Voglio una città migliore

pensieri, domande e riflessioni di cittadini di Seveso e dintorni

Seveso: una politica non sostenibile che prevede il consumo sistematico del suolo

Pubblicato da zorro su Marzo 19, 2008

Sotto un articolo inviato con la  newsletter dell’associazione Doma’ Nunch. In esso ci si rallegra per quanto accaduto a Cassinetta di Lugagnano dove per la prima volta un’amministrazione della cintura di Milano ha raggiunto, per condivisa volontà e con estrema Nuovo PGT-Seveso Centrodeterminazione, un bilancio in cui la quota per oneri di urbanizzazione destinata alle spese correnti è dello zero%. Una politica urbanistica della “crescita zero”  voluta partendo dalle seguenti considerazioni:

  • non è sostenibile un modello di sviluppo che prevede il consumo sistematico del suolo, l’impoverimento delle risorse naturali, la progressiva ed inesorabile urbanizzazione e conurbazione tra diverse città e paesi;
  • non è più sostenibile il meccanismo deleterio che spinge le amministrazioni a “utilizzare” il territorio come risorsa per finanziare la spesa corrente.

Nuovo PGT- Baruccana Parco QuerceA Seveso gli oneri di urbanizzazione coprono oltre il 70% del bilancio. Cifra che contrasta e stride con lo zero% di Cassinetta di Lugagnano, come contrasta e stride tutta la politica dell’ammisstrazione Galbiati davanti alle politica della “zero urbanizzazione”. Nell’articolo sotto, oltre alle motivazioni (che incredibilmente non appartengono all’assessore sedicente ambientalista Marzorati), si descrivono condizioni, principi e politche per poter raggiungere  “l’emancipazione” del bilancio dagli oneri di urbanizzazione e fermare l’insostenibile e sistematico consumo del suolo. Nel leggere l’articolo non si può fare a meno di notare come a Seveso si è fatto in questi anni l’esatto contrario di quei principi e di quelle politiche, tant’è che i risultati sono oggi sotto gli occhi di tutti.

Marzorati, assessore alla tutela e sostenibilità del territorio, presidente dell’Agenzia Innova21 (società intercomunale per lo svilupo sostenibile), membro del consiglio regionale di Legambiente, è uno dei prinicipali artefici di
queste politiche ed è quindi colpevole, oltre che di falso ideologico, di aver sostenuto la cementificazione attuata in quesi anni a Seveso.


Riportiamo sotto uno specchietto dove si confrontano le politiche messe in atto a Cassinetta di Lugagnano e quelle messe in atto in questi dieci anni da Galbiati e Marzorati, sostenuti dai consiglieri (spesso di estrazione “edile”) appartenenti a Forza Italia e Alleanza Nazionale.
Non è lo sviluppo a non essere sostenibile;  è questa politica e questi politici che non sono più “sostenibili” per Seveso; e Donati e Marzorati ne sono in questo momento i suoi massimi rappresentanti.

Nuovo PGT- Seveso - Parco delle Querce  Nuovo PGT- Mappa Satellite Parco delle Querce 
Nuove Aree di urbanizzazione indicate sul nuovo PGT pubblicato Le stesse aree indicate nelle tavole precedenti (prima e terza) ma riportate sopra una ripresa da satellite; ben evidente il parco delle querce e e aree ora verdi che verranno edificate


Cassinetta di Lugagnano

Seveso

0%

Emancipazione del bilancio dagli oneri di urbanizzazione (zero%)

73%

Dal bilancio 2007 (qui ) si può facilmente notare che nelle entrate gli oneri di urbanizzaione contribuiscono per il 73% al totale del bilancio

Procedimento partecipato di elaborazione del PGT Poche settimane fa pubblicammo un articolo (qui) in cui si riportava come la giunta Galbiati ha redatto il progetto definitivo del nuovo PGT senza coinvolgere nella stesura nè i citadini, né l’opposizione
“vogliamo mantenere integro il territorio e non vogliamo crescere”
PGT senza espansione
Nel PGT sono indicate come nuove aree di intervento i pochi spazi non ancora sfruttati di Seveso (Baruccana e Altopiano compresi). Qualche esempio: Allocchio-Bacchini, Via Montello, Terzo lotto via S.Pellico, … e, ancora più grave, 4 Grosse aree a ridosso del parco delle Querce. Nelle foto sopra abbiamo evidenziato le nuove aree su di una mappa da satellite in cui è evidente che non sono zone di recupero, ma nuove occupazione di suolo ora verde, proprio a ridosso del Parco. Nel mezzo di una di esse (in basso a sinistra) passerà il famoso ponticello che unisce Baruccana con il Parco richiesto dalla giunta Galbiati come opera di compenzazione per la Pedemontana.
Forte condivisione della scelta da parte della comunità e continua partecipazione ad essa Il PGT è stato fatto senza nessuna condivisione; in questi anni i cittadini che hanno provato a partecipare alla vita amministrativa si sono ritrovati  denunce e multe (qui, qui)
Nessun motto: “giù le tasse”
se l’amministrazione non avesse scelto l’opzione
crescita zero, l’amministrazione avrebbe potuto ridurre, e di molto, la pressione
fiscale sui cittadini e le imprese
Appena dopo aver pubblicato il nuovo PGT è comparso sul sito del comune un articolo da titolo “MENO TASSE” (qui) … sarà pura coincidenza?
Solidità della maggioranza e impermeabilità alle pressioni esterne che spesso pongono l’amministratore di fronte a offerte difficili da rifiutare: “se mi fai realizzare questo intervento edilizio, ti sistemi il bilancio, fai tante opere pubbliche utili senza sforzo e vieni rieletto oppure fai carriera” Negli ultimi 5 anni abbiamo assistito: all’uscita del vicesindaco Alari (FI), al rientro di Alari, alla cacciata degli assessori della Lega, alla crisi di Giunta, all’entrata dell’UDC in maggioranza, …. E a questo aggiungiamo i trattamenti “di favore” che l’amministrazione ha riservato a Ferrovie Nord e Regione Lombardia (l’assessore Cattaneo in particolare) permettendo di fare loro ciò che più gli è convenuto e piaciuto (sottopassi e Pedemontana)

Qui sotto il comunicato dell’associazione DOMA’ NUNCH

Cassinetta di Lugagnano (MI):
il primo esempio in Insubria di un piano urbanistico che non sfrutta nuovo territorio.

Fra i tumultuosi avvenimenti di questi ultimi mesi, giungono anche buone notizie. Apprendiamo che l’Amministrazione di Cassinetta di Lugagnano / Cassinetta de Lugagnan è il primo Comune d’Insubria ad aver adottato un Piano di Governo del Territorio a crescita zero: non un metro quadro di cemento in più, 0% di proventi dagli oneri di urbanizzazione per le spese correnti!

Ciò è assolutamente rivoluzionario e dimostra che i principi per una gestione econazionalista del territorio sono validi e applicabili. Rimandiamo alla lettura dell’articolo allegato per i dettagli su come questo sia possibile.

Domà Nunch da qualche anno è il riferimento per chi non sopporta più che la nostra Terra sia ulteriormente sfruttata a fini edilizi per arricchire pochi o far fronte alla mancanza di soldi delle casse comunali. Qualcuno ci aveva preso per visionari e retrogradi, non capendo che è invece la mentalità di chi ci accusa ad essere ferma agli anni ‘60. Sono loro i vecchi, noi siamo il nuovo: siamo sicuri che il futuro dell’Insubria – dal Gottardo al Po – sarà quello di una grande eco-nazione ecologicamente equilibrata, vivibile per uomini, animali e piante, tecnologicamente al passo con l’Europa, nella quale il legame fra la Terra e la sua cultura si incarnerà nell’assoluto rispetto del territorio. Siamo sicuri che la crescita zero e la de-urbanizzazione, come strumento di recupero a naturale degli ambiti più degradati, siano l’unica via di uscita da uno sviluppo incontrollabile che va contro la sopravvivenza della nostra Nazione, comunità di uomini e di altri viventi. Quindi un plauso a Domenico Finiguerra, Sindaco di un paese che – una volta tanto – non ambisce a fregiarsi del titolo di città.

Basta ciment! Domà nunch!

Un piano di governo del territorio a crescita zero

Fonte: http://www.eddyburg.it

Data di pubblicazione: 08.03.2008

Il sindaco di Cassinetta di Lugagnano racconta per eddyburg come si può, in un’area a fortissima pressione edilizia, fare un piano urbanistico senza occupare altro territorio

Prologo

 Cassinetta di Lugagnano (MI) è un comune del Parco Lombardo della Valle del Ticino, riserva della Biosfera UNESCO. Nel mezzo di una bella pianura irrigua, una mezzaluna fertile, che va da Melegnano a Legnano. Ma come tutti i comuni a sud della grande metropoli milanese, è sottoposto ad una fortissima pressione a costruire. Infatti, il sud-ovest Milano, con il solo 19% di territorio urbanizzato, è il naturale luogo dove sfogare l’ “incontinenza” edilizia della grande metropoli e dove realizzare grandi infrastrutture, dettate dal modello di sviluppo che ha già creato Malpensa e che ci porterà (forse) Expo2015 e tutte le sue conseguenze.

Elezioni

Quando nel 2002 il sindaco Domenico Finiguerra è stato eletto, con il 51% alla guida dell’amministrazione comunale di Cassinetta di Lugagnano, il programma elettorale al capitolo “urbanistica” prevedeva in maniera molto chiara ed esplicita la volontà di:
- non procedere a nessun nuovo piano di insediamenti residenziali se non attraverso il recupero di volumi già esistenti
- puntare sulla valorizzazione del centro storico e del patrimonio artistico ed architettonico (il Naviglio Grande, le sue ville, i parchi ed i giardini)
- salvaguardare l’agricoltura
- promuovere la qualità ambientale e il turismo
- opporsi alle grandi infrastrutture legate all’aeroporto di Malpensa.

Crescita Zero

La scelta del risparmio del suolo e l’adozione del principio ispiratore cosiddetto della “crescita zero” per tutta la politica urbanistica dell’amministrazione derivava dalle seguenti convinzioni/constatazioni:
- non è sostenibile un modello di sviluppo che prevede il consumo sistematico del suolo, l’impoverimento delle risorse naturali, la progressiva ed inesorabile urbanizzazione e conurbazione tra diverse città e paesi;
- non è più sostenibile il meccanismo deleterio che spinge le amministrazioni a “utilizzare” il territorio come risorsa per finanziare la spesa corrente.

La decisione

La decisione di adottare la “crescita zero” quale faro della politica urbanistica, anche se già ampiamente prevista dal programma amministrativo, è stata confermata successivamente anche attraverso assemblee pubbliche aperte a tutta la cittadinanza.
Nell’ambito del procedimento partecipato di elaborazione del PGT il dilemma da sciogliere è stato sostanzialmente il seguente: “per finanziarie le opere e i servizi necessari alla comunità, la comunità stessa preferisce:
- ricorrere al finanziamento delle opere necessarie per mezzo di nuove lottizzazioni (e conseguente incremento di popolazione, e conseguente necessità di nuovi servizi, e conseguente necessità di nuove lottizzazioni, e via così fino all’esaurimento delle aree libere);
- oppure, ricorrere al finanziamento per mezzo di accensione di mutui con conseguente ricaduta sulla fiscalità locale?
Dal dibattito che ne è sortito, non c’è stata nessuna levata di scudi in nome del motto “giù le tasse”, anzi, le considerazioni più ricorrenti sono state: “vogliamo mantenere integro il territorio e non vogliamo crescere”, oppure “siamo scappati dall’hinterland milanese e abbiamo scelto Cassinetta di Lugagnano per la sue qualità ambientale”.
L’amministrazione, pertanto, con grande sorpresa anche degli urbanisti incaricati ha ritenuto giusta e confermato la decisione di non prevedere nessuna zona di espansione.

Il bilancio comunale

Fin dall’insediamento, la politica di bilancio è stata improntata al massimo rigore, puntando alla realizzazione di un importante e strategico obiettivo: “l’emancipazione” del bilancio dagli oneri di urbanizzazione. Progressivamente, a partire dal 2002, è stata ridotta fino allo 0 (zero) % (obiettivo raggiunto contestualmente all’approvazione del PGT) la quota di oneri di urbanizzazione destinata al finanziamento delle spese correnti.
Inoltre, anche sul lato delle spese in conto capitale (investimenti) si è proceduto con una intensa e faticosa ricerca di contributi provinciali, regionali e statali a fondo perduto.
Il Comune di Cassinetta di Lugagnano, nell’ultimo quinquennio ha realizzato opere per circa 4 milioni di euro grazie a contributi della Regione Lombardia e della Provincia di Milano.
I pochissimi interventi di recupero dei volumi esistenti o alcuni micro-interventi sono stati autorizzati dall’amministrazione a fronte di ingenti opere pubbliche (a titolo di esempio, con il recupero di una villa del ‘500 e di annesso fienile a fini abitativi, l’amministrazione si è vista realizzare opere aggiuntive per 400 mila euro; la costruzione di una nuova farmacia privata è stata accompagnata alla realizzazione del nuovo polo sanitario).
Moltissime sono state le iniziative realizzate per mezzo di sponsorizzazioni (si cita a titolo di esempio la sponsorizzazione del Piano Colore allegato allo stesso PGT da parte di Caparol).
La scuola materna è stata costruita accendendo un mutuo finanziato con l’incremento di un punto dell’ICI sulle attività produttive.
L’ICI sulla prima casa è rimasta ferma al 6 per mille e l’addizionale Irpef al 2%. La tariffa rifiuti prevede il recupero del 100% a carico dei contribuenti. Ma la raccolta differenziata è oltre il 73%.
Si fa notare che se non avesse scelto l’opzione crescita zero, l’amministrazione avrebbe potuto ridurre, e di molto, la pressione fiscale sui cittadini e sulle imprese.
L’offerta di servizi sociali, educativi e culturali è aumentata e non è stato fatto nessun taglio alla spesa per servizi alla persona.

Piano di Governo del Territorio

Il PGT del Comune di Cassinetta di Lugagnano è stato approvato definitivamente nel mese marzo 2007, alla vigilia delle elezioni amministrative. Non prevede nessuna zona di espansione. E’ incentrato sul recupero e sulla valorizzazione del patrimonio esistente ed è corredato di un dettagliatissimo Piano del Colore.

Conclusioni

Riassumendo arrivare ad un PGT a crescita zero è possibile, ma sono necessarie le seguenti condizioni:

  1. solidità della maggioranza e impermeabilità alle pressioni esterne che spesso pongono l’amministratore di fronte a offerte difficili da rifiutare: “se mi fai realizzare questo intervento edilizio, ti sistemi il bilancio, fai tante opere pubbliche utili senza sforzo e vieni rieletto oppure fai carriera”.
  2. forte condivisione della scelta da parte della comunità e continua partecipazione della stessa (i bambini, le associazioni, i gruppi informali, i singoli cittadini) alle decisioni assunte dell’amministrazione
  3. seria politica di bilancio che renda indipendenti sia le spese correnti che quelle in conto capitale dagli oneri di urbanizzazione dovuti a nuovi insediamenti e che ricerchi risorse alternative
  4. utilizzo ed incentivo al recupero di tutti i volumi esistenti

Una postilla

Alle ultime elezioni amministrative del 2007, la lista civica (rosso-verde) è stata riconfermata con oltre il 63% dei voti, in netta controtendenza rispetto a tutta la provincia di Milano, dove il centrosinistra ha perso in comuni importanti come San Donato Milanese, Rho, Pieve Emanuele, Buccinasco, Monza.

3 Risposte a “Seveso: una politica non sostenibile che prevede il consumo sistematico del suolo”

  1. daniele2 detto

    seveso non in aperta campagfna , e non ha mica 1500 abitanti , ne ha 21000 mila e ci sono molte piu’ industrie ,li’ non c’è nessuna industria , e perciò non si può fare il paragone .
    però è vero che è tropo alta la percentuale del 73 % , si dovrebbe abbassare ma non annullare , fai l 35-45%

  2. zorro detto

    … il problema non è 2000 o 22.000 abitanti …. non è fare il 75%, 35% … cambia poco o niente!
    .. il problema è che questo gioco non ha vita lunga! .. è un gioco che porta al collasso!

    … fra un po’ sarà comunque 0% ! che lo si voglia o meno! perchè non ci sarà più spazio per costruire! (si guardino le cartine pubblicate, ormai si è arrivati ad erodere i parchi)! .. e a quel punto che si fa quando lo 0% ti è imposto dalla dura realtà e non ci si è preparati? gli spazi per costruire sono quasi terminati e con essi spariranno gli oneri di urbanizzazione a bilancio …… ma i nuovi appartamenti e con esso i cittadini (non 2000, ma 25-30 mila, perchè verso questo stiamo andando) rimangono! .. togli 3Ml di entrate da 4ML di bilancio! cosa si fa per far tornare i conti delle uscite? hai voglia a dire “sussidiarietà” e ” sostegno” …
    … è come se una famiglia per tirare avanti il bilancio ordinario, quello con cui comprarsi da mangiare tutti i giorni, si vende ogni giorno un pezzo della casa di proprietà! …e quando la casa sarà finita che si farà per mangiare? per sopravvire? (non sto dicendo vivere)

  3. [...] Seveso: una politica non sostenibile [...]

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