Voglio una città migliore

pensieri, domande e riflessioni di cittadini di Seveso e dintorni

Archivio per Febbraio 2008

I palazzinari fanno quello che vogliono, il comune lascia fare e dei cittadini… chi se ne frega!

Pubblicato da zorro su Febbraio 29, 2008

avvisiStradeL’altro giorno abbiamo segnalato come in Via Silvio Pellico il comune lasci fare all’impresa costruttrice quello che le pare e piace, tant’è che la via è stata chiusa per i lavori senza che i residenti fossero minimamente avvisati, restando cosi bloccati con le macchine all’esterno o, ancor peggio, all’interno dei propri cortili (qui). Sul sito del comune si trovano diversi avvisi, tra cui ad esempio dei divieti di sosta per potatura alberi, ma di Via Silvio Pellico niente, non se ne parla (foto a fianco). E dire che i lavori dovevano terminare sabato scorso. Nella foto qui sotto il cartello che era stato appeso, l’altro giorno era abbandonato per terra in un angolo, e dove è indicato che i disagi sarebbero terminati Sabato 23. Per tutto ieri, Giovedi 28, la strada è stata di nuovo bloccata.Pellico3

Ieri, in un sorprendente eccesso di efficenza, chissà se sollecitata dal nostro articolo, hanno iniziato i lavori di asfaltatura dal mattino presto, ancor prima delle 8.00. Nel farlo hanno bloccato l’ingresso alla via con un grosso camion che però, causa le dimensioni, intralciava la viabilità anche in piazza del Seminario.  Intorno alle 8.15, orario di ingresso alle scuole, le auto provenienti da Via Adua e Via San Francesco che marciavano verso Via San Carlo erano come sempre, da quando hanno reso Via Vignazzola senzo unico, bloccate ferme in coda. Le auto provenenti da Via Borromeo e Via San Carlo che andavano in direzione Via Adua, senso di marcia normalmente libero da code, incontrando il grosso camion accostato erano costrette per evitarlo ad invadere la corsia in direzione opposta intasata dalla coda. Conclusione: il delirio.

DonMarzoratisindacoLa coda lungo  Via Adua arrivava fin quasi alla Despar, la rotonda del seminario era bloccata e  di tanto in tanto partivano “concerti classofonici” di protesta. 

E’ da Settembre che intorno alle 8.00 in piazza del Seminario il traffico è completamemente bloccato: non era il caso di aspettare il termine dell’ora critica per iniziare i lavori? il comune aveva dato i permessi che in questi casi servono? perchè non ha avvisato la cittadinanza? E i vigili dov’erano? è giusto che i cittadini sopportino tutti questi disagi per lasciare fare al palazzinaro di turno i suoi affari in piena libertà? perchè il comune non tutela i cittadini dalle imprese a cui permette di operare?

campagna elettorale 2003Ah, dimenticavamo: una correzione rispetto a quanto detto nell’articolo precedente. Avevamo segnalato che nel cantiere di Via Silvio Pellico sono in costruzione 120 appartamenti; dobbiamo fare una retifica: ci siamo informati e abbiamo in realtà verificato che gli appartamenti saranno cento-venti-nove (129).

Galbiati, Marzorati (Lista Galbiati), Tallarita (Forza Italia): è questo il futuro che avete pianificato per Seveso? è questo il vostro “sviluppo sostenibile”?

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I palazzinari fanno quello che vogliono, il comune lascia fare.

Pubblicato da zorro su Febbraio 27, 2008

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Da più di 2 anni  la via Silvio Pellico è interessata dalla costruzione dell’ennesimo mostro dell’ennesimo palazzinaro di turno venuto da fuori: unica struttura da 120 unità abitative, 190 box.  Per più di 2 anni la strada è stata in condizioni pietose: buche profonde anche 30 cm, materiale abbandonato, facciate degli edifici imbrattate di fango, polvere, … . Il tutto a causa dei lavori di costruzione e dei camion dell’impresa che andavano avanti e indietro sia per i lavori di escavazione che per il trasporto dei materiali. «E’ stata» dicevamo perchè da Ottobre 2007, quindi quasi oramai 5 mesi fa, la via è chiusa da metà in poi dato che i lavori hanno cominciato a coinvolgere la rete fognaria e la sede stradale. Chiudendo la via ovviamente sono venuti a mancare diversi parcheggi (una decina) e si deve tener presente che qualche anno prima il comune aveva fatto SilvioPellicocostruire alla stessa impresa un primo lotto di 50 unità abitative senza box e senza parcheggi esterni (pubblici o privati che fossero).  Per mancanza di posti liberi le vie limitrofe (Via San Carlo e Via Borromeo in particolare) sono diventate luogo di parcheggio selvaggio.  Alcune attività commerciali hanno dovuto addirittura trasferirsi o fare l’ingresso su cortili interni adiacenti visto che non sarebbero state più  raggiungibili. 5 mesi e la via è tutt’ora chiusa.

Coincidenza o meno, l’impresa e il cantiere sono  gli stessi che si trovano pubblicizzati nel giornale comunale (foto sotto) anche se nella foto pubblicitaria il risultato architettonico non è proprio lo stesso del risultato reale finale; nella pubblicità si sono dimenticati un piano e hanno ricostruito la ciminiera storica (un tempo additata dall’amministrazione come “archeologia industriale”) abbattuta in fase di escavazione; al suo posto ora c’è la rampa dei box.

Giovedi scorso, 21 Febbraio, senza preavviso ai residenti, hanno chiuso tutta la via per sistemare i marciapiedi (foto in alto). Le opere vengono eseguite dalla stessa impresa costruttrice, probabilmente come compensazione per oneri di urbanizzazione. I residenti che durante la giornata si sono accorti dell’inizio dei lavori hanno fatto in tempo a tirar fuori la macchina dai cortili e dai box, chi era al lavoro o comunque non si è accorto subito della cosa s’è trovato la macchina bloccata per giorni. Il cartello esposto dai muratori solo in coincidenza dell’inizio dei lavori indicava che la strada sarebbe rimasta chiusa da Mercoledi 20 a Sabato 23 (avete letto bene, Giovedi hanno esposto il cartello in cui si comunicava che la strada sarebbe rimasta chiusa dal Mercoledi precedente). Oggi Martedi 26 Febbraio l’accesso ai passi carrai è ancora bloccato; il cartello non c’è più e non è dato sapere quando i residenti potranno tornare ad accedere con le macchine ai propri ingressi o addirittura, chi ha la macchina bloccata, quando potrà tornare ad usare la propria macchina.

SilvioPellicoGiornaleComunale
Il comune non avverte i cittadini dei lavori che creano loro disagio e non controlla le imprese che operano, per fini di lucro, sul territorio; i costruttori spadroneggiano e fanno ciò che più gli pare e piace (i loro interessi) non curanti delle leggi e del rispetto degli abitanti. Il bello è che a lavori finiti il Comune farà passare questa ennesima speculazione edilizia come un’operazione di utilità pubblica,  l’ennesimo paventato “restyling” con cui cercherà paradossalmente di farsi anche pubblicità per la campagna elettorale. E questo è solo uno dei tantissimi cantieri aperti; questo è solo uno dei diversi cantieri vergogna che fa ciò che gli pare e piace; si pensi ad esempio al cantiere Ex-Maisa, il cui caso è finito anche in consiglio comunale, o l’Ex area Moscatelli che ha costretto la parrocchia di San Pietro a chiudere l’accesso al sagrato durante le ore notturne.

Questo è il modo di amministrare avuto in questi anni dalla Lista Galbiati (compreso i pseudo-ambientalisti), Forza Italia e Alleanza Nazionale.  Può Seveso sostenere altri 5 anni di questa politica?

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PRESENTAZIONE DELLA LISTA CIVICA “BARUCCANA E MEREDO INSIEME”

Pubblicato da zorro su Febbraio 25, 2008

Dal sito del PD 

PRESENTAZIONE DELLA LISTA CIVICA “BARUCCANA E MEREDO INSIEME” CHE SOSTIENE IL CANDIDATO SINDACO PAOLO BUTTI

Le elezioni amministrative del Comune di Seveso sono state fissate per il 13 e 14 aprile 2008, per cui abbiamo ritenuto che la presenza di una lista civica dedicata ad una realtà che consta di 1/3 dei cittadini possa e debba rappresentare le istanze del territorio di Baruccana e Meredo.
È arrivato il momento di essere protagonisti e non semplici osservatori; non dobbiamo delegare ad altri la responsabilità e il privilegio di partecipare in prima persona alle scelte amministrative dei prossimi anni.

Noi cittadini di Baruccana e Meredo ci dobbiamo sentire orgogliosi di sostenere i nostri diritti “insieme”, e ci auguriamo che venga compresa la nostra volontà di partecipare per garantirci un futuro migliore.

Questo è l’impegno che dobbiamo assumerci, con responsabilità e coraggio, perché abbiamo idee e progetti e vogliamo realizzarli insieme.

Incontriamoci venerdì 29 febbraio ore 21.00 presso il bar del Meredo in via Meredo.

Il secondo appuntamento è per lunedì 3 marzo ore 21.00 in Palazzina Civica a Baruccana in Piazza del Santuario

LISTA CIVICA “BARUCCANA E MEREDO INSIEME”

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E’ imminente il giorno dell’abbattimento … l’unica battaglia persa è quella che non si combatte

Pubblicato da zorro su Febbraio 23, 2008

Riceviamo, pubblicchiamo  … e  condividiamo

A difesa di Seveso: è imminente il giorno dell’abbattimento (loro la chiamano pulizia…rifare il look) del “nostro” giardino della “grande magnolia” in via Solferino (zona farghin) proprio nel centro storico. Ci toglieranno per sempre uno degli ultimi meravigliosi giardini del centro della città, un angolo di paradiso, se si percorre via san Martino per andare verso la chiesa e si alza lo sguardo si intravede dalla cime dell’albero il campanile. Mi appello alla “vera Seveso”, ognuno secondo le proprie possibilità deve essere presente nei giorni dello scempio; per far sentire il disappunto (per non dire altro) nei confronti di chi permette questo, di chi accetta un PGT (Piano Governo Territorio) in cui questa è area edificabile e di chi, dopo 10 anni di amministrazione, non è riuscito o non ha voluto fare un regolamento che tutelasse il centro storico.
Anche se, tra pochi mesi, le cose potranno cambiare anzi sono sicuro che cambieranno … il “nostro” giardino non ce lo ridarà più nessuno, quindi … l’unica battaglia persa è quella che non si combatte… per le parole non c’è più tempo.
per info cell. 347 3086559

Serafin Roberto

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PAOLO BUTTI, CANDIDATO DEL PD

Pubblicato da zorro su Febbraio 22, 2008

Articolo pubblicato il 19/02/08 su Il Giornale di Seregno 

Il consigliere comunale del centrosinistra in lizza alle comunali per la carica di sindaco

PAOLO BUTTI, CANDIDATO DEL PD

«Il nostro obiettivo: far ripartire la città con trasparenza e sussidiarietà partecipata»
 
buttiSindacoSeveso -  Paolo Butti è il candidato sindaco del Partito democratico. La notizia è stata ufficializzata venerdì scorso, durante una conferenza stampa in via Redipuglia.
  Presente il consigliere regionale del Pd, Giuseppe Civati: «Con questa candidatura apriamo ufficialmente la campagna elettorale – ha dichiarato l’esponente regionale – Per il Partito democratico è una sfida importante e crediamo in Paolo: è una persona seria che ha sempre cercato soluzioni concrete. Conosce e fa politica da anni: sempre in giro sulla sua motocicletta, è il nostro candidato sindaco arrivato rombando!».
«Sono orgoglioso che la mia disponibilità sia stata sostenuta da tante persone – ha dichiarato Butti – Proprio per questo ho deciso di creare un gruppo che si affiancherà al Partito democratico e che formerà una lista con il mio nome, composta quindi da persone legate tra loro non tanto da elementi politici di partito quanto da condivisione di idee e progetti locali. Un altro elemento che vuole evidenziare la vicinanza al territorio è stata l’accettazione, in appoggio alla mia candidatura, di una lista incentrata su Baruccana e Meredo, perché ritengo che quella zona sia stata letteralmente abbandonata a se stessa in questi anni. La carica di vicesindaco sarà ricoperta da Alfonso Frigerio, che ha promosso questa lista».
Butti ha poi analizzato l’attuale scenario territoriale rimarcando i problemi di viabilità dovuti anche alla crescita edilizia e al mancato adeguamento dei servizi: «In questi anni è mancata l’idea, un progetto che portasse a dare alla nostra città una caratterizzazione precisa – ha aggiunto Butti – Troppi interessi privati e scarsa attenzione allo sviluppo pubblico ne sono le cause. Il nostro obiettivo è quello di far ripartire la città: gli strumenti sono a mio avviso la trasparenza – per questo indicherò la maggior parte degli incarichi di Giunta prima del voto – e la sussidiarietà partecipata – nel senso che il pubblico collabora attivamente nella realizzazione dei progetti e funzioni delegate al privato e ne controlla poi i risultati. Il nostro è un progetto ambizioso ma non è un favola».
La parola è poi passata al neoeletto coordinatore cittadino del Pd, Antonio Allievi, che ha rimarcato il concetto di alternanza di governo che propone il partito. Frigerio ha invece parlato dei problemi di Baruccana mentre Vincenzo Basilico (Italia dei Valori) costituirà una lista in appoggio al sindaco. In merito ad altre possibili alleanze politiche, Butti ha annunciato che sarà riconosciuto l’impegno del comitato «Sevesoviva».

DALLA LISTA «CITTÀ FUTURA» AL PD

buttiSindaco2Seveso -  Nato a Milano nel 1965, Paolo Butti risiede all’Altopiano con la moglie Giovanna e i due figli Yari e Andrea. Attivo nel settore editoriale dal 1988, è attualmente dipendente presso una grande casa editrice milanese dove si occupa di gestione pubblicitaria. «Mi sono avvicinato alla vita pubblica sevesina circa tredici anni fa come rappresentante di classe – ha spiegato Butti – Insieme ad altri genitori costituimmo il primo Comitato Genitori delle scuole di cui divenni vicepresidente. Dopo alcuni anni pensai che sarebbe stato utile un impegno più diretto nella politica locale. Così decisi di avvicinarmi a “Città Futura”, una lista civica e un gruppo molto attivo tanto da governare la città. “Città Futura” perse poi per quei famosi 22 voti le elezioni del 1998. Nello stesso anno mi iscrissi ai Democratici di Sinistra, allora Pds. Divenni segretario cittadino nel 2000 e ho mantenuto la carica sino allo scioglimento del partito avvenuta alcuni mesi fa con la costituzione del Partito Democratico. Nelle elezioni amministrative del 2003 sono stato eletto consigliere comunale, carica che ricopro ancora attualmente oltre a quella di capogruppo capogruppo».
 

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Galbiati smentisce e contraddice Forza Italia e il suo cordinatore Della Frera

Pubblicato da zorro su Febbraio 20, 2008

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FreraGalbiati Lo scorso dicembre il sindaco Galbiati dava il benvenuto a Guido Della Frera (Forza Italia), inviato direttamente da Formigoni come cordinatore per il centrodestra in vista delle elezioni comunali (qui). Oggi, a meno di due mesi da quell’incontro, i due si contraddicono e si smentiscono a vicenda riguardo il programma elettorale, questione interramento in particolare. Sotto due articoli comparsi nel medesimo numero del 19/02/2008 de Il Giornale di Seregno.

Su Il Cittadino di Sabato 16 (nell’immagine in alto a sinistra) si legge:

“Suona decisamente strano che gli azzurri, attualmente parte integrante del governo cittadino, assicurino di far viaggiare i treni sottoterra, quando l’amministrazione comunale è pronta ad avviare i sottopassi.
… Si può parlare di una rottura all’interno del centrodestra? Galbiati: «Ci stiamo parlando. Proprio nel fine settimana ci sarà un confronto con Forza Italia»”

 E dire che Tallarita proclamava: «Sono molto soddisfatto dell’incontro durante il quale sono state accettate le proposte che ho presentato. …. E’ la dimostrazione che Forza Italia è unita e compatta così come tutta la coalizione».

Gli esponenti forzisti suggeriscono di risparmiare sul progetto della Pedemontana per ricavare fondi

FORZA ITALIA PROPONE L’INTERRAMENTO

L’ex assessore regionale Guido Della Frera: «Interrare subito si può, i soldi li troviamo ma dobbiamo essere uniti»

ForzaItaliaSeveso

Seveso – Risparmiare sul progetto Pedemontana e utilizzare i soldi per finanziare l’interramento locale delle Ferrovie Nord.
  E’ la proposta lanciata da Forza Italia, in particolare dall’ex assessore regionale Guido Della Frera, incaricato di seguire la campagna elettorale. In qualità di componente del Consiglio di amministrazione di Infrastrutture Lombarde (società di proprietà della Regione che cura l’appalto delle più importanti opere in Lombardia, tra cui Pedemontana), Della Frera ha proposto questo progetto per migliorare la vivibilità cittadina: «Sappiamo che il centro è diviso in due dalla ferrovia – ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa convocata giovedì nella sede di piazza Da Vinci, appena inaugurata – e che Pedemontana avrà un impatto notevole sulla nostra zona. E’ previsto un casello a Meda e uno a Cesano Maderno».
La proposta è quella di rendere meno faraonico l’investimento per Pedemontana che nella zona sarà interrata (per un costo pari a 400 milioni di euro) e utilizzare i soldi risparmiati per finanziare l’interramento del tratto Seveso-Meda delle Ferrovie Nord.
«Si parla di 125 mila camion in transito nella zona per scavare i metri cubi di terra lungo tre chilometri – ha spiegato Della Frera – E’ giusto spendere così tanti soldi per quest’opera? I tecnici dicono di sì ma noi siamo del parere che occorre un confronto».
I tempi però sono stretti: quest’anno si arriverà al progetto definitivo e non ci sarà più spazio per apportare modifiche.
I lavori poi inizieranno nel 2010 per concludersi cinque anni più tardi.
«In questi giorni abbiamo avuto degli incontri con Pedemontana e la società si è dimostrata disponibile a investire nel miglioramento della mobilità – ha spiegato Della Frera – Sicuramente questa è una grandissima occasione per risolvere problemi che la città ha da tempo ma dobbiamo essere compatti: solo così possiamo riuscire nell’impresa».
La sollecitazione è rivolta a tutte le forze di centrodestra e anche alla Lega Nord, che attualmente non fa parte della Casa della Libertà, e che ha un esponente, Cesarino Monti, all’interno di Infrastrutture Lombarde.
«Il futuro sindaco dovrà avere la capacità di dialogare e di affrontare questa grande sfida che abbiamo in mente. Ringraziamo Clemente Galbiati per l’opera compiuta in questi dieci anni: ora è alla fine del suo mandato e può aspirare a incarichi superiori. Individueremo inoltre una figura che potrà ricoprire l’incarico di assessore alla Viabilità e ai trasporti, che possa mantenere il dialogo con i capigruppo consiliari».
Riprendendo lo slogan del Comitato «Sevesoviva», Delle Frera ha quindi lanciato il messaggio che «interrare subito si può, chi paga forse lo troviamo ma dobbiamo essere uniti».
Presenti alla conferenza stampa anche il coordinatore cittadino di Forza Italia, Nicola Tallarita, il capogruppo consiliare, Massimo Vaccarino, e gli assessori Renato Alari e Massimiliano Toffanin.

Articolo pubblicato il 19/02/08 Marina Doni, Il Giornale di Seregno

Dopo la riunione in regione, il sindaco smentisce

«SI TRATTA DI UN’INIZIATIVA PRIVA DI OGNI FONDAMENTO»

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Seveso – Per il sindaco la proposta dell’interramento avanzata da Forza Italia «è priva di ogni fondamento».
  Il primo cittadino, Clemente Galbiati, era infatti presente all’incontro di mercoledì scorso in Regione Lombardia con i vertici di Pedemontana e i sindaci di Lentate, Barlassina e Meda.
«La società sta lavorando sulle indicazioni avanzate dall’Amministrazione nella delibera di Giunta comunale del 18 gennaio 2005 sottoscritta anche dal gruppo Lega Nord dove non si fa alcun cenno all’interramento – ha dichiarato Galbiati – E di certo Pedemontana non sta lavorando su questa ipotesi. Saranno possibili solo mitigazioni sul tracciato».
Nella delibera del 2005, atto ufficiale del Comune, si chiedeva di porre attenzione sullo snodo di Baruccana affinché l’impatto sia il minore possibile e per evitare blocchi: «E’ su questo documento che Pedemontana sta lavorando – ha aggiunto il sindaco – Non sull’ipotesi dell’interramento». In merito alla possibilità per il primo cittadino a fine mandato di ricoprire incarichi superiori, come supposto dall’ex assessore regionale Guido Della Frera, Galbiati ha chiarito: «La mia lista civica si presenterà alle elezioni amministrative e io sarò il capolista. Il mio impegno per la città continuerà. Se qualcuno intende avanzare altre proposte basta che lo dica. Ad oggi la coalizione è compatta e i candidati sono quelli già indicati dalle forze che la compongono: Renato Alari e Massimo Vaccarino (Forza Italia), Marzio Marzorati e Alessandro Corengia (lista civica), Norberto Bassi (Udc), Marco Mazzucco e Marco Mastrandrea (An)».

Articolo pubblicato il 19/02/08, Il Giornale di Seregno

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500 risposte al sondaggio pre-elettorale di «SEVESOVIVA»

Pubblicato da zorro su Febbraio 19, 2008

Articolo pubblicato il 19/02/08 su Il Giornale di Seregno.

A breve il comitato renderà noti i nomi dei candidati e il programma

CINQUECENTO RISPOSTE AL SONDAGGIO PRE-ELETTORALE DI «SEVESOVIVA»

 sevesovivaVenatoriaSeveso -  Cinquecento i questionari raccolti dalla lista civica «Sevesoviva» per sondare le esigenze della cittadinanza in vista delle elezioni amministrative.
  Il comitato, che si batte per ottenere l’interramento sevesino delle ferrovie Nord, si prepara dunque alla sfida elettorale: «L’inchiesta che abbiamo promosso con la distribuzione di ottomila questionari ci sta permettendo di fare un quadro realistico di quello che le persone chiedono – ha dichiarato il presidente Daniele Tagliabue nel corso di una conferenza stampa – Un quadro che guiderà la nostra azione amministrativa. L’85 per cento dei questionari raccolti esprime la richiesta dell’interramento locale della ferrovia come primo punto qualificante per la città. La nostra storia nasce con lo slogan “interrare subito si può” e mai slogan è stato più attuale».
Nei prossimi giorni la lista civica renderà noti i nomi dei suoi candidati e il programma elettorale: per il momento il presidente non si sbilancia nemmeno su possibili alleanze con altre forze politiche.
«Abbiamo un buon rapporto con il Partito democratico e la Lega Nord – ha aggiunto Tagliabue – ma ognuno può collocarsi come meglio crede. C’è massima libertà di voto».
Nel frattempo «Sevesoviva» sta rafforzando la propria struttura organizzativa: due nuovi ingegneri si sono aggiunti alla lista e uno di questi è di Baruccana: «La frazione ha dato un ottimo contributo alla nostra inchiesta e stiamo ponendo molta attenzione anche a questa area – ha spiegato Tagliabue – Per questo faremo un incontro molto importante il 27 febbraio alle 21 proprio nella palazzina civica di via Trento e Trieste. Stiamo inoltre seguendo con attenzione lo sviluppo di Pedemontana e abbiamo partecipato al convegno del 5 febbraio notando che Seveso non aveva alcuna rappresentanza. Sul tema delle alleanze abbiamo incontrato partiti di livello nazionale per scegliere un partner affidabile che ci permetta di far valere le ragioni della nostra città a livello regionale e nazionale».

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IL TESORETTO IN LOMBARDIA: 700 milioni di euro

Pubblicato da zorro su Febbraio 17, 2008

CATTANEO forzaItaliaNell’incontro pubblico organizzato dall’amministazione Galbiati il 3 Aprile 2007, l’assessore regionale alle Infrasrutture e Mobilità Raffele Cattaneo (Forza Italia, collega stretto di  Della Frera, qui) dichiarava che la regione non ha i soldi (47Ml di euro) per l’interramento locale di Seveso (qui), definendolo  per questo una “chimera”,  ”un sogno” non realizzabile, non concretizzabile: «Un progetto per essere soddisfacente, deve essere realistico. Inseguendo la chimera e il sogno si rischia solo l´immobilità. … occorre eleggere la concretezza e la fattibilità come criteri dominanti».

Con queste stesse motivazioni Forza Italia e Alleanza Nazionale  votarono contro l’unico atto politico concreto fino ad ora ottenuto a favore dell’interramento: lo studio di fattibilità/progetto preliminare per interrare la tratta FNM di Seveso (l’odg, nato dall’azione di Sevesoviva, venne comunque approvato grazie alla Lega e ai partiti della sinistra).

Sotto l’articolo dal sito unaltralombardia: 700Ml di extragettito non previsto; 700Ml = 14 interramenti … Raffaele Cattaneo non dica più che non ci sono i soldi!!

IL TESORETTO IN LOMBARDIA
Di Enrico Bigli

Nessuno ne parla, nessuno ne discute. Ma c’è ed è consistente: anche in Lombardia la lotta all’evasione da parte del Governo Prodi ha generato un extragettito. Peccato che Formigoni lo “sperperi” nel silenzio generale.

imagesCAGXTLNRL’estate e l’autunno sono state caratterizzate dal dibattito sull’utilizzo del tesoretto.
Ma cos’è questo tesoretto? Si tratta di maggiori entrate rispetto alle previsioni di inizio anno, insomma i cittadini italiani stanno pagando durante il 2007 più tasse di quanto fosse previsto nella finanziaria, in sostanza è emersa una maggior base imponibile probabilmente da attribuirsi a una politica dissuasiva dell’evasione fiscale più forte. L’importo preciso si saprà solo alla fine dell’anno ma la tendenza chiara ha permesso l’utilizzo di entrate inaspettate, il dibattito sull’uso di queste risorse è stato ampio e ricco.
Poiché l’emersione di base imponibile ha effetto sulle anche sulle voci di entrata della finanza regionale correlate (la grande maggioranza tra cui addizionale IRPEF, IRAP e compartecipazione all’IVA), un importante tesoretto di maggiori entrate rispetto al previsto c’è anche in Lombardia.
L’ammontare del tesoretto è provvisoriamente stimabile nella differenza tra previsione di entrate del 2007 e previsioni assestate, si tratta di oltre 700 milioni di euro.
Sull’utilizzo di questo rilevante extragettito in Lombardia di certo non c’è stata uguale ampiezza di dibattito. Eppure una cifra di questo tipo avrebbe permesso di compiere una serie di interventi sociali negati per insufficienza di fondi.
Vorrei inoltre sottolineare che:
1. il tanto decantato intervento di riduzione dell’addizionale regionale per il 2008 altro non è che riallineamento delle entrate attese a quelle del 2007;
2. nessun miracolo dal contenimento di spesa ed efficienza dell’amministrazione lombarda ma interventi resi possibili dall’emergere dell’imponibile frutto della lotta all’evasione impostata a livello nazionale;
3. nessuna riduzione della pressione fiscale sui lombardi, anzi un aumento non solo relativo al confronto previsioni 2007 contro previsioni 2008, ma anche un aumento delle previsioni 2008 contro l’assestato 2007 che già ingloba l’inaspettato extragettito

All’interno: tabella Gettito Fiscale in Lombardia
Previsione gettito fiscale 2007-2008
dati in migliaia di euro

Entrate derivanti da tributi propri e compartecipazione all’IVA

previsione 07 assestato 07 previsione 08
IRAP 7.929.404 8.493.926 8.434.991
Add reg IRPEF 1.477.585 1.574.378 1.490.878
Compart IVA 9.052.851 9.128.751 9.647.818
Totale 18.459.840 19.197.055 19.573.687

Fonte:Regione Lombardia

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SANZIONI IN CALO: il resoconto è positivo o negativo?

Pubblicato da zorro su Febbraio 14, 2008

Sotto un articolo in cui il comandante dei vigili dichiara che le sanzioni  nel 2007 sono calate rispetto agli anni precedenti e ne deduce quindi che il resoconto è positivo. Ma è veramente cosi?

Sotto due punti di vista diversi, a voi le conclusioni.

Diminuiti anche gli incidenti con feriti e i casi di infortunistica stradale

SANZIONI IN CALO: POSITIVO IL RESOCONTO ANNUALE DELLA POLIZIA LOCALE

ComandanteRomanoSeveso – Sanzioni in calo accertate dalla Polizia locale.
  Il dato è emerso dal riepilogo dei risultati dell’attività svolta dagli agenti, coordinati dal comandante Luigi Romano, nel corso del 2007. Da 5.724 sanzioni del 2006 si è passati a 3.218: una voce che comprende violazioni per il superamento dei limiti di velocità (21%), sosta irregolare (22%), violazione di obblighi e divieti diversi (56%), violazione delle norme di sicurezza cinture e casco (1%), fermo o sequestro dei veicoli (12), ritiro patenti (6). «In buona parte il calo delle sanzioni è dovuto alla sospensione dei controlli al semaforo di corso Garibaldi – ha spiegato il comandante – In calo anche i sanzionamenti per eccesso di velocità e i casi di infortunistica stradale, una prova del buon lavoro eseguito in tema di riorganizzazione del traffico».
Diminuito anche il numero dei feriti in incidenti stradali anche se, nel corso dell’anno, si sono verificati due sinistri mortali.
Per quanto riguarda i progetti avviati in collaborazione con l’Amministrazione comunale, «un buon successo hanno avuto l’educazione stradale nelle scuole, la prima giornata della sicurezza e il primo corso antitruffa per gli anziani» ha concluso Luigi Romano.
«Speriamo che la Regione Lombardia trovi un sistema per finanziare nuovamente le pattuglie serali – ha aggiunto l’assessore alla Polizia locale, Marco Mazzucco – Si tratta di una spesa consistente a fronte di una maggiore attenzione e sicurezza. In vista dell’arrivo dell’estate vedremo di riproporre il servizio che funziona come deterrente contro episodi di microcriminalità».
Attualmente il comando di Polizia locale è costituito da dodici vigili più il comandante: «Il lavoro svolto è notevole – ha concluso Mazzucco – La squadra è ottima e appassionata al proprio lavoro».

Articolo pubblicato il 05/02/08

Parcheggio selvaggio in P.za del Seminario. Le macchine parcheggiate sul marciapiede (quasi sempre al sabato, ma spesso anche in settimana) rimangono li per ore, anche 4 o 6 ore di fila, indisturbate. I pedoni, tra cui vecchietti e mamme con bambini in carrozzina, sono costretti a scendere dal marciapiede e camminare in mezzo alla strada.

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Dalle statistiche pubblicate su il giornale comunale (qui, pag 9 estrapolando i numeri dalle percentuali) si scopre che i numeri per sosta inregolare sono i seguenti: nel 2005 1.842, nel 2006  2.003, nel 2007 693. Ossia nel 2007 quasi il 70% in meno di multe per divieto di sosta rispetto all’anno precedente. Cittadini di colpo più educati o vigili che in prossimità delle elezioni chiudono un occhio? Analogo discorso si può fare per gli eccessi di velocità (passati da 2000 a 670) e le multe per il mancato uso delle cinture di sicurezza (passate da 340 a 36).
 Serie di articoli pubblicati su Il Giornale di Seregno nell’ultimo periodo Seveso, corso Isonzo

UN PIRATA DELLA STRADA INVESTE PEDONE E FUGGE

Seveso – Un pirata della strada lo ha falciato mentre attraversava la strada, lasciandolo per terra dolorante. L’incidente è avvenuto sabato alle 13 in corso Isonzo, all’angolo con via Necchi.
  Francesco Giannico, quarantotto anni, si trovava a pochi passi da casa e stava attraversando la strada quando all’improvviso sarebbe sopraggiunta a tutta velocità una vettura che, non riuscendo ad evitarlo, lo avrebbe travolto colpendolo alle gambe e facendolo cadere a terra.
Sul posto, chiamati dai passanti, sono quindi arrivati i carabinieri di Seregno e la Croce bianca sevesina. Il ferito è stato trasportato all’ospedale di Desio.

Articolo pubblicato il 12/02/08
Giovane centauro in ospedale

SCONTRO AUTO MOTO IN VIA SOLFERINO

Seveso – Una mancata precedenza è stata la causa dell’incidente accaduto domenica l’altra in via Solferino all’incrocio con via Montenero.
  Il sinistro si è verificato intorno a mezzogiorno tra una «Rover» condotta da R.A., 31enne di origini filippine, residente a Milano, che viaggiava con a bordo altre quattro persone, e il ciclomotore «Mbk» guidato da O.D., 18enne di Cesano Maderno. A seguito dell’impatto, avvenuto per una mancata precedenza allo stop, il giovane ha perso l’equilibrio ed è stato sbalzato a terra, procurandosi delle ferite. Subito è stato allertato il «118»: sul posto è intervenuta un’ambulanza della Croce Bianca di Cesano Maderno che ha soccorso il ragazzo.
Il 18enne è stato poi trasportato all’ospedale di Desio: i medici hanno stabilito una prognosi di trenta giorni. Una pattuglia dei Polizia locale ha effettuato i rilievi di rito.

Articolo pubblicato il 12/02/08

Sei persone sono rimaste ferite negli scontri avvenuti nei giorni scorsi in centro e nel quartiere Altopiano

RAFFICA DI INCIDENTI STRADALI IN CITTÀ: SETTIMANA NERA SULLE STRADE PER LA POLIZIA LOCALE

Seveso – Settimana nera per gli incidenti stradali.
  Gli agenti di Polizia locale sono stati impegnati nei quattro sinistri che si sono verificati nei giorni scorsi: sei i feriti finiti all’ospedale.
L’ultimo incidente è accaduto venerdì scorso, alle 7.55, in via Manzoni all’incrocio con via Sanzio. Il conducente della «Nissan Almera», A.B., 49enne sevesino, si è scontrato con un motorino «Gilera Runner» guidato da un pachistano, M.I., 34enne.
Il centauro stava guidando in via Manzoni in direzione del passaggio a livello, l’auto proveniva dal senso opposto: a seguito dello scontro, il conducente del motorino è caduto a terra procurandosi delle ferite alle gambe ed è stato trasportato all’ospedale di Desio dalla Croce Bianca di Cesano Maderno. La prognosi è di qualche giorno.
Giovedì, un altro scontro è avvenuto in via Cacciatori delle Alpi nei pressi del supermercato. La «Volkswagen Polo» di F.T., 24enne di Seveso, si è scontrata con il ciclomotore «Yamaha» di S.G., 16enne sevesino. Trasportato in ospedale, i medici hanno stabilito per il centauro una prognosi di venti giorni. Feriti anche il conducente (dieci giorni di prognosi) e la passeggera dell’auto (cinque giorni). Due incidenti si sono verificati anche mercoledì scorso. Il primo alle 16.20 in via Adua all’incrocio con le vie Eritrea e Maderna, tra la «Nissan Micra» di M.S., 50enne di Seveso e la «Fiat Tempra» di S.R., 62enne medese. Nell’impatto è rimasta ferita la conducente della «Nissan» che è stata trasportata all’ospedale di Desio dalla Croce Rossa: i medici hanno stabilito una prognosi di dieci giorni.
Infine, alle 18.30, in via Sabotino è avvenuto un tamponamento tra la «Fiat Punto» di M.M., 70enne di Seveso e la «Ford Fiesta» di K.G. 34enne albanese: il giovane è stato trasportato all’ospedale di Desio dall’Avis Meda: la prognosi è di sette giorni.

Articolo pubblicato il 05/02/08

sinistro martedi’ scorso in tarda mattinata

PASSA COL ROSSO E SI SCONTRA CON UN’AUTO DUE FERITE NELL’INCIDENTE DI VIA PIAVE

Seveso – Scontro tra due auto al semaforo di piazza IV Novembre per una mancata precedenza.
  L’incidente è accaduto martedì scorso, alle 11.30 circa, all’incrocio con via Piave e ha coinvolto due veicoli: la «Volkswagen Golf» di L.V., 42enne di Meda, e la «Renault Clio» di L.F., 34enne sevesina.
La dinamica è ancora in fase di ricostruzione dalla Polizia locale ma, dai primi accertamenti, sembrerebbe che il sinistro sia stato causato da una mancata precedenza. La conducente della «Golf» stava guidando in direzione del cimitero mentre la «Clio» proveniva dal senso opposto.
Inevitabile lo scontro in cui sono rimaste ferite entrambe le conducenti. Trasportate all’ospedale di Desio dalla Croce Bianca di Cesano Maderno, i medici hanno stabilito una prognosi di quindici giorni.

Articolo pubblicato il 22/01/08

Isolate due vie dell’Altopiano per una centralina abbattuta da un’auto

CENTAURO SI FRATTURA LE GAMBE NELLO SCONTRO IN VIA DANTE

Seveso – Violento scontro auto moto al passaggio a livello di via Dante.
  L’incidente è accaduto venerdì sera, intorno alle 18.15, all’incrocio con via Montello. I veicoli, un’«Opel Corsa» condotta da E.S., 25enne albanese residente in città, e il ciclomotore «Garelli» di proprietà di P.C., 53enne medese, hanno tentato di superare il passaggio a livello mentre le sbarre si stavano abbassando. Inevitabile l’impatto tra due i mezzi: sul posto è intervenuta un’ambulanza dell’Avis Meda che ha trasportato il centauro prima all’ospedale di Desio poi al nosocomio di Carate dove è tuttora ricoverato per le fratture multiple alle gambe. Sempre venerdì, intorno alle 21, il concittadino S.B., 51enne residente all’Altopiano, è stato colto da malore mentre si trovava a bordo della sua auto. L’uomo dapprima ha strisciato contro il muro di via Spallanzani, poi ha colpito una centralina del telefono, lasciando isolati i residenti di due vie, poi è finito contro un’auto in sosta. L’automobilista è stato ricoverato all’ospedale di Desio per accertamenti medici a causa del malore.

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Formigoni: La «privatizzazione» di una Regione

Pubblicato da zorro su Febbraio 12, 2008

Dalla rete (qui)

La «privatizzazione» di una Regione

Maurizio Blondet
20/03/2006
 

formigoniDJIl governatore della Lombardia vuole di più: aspira a più alti destini politici.
Dal punto di vista della psichiatria politica, è qualcosa che possiamo chiamare la «sindrome di Lukashenko».
Aleksandr Lukashenko è il governatore (lui dice presidente) della Bielorussia.
Membro del vecchio KGB, ha preso il potere dopo il crollo dell’URSS e non l’ha più mollato.
Ogni volta si fa rieleggere con l’80 % dei voti, ossia con maggioranze sovietiche.
Ha cambiato la costituzione che poneva un termine alla sua carica presidenziale ed ha eliminato (fisicamente) qualche avversario: sicchè è governatore a vita.
A chi lo chiama dittatore risponde: la Bielorussia ha bisogno di me, per il suo bene.
Ha però grandi ulteriori progetti: far riconfluire la Bielorussia con la Russia in un solo Stato.
Perché, dicono, quando Putin se ne andrà, aspira a prendere il suo posto.
Presidente anche della Russia, a vita.
Formigoni e Lukaschenko sono diventati governatori suppergiù nello stesso periodo, ed entrambi sono ancora lì.
Tutti e due, intendiamoci, regolarmente eletti con percentuali bulgare.
Formigoni governa i lombardi già da undici anni e tre legislature filate, con la prospettiva di restare per 15 anni.

Ma non gli basta, come sappiamo: ha forzato un Berlusconi poco entusiasta a farlo senatore a Roma.
Ha, parole sue, «lanciato un’opa al primo partito d’Italia»: ossia vuol prendere il posto del Cavaliere.
Ma senza lasciare la Lombardia, che ha tanto bisogno di lui.
I suoi intimi gli attribuiscono il seguente disegno: una volta senatore, farsi incoronare dal Cavaliere ministro degli Esteri (è il suo pallino).
A questo punto, si dimetterebbe dal Senato: e secondo lui e i suoi intimi, con questa mossa gli sarebbe legalmente possibile restare anche presidente della Lombardia, perché l’incompatibilità sarebbe eliminata.
Occupato come ministro, si capisce, governerebbe per delega, attraverso i suoi fidi di cui ha riempito la Regione (si parla di circa duecento dirigenti).
Ma terrebbe il cappello su due poltrone, in attesa di fare le scarpe a Berlusconi.
Si dirà: le somiglianze finiscono qui.
Lukashenko è un nemico del libero mercato, ferocemente attaccato alla gestione pubblica dell’economia, che amministra attraverso complici e parenti.
Formigoni invece è un liberista addirittura fanatico, «più società meno Stato», privatizzazioni e così via.

Ma cerchiamo di capire bene che cosa intende Formigoni quando sostiene «il privato».
Un esempio? Prendiamo una delle più geniali privatizzazioni del governatore a vita, «Lombardia Infrastrutture».

Si tratta di una colossale società per azioni, a cui sono in via di conferimento tutti i beni immobili della Regione. Tutti: ospedali, Ferrovie Nord, case popolari, vaste aree, centinaia di edifici… un patrimonio di migliaia di miliardi in vecchie lire.
A quale scopo questa privatizzazione? Spieghiamolo. Lombardia Infrastrutture è una SpA.
E’ una impresa privata. Il che significa che può vendere qualunque bene immobile «pubblico» senza aste, senza bando, senza competizione e senza controllo pubblico. Basta una firma del consiglio d’amministrazione, e la ditta è libera di cedere i nostri immobili, pagati dalle nostre tasse, a chi vuole lei. E al prezzo che le pare.

Un giorno i lombardi possono svegliarsi e scoprire che un padiglione di Niguarda è stato ceduto a un privato, che ci apre una sua clinica privata e convenzionata con l’amica Regione.
O che le Ferrovie Nord, o le appetibili aree circostanti le sue linee, per esempio, sono state vendute a una immobiliare che ci costruisce quel che vuole.
E senza che la Guardia di Finanza possa eccepire che, magari, la vendita è stata fatta per un boccone di pane. O con criteri clientelari: è il bello del privato, ragazzi.
E noi lombardi, per esperienza, possiamo indovinare quali saranno le fortunate imprese private che potranno comprare, senza concorrenti e senza aste pubbliche, il nostro patrimonio immobiliare. Prospera infatti nella nostra regione la ciellina Compagnia delle Opere: una galassia di 30 mila imprese, fatturato 74 miliardi di euro, ognuna delle quali paga alla Compagnia delle Opere
una quota di 450 euro l’anno. Per avere l’onore di farne parte.
Ma naturalmente l’onore ha anche pratici vantaggi. Nella Lombardia, dove i veri imprenditori sono in difficoltà, la più grande capitalista rimasta è la Regione. E siccome la Compagnia delle Opere è vicina al cuore del governatore, fare parte della «Compagnia» aiuta a ottenere contratti e commesse dalla Regione.

Ogni volta che Formigoni ha proclamato qualche privatizzazione, l’effetto è stato lo stesso: ampliare i margini di discrezionalità con cui la Regione può assegnare il denaro dei contribuenti a chi le pare, e alle condizioni che le pare.
La prima privatizzazione è stata quella dei direttori generali. Un tempo, questi dirigenti pubblici erano di carriera pubblica e dunque inamovibili. Oggi sono sotto contratto privato e, come manager aziendali, possono essere licenziati dopo cinque anni.
Logico che per essere riconfermati, devono obbedire ciecamente al direttore generale della Regione, che è l’onnipotente Nicola Sanese, ciellino e braccio destro di Formigoni. Così, non possono certo sindacare su come sono aggiudicati appalti e contratti.
Altrimenti, Sanese li sbatte fuori, li licenzia, non li riconferma: è il privato, ragazzi.

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Prendiamo la Sanità, per esempio -qui un articolo pubblicato tempo fa -: un fiume di denaro, i tre quarti delle spese regionali. Certo, il settore strettamente medico (chirurgia, tac e così via) resta sotto controllo pubblico, anche grazie ai duri sforzi della Lega e di Rifondazione, improbabili alleati.
Ma altra cosa sono i servizi «alberghieri» ausiliari della Sanità.

Nel decidere a quali ditte affidare il compito di lavare le lenzuola o fornire i pasti, il margine di discrezionalità è vasto.
E nessuno può controllare se il denaro che la ditta premiata riceve dalla Regione è congruo al numero di lenzuola lavate, o ai pasti forniti.
Quanto a scegliere la ditta che fornisce garze e siringhe, è compito che spetta al primario, a suo insindacabile giudizio: il quale potrà magari scegliere, legittimamente, una ditta socia della Compagnia delle Opere, visto che anche per diventare primari occorre essere ciellini doc o almeno amici loro.
E così la gestione delle Fiere, un’altra grossa fonte di spesa regionale.
A quali imprese private vanno di preferenza incarichi e appalti?
Si può solo dire che appartenere alla Compagnia delle Opere dà un aiutino, visto che il ciellino Antonio Intiglietta è il padrone della GeFi (Gestione Fiere), società privata che nel settore fa il bello e cattivo tempo (Artigianato in Fiera, Expo dei sapori…).

E il business della formazione e avviamento al lavoro, un business da 5.000 miliardi di vecchie lire di soli fondi europei?
Qui a fare tutto è l’Agenzia regionale del Lavoro, ente pubblico diretto da un ciellino; e la CdO può offrirle tutta una nebulosa di aziende sue socie che, guarda caso, sono nate come funghi proprio per «fare corsi di formazione» e «avviare al lavoro». (1)
Vogliamo parlare delle case di riposo e degli asili? Ma questo è il campo del «sociale», la specialità dei cattolici: una torma di cooperative della Compagnia, ditte private, sono pronte a offrire i loro servigi al pubblico, e a intercettare i relativi miliardi regionali. Opposizione a questo sistema? Poca.

Anche perché, nel suo governatorato a vita, Formigoni ha avuto tutto il tempo di cointeressare agli affari le coop rosse.
La Lega della rossa Emilia e la CdO ciellina sono socie nella impresa Obbiettivo Lavoro, la terza società di collocamento interinale, tanto per dirne una. Opposizioni interne, dal Polo? Improbabili, visto che il capogruppo di Forza Italia in giunta regionale, Giulio Boscagli, è addirittura cognato di Formigoni, avendone sposato la sorella.

A questo punto, le analogie con Lukashenko ci paiono impressionanti.
Gestione della cosa pubblica attraverso amici e parenti; privatizzata quanto basta per evitare concorsi pubblici e controlli di Stato, ed aumentare la discrezionalità della spesa. Il fatto è che 11 anni di potere ininterrotto hanno cambiato la democrazia lombarda in qualcosa di ben diverso. Gli assessori, ossia i politici dei partiti alleati, non contano più nulla: ricevono telefonino, auto blu e pasti ai ristoranti, basta che non disturbino i manovratori.
I leghisti, che hanno provato ad opporsi, sono di fatto emarginati dal governo di cui fanno parte.
Ed ora Formigoni tenta il grande salto, con lo scopo dichiarato di portare il «modello lombardo» all’Italia intera.

«Il mio grande progetto riformista», ha detto, «potrà cambiare non solo la nostra Regione, ma tutta l’Italia».
Ed ha chiarito: è un progetto «non ideologico, non appiattibile su uno schieramento», che equivale a una strizzata d’occhio alle sinistre per «lavorare insieme». L’Italia come la Bielorussia, con in più il consociativismo democristiano. A noi lombardi, 11 anni di Formigoni paiono già troppi. Ora, rischiamo di averlo sulla testa per l’eternità.

Maurizio Blondet

Pubblicato su Elezioni 2008, Formigoni e C., Stampa | Lascia un commento »