Settimana scorsa ci eravamo complimentati con i vigili di Seveso e il comandate Romano per la stupefacente, quanto inusuale, tempestività con cui avevano provveduto a coprire i manifesti abusivamente esposti dal candidato sindaco del PdL Massimo Donati (Donati abusivo prima di Galbiati). La cosa ci aveva molto sorpresi poichè in questi anni la polizia locale ha sempre assecondato l’operato della giunta di centro-destra, anche quando quest’ultima aveva agito per fini puramente privati e a volte addirittura contro gli interessi e la difesa dei cittadini stessi (qui, qui, …). Avevamo addirittura concluso dicendo: “…speriamo continuino cosi! Speriamo che la legge cominci ad essere uguale per tutti!”
Oggi purtroppo la verità che emerge è completamente diversa e dobbiamo ritirare i complimenti fatti alla polizia locale.
Settimana scorsa abbiamo scoperto che in realtà non sono stati i vigili ad essere intervenuti, ma un privato cittadino che, dopo aver segnalato invano l’abuso, non vedendo l’intervento della polizia locale (che ancora una volta è venuta meno al suo dovere) si è armato di senso civico e molta pazienza e, sopperendo alla latitanza delle forze dell’ordine, ha marcato in prima persona i manifesti abusivi del candidato di Forza Italia e AN.
La cosa ha dato fastidio ai rappresentanti del Partito delle Libertà che, intercettato l’improvvisato “attacchino”, hanno innescato con questo una “diatriba” che, dopo una maglietta e una felpa strappata ai danni del nostro cittadino, è terminata con l’intervento dei carabinieri (sotto gli articoli pubblicati su Il Cittadino e Il Giornale di Seregno). Quest’ultimi, se da un lato hanno rilevato che il cittadino si è investito di un ruolo che non gli competeva, hanno però confermato in pieno quanto da lui sostenuto, ossia che il PdL ha utilizzato abusivamente spazi che non gli competevano; a quel punto sono stati i carabinieri stessi a sollecitare l’intervento della polizia locale che, davanti alla richiesta dei militari, non si è più potuta sottrarre al proprio dovere e ha dovuto ricoprire con dei manifesti bianchi i manifesti abusivi di Donati.
Ci si chiede: perchè quando la cosa è stata segnalata da un cittadino i vigili non hanno fatto niente, invece quando è stata segnalata dai carabinieri sono intervenuti tempestivamente?
Singolari invece i commenti dei rappresentanti del PdL apparsi sui giornali.
Commento apparso su Il Giornale di Seregno di Nicola Tallarita, coordinatore di Forza Italia: «Erano indicati solo i numeri non la differenza tra spazi comunali e nazionali.»
Balla! Proprio a margine dell’articolo era riportata la foto (probabilmente presa dal nostro sito, qui l’una, qui l’altra) in cui sopra i manifesti abusivi è ben evidente l’indicazione “Camera - propaganda Diretta“. A meno che Tallarita pensi che ci sia una Camera a livello locale, viene da pensare che ci stia prendendo per i fondelli.
Massimo Vaccarino, Forza Italia, commenta su Il Cittadino: «bisogna verificare se si tratta di spazi riservati al Pdl. Camera, Senato, Comune cosa cambia se il coordinamento è d’accordo?». Vaccarino: è la legge! Non è questione se il coordinamento nazionale del PdL è o meno d’accordo! il suo benestare non conta assolutamente niente! sono le regole della campagna elettorale a vietare la cosa! Sta forse dicendo che i carabinieri hanno sbagliato a segnalare la cosa ai vigili e che i vigili hanno coperto impropriamente i manifesti di Donati? Denunci la cosa allora! invece che fare dichiarazioni senza capo né coda.
Questo è il senso della legalità del centro-destra di Seveso! Questo è il senso di giustizia e rispetto dei dirigenti di Forza Italia verso i cittadini di Seveso! Questo è il “dialogo” di cui Donati si erge a rappresentante!
E’ questa la classe politica che vogliamo amministri Seveso per i prossimi 5 anni?
Articolo apparso su Il Giornale di Seregno il 8/4/2008
Intervenuti i carabinieri
LITE A SAN PIETRO PER MANIFESTI «ABUSIVI»
Seveso - L’aver affisso manifesti elettorali negli spazi sbagliati ha suscitato un’accesa discussione con intervento dei carabinieri. Tutto è accaduto lunedì l’altro nel quartiere San Pietro. La diatriba è sorta tra l’ambientalista Roberto Serafin e alcuni esponenti del Popolo della Libertà. Sugli spazi riservati a Camera e Senato, infatti, sono stati affissi manifesti della PdL che Serafin ha coperto con la scritta «manifesto abusivo». Ne è sorta una discussione: all’arrivo della gazzella, i carabinieri hanno imputato all’ambientalista la colpa di aver agito in un ambito non di sua competenza e al PdL di aver utilizzato abusivamente gli spazi. «Erano indicati solo i numeri non la differenza tra spazi comunali e nazionali – ha precisato il coordinatore di FI, Nicola Tallarita – Tutto si è comunque risolto con una stretta di mano».
Articolo apparso su Il Cittadino il 5/4/2008
Lite per i cartelli elettorali: arrivano anche i carabinieri
Dalla guerra elettorale alla diatriba del manifesto il passo è breve, se un cittadino s’immola a spontaneo tutore della legalità. Scenario San Pietro protagonisti Roberto Serafín dell’Altopiano, da sempre schierato in prima fila nelle sue battaglie pro-ambiente, e alcuni sostenitori del «Partito delle libertà». È sabato sera quando le strade dei due s’incrociano. Serafín nota che sugli spazi riservati a Camera e Senato vengono affissi i manifesti comunali. Di sua spontanea iniziativa attaccata un cartello per coprire il tutto con scritto “manifesto abusivo”. Il centrodestra non accoglie con favore e ne nasce ima diatriba, che li spinge addirittura a chiamare i carabinieri. Quando arrivano i militari, non possono che imputare a Serafín la colpa di aver coperto un ruolo non si sua competenza e al Pdl di aver utilizzato abusivamente degli spazi. Martedì i manifesti irregolari sono stati coperti dal comune. Massimo Vaccarino, Pdl, commenta così l’accaduto «bisogna verificare se si tratta di spazi riservati al Pdl. Camera, Senato, Comune cosa cambia se il coordinamento è d’accordo?».














