Pubblichiamo sotto i voti ottenuti dalle diverse liste alla camera cercando di confrontarli con i voti invece ottenuti dai candiadati sindaci nelle amministrative.
E’ interessante capire come tra le due votazioni i voti si siano spostati tra i diversi partiti; in particolare è interessante capire come le liste civiche (quelle vere, non quelle civetta) hanno alterato il quadro di insieme e a quale grande partito queste hanno sottratto voti (e quindi che tipo di elettorato hanno attratto).
Il confronto viene abbastanza facile per le seguenti considerazioni:
- il voto è avvenuto in contemporanea e come ci si aspettava il voto nazionale ha influenzato molto quello locale (ci si immagina che il caso è tipico è stato l’elettore che sulle 3 schede abbia indicato lo stesso medesimo simbolo)
- di fatto la differenza sui totali dei voti validi, tra camera e voto ai sindaci, è quasi nulla (33 voti su più di 14 mila voti)
Per rendere il confronto più immediato abbiamo prima di tutto proiettato i voti ottenuti dai partiti alla camera sulle liste collegate ai rispettivi candidati sindaco. In sostanza, abbiamo desunto dalla camera i voti potenziali dei sindaci nel caso non ci fossero state liste civiche.
Ad esempio, per spiegarci, a Butti abbiamo assegnato come voti potenziali riconducibili della camera non solo i voti del PD e dell’Italia dei Valori, ma anche quelli delle sinistre radicali (non ce lo vediamo uno che ha votato Bertinotti alla camera votare, un secondo dopo, Galli o Donati). Altro esempio: i voti dati a La Destra e Fiamma Tricolore (indicati in “Altri Destra”) li abbiamo assegnati a Pesapane (Forza Nuova) nella stessa misura dei voti che ha preso come candidato sindaco; i rimanenti li abbiamo assegnati invece al PdL (difficile che chi ha votato La Destra alla camera abbia poi votato alle locali Marzorati-UDC o la stessa Lega, mentre è molto probabile che abbia dato il voto agli ex-amici di Allenza Nazionale).
Fatte queste considerazioni abbastanza oggettive e confrontata la proiezione della camera con i risultati reali dei candidati sindaci si è ottenuta la tabella sotto, dove in ultima colonna si è evidenziata la differenza tra queste due.
| Voti Camera | Criterio Proiezione su sindaci | Voti Camera proiettati su candidati sindaci | Voti Candidati Sindaci | Diff. = amministrative – proiezioni camera | |
| Forza Nuova (Pesapane) | 0 | Voti Pesapane (attinti da estrema destra) | 104 | 104 | 0 |
| Altri Destra | 386 | - | - | ||
| Partito delle Libertà (Donati) | 5423 | PDL + Altri Destra ( a meno di quelli andati a Forza Nuova) | 5705 | 4050 | -1655 |
| UDC | 594 | - | - | ||
| Lista Marzorati (Marzorati) | - | Voti UDC | 594 | 2017 | +1513 |
| Lega (Galli) | 3521 | 3521 | 3457 | -64 | |
| Sevesoviva (Tagliabue) | - | - | 1067 | +1067 | |
| PD (Butti) | 3947 | PD + Sinistra Radicale | 4420 | 3669 | -751 |
| Altri Sinistra Radicale | 473 | - | - | ||
| Totali | 14487 | 14487 | 14454 | -33 |
Quanto sopra sono numeri oggettivi e indiscutibili (a meno di piccole finezze sui criteri di proiezione dei dati alla camera che comunque non sposterebbero di molto i numeri finali).
Per quanto soggettiva può essere l’interpretazione, si possono comunque dedurre un po’ di considerazione oggettive che balzano subito all’occhio:
- Donati (PdL) ha perso più di 1.600 voti rispetto alle nazionali.
- La Lega non ha subito praticamente variazioni tra il voto alla camera e quelle amministrative (66 persi su 3.500 dalla Lega, a maggior ragione se confrontati con i 1.600 persi dal PdL, sono niente).
- Il PD ha perso circa 750 voti (probabilmente finiti a Sevesoviva).
- Marzorati ha portato, in aggiunta a quelli arrivati dall’UDC, circa 1.500 voti. Con tutta probabilità (per ovvi motivi visto che hanno amministrato insieme per 10 anni) sono la quasi totalità di quelli persi dal PdL di Donati.
- Sevesoviva ha ottenuto più di 1.000 voti, sottratti probabilmente con le seguenti porzioni: 750 da PD, 150 da PdL, 50 da Lega.
Si può quindi affermare:
- L’elettorato di Marzorati arriva dal Popolo delle Libertà (ovvietà).
- Sevesoviva ha sottratto voti al PD.
- Le Lega non ha spostato voti tra il voto nazionale e quello amministrativo, in particolare non ha sottratto voti a Donati che di fatto li ha persi tutti (o quasi) solo a favore di Marzorati.
Il punto 2) è personalmente quello più sorprendente e inaspettato e porta con se qualche osservazioni degna di nota:
- se Sevesoviva non si fosse presentata molto probabilmente Galli (Lega) non avrebbe “rischiato” di passare al ballottagio, ma avrebbe perso con un distacco maggiore rispetto a Butti.
- se Lega si fosse presentata con Sevesoviva (liste separate con un unico candidato) avrebbe battutto Butti e sarebbe andato Galli al ballottagio contro Donati. A quel punto Galli avrebbe preso tutti i voti della sinistra come già accaduto a Meda, con il risultato che sarebbe diventato sindaco senza PdL in maggioranza.
- Sevesoviva, lista “trasversale” ma composta in gran parte da elettorato di centro-destra tradito da Forza Italia e Marzorati, ha attirato maggiormente, contro ogni previsione, l’elettorato di sinistra.













