere», l’assemblea regionale aveva 200 dipendenti: adesso ne ha 320 più un altro centinaio «fluttuanti» che dipendono dai gruppi. Quanto alla presidenza, lasciamo la parola a Bruno Tabacci, che della Lombardia fu a capo tra il 1987 e il 1989 e oggi ridacchia: «Il passaggio dai presidenti ai “governatori” eletti direttamente ha comportato un mutamento genetico delle strutture. Che si sono via via appesantite sul versante di attività di gestione diretta dedicando meno attenzione alla regolazione e ai controlli». Risultato? «Quando c’ero io il numero di quanti lavoravano alla presidenza non raggiungeva il centinaio. Adesso siamo oltre i 1300, con l’intero Pirellone in pratica monopolizzato quando ai miei tempi bastavano due piani.»

……

La prima urgenza elettorale di Roberto Formigoni, in una Regione come la Lombardia dove il tasso di disoccupazione è basso, non è fare più assunzioni possibili ma piuttosto coltivare il ceto medio, l’imprenditoria, il mondo dei servizi. E lì che trova i consensi e raccoglie le spintarelle, come la lettera oscena mandata agli ex ricoverati dal professor Raffaele Pugliese, direttore del dipartimento dei trapianti dell’ospedale Niguarda di Milano, due settimane prima delle Regionali del 2005: «Caro paziente, mi permetto di scriverLe in virtù dell’incontro che abbiamo avuto e del servizio che abbiamo potuto offrirLe in occasione della Sua degenza nel mio reparto». Seguiva una lenzuolata di elogi alla Regione fino alla sviolinata finale: «Fatta salva la libertà elettorale di ciascuno e sperando di non recarLe disturbo o offesa, mi permetto di suggerirLe di sostenere la rielezione dell’attuale presidente della giunta regionale Roberto Formigoni».
Perché dovrebbe assumere gente, il nostro Casto Divo? Meglio distribuire consulenze. Risultato: stando a uno studio del ministero della Funzione pubblica sul 2003, la Lombardia da sola distribuisce oltre un quarto (il 26,7%) di tutte le consulenze italiane. Pari a 16 euro per abitante. Contro gli 8 della Liguria o addirittura i 2 euro e mezzo della Campania, dove a Bassolino conviene investire piuttosto nella distribuzione del maggior numero possibile di posti di lavoro.

………

Sapete quanto sono costati alla «virtuosa» Lombardia, per le indennità di carica e di missione, i suoi 83 consiglieri e assessori esterni nel 2005? Quasi 20 milioni di euro. Per l’esattezza 19.737.000. In un anno. Pari a 19.816 euro a testa al mese. Con un aumento rispetto al 2000, tolta l’inflazione, del 52% reale. »

 

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Tra gli assessori citati sopra, ovviamente, uno dei più importanti è il nostro Raffaele Cattaneo.

Da un po’ di tempo sul forum di Sevesoviva è presente l’immagine che riportiamo qui a fianco, con la scritta:  «Solo un politico incapace di intedere e di volere può dire che non ci sono i soldi per un interramento ferroviario locale a Seveso».

Come dargli torto.

Ed aggiungiamo:  anche quelli che curano solamente i propri interessi personali possono dirlo!

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