Voglio una città migliore

pensieri, domande e riflessioni di cittadini di Seveso e dintorni

Archivio per Gennaio 2008

Sottopasso: «I RESIDENTI HANNO PAURA; spunta persino il racket delle biciclette»

Pubblicato da zorro su Gennaio 30, 2008

Articolo pubblicato il 15/01/08 su Il Giornale di Seregno.

Dimostrazione che dove i sottopassi sonon stati già fatti, questi hanno portano degrado e paura per la cittadinanza. E’ questo quello che si vuole per Seveso? E’ questo il riscatto decantato da Marzorati e Legambiente? Questo è il risultato di 10 anni di impegno  dell’amministrazione Galbiati a favore dell’interramento, come promesso in ben 2 campagne elettorali? (qui, 27 Gennaio,  un po’ di documentazione dal sito della Lega).

incredibile, spunta persino il «racket» delle biciclette

RIFIUTI, DEGRADO E BRUTTI INCONTRI: I RESIDENTI HANNO PAURA

sottopassoSeregnoSeregno Il sottopasso di via Comina fa paura. Paura soprattutto da parte delle donne che nelle ore serali si trovano a doverlo attraversare, un tragitto obbligato per far rientro a casa.
  Nei giorni scorsi dalla zona ci sono state segnalazioni di furti dalle auto in sosta. Sparite le borse lasciate all’interno. Qualcuno avrebbe visto un giovane aggirarsi con un martelletto pronto a rompere il vetro delle macchine lasciate incustodite.
«Sono tante le persone che ho sentito e mi hanno detto la stessa cosa – ha affermato Stefania Garzoni, che ha aderito al Comitato – percorrere il sottopasso di sera da sola è pericoloso. Mi è capitato di incontrare degli ubriachi che fanno battute poco piacevoli, e, poi, dall’altra parte è buio. Senza contare che in questo periodo invernale, con il freddo, la gente si cala il cappello in testa e si copre il volto con la sciarpa. Così non è possibile neppure riconoscere chi si incontra. E questo fa paura».
Se da una parte ci sono problemi di sicurezza, dall’altra sono numerose anche le segnalazioni di degrado.
«C’è chi fa i propri bisogni – ci hanno detto – e chi lascia i rifiuti ovunque».
E chi lascia le bici parcheggiate, per ritrovarle deve anche «pagare la tangente». «E’ successo ad una mia conoscente – ha aggiunto Stefania Garzoni – Davanti alla stazione le hanno chiesto dei soldi dove invece ci sono i posti per le biciclette. L’Amministrazione deve intervenire».

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«IN VIA GRAMSCI I SACCHETTI DELL’IMMONDIZIA NON VENGONO RITIRATI»

Pubblicato da zorro su Gennaio 28, 2008

Articolo pubblicato il 22/01/08 su Il Giornale di Seregno 

SEGNALAZIONE «IN VIA GRAMSCI I SACCHETTI DELL’IMMONDIZIA NON VENGONO RITIRATI»articoloGDSImmondiziaSeveso -  Sacchetti di rifiuti abbandonati in via Gramsci, a Baruccana, a ridosso dei binari della ferrovia.
  A segnalare i disagi relativi alla raccolta dei rifiuti sono i residenti al civico 53: sembrerebbe, infatti, che presso l’abitazione in questione, i sacchetti dell’immondizia non vengano ritirati da anni.
«Cerco di tenere pulito il terreno intorno alla mia abitazione – ha spiegato Paolo Giraldo – Ma spesso viene buttata immondizia per strada e gli operatori ecologici non si preoccupano di raccoglierla. L’ultima volta ho speso settecento euro per l’intervento di una ruspa che ha ripulito per bene la via. Ma i sacchetti sono ricomparsi e volte sembra di essere a Napoli. E’ brutto vedere sporcizia ovunque».
E’ dal 1997 che dall’abitazione della famiglia Giraldo non viene ritirata l’immondizia: «Ho tentato più volte di mettere fuori i sacchi ma purtroppo niente – ha spiegato ancora il residente di via Gramsci – L’ho detto anche agli operatori ma se ne fregano. E la strada è nuovamente sporca. Di certo non è una bella immagine per la gente che passa di qua».

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Formigoni SPA

Pubblicato da zorro su Gennaio 25, 2008

FormigoniSPA-Pag1AltoRiportiamo un’indagine apparsa su L’Espresso il 7-12-2007,  pag 70  (la trovate sulla rete anche grazie al Servizio Stampa Affari Regionali, qui ) 

Nell’articolo viene nominato anche  il Dott. Ambrogio Bertoglio, “ciellino doc” (cosi viene indicato nell’articolo sotto) a cui sono giunti proprio nei giorni scorsi i complimenti da parte della Lista Galbiati (pubblicati sul sito qui) per essere diventato direttore generale dell’ospedale di Lecco (città di Formigoni). Ennesima dimostrazione del filo che unisce Lista Galbiati e la Formigoni Spa, peccato che quel filo a Seveso ha solo attinto,  e non ha portato niente (se non problemi).

L’articolo è un po’ lungo ma ne vale veramente la pena; ci sono riferiementi alla sanità, alle FNM, alla fiera, … e alla Compagnia delle Opere. 

Buona lettura

Formigoni spa

La sanità. La Fiera. Le ferrovie. Affidate a fedelissimi. E a uomini di Cl. Così si consolida il potere del governatore. In vista del grande salto verso la politica nazionale.

di paolo biondani, vittorio malagutti e luca piana
 
formigoniDJRoberto Formigoni non perde un colpo. Il grande puzzle lombardo costruito attraverso un sistema di potere garantito da tre vittorie elettorali di fila non ammette cedimenti. La sua rete di relazioni politiche e d’affari, una sorta di Formigoni Spa, regge grazie ad azionisti di grande fedeltà e spirito di iniziativa riuniti dalla militanza nel movimento di Comunione e Liberazione. Ricostruire la rete non è facile. Ci vuole pazienza e attenzione. C’è dentro un po’ di tutto: sanità, appalti, edilizia, trasporti e grandi infrastrutture, il business delle fiere. Dell’intero sistema si è fatto un’idea chi, alla fine di novembre, ha visitato Matching, il grande appuntamento annuale per le 33 mila aziende aderenti alla Compagnia delle Opere, network associativo di Cl.

La macchina del consenso

Proprio in questi giorni Formigoni si sta giocando una partita decisiva sia politica che economica. Entro il 31 dicembre il governatore della Lombardia deve chiudere la trattativa per le nomine nella sanità regionale. Sono in gioco le poltrone dei dirigenti che controllano tre quarti della spesa pubblica del Pirellone. Ma non solo. Formigoni ha un progetto più ambizioso. Raccogliere l’eredità di Silvio Berlusconi e, forte dell’appoggio di Cl, guidare il centrodestra alle prossime elezioni. Che lui spera possano venire anticipate, magari già al prossimo anno. La spesa sanitaria lombarda, cresciuta anche quest’anno da 16 a quasi 17 miliardi di euro, alimenta una macchina del consenso formidabile. Un fiume di denaro pubblico manovrato da decine di fiduciari nominati dai politici della giunta regionale. Il piatto forte sono i 44 direttori generali distribuiti fra 15 Asl e 29 ospedali-azienda, tutti in scadenza al 31 dicembre. Le grandi manovre per spartirsi queste nomine sono in pieno svolgimento. L’importanza della partita è riassunta in un’immagine: il cancello della villa di Arcore che si spalanca, a metà della scorsa settimana, per il trionfale ingresso del signor Giancarlo Abelli. In quelle ore Silvio Berlusconi sta assistendo alla dissoluzione dell’alleanza con An e Udc che lo ha portato per due volte al governo. FormigoniSPA-Pag2 Eppure il leader di Forza Italia trova tempo e modo di ricevere un ex democristiano di Pavia che in apparenza ha un potere solo locale. Abelli, sulla carta, è un semplice assessore lombardo alla Famiglia. Di fatto è il ras della sanità. È sua la regia politica della riforma che dal 1995 ha fatto della Lombardia il paradiso delle cliniche private. Formigoni si è formalmente riservato ogni decisione su Asl e ospedali, intestandosi tra l’altro un indirizzo email per raccogliere denunce e segnalazioni dei cittadini sui dirigenti già in carica. Abelli non nasce ciellino, ma è legato a Formigoni da un decennale patto di potere. La spartizione delle nomine sarà decisa da loro, in prima persona, fino al confronto finale con gli alleati: per An deciderà Ignazio La Russa; per la Lega il segretario nazionale Giancarlo Giorgetti; per l’Udc il numero uno regionale Luigi Baruffi. La base della trattativa sarà l’attuale mappa della lottizzazione sanitaria, che “L’espresso” è in grado di ricostruire: 29 poltrone a Forza Italia, otto ad An, sei alla Lega, una all’Udc. I più decisi a minare questo equilibrio sono i lumbard di Umberto Bossi, che puntano a raggiungere quota 14, ma faticano a reclutare fedeli tra i primari. A surriscaldare la partita è il clima di fine stagione che domina le truppe cielline: consapevoli delle ambizioni da leader nazionale di Formigoni, i fedelissimi stanno premendo per sistemarsi prima che sia troppo tardi. Di qui la corsa di decine di ciellini dei settori più vari a farsi largo tra i 509 candidati già ammessi nell’”elenco degli idonei”. Dei 44 in carica, solo metà ha avuto rassicurazioni di una riconferma. Tra gli intoccabili deve trovare posto, con i formigoniani doc, almeno una mezza dozzina di “abelliani”. E a complicare i giochi in Forza Italia è la perentoria richiesta di Berlusconi di riservare almeno tre poltrone a suoi fiduciari. In nome della trasparenza, l’opposizione chiedeva almeno il curriculum degli “idonei”, ma la giunta lo ha negato appellandosi alla privacy. Controllando gli unici dati pubblici dei candidati, cioè nome e data di nascita, i Verdi hanno trovato ex dirigenti del Milan, veterinari, politici trombati e perfino pregiudicati. Caustico il commento del loro leader lombardo Carlo Monguzzi: «Mi accontenterei che la giunta Formigoni rispettasse il mio disegno di legge che chiede alla regione di riservare almeno il 25 per cento delle nomine a non ciellini». Le indiscrezioni più attendibili sui grandi ospedali sembrano destinate a riaccendere le polemiche. Al San Matteo di Pavia, dopo 20 anni, la giunta ha silurato Giovanni Azzaretti, sorpreso a firmare un accordo edilizio-sanitario nella doppia veste di numero uno dell’ospedale pubblico e, contemporaneamente, di presidente privato della Terme di Salice spa. Al suo posto Abelli vuole imporre Pietro Caltagirone, – qui l’articolo di Martinelli a riguardo “Trasferito il condannato Pietro Caltagirone“ -che tecnicamente è un pregiudicato: condannato con sentenza definitiva per abuso d’ufficio e falso ideologico per un appalto truccato nel 1998, quando amministrava il Niguarda di Milano. A quel punto la Regione lo aveva nominato direttore generale dell’ospedale di Lecco, la città di Formigoni. All’inizio del 2007, però, il bollettino ufficiale della Lombardia sembra annunciare la svolta: per evitare «discredito» e «disdoro» alla sanità regionale, i manager dovranno avere requisiti morali più severi che nel resto d’Italia. Per bloccare la nomina, dunque, basta una qualsiasi condanna, «anche non definitiva, anche sospesa condizionalmente». Per quali accuse? L’elenco comprende undici reati contro la pubblica amministrazione. Praticamente tutti, tranne il falso ideologico e l’abuso. Gli stessi per cui, oltre a Caltagirone, era stato condannato Vito Corrao, già amministratore (contestatissimo) del Fatebenefratelli, ma colpito dalla sentenza definitiva quando ormai guidava l’ospedale ortopedico Gaetano Pini. Sicuri della nomina si sentono i manager ciellini più vicini a Formigoni. Il numero uno è Claudio Lucchina, attuale superdirigente di tutta la sanità lombarda. Professionalmente indiscutibile, è appena inciampato in una brutta richiesta di rinvio a giudizio: nel 2001-2002, quando guidava l’ospedale pubblico di Varese (dove è nato), ha fatto subentrare una ditta di Gela a un’altra impresa siciliana che aveva vinto l’appalto per il nuovo padiglione di malattie infettive, dimenticandosi di chiedere al prefetto se il titolare avesse problemi di mafia. Sfortunatamente in quei giorni l’imprenditore era in galera proprio per associazione mafiosa. Lucchina avrebbe favorito l’azienda di Gela anche con una variante ritenuta illegale, che ha alzato il prezzo di 7,7 milioni di euro, approvata il 31 dicembre 2002, il giorno prima di essere promosso ai vertici del Pirellone. Di una successiva truffa alla Regione, che continuava a pagare ignorando le modifiche del progetto, risponde anche Roberto Rotasperti, il manager ospedaliero che si era fatto sequestrare i bigliettini della famosa lottizzazione di San Silvestro del 1994: i nomi dei raccomandati e, tra parentesi, le sigle dei partiti. Nella sentenza finale si legge che la lottizzazione è provata, anzi è «la base dell’intreccio perverso tra affari e politica», ma dopo una leggina del ‘97 «non è più prevista come reato». FormigoniSPA-Pag3 A quel punto Rotasperti è passato all’Asl di Sondrio. In disgrazia è invece caduto Antonio Mobilia, numero uno da un decennio della Asl Città di Milano e quindi gestore di un budget da due miliardi. Il suo partito è An, che ora gli rimprovera le simpatie per Storace. Quindi Mobilia ha organizzato la festa d’addio ai dipendenti. Preparano il brindisi inaugurale, invece, ciellini doc come Stefano Del Missier, Francesco Beretta (oggi all’Icp-Mangiagalli) e Ambrogio Bertoglio (San Gerardo di Monza). Attorno alla lottizzazione della sanità si gioca anche una straordinaria partita immobiliare: saranno i nuovi manager nominati dalla giunta Formigoni a gestire la ristrutturazioni di alcuni tra i più grandi ospedali lombardi. Appalti milionari che fanno da apripista ad altri affari spesso trasversali, come la vendita ai privati delle aree dismesse. A Milano sono già aperti i cantieri per il nuovo Niguarda, il più importante ospedale pubblico della regione, che da un decennio è un feudo di Comunione e Liberazione. Un maxi-progetto (34 sale operatorie e 1285 posti letto divisi in due grandi blocchi) che è stato contestato anche dagli organi interni di controllo, con una serie di esposti alla Corte dei conti. La prima censura riguarda la stessa progettazione, che la direzione del Niguarda ha affidato alla Nec, una società mista che si è presentata con un proprio stand all’ultimo salone Matching. Secondo l’esposto, l’incarico alla Nec, costato 3 milioni di euro, avrebbe permesso di aggirare le direttive europee (confermate dalla Corte di Strasburgo anche per le società miste) che imponevano una gara pubblica. Su questa base progettuale, nel febbraio 2005 l’esecuzione dei lavori è stata aggiudicata alla Cmb di Carpi, il colosso edilizio delle cooperative rosse, che ha regolarmente battuto concorrenti come il gruppo Techint, fresco vincitore dell’appalto per il nuovo ospedale di Legnano. Sotto accusa al Niguarda sono le presunte anomalie del “project financing”, un sistema nato per scaricare la spesa su privati che si ripagano con una gestione pluriennale. Secondo l’esposto, però, due terzi dei costi (cioè 139 milioni di euro) restano a carico del Niguarda, mentre la Cmb contribuirebbe solo con 82 milioni. E in cambio al privato spetterebbero più di 35 milioni l’anno tra canone e servizi (dalla ristorazione alle pulizie), per una durata di ben 27 anni, oltre alla gestione diretta dei nuovi parcheggi, centri commerciali e farmacie interne.

Ritardo continuo

FormigoniSPA-Pag4 «Il nodo è sciolto», proclamava orgoglioso il 9 settembre scorso Formigoni mentre inaugurava i quattro nuovi binari d’ingresso a Milano, tra Bovisa e la zona Fiera, delle Ferrovie Nord. Tre mesi dopo, l’annuncio del governatore sta per diventare il bersaglio del “PolloNord”, il blog che dopo alcuni mesi di chiusura forzata riaprirà il prossimo 17 dicembre per raccogliere le proteste dei pendolari (oltre 150 mila al giorno) che raggiungono Milano con i treni controllati dalla Regione. A dispetto dei proclami roboanti e dell’inaugurazione in pompa magna del nuovo tratto di ferrovia alla presenza anche del ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, i ritardi cronici, concentrati nelle ore di punta, sono diminuiti solo di poco. Peggio. Migliaia e migliaia di viaggiatori in arrivo da Como, da Varese, dalla Brianza e da Novara sono costretti a servirsi di carrozze sporche e malconce. Circa un terzo dei vagoni in circolazione è stato costruito oltre mezzo secolo fa e dei 33 treni ordinati nel 2001 all’Ansaldo, soltanto un paio potrebbero entrare in servizio regolare entro qualche settimana. Come dire, di questo passo le Nord minacciano di restare ancora a lungo un capitolo fallimentare della gestione formigoniana. Con gli anni anche le ferrovie regionali sono diventate un feudo degli uomini del governatore. La presa si è rafforzata dall’anno scorso con la nomina del varesino Raffaele Cattaneo all’assessorato Infrastrutture e Mobilità. Ai vertici operativi delle Ferrovie Nord siede invece l’amministratore delegato Marco Piuri. Quarantenni, laureati in Economia alla Cattolica, Cattaneo e Piuri si sono fatti le ossa alla Camera di commercio di Milano nei primi anni Novanta, durante la lunga presidenza dell’ex dc Piero Bassetti. Da lì Piuri si è dedicato alla consulenza aziendale, mentre Cattaneo si è messo nella scia del governatore, prima come dirigente del gabinetto di presidenza della regione e dal 2000 con i gradi di vicesegretario della Giunta.

Mercanti in Fiera

 FormigoniSPA-Pag5Cosa mi conviene? Sotto questa domanda proiettata a caratteri cubitali, mercoledì 21 novembre si è riunita alla Fiera di Milano l’assemblea della Compagnia delle Opere. La risposta implicita nella dozzina d’interventi di piccoli e piccolissimi imprenditori sfilati sul palco era che, indubbiamente, iscriversi alla Compagnia conviene. Nelle loro parole veniva raffigurata l’immagine di una lobby un po’ speciale, in grado di dare concretezza alla parola fiducia, nel senso che un associato mai ne fregherebbe un altro. Vista in azione a Milano e in Lombardia, però, la Compagnia mostra un volto che supera quello semi-ufficiale di Confindustria dei cattolici vicini a Comunione e Liberazione (Cl). Il rapporto strettissimo con Formigoni ha spesso cancellato il confine tra Compagnia e istituzioni. Un esempio arriva dalla rete di 24 uffici di rappresentanza che la Lombardia ha aperto nel mondo. In sette casi, dalla California al Kazakhstan, la rappresentanza regionale è infatti costituita dagli uffici locali di Co.Export, un consorzio fondato dalla Compagnia – e finanziato dalla Regione – per favorire gli affari all’estero. Un secondo esempio arriva dalla stessa Fiera di Milano, che rappresenta un centro nevralgico cruciale, un po’ per il suo ruolo di vetrina dell’industria nazionale, un po’ perché con l’indotto muove un giro d’affari miliardario. Quotata in Borsa dalla fine del 2002, la Fiera ha una peculiarità. È di fatto una struttura d’interesse pubblico, con la maggioranza del capitale nelle mani di una Fondazione i cui vertici sono in gran parte nominati dalla politica, Regione e Comune in primis. Ma formalmente è un ente di diritto privato, e gli affari della sua principale controllata – la Fiera di Milano Spa – non sono sottoposti ai vincoli del pubblico, come la necessità di effettuare gare d’appalto per gli acquisti. In Fiera la lottizzazione delle poltrone ha storicamente convissuto con la presenza di manager specializzati, in una suddivisione dei ruoli non sempre serena. Nell’ultimo anno, tuttavia, gli uomini vicini a Formigoni e alla Compagnia hanno fatto man bassa di posizioni strategiche. Le due persone sul ponte di comando sono Luigi Roth e Claudio Artusi, legati dalla vicinanza alla Compagnia e soci in affari in un’azienda torinese di sistemi elettronici. Roth, 68 anni, è l’uomo forte del sistema e Formigoni l’ha voluto alla presidenza della Fondazione già dal 2001. Fino all’autunno scorso, la gestione operativa della Fiera Spa era affidata a un manager di comprovata esperienza, Piergiacomo Ferrari, che aveva condotto la società a risultati record. All’ultima tornata di nomine, tuttavia, Ferrari è stato messo alla porta. E al suo posto la Fondazione ha chiamato Artusi, 56 anni, un ingegnere con un curriculum giocato in gran parte nell’edilizia e culminato sotto il governo Berlusconi con la direzione generale dell’Anas. La colonizzazione dell’Expo milanese non si ferma però qui. La Fiera Spa svolge parte delle sue funzioni attraverso un arcipelago di società controllate. Sono centri di potere più o meno rilevanti, che si occupano direttamente dell’organizzazione delle fiere o di alcuni servizi specifici, dalle pubblicazioni editoriali al catering, e che spesso intrattengono i rapporti diretti con i fornitori. Le tre principali controllate sono Fiera Milano International, che organizza il Salone della casa (Macef); Expo Cts, che allestisce la Borsa del Turismo, le settimane della moda e la Campionaria delle qualità italiane; e infine Fiera Milano Congressi, destinata ad ereditare la sede cittadina del Portello per farne un gigantesco centro per convention. Anche qui, con le nomine decise da Artusi in primavera, i ciellini hanno fatto quasi l’en plein. A Fiera Milano International è giunto Sandro Bicocchi, ex direttore generale della Compagnia, mentre sulla poltrona di amministratore delegato della Congressi è rimasto Maurizio Lupi, deputato di Forza Italia e da sempre uno dei volti politici più noti del movimento. L’unica posizione di vertice sfuggita è quella di amministratore delegato di Expo Cts, finita a Corrado Peraboni, che ha iniziato la propria carriera negli anni Novanta come parlamentare della Lega Nord, per transitare successivamente in Forza Italia. In verità gli affari della Fiera non vanno bene. Le presenze estere sono ridotte rispetto a Parigi e Francoforte; il bilancio 2007 chiuderà in perdita; Artusi ha rotto con lo storico alleato internazionale, la Reed Exhibitions, stufa di risultati non brillanti e pronta – stando alle indiscrezioni – a rivendere la quota di minoranza in Fiera International per circa 7 milioni di euro; un altro partner, la ravennate Publifiere della famiglia Ustignani, ha minacciato una causa per il disimpegno di Artusi dal salone dell’edilizia Build Up. Nonostante i momenti difficili, attorno al business della Fiera gravitano con successo numerosi imprenditori vicini alla Compagnia. FormigoniSPA-Pag6 Uno di questi è Antonio Intiglietta, proprietario della Gefi, la società che – dall’esterno del gruppo – organizza uno degli appuntamenti maggiori del calendario, “L’Artigiano in Fiera”. Per l’evento la Gefi, secondo quanto risulta a “L’espresso”, può beneficiare di un contratto d’affitto degli spazi con uno sconto del 15-20 per cento rispetto alle altre manifestazioni, comprese quelle organizzate dalle società controllate da Fiera Spa. La spiegazione è legata al fatto che pochi altri eventi occupano altrettanti spazi; è però vero che altri organizzatori, che allestiscono più manifestazioni, complessivamente pesano quanto la Gefi sul giro d’affari della Fiera. Accanto a un pezzo grosso come Intiglietta, numerosi associati alla Compagnia hanno ottenuto contratti attraverso le procedure coordinate dai vari uffici acquisti. Gli esempi si sprecano. Uno di questi è la cooperativa Laser di Manlio Gaviraghi, associato dal 1987, che da tre anni gestisce i servizi di assistenza anti-incendio, portierato e reception. Un altro è la Hotel Central Booking di Carlo Crocicchia, in affari con la Fiera dal 2003 e associato alla Compagnia dal 2004, che ha appena ricevuto l’incarico di gestire un centinaio di invitati per il Macef del prossimo gennaio. Per avere i contratti conviene iscriversi? Interpellato in merito, Crocicchia sostiene di no e se la cava con una battuta: «Non ho cavalcato questa possibilità. Adesso che mi ci fa pensare, magari lo farò in futuro».

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Seveso: strade da Far West

Pubblicato da zorro su Gennaio 24, 2008

Articolo pubblicato su informaZona del 19 gennaio 2008, a pag. 25 

Seveso: strade da Far West 

Salvo poche eccezioni

bu 3Seveso – Continuiamo il nostro viaggio che ripercorre le strade oggetto di nostri articoli pubblicati in passato da informaZona: ebbene, salvo rari esempi (Nazionale dei Giovi, Corso Marconi, via Colombo, via Redipuglia,via Madonna,etc.), ci pare che poco sia mutato a Seveso. Potremmo dire che il tempo ha – in molti casi – peggiorato strade e marciapiedi esistenti; riteniamo che in molti si sia superato ogni limite di decoro urbano e sicurezza stradale. La riprova di questa ‘scarsa attenzione’ al fruitore della strada è data dalla famigerata via don Sturzo- delle Grigne (la ‘tangenziale Sud’) che si deve obbligatoriamente utilizzare da 2 mesi a causa della chiusura della parallela Corso Isonzo. Ebbene, tombini infossati, manto stradale consunto, guard rail ‘fuori norma’, ristagni di grosse pozzanghere sono gli ‘inconvenienti’ che incontrano in questa strada con 3 curve a gomito, anche autobus a camion. Sabato sera, diversi automobilisti sono finiti in una profonda buca sulla sede stradale e hanno danneggiato le proprie auto; qualcuno ha dovuto parcheggiare il mezzo e farsi venire a prendere. E’ stato richiesto l’intervento dei carabinieri che hanno provveduto a segnalare il pericolo.
bu 5
L’indomani abbiamo visto personalmente un ragazzo sostituire la ruota dell’auto, rotta in precedenza e il sig. Giorgio, residente in loco, che col secchiello ‘prosciugava’ lo stagno fuori casa. Pubblichiamo la denuncia che la sevesina S.U. ha presentato al Comune di Seveso per richiedere il risarcimento del danno patito (Euro 200).
bu 1
In data 12/01/08 alle ore 20.00 circa percorrevo con la mia autovettura AUDI A3 la strada Via Don Sturzo, direzione Baruccana, (essendo strada alternativa al C.so Isonzo, chiusa per lavori in corso) e in corrispondenza del cavalcavia della superstrada MILANO-MEDA, a causa della strada completamente dissestata e priva di illuminazione, ho centrato una grossa buca coperta totalmente da acqua e, oltretutto, non preventivamente segnalata. Per questo motivo la ruota anteriore dx è scoppiata, il cerchione in lega si è danneggiato e, dal forte colpo, l’auto ha subito uno spostamento della convergenza. Preciso, inoltre, che, a causa di questo incidente, ho dovuto chiamare altre persone per tornare a casa e stazionare la mia auto per tutta la notte in un’area non custodita. Chiedo, pertanto, che mi vengano rimborsati i danni relativi alla spesa che dovrò sostenere per la riparazione dell’auto. Rimango in attesa di un Vs. riscontro Entro breve e porgo distinti saluti.


Immaginando che anche altri automobilisti abbiano avanzato richieste danni, ci domandiamo per quale motivo detta via non sia stata posta in sicurezza prima di deviarvi il traffico di Corso Isonzo. Altre vie ‘dimenticate’ e ‘bisognose’ di manutenzione sono la via don Gaviraghi, Marzabotto, Borghetto, Rossini, etc..  In uno stato pietoso continua a versare la via Gramsci (fino a via Vigorelli)   che regala ai passanti anche il Lago Meredo (ogniqualvolta piove). Ne avevamo già scritto nel maggio 2007 ma il problema è ancora attuale (la foto è di domenica scorsa). Allora dicevamo: ‘Novità nel paesaggio sevesino: in località Meredo sono comparsi recentemente dei ‘laghi’ d’acqua lungo le strade che hanno modificato il paesaggio. Tutto ciò avviene sistematicamente dopo ogni copiosa pioggia che va a ricoprire buche ed avvallamenti presenti sulle nostre arterie.
bu 2Così ci è capitato di osservare e fotografare lunedì scorso – dopo giornate di temporali – il nascere di veri e propri laghi sulla via Vigorelli.  Via a noi conosciuta in quanto oggetto di precedenti articoli che registravano la nuova asfaltatura ‘interrupta’ però inspiegabilmente da via Delle Bande Nere a via Gramsci: il grande lago è nato proprio qui, e in curva!   Nell’articolo pubblicato su informaZona un mese fa, noi si scriveva  “in questo stretto tratto a curve, lasciato tra buche e fossi, solo una parte della carreggiata risulta asfaltato. Ma perché si eseguono sempre i lavori a metà? Lo chiediamo all’Ufficio Tecnico comunale che sovrintende queste opere stradali; rimaniamo in attesa di una risposta plausibile”. Risposta che non hanno mai ottenuto le 30 famiglie di piazza S. Clemente che si ritrovano con le pozzanghere di sempre, nonostante le firme consegnate e le promesse ricevute. L’articolo è dell’ottobre 2006: “Non potevamo esimerci dal segnalare la richiesta che una 30ina di famiglie di Baruccana ha rivolto all’Amministrazione comunale – ufficialmente protocollata il 2 marzo scorso – nella quale “i residenti di piazza S.Clemente chiedono cortesemente all’Ufficio Lavori Pubblici di intervenire al più presto nel  riasfaltare il manto stradale viste le enormi buche e i continui allagamenti dell’intera via”.  bu 4 I firmatari facevano presente che “sarebbe utile inoltre, controllare i tombini per evitare ulteriori allagamenti“. “Il breve tratto di strada che comprende Vicolo del Pozzo e piazza S.Clemente – ci dice Filippo Perdichizzi – è in cattivo stato: asfaltata nel lontano 1976 (ai tempi della diossina), non ha più avuto alcuna manutenzione“.  “Buche, tombino ceduto sotto il peso, pendenza stradale errata, portano a continui allagamenti in caso di pioggia“, e aggiunge: “un anno fa abbiamo iniziato a muoverci nei confronti del Comune (la strada è comunale), abbiamo parlato personalmente col sindaco Galbiati (che aveva promesso il suo interessamento), abbiamo infine raccolto le firme di una 30ina di famiglie (26) e protocollato la richiesta il 2 marzo scorso (2006)“. 
bu 6
  Ma da allora – cioè da 7 mesi – i cittadini sevesini non hanno avuto alcuna risposta, e non si è vista alcuna opera di sistemazione…”
Anche i residenti di via Vignazzola/via Carducci sono in attesa della risoluzione dei problemi viabilistici sotto casa che hanno notevolmente abbassato la loro “qualità della vita”: il Comune ha promesso una rotatoria (i lavori dovrebbero iniziare a marzo 2008).
A.C.

Pubblicato su Amministrazione comunale, Elezioni 2008, Stampa | 1 Commento »

Disinformazione omologata

Pubblicato da zorro su Gennaio 21, 2008

Gds-18Gen2008cuttedTempo fa avevamo già sottolineato la “compiacenza” dei giornali locali (tutti ad eslusione di informaZona) verso l’amministrazione di Seveso (qui). Stavolta però la questione sfiora il ridicolo.

Lo stesso articolo, pubblicato sul giornale comunale diffuso il 24 dicembre scorso, lo si ritrova (più o meno ritoccato e camuffato) sia su Il Giorno (“coincidenza”, proprio il 24 Dicembre 2007), sia su Il Giornale di Seregno (15 Gennaio 2008). Sul sito de Il Giornale di Seregno viene addirittura utilizzata la stessa identica foto del giornale comunale marchiandola come se i diritti di diffusione fossero riservati al giornale stesso (ma come? se è il comune che l’ha fornita a loro, la proprietà sarà del comune che l’ha utilizzata quasi un mese prima). In entrambi i casi non paventano il fatto che sia un comunicato stampa dell’amministrazione; in entrambi i casi viene firmato dal giornalista della testata come fosse “farina del proprio sacco” (si veda la scansione dell’articolo de Il Giornale di Seregno).
GiornaleComunaleDic2007In sostanza Il Giorno e Il Giornale di Seregno pubblicano come notizie proprie gli articoli spot che il comune passa loro (dopo che il comune stesso li ha già pubblicati sul proprio sito o sul giornale comunale), firmandoli in prima persona e spacciandoli per articoli di giornalismo. Risultato: su 3 fonti apparentemente diverse ed indipendenti tra loro si ritrova lo stesso articolo redatto, con ovvi interessi di parte, dall’amministrazione (alla faccia del pluralismo). Il Cittadino non è esente da queste abitudini ma, non comprandolo più, non sappiamo dirvi se ha passato anche lui questa notizia.

Riportiamo qui sotto i due articoli affiancati a quello del giornale comunale: in grassetto le parti uguali, in rosso le parti diverse “degne” di particolare attenzione (uso di un sinonimo o 1 o 2 parole aggiunte o omesse, tipo l’utilizzo di “consenta” al posto di “permetta”), in blu le frasi in cui è stato semplicemente cambiato l’ordine di qualche parola (tipo: “verso la metà di novembre ha preso avvio” si trasforma in “ha presso avvio intorno alla metà di novembre”).

Giornale Comunale di Seveso (qui, pag 13)

Il Giornale di Seregno (qui)

Messa in sicurezza della stazione e interventi sui binari

Ferrovie, partiti i primi lavori

I primi lavori sono partiti. Dal mese scorso la stazione ferroviaria è interessata da

Prevista anche la sistemazione dei binari

Al via i lavori per la messa in sicurezza della stazione

Seveso – Partiti i lavori per la messa in sicurezza della stazione ferroviaria.
  Si tratta di un progetto avviato dalle Ferrovie Nord che prevede anche

interventi di ammodernamento e adeguamento: verso la metà di novembre ha preso avvio, infatti, il cantiere che ha portato alla completa sostituzione del parapetto di delimitazione dell’area dei binari lungo via Zeuner. interventi sui binari oltre all’ammodernamento e adeguamento della struttura. Il cantiere ha presso avvio intorno alla metà di novembre e ha portato alla completa sostituzione del parapetto di delimitazione dell’area dei binari lungo via Zeuner.
Il vecchio manufatto in cemento, ormai datato e malandato, è stato rimosso per fare posto a una nuova cancellata verde, anche esteticamente più gradevole.
Sono stati avviati anche i lavori stradali ai passaggi a livello per inserire una copertura in gomma tra i binari che permetta una diminuzione del rumore nel passaggio delle autovetture.
Il vecchio manufatto in cemento, infatti, è stato sostituito da una nuova cancellata di colore verde che arriva fino all’incrocio con via Montello.
Anche ai passaggi a livello sono stati
avviati i lavori stradali in modo da inserire una copertura in gomma tra i binari che consenta una diminuzione del rumore al passaggio delle autovetture.
Ma oltre alle opere visibili, sono in corso anche lavori che riguardano la linea ferroviaria. L’obiettivo di Ferrovie Nord, così come confermato dagli accordi presi con Regione Lombardia, è quello di avviare un percorso di riqualificazione del piano del ferro che porti a una maggiore regolarità nel flusso ferroviario, a una riduzione dei tempi di attesa ai passaggi a livello. In una prima fase, si tratta quindi di intervenire sul segnalamento e sull’armamento delle banchine, gestendo anche il problema dello sdoppiamento dei binari per migliorare l’efficienza dei trasporti. Oltre alle opere visibili, sono in corso anche lavori che riguardano la linea ferroviaria. Secondo gli accordi presi con Regione Lombardia, Ferrovie Nordintendono avviare un percorso di riqualificazione del piano del ferro che porti a una maggiore regolarità del flusso ferroviario e a una riduzione dei tempi di attesa ai passaggi a livello.Si tratta quindi di intervenire sul segnalamento e sull’armamento delle banchine.
Nel frattempo il Comune ha firmato con Regione Lombardia e Ferrovie Nord l’accordo per la progettazione e realizzazione delle opere prioritarie sulla linea Fnm nel territorio di Seveso. I tre contraenti hanno quindi confermato l’impegno a prendere in considerazione i problemi viabilistici cittadini dando una prima risposta urgente alla questione non più rimandabile degli attraversamenti ferroviari. Lo schema di programma, approvato nei suoi aspetti fondamentali dal consiglio comunale nella seduta del 5 luglio scorso, chiarisce le diverse competenze dei lavori, i tempi di progettazione e realizzazione, gli obiettivi prefissati.
In sei punti è contenuta la precisa volontà di agire subito senza pregiudicare eventuali scenari futuri di intervento: i tre progetti chiave riguardano
l’adeguamento funzionale della stazione, il nuovo sottopasso ciclo-pedonale tra via Corridoni e via Raffaello Sanzio, il sottopasso veicolare a sud al confine con Cesano Maderno. In base agli impresi sottoscritti,….
<CONTINUA>
…grande interesse stanziando dal bilancio 100 mila euro destinati allo studio di fattibilità sull’ipotesi dell’interramento parziale della linea nel tratto di Seveso.
A livello amministrativo il Comune si occuperà della realizzazione di altre opere: «Le Ferrovie Nord procedono i lavori per la messa in sicurezza della linea – ha dichiarato l’assessore ai Lavori pubblici, Renato Alari – Da parte nostra ci occuperemo della sistemazione dei marciapiedi attualmente sconnessi».Lo scorso anno, il Comune ha inoltre licenziato l’accordo con Regione Lombardia e Ferrovie Nord per l’adeguamento funzionale della stazione, la realizzazione del nuovo sottopasso ciclopedonale tra via Corridoni e via Raffaello Sanzio e del sottopasso veicolare a sud al confine con Cesano Maderno.
Giornale Comunale distribuito il 24 Dicembre 2007 DMI Il Giornale di Seregno il 15 Gennaio 2008

Giornalino Comunale di Seveso (qui, pag 13)

Il Giorno (qui)

Messa in sicurezza della stazione e interventi sui binari 

Ferrovie, partiti i primi lavori

I primi lavori sono partiti. Dal mese scorso

 Seveso, grandi lavori in stazione e sulla tratta ferroviaria

SONO PARTITI i primi lavori della messa in sicurezza dei binari sulla tratta della Milano-Asso.

la stazione ferroviaria è interessata da interventi di ammodernamento e adeguamento: verso la metà di novembre ha preso avvio, infatti, il cantiere che ha portato alla completa sostituzione del parapetto di delimitazione dell’area dei binari lungo via Zeuner. Il vecchio manufatto in cemento, ormai datato e malandato, è stato rimosso per fare posto a una nuova cancellata verde, anche esteticamente più gradevole.
Sono stati avviati anche i lavori
stradali ai passaggi a livello per inserire una copertura in gomma tra i binari che permetta una diminuzione del rumore nel passaggio delle autovetture. Ma oltre alle opere visibili, sono in corso anche lavori che riguardano la linea ferroviaria.
La stazione ferroviaria è interessata da interventi di ammodernamento e adeguamento: verso la metà di novembre ha preso avvio, infatti, il cantiere che ha portato alla completa sostituzione del parapetto di delimitazione dell’area dei binari lungo via Zeuner.
Il vecchio manufatto in cemento, ormai datato e malandato, è stato rimosso per fare posto a una nuova cancellata verde, più gradevole anche esteticamente.
Non solo. Hanno preso il via anche le opere stradali ai passaggi a livello per inserire una copertura in gomma tra i binari, per abbattere i rumori. Hanno preso il via anche le opere che riguardano la linea ferroviaria.
L’obiettivo di Ferrovie Nord, così come confermato dagli accordi presi con Regione Lombardia, è quello di avviare un percorso di riqualificazione del piano del ferro che porti a una maggiore regolarità nel flusso ferroviario, a una riduzione dei tempi di attesa ai passaggi a livello. In una prima fase, si tratta quindi di intervenire sul segnalamento e sull’armamento delle banchine, gestendo anche il problema dello sdoppiamento dei binari per migliorare l’efficienza dei trasporti.
Nel frattempo il Comune ha firmato con Regione Lombardia e Ferrovie Nord l’accordo per la progettazione e realizzazione delle opere prioritarie sulla linea Fnm nel territorio di Seveso.
I tre contraenti hanno quindi confermato l’impegno a prendere in considerazione i problemi viabilistici cittadini dando una prima risposta urgente alla questione non più rimandabile degli attraversamenti ferroviari. Lo schema di programma, approvato nei suoi aspetti fondamentali dal consiglio comunale nella seduta del 5 luglio scorso, chiarisce le diverse competenze dei lavori, i tempi di progettazione e realizzazione, gli obiettivi prefissati.
In sei punti è contenuta la precisa volontà di agire subito senza pregiudicare eventuali scenari futuri di intervento
:
L’obiettivo di Ferrovie Nord, come confermato dagli accordi presi con la Regione Lombardia, è riqualificare l’intera «struttura del ferro» per migliore puntualità nel flusso e diminuire i periodi di sosta ai passaggi a livello. NELLA PRIMA FASE, si tratta quindi di intervenire sulla segnaletica e sull’armamento delle banchine, coordinando anche la questione dello sdoppiamento dei binari per migliorare l’efficienza dei trasporti. Il Comune ha già firmato con Regione Lombardia e Ferrovie Nord l’accordo per la progettazione e realizzazione delle opere prioritarie sulla linea Fnm nel territorio di Seveso.
i tre progetti chiave riguardano l’adeguamento funzionale della stazione, il nuovo sottopasso ciclo-pedonale tra via Corridoni e via Raffaello Sanzio, il sottopasso veicolare a sud al confine con Cesano Maderno. In base agli impresi sottoscritti, a Ferrovie Nord spetta il compito di sviluppare le progettazioni e curare la direzione …
<CONTINUA>
… grande interesse stanziando dal bilancio 100 mila euro destinati allo studio di fattibilità sull’ipotesi dell’interramento parziale della linea nel tratto di Seveso.
I tre progetti chiave riguardano l’adeguamento funzionale della stazione, il nuovo sottopasso ciclo-pedonale tra via Corridoni e via Raffaello Sanzio, il sottopasso veicolare a sud al confine con Cesano Maderno.
Giornale Comunale distribuito il 24 Dicembre 2007 S.R. Il Giorno 24 Dicembre 2007

    

Quello de Il Giorno è una copia completa delle frasi presenti nell’articolo originale. Quello de Il Giornale di Seregno è anche lui la copia di molte delle frasi dell’articolo originale (giusto qualche ritocco in più qua e là) a meno della dichiarazione dell’assessore Alari che nell’articolo dell’amministrazione non c’è; ossia: l’unica cosa non copiata dall’articolo dell’amministrazione è una dichiarazione di un assessore dell’amministrazione, giusto per non sbagliarsi.

Per un personale commento rimandiamo all’articolo della volta scorsa (qui).

Riportiamo qui sotto invece un filmato video di  Daniele Martinelli (qui), rinomato giornalista indipendente e attuale compagno di lotta di Beppe Grillo, in cui, riferendosi in particolare all’operato dell’attuale direttore del TG1-Rai Gianni Riotta, esprime un giudizio riguardo questo tipo di giornalismo. Nel suo blog ci sono diversi articoli sull’omologazione dell’informazione (qui e qui ad esempio) e proprio da uno di questi abbiamo preso in prestito il titolo ”Disinformazione omologata”.

Martinelli dice riferendosi al direttore del TG1:

 «…sei uno dei tanti di questo sistema corrotto … …sei uno di quelli che fa soltanto danno, sei uno di quelli che fa un servizio deviato al servizio dei potenti, … il servitore dei potenti di turno  …questo non è giornalismo, questo è un ufficio stampa e io non ho mai avuto molta stime per i giornalisti degli uffici stampa perchè concepisco il giornalismo in un altro modo … il giornalismo è indagine, il giornalismo è voglia di raccontare qualcosa di nuovo, diverso dagli altri …  non servi alla causa del nostro lavoro, sei una persona inutile, vattene .. da collega mi vergogno di avere un collega iscritto all’albo dei giornalisti come te …. il giornalismo è andare a cercare le notizie nelle città … e non fare il lustra-natiche dei politici»

… godetevi il video.

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Expo 2015: Galbiati e Forza Italia al servizio di Formigoni

Pubblicato da zorro su Gennaio 20, 2008

Galbiati e Della Frera«Al prossimo Consiglio Comunale di Seveso giovedì 24 gennaio sarà discussa la mozione presentata dalla Lista Civica “Con Galbiati per Seveso”, Forza Italia, Alleanza Nazionale, UDC in Centro con Noi per sostenere la CANDIDATURA DELLA CITTA’ DI MILANO ALL’EXPO 2015.».

Questa la frase, in vista del consiglio comunale, riportata sul sito di Con Galbiati per Seveso (qui), dove è presente anche il testo completo della mozione (qui).

Ancora una volta l’amministrazione di Seveso (Galbiati & C. e Forza Italia, partito di Formigoni, davanti a tutti) dimostra il suo servilismo nei confronti di Formigoni e della Regione.  Formigoni e Cattaneo dicono no all’interramento locale?  Galbiati & C. tradiscono gli elettori deliberando a favore dei sottopassi; Formigoni dice “pubblicizzate l’Expo”?  Galbiati & C. fanno una mozione a riguardo firmata all’unisono da tutta la maggioranza.

Una volta in più si dimostra come le decisioni locali su questioni che coinvolgono la Regione (ad esempio l’interramento, la Pedemontana, la linea Saronno-Seregno, …) siano in realtà l’attuazione ubbidiente da parte dei nostri amministraztori delle decisioni e degli ordini che arrivano da Formigoni & C., e non scelte fatte nell’interesse e nella tutela dei cittadini di Seveso.

formigoniDJGiusto una settimana fa pubblicavamo un articolo (qui)  in cui l’agitazione di Formigoni per la questione Alitalia veniva ben interpretata dalla frase: «Loro sono spinti da “Diverse Convenienze Economiche”, da interessi “particolari” e contrari all’interesse nazionale».

La questione Expo 2015 è una di queste “Diverse Convenienze Economiche” strettamente collegata a quella di Malpensa, e Galbiati & C. partecipano (consci o meno) alla sua realizzazione, come burattini agli ordini del burattinaio. 

A supporto di questo riportiamo due stralci di due articoli. In entrambi sono ben evidenti i ruoli dei fedelissimi di Formigoni, della solita Compagnia delle Opere, delle società a partecipazione Regionale (come le FNM) controllate direttamente o indirettamente da Formigoni, e, soprattutto, degli interessi personali e privati dei protagonisti.

Articolo pubblicato su Libero – Affari Italiani il 29 10 2007 (qui)

Expo 2015/ Le macerie e gli affari d’oro del gruppo Cabassi


Tuttavia l’affare non sta nella manifestazione internazionale, ma nelle sue macerie. E’ il dopo-Expo che fa gola a privati e banche.

FIORENZA CARA FIORENZA – Andare nell’area della Fiera è istruttivo. Specialmente nell’area Fiorenza. Le due caratteristiche principali della zona sono il vuoto e l’ampiezza. Quasi un milione e 300mila metri quadrati di niente. Terra battuta, qualche albero. Una lavatrice buttata da qualche incivile nel vuoto spinto che caratterizza la zona, a cavallo tra Rho, Pero e Milano. Del resto, quest’area non vale nulla. Non è edificabile, è qualificata come “agricola”. Il suo possesso è della Fondazione Fiera Milano e della famiglia Cabassi. Il motivo per il quale i costruttori abbiano comprato quest’area è incomprensibile, almeno nel 2002, quando si perfezionò l’acquisto.

VIVA L’EXPO – Oggi, a rivenderla, quell’area varrebbe certamente di più. Grazie alle macerie dell’Expo. Nella sonnacchiosa Milano di fine luglio, infatti, l’amministrazione Moratti firma un accordo con la Fondazione Fiera e con il Gruppo Cabassi. Se vinceremo l’Expo – questo il succo del contratto – avremo bisogno di quell’area. Voi ci date i diritti di superficie, ci regalate 55mila metri quadrati e noi dopo 18 mesi dalla fine della manifestazione internazionale ve la rendiamo. Ovviamente, in condizioni ben diverse. Perchè per l’Expo verranno costruite infrastrutture (ricordate? 3,2 miliardi di euro in opere pubbliche), metropolitane, stazioni e altro. Verranno costruite anche delle strutture “rimovibili”. Le famose macerie, quindi, che una volta rimosse apriranno la strada ad ambiziose imprese urbanistiche. Resterà invece ad imperitura memoria una torre di 200 metri d´altezza che ricordi l’evento. Ma c’è di più. Quell’area cambierà status: diverrà edificabile. Tra l’altro, con cubature da capogiro, perchè nel contratto estivo il coefficiente di 0,65 mq è salito fino a 1,15 mq. Un bel guadagno per un intervento che farebbe concorrenza a quelli – già giganteschi – di Santa Giulia e CityLife.
…..
 Poi c’è un secondo “livello” dietro l’operazione “macerie dell’Expo”. Ed è quella degli interessi. La manifestazione internazionale, infatti, farebbe schizzare verso l’alto le quotazioni del gruppo Fiera Milano, ultimamente un po’ depresse. L’ultimo bilancio infatti non fa di certo sorridere, con ricavi consolidati in picchiata del 28 percento e un margine operativo lordo sceso del 77,8 percento. Luigi Roth, presidente della Fondazione Fiera, che controlla il polo di Rho, è un ciellino della prima ora, amico personale di Roberto Formigoni. L’operazione Expo garantirebbe alla sua Fondazione utili prima, durante, e soprattutto – come visto – dopo l’Expo, con l’acquisizione dei terreni dell’area Fiorenza (di proprietà della Fondazione al 50 percento). A proposito di Expo, nel comitato scientifico c’è Giorgio Vittadini, altro grande vecchio del movimento creato da don Giussani, nonchè ex presidente della Compagnia delle Opere. Per la serie, tutti gli uomini del governatore contro Smirne.

Inchiesta da l’Unità del 23 e 28 ottobre 2007 (qui

Signori del mattone padroni di Milano

….

Dal momento che siamo tutti “liberisti” e che fermare o condizionare l’invasione del mattone potrebbe apparire poco moderno e contro lo “sviluppo”.
L’Expo 2015 sarebbe una tavola imbandita per le migliore forchette, tra immobiliaristi e costruttori, ma anche tra bancari, assicuratori, famiglie di vecchia ricchezza, eccetera eccetera. Un esempio, per spiegare le attese molto concrete: la delibera del consiglio comunale che tocca l’accordo del 19 luglio scorso per la concessione in diritto di superficie al Comune di Milano di 1.280.000 metri quadrati di terreno, metà di proprietà della Fondazione Fiera Milano, l’altra metà della famiglia Cabassi, al confine con la nuova fiera di Rho-Pero. Un’area brulla. Il Comune se ne servirà, per ospitare strutture e servizi utili all’Expo 2015, permanenti, ma anche temporanei.

Chiusa l’Expo, qualcosa resterà al Comune (55 mila metri quadri) e qualcosa resterà in piedi (come una grande torre-simbolo dell’Expo), molto verrà demolito (a spese del Comune) per restituire ai legittimi proprietari (alla famiglia Cabassi e alla Fondazione Fiera cioè alla Compagnia delle opere) quel ben di Dio ripulito, aggiustato e dotato di ogni confort (cioè delle più copiose infrastrutture: autostrada, metropolitana, ferrovia, aereoporto) per destinarlo alle più belle imprese immobiliari.
 Naturalmente l’amministrazione comunale vigilerà e deciderà al momento buono. Intanto la bacchetta magica dell’Expo trasformerebbe una distesa incolta in una gigantesca opportunità di cemento e rendite, riservando naturalmente, siccome siamo tutti ambientalisti, la metà dell’area a verde, verde che poi, al momento, si può anche rivedere e magari tagliare e “contare” come nel grande progetto, questo nell’area della vecchia Fiera, di CityLife, dove secondo la tradizione, nella somma entrano le aiuole spartitraffico e i giardini condominiali. Quello che secondo l’ex sindaco Albertini, autentico padre amministrativo dell’operazione CityLife, sarebbe dovuto diventare il Central Park di Milano, alla fine contrapporrà la miseria di 12 ettari ai quattro milioni di metri quadri di New York, dodici ettari spezzettati appunto tra aiuole, marciapiedi, condomini. 

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Baruccana: Sempre più abitanti, sempre meno luoghi d’incontro

Pubblicato da zorro su Gennaio 19, 2008

Articolo pubblicato a pag 4  della Gazzetta di Baruccana di Dicembre 2007.

BARUCCANA ED I CENTRI DI AGGREGAZIONE

Sempre più abitanti, sempre meno luoghi d’incontro

Girovagando per le vie di Baruccana, un dato lampante salta subito all’occhio: sempre più cemento, sempre meno vegetazione; tendenza che pare quasi inarrestabile di questi tempi.
Come tutti sanno però, più case equivalgono a più persone che verranno a costruirsi una famiglia nella nostra ormai non più verde frazione, che in quanto a tranquillità del focolare ne ha da vendere, ma che dire dei centri di aggregazione per coinvolgere i propri abitanti?
In particolare, per giovani ed anziani le prospettive non sembrano molto rosee: se non fosse per l’oratorio e per la funzione sociale che ancora fortunatamente riescono a svolgere le piazze, dopo la chiusura del bar vicino al Santuario, rimangono solamente i giardini di via Salvo D’Acquisto, il campo sportivo di via Cavalla ed il Palazzetto dello Sport, data la componente aggregante del praticare attività fisica.
Locali per i giovani? Centri ricreativi per i più piccoli? Attività organizzate che possano stimolare la creatività di grandi e piccini? Mostre e concerti? Niente di tutto questo.
Per salvare Baruccana dalla sorte di città dormitorio, oltre ad investire sul mattone si dovrebbe iniziare a pensare anche allo svago ed al benessere dei suoi cittadini e non solo alla sicurezza di un tetto sopra la testa, che anche se è da ritenersi una grande conquista, a volte, non basta; intanto con l’avvio dei lavori per il nuovo oratorio si riaccende la speranza che qualcosa stia iniziando a cambiare.
Valentina Giordano

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I pendolari sui binari: il nodo è sciolto?

Pubblicato da zorro su Gennaio 18, 2008

Marco_PiuriMarco Piuri: Amministratore delegato FNM,  membro del consiglio direttivo della Compagnia delle Opere (CDO, qui),  membro del direttivo e dell’esecutivo della CDO di Saronno (qui), compagno di università (Univ. Cattolica) e di lavoro (alla camere di commercio negli anni ‘90)  di Raffaele Cattaneo, molto vicino a Comunione e Liberazione, fedelissimo di Formigoni.

CATTANEORaffaele Cattaneo (Forza Italia): Assessore alle infrastrutture di Regione Lombardia (che detiene il 57,5%  del capitale azionario di FNM), compagno di università (Univ. Cattolica) e di lavoro (alla camere di commercio negli anni ‘90) di Marco Piuri, fedelissimo di Formigoni.

formigoniDJRoberto Formigoni (Forza Italia): Governatore Regione Lombardia da 12 anni, massimo esponente di Comunione e Liberazione e massimo sostenitore della CDO.

Il 9 Settembre si acclamava: “Il Nodo è sciolto” (qui, qui). Ma è veramente sciolto o è solo propaganda?

Qui Il Pollo Nord, il blog che dopo alcuni mesi di chiusura forzata ha riaperto il 17 dicembre per raccogliere le proteste dei pendolari (oltre 150 mila al giorno) che raggiungono Milano con i treni controllati dalla Regione.

Sotto, riportiamo un articolo comparso su Il Blog del Pendolare (qui).

I pendolari sui binari: la verità dei protagonisti

Nei commenti al post di ieri c’è anche la versione di uno dei camminatori. Dal racconto emergono alcuni fatti interessanti, soprattutto in relazione alla gestione del fatto da parte de LeNord. Lo riporto per semplicità di lettura e perché mi sembra interessante sentire direttamente uno dei protagonisti.

Accludo anche il secondo video girato ieri. Malgrado la pericolosità (nel video infatti si vede che mentre i pendolari camminavano sui binari noi eravamo in movimento, il nostro treno stava passando accanto a loro!) abbiamo deciso di sdrammatizzarlo e di renderlo un po’ colorito: non vi preoccupate quindi se l’inizio vi lascia un po’ perplessi.

Io ero uno dei “camminatori” e sono sinceramente scandalizzato dai toni esclusivamente di parte che ho avuto modo di sentire sul TG3 Lombardia di questa sera in riferimento alla notizia.
Il riassunto, visto con gli occhi del pendolare “cornuto e mazziato” è il seguente: ero sul R222, giunto a Busto come ogni mattina già in ritardo e dopo aver fatto transitare il solito convoglio semivuoto proveniente da Malpensa.
Il treno viaggiava più lentamente del solito, a Saronno aveva circa 10′ di ritardo. Una volta ripartito si sono manifestati diversi segnali di qualche malfunzionamento, soprattutto problemi all’illuminazione delle carrozze.
Arrivati a Novate, il treno sostava per una decina di minuti non riuscendo a ripartire. Nessuna informazione veniva data ai passeggeri, nemmeno con l’ausilio degli altoparlanti della stazione.
Anche nel tragitto tra Novate e Bovisa e tra Bovisa e Domodossola, i problemi si ripresentavano, ma nessuna informazione nè, tantomeno, la scelta (impopolare, lo ammetto) di bloccare il treno in una delle suddette stazioni per permettere un cambio di treno.
A poche centinaia di metri da Cadorna è successo l’irreparabile: il treno s’è bloccato definitivamente e tutti noi siamo rimasti una ventina di minuti chiusi senza nessuna notizia.
Non sono in grado di dire chi e quando abbia aperto le porte, di sicuro erano molte (non ne ho vista una chiusa ad essere sincero) quelle aperte. La gente ha iniziato a scendere solo perchè arrivavano telefonate da coloro che erano scesi. Io ero sull’ultima carrozza… ho deciso di andare a vedere cosa stesse succedendo, intimamente convinto che la situazione fosse sotto controllo e scoprendo solo arrivato a fianco della motrice che c’era solamente il capotreno, con tanto di ombrellino, a guardare la gente che passava imprecando.
La situazione era oggettivamente pericolosa, se nessuno si è fatto male bisogna solo essere contenti.
Peccato però che una volta raggiunta con evidenti difficoltà la stazione, l’accoglienza da parte del “gestore del (dis)servizio” sia stata come minimo indegna di un paese civile.
Il customer care, preso d’assalto, era totalmente incapace di gestire la situazione e solo capace di fornire fogllietti di autocertificazione, ma disinteressato nel far uscire allo scoperto qualche responsabile (ma capace di insultare chi fotograva la situazione creatasi); i 2 agenti di polizia presenti in stazione sono stati ad un certo punto chiamati (da un dirigente nord o presunto tale) per “presidiare” l’ingresso dei vari capoccia dove un gruppetto di persone li attendeva per chiedere spiegazioni (paura che qualche studente o lavoratore facesse loro passare quel che passiamo quotidianamente noi?).
L’unica persona civile si è rivelata la sig.ra Rota, Direttore Generale di Vienord, che ha dato la sua versione della situazione, da tutti contestata ovviamente, ma almeno ha avuto il coraggio (mostrando almeno di rispettare le persone) di parlare e non di nascondersi, come ha fatto Piuri passando in mezzo ai presenti e scappandosene immediatamente in ascensore…
Infine mi sono recato alla Polfer per sentirmi dire che non potevo sporgere denuncia contro le Nord in quanto “la responsabilità dell’interruzione di servizio andava ascritta a tutti coloro che avevano camminato sui binari”. Peccato che nella stessa sede mi è anche stato detto che la Polfer è stata avvertita della situazione dal 113, chiamato da una pendolare che era in treno… Le Nord NON SI ERANO NEMMENO DEGNATE DI AVVISARLI!
Questa, per dovere di verità e di cronaca, è “l’altra faccia della medaglia”.
Cordiali saluti
ps: in serata il treno del ritorno, giusto per coerenza, ospitava lo stesso capotreno (non so se in servizio o meno), 10′ di ritardo a Busto ed il riscaldamento rotto…


 

Ringraziamo il Mago per il video

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Le strade di Baruccana come le montagne russe o un percorso ad ostacoli

Pubblicato da zorro su Gennaio 17, 2008

Articolo pubblicato a pag 4  della Gazzetta di Baruccana di Dicembre 2007.  

Solo una osservazione:  a Seveso centro (includendo San Pietro) si ha la stessa situazione; giusto le ultimissime asfaltate elettorali hanno reso delle piste da biliardo le vie principali, per il resto: stessi amministratori, stessa situazione.

Confidiamo anche noi nella prossima amministrazione! 

Complimenti al gruppo della Gazzetta di Baruccana.

Pensieri di una residente

Percorrere Baruccana o andare sulle montagne russe non evidenzia sostanziali differenze

Risiedo a Baruccana da più di 10 anni e vorrei esprimere un pensiero che credo possa essere condiviso da molti lettori.
Mi duole notare che percorre le strade di Baruccana o andare sulle montagne russe non evidenzia sostanziali differenze.
Arrivando da paesi confinanti come Seregno, Seveso, Meda, Cesano Maderno, noterete che le strade sono per la maggior parte asfaltate, entrando in Baruccana, invece, inizia una specie di percorso ad ostacoli tra le numerose buche. Infatti il corso Isonzo, che nei pressi di Baruccana diventa via Colombo, è per la maggior parte impraticabile. Per non rovinare ruote e cerchioni dei nostri veicoli, potremmo perfino rischiare collisioni con chi procede nella corsia opposta.
Baruccana è una frazione di Seveso, quest’ultimo è un paese tutto sommato ben curato con strade percorribili, diversi esercizi commerciali, bar, pizzerie, una piazza grande con graziose fontane.
Con il passare degli anni la popolazione è aumentata notevolmente e di conseguenza, con essa, le esigenze dei cittadini.
Spero che in futuro le amministrazioni tengano conto delle richieste della nostra frazione. Penso sia piacevole vivere in un paese che giorno dopo giorno migliori grazie a dei buoni servizi.
Luana Zullo

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Video: «L’amministrazione di Seveso nel 2007 …. Buon 2008»

Pubblicato da zorro su Gennaio 16, 2008

 Ci è stato segnalato un video pubblicato sulla rete, titolo:   «L’amministrazione di Seveso nel 2007…. Buon 2008»

ASSOLUTAMENTE da vedere con audio acceso.

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