Nel programma elettorale del candidato sindaco Marzio Marzorati (qui) a pag 24 si trova la seguente affermazione:
“… la prossima amministrazione si troverà un debito di circa 6.9 milioni di euro,
significativamente ridotto rispetto a quello del 1998, che ammontava a 7,5 milioni.”
Prima di tutto definire “significativamente ridotto” una diminuzione di 600 mila euro su 7,5 milioni in 10 anni, dopo le decine di milioni di euro di oneri di urbanizzazione ricevuti nelle casse del comune, è quanto meno curioso.
Ma ad andare a fondo, la cosa è molto più sorpendente di quanto già sembra.
Andando a riprendere il programma della lista Galbiati del 2003 (qui), lista in cui militava il candidato sindaco Marzorati, si trova a
pag 9:
“Nel corso degli anni 1998-2003 l’indebitamento dell’ente è stato ridotto di quasi 1.000.000
di euro pur senza penalizzare gli investimenti.”
Ma come? se nella legislatura 1998-2003 (5 anni) si è ridotto il debito di 1Ml, ma nel periodo 1998-2008 (10 anni) la riduzione è di “solo” 600 mila; vuol dire che nell’ultima legislatura (2003-2008) il debito è (per dirla alla Marzorati) AUMENTATO “SIGNIFICATIVAMENTE” di 400 mila euro!
“Diminuire” è ben diverso che “aumentare”! Se a questo si aggiunge che gli utlimi 5 anni, proprio a partire dal 2003, sono stati quelli in cui la speculazione edilizia è cresciuta esponenzialmente (qui), ci si chiede: ma visto che il debito è aumentato, dove sono finite le decine di milioni di euro incassati per oneri di urbanizzazione? Non certo a fare le opere promesse nella campagna elettorale del 2003 (qui). E allora: per cosa sono stati spesi decine di milioni?
Peccato che contro ogni principio di trasparenza i bilanci non vengano pubblicati sul sito del comune, insieme agli articoli spot dell’ufficio stampa dell’amministrazione. Si deve interpretare tale strategia come un modo per nascondere dove tali soldi siano stati spesi e fare ora affermazioni roboanti che i bilanci invece potrebbero smentire facilmente? o, peggio ancora, si deve temere per qualcosa di ancora più terribile che non deve essere reso pubblico e che la prossima amministrazione, se diversa dall’attuale, scoperchierà?
Nel dubbio solo una cosa si può fare: mandiamoli a casa!













