Voglio una città migliore

pensieri, domande e riflessioni di cittadini di Seveso e dintorni

Archivio per Giugno 2008

L’emergenza giustizia secondo Berlusconi e Bossi

Pubblicato da zorro su Giugno 26, 2008

L’emergenza giustizia secondo Berlusconi e Bossi.

Dal sito dell’associazione magistrati (qui) il commento sulla norma blocca  processi del Governo.

Si tratta di un intervento di cui non si comprendono le finalità e che aggrava la già difficile situazione del processo penale.
Abbiamo il dovere di sottolineare le gravissime disfunzioni che deriverebbero dal generalizzato rinvio di un anno di migliaia di processi, anche per fatti di rilevante gravità. … Particolarmente ingiustificata appare la sospensione anche per i processi per i quali è conclusa l’istruzione dibattimentale ed è in corso la discussione.

TABELLA B
REATI PER I QUALI SARA’ OBBLIGATORIA LA SOSPENSIONE

Sequestro di persona art. 605 c.p.
Estorsione art.629 c.p.
Rapina art.628 c.p.
Furto in appartamento art. 624 bis
Furto con strappo
Associazione per delinquere art. 416 c.p.
Stupro e violenza sessuale art. 609 bis c.p.
Aborto clandestino
bancarotta fraudolenta
sfruttamento della prostituzione
frodi fiscali
Usura
Violenza privata
Falsificazione di documenti pubblici
Detenzione di documenti falsi validi per l’espatrio
Corruzione
Corruzione in atti giudiziari
Abuso d’ufficio
Peculato
Rivelazione di segreto d’ufficio
Intercettazioni illecite
Reati informatici
Ricettazione
Vendita di prodotti con marchi contraffatti
Vendita di prodotti in violazione del diritto d’autore
Detenzione di materiale pedo-pornografico
Porto e detenzione abusiva di armi anche clandestine
immigrazione clandestina ( art.12 c.1 l. 286\1998 )
calunnia ( 368 c.p.)
Omicidio colposo per colpa medica
Omicidio colposo con violazione delle norme sulla circolazione stradale
Truffa comunitaria
Maltrattamenti in famiglia
Incendio e incendio boschivo
Molestie
Traffico di rifiuti
Adulterazione di sostanze alimentari
Somministrazione di medicinali pericolosi
Circonvenzione di incapaci

ESEMPI SU EMENDAMENTO SALVAPROCESSI
Esempio n.1

A) uno straniero irregolare violenta una studentessa alla fermata del tram.

B) un giovane studente cede gratuitamente una dose di hashish ad un coetaneo.

Quale processo faccio per primo?

Risposta: B)

Esempio n.2

A) due zingarelle rapiscono un bambino.

B) due zingarelle rubano un pezzo di formaggio in un supermercato e scappando danno una spinta alla guardia.

Quale processo faccio per primo?

Risposta: B)

Esempio n.3

A) un chirurgo durante un’operazione per un grave errore provoca la morte di un bambino.

B) un giovane ruba un telefono cellulare ad un coetaneo minacciandolo con un temperino.

Quale processo faccio per primo?

Risposta: B)

Esempio n.4

A) un assessore riceve una tangente di 5 milioni di euro per favorire una impresa in una gara d’appalto.

B) il figlio dell’assessore compra un motorino rubato e cambia la targa.

Quale processo faccio per primo?

Risposta: B)

Esempio n.5

A) uno straniero ubriaco al volante di un auto rubata investe tre pedoni sulle strisce.

B) due parcheggiatori abusivi chiedono un euro ad un automobilista minacciando di rigargli la portiera dell’auto.

Quale processo faccio per primo

Risposta: B)

Pubblicato su Amministrazione comunale, Formigoni e C., Stampa | Lascia un commento »

Tutto Pedemontana 17-24 Giugno

Pubblicato da hel su Giugno 25, 2008

Ecco la pedemontana vista da diverse prospettive, politiche e non. La presentazione di Pedemontana SpA di giovedì sera 12 Giugno a Meda ha lasciato molte perplessità e parecchia delusione, questi sono i commenti di alcuni esponenti su pedemontana e interramento. Mentre è evidente a Barlassina e a Lentate una unione di intenti delle diverse forze politiche, a Seveso si litiga sulle diverse proposte mentre la nuova giunta comunale non intraprende nessuna azione formale e non condivide quelle in corso nei tavoli privati.

Il Giorno del 14 Giugno 2008, pagine Lentate sul Seveso

I sindaci in coro: la Milano-Meda va mantenuta

Il primo cittadino Sasso su Pedemontana: «Quello che ho visto non mi piace. Siamo tutti d’accordo»

PedemontanaLentate Lentate sul Seveso- Tunnel che finiscono a imbuto, quasi fosse un sifone, una superstrada totalmente cancellata dalle cartine e un tuffo nel passato a quasi una decina di anni fa, quando non c’erano le nuove gallerìe e tutto il traffico pesante viaggiava sulla Comasina. E lo scenario apocalittico, innegabile, cui si è trovato di fronte il sindaco Massimo Sasso martedì quando insieme ai colleghi di Barlassina, Cesano Maderno, Meda, Leniate e Seveso ha partecipato all’incontro tra Provincia, massimi vertici di Pedemontana Spa e Regione per analizzare il progetto definitivo. «Quello che ho visto non mi piace» afferma senza riserve il primo cittadino, il cui unico obiettivo ora è rimboccarsi le maniche e ottenere il vero importante risultato: mantenere la superstrada Milano-Meda. «Per la prima volta – dichiara soddisfatto – noi sindaci siamo pienamente d’accordo sii un punto: la Milano-Meda va mantenuta. È impensabile anche solo ventilare di trasferire tutto il traffico in transito, traffico di collegamento locale su una strada d’arroccamento a due corsie per ogni senso di marcia. Oltretutto nel tratto lentatese questo spazio gratuito coinciderebbe con la Comasina, questo vorrebbe dire ritrovarsi con i camion a bloccare la nostra città». Altri passaggi forti del confronto, sono stati la piena decisione di portare a casa delle opere complementari davvero importanti e utili: tangenziale di raccordo, nuova viabilità, il tutto concertato con i comuni vicini affinché il sistema sia davvero funzionale e soprattutto utile allo scopo. «Inizieremo a lavorare da subito -incalza subito – e per subito intendo già mercoledì prossimo, 18 giugno, quando alle 18 in Sala Mauri arriveranna la Provincia, Pedemontana, i comuni di Seveso, Meda e Barlassina. Lì tramite carte s’inizierà a ragionare, a mettere nero su bianco quello che vogliamo, quello di cui abbiamo bisogno. La settimana successiva il confronto sarà tra Meda, Seveso e Cesano Maderno. Insomma stiamo aprendo più tavoli concertati, perché tutti abbiamo le stesse preoccupazioni e vogliamo arrivare a una soluzione unitaria». Assolutamente soddisfatto del buon esito del rapporto sovracomunale, in contemporanea Sasso è decisamente amareggiato per l’indifferenza della Provincia di Milano. «Dall’incontro avuto con loro martedì – conclude con un sorriso amaro – è emerso che hanno aperto diversi tavoli di confronto coi comuni coinvolti dall’autostrada, peccato che qui non siano mai venuti».

Cristina Marzorati

 

Articolo pubblicato il 24 Giugno 2004 su Il Giornale di Seregno

 
L’altro lunedì in Consiglio comunale si è votato all’unanimità un documento che non ammette alternative

SULLA PEDEMONTANA PASSA LA «LINEA DURA»

«Il progetto definitivo dovrà svilupparsi basandosi su una sola soluzione: il completo interramento»
 

Barlassina Il Consiglio comunale, all’unanimità, si schiera a favore dell’interramento come unica soluzione per preservare l’integrità del territorio barlassinese. Lunedì della scorsa settimana l’assise cittadina si è riunita per redigere un documento comune da inviare a Provincia, Regione e società Pedemontana per ribadire la volontà dell’interramento nel tratto compreso nel territorio. «L’autostrada in superficie passerebbe a poche decine di metri da scuole, impianti sportivi, complessi residenziali e dal centro cittadino. La galleria, lunga due chilometri, comporterebbe un costo aggiuntivo di 250 milioni di euro» ha spiegato il sindaco Anna Maria Frontini. L’intera classe politica ha mantenuto una posizione decisa e risoluta nei confronti del progetto di Pedemontana. Nella delibera si legge: «Il consiglio comunale si oppone a qualsiasi soluzione diversa dal completo interramento facendo proprie le istanze di tutti i cittadini di Barlassina costituitisi anche in comitato; chiede che il progetto definitivo sia sviluppato basandosi sulla sola soluzione del completo interramento».
  Tutte le forze politiche hanno chiesto espressamente che venga effettuato il progetto definitivo per l’interramento, senza soffermarsi su realizzazioni che nuocerebbero alla cittadinanza.
«La realizzazione di una galleria che attraversa il comune per circa due chilometri comporterebbe incremento dei costi, sicuramente sostenibile. L’autostrada Pedemontana, secondo il progetto parzialmente interrato, passerebbe a 400 metri da piazza Cavuor, a 50 metri dal plesso scolastico, dagli impianti sportivi comunali e dal centro parrocchiale nonché a 15 metri da un centro residenziale di circa 500 abitanti e a stretto contatto con un immobile plurifamiliare; questo rappresenta un’enorme criticità per il paese, che lo rende unico su tutto il tratto della nuova rete viaria» si legge ancora nel documento. Simili situazioni non possono che preoccupare l’Amministrazione, che vuole salvaguardare il proprio paesaggio e la salute dei propri cittadini, pensando a lungo termine. Anche in termini di sicurezza non si può lasciare nulla al caso.
«Barlassina ha presentato sei studi di fattibilità di interramento redatti dall’architetto Aldo Radaelli, il quale si è fatto portavoce delle nostre istanze dimostrando la realizzabilità – ha spiegato ancora il primo cittadino – La galleria risponderebbe alla normativa Monte Bianco in termini di sicurezza, garantendo il passaggio degli 80 mila veicoli in transito ogni giorno».
«Riteniamo come unica soluzione possibile l’interramento – ha affermato ancora il sindaco – non possiamo permettere che l’autostrada spezzi il nostro territorio e che metta a repentaglio l’ambiente e la qualità della vita dei nostri cittadini. Continueremo a fare tutto il possibile e intendiamo rivolgerci a tutti gli enti affinché Barlassina preservi il suo paesaggio e tuteli i propri cittadini».

Barlassina -  Un dibattito di oltre un’ora solo per ribadire da parte di tutti gli schieramenti presenti in Consiglio comunale la ferma decisione dell’interamento di Pedemontana. «I soldi per realizzare l’opera non sono un problema nostro – ha tuonato la capogruppo della Lega Nord Silvia Bellinzona (nella foto) – Le tasse noi le paghiamo e le risorse per fare quest’opera si devono trovare. E’ un nostro diritto, non siamo cittadini di serie B».
  Toni un po’ più pacati ma nella sostanza ha ribadito il concetto anche il consigliere di «Insieme per Barlassina» Amedeo Argiuolo. «Dobbiamo lottare contro le negativa posizione della Regione, della Provincia e di Pedemontana facendogli accettare la soluzione del tratto interrato. Il costo maggiore sarà sicuramente assorbito dalle tariffe autostradali richieste agli automobilisti».
A rincarare la dose il consigliere di «Viviamo Barlassina», Claudio Colombo: «Non possiamo fare passare che siamo un piccolo Comune e per questo bypassati. Non possiamo fermarci e anzi possiamo già pensare ad azioni dimostrative di forte impatto mediatico davanti alla Regione».

Articolo pubblicato il 17/06/08 su Il Giornale di Seregno

Le proposte dalla lista «Con Marzorati per Seveso»

PEDEMONTANA: «SERVE UN’OPERA COMPATIBILE»

Marzorati Seveso -  «La Pedemontana si farà: cerchiamo di rendere l’opera compatibile con il nostro territorio».
  E’ quanto suggerito dalla lista civica «Con Marzorati per Seveso» che ha inviato diverse proposte al tavolo tecnico di Milano: «Innanzitutto sarebbe sbagliato pensare di rinviare la realizzazione del tratto di Pedemontana sulla Superstrada, posticipandolo a successivi interventi – ha spiegato il capogruppo Marzio Marzorati – Soprattutto perché il traffico proveniente dall’autostrada s’inserirà nella viabilità locale con ulteriore peggioramento delle condizioni di vivibilità della nostra città».
La lista civica è convinta che «ulteriori ritardi nella progettazione definitiva del tratto di Pedemontana interessato dalla Milano Meda siano dannosi. Pertanto è necessario arrivare subito a un accordo con i Comuni limitrofi sulle proposte che Seveso ha già formulato a Pedemontana e Regione Lombardia nel 2005 con atti di Giunta».
Queste le modifiche richieste al progetto originario approvato dal Governo: «Mantenere l’autostrada completamente interrata nel tratto sevesino; inserire il tracciato all’interno dell’attuale terrapieno della superstrada; interrare la linea ferroviaria Seregno-Saronno nel tratto di Baruccana; escludere definitivamente l’area del Bosco delle Querce dal tracciato; inserire il nuovo pedaggio elettronico; realizzare la strada di arroccamento sull’attuale sedime della superstrada, sostanzialmente sopra la Pedemontana; evitare che la strada di collegamento intercomunale interferisca con la rete locale, in particolare con corso Isonzo; permettere il collegamento tra via Redipuglia e via Della Roggia; infine, realizzare opere di mitigazione e compensazione». «Suggeriamo al Comune maggiore collegialità e confronto con le realtà limitrofe – ha concluso – La posizione dell’Amministrazione è poco chiara».

Il Giornale di Seregno 17 Giugno 2008, lettera capogruppo della Lega Nord, Alessandro Lucchini

lucchini  Seveso – Riceviamo e pubblichiamo una lettera su Pedemontana e interramento inviata dal capogruppo della Lega Nord, Alessandro Lucchini.

  Le ultime dichiarazioni del consigliere Paolo Butti, con riferimento alla progettazione e realizzazione di Pedemontana oltre che all’interramento delle Fnm, denotano una frustrazione tipica di un pugile che non ha ancora smaltito il colpo del Ko. Capisco che perdere di un soffio la poltrona di sindaco, per appena 109 voti di differenza, sia difficile da digerire, ma chiedo cortesemente al collega Butti di farsene presto una ragione per iniziare il prima possibile a comprendere realmente quello che gli accade intorno. Se non se ne è ancora accorto, questa linea d’azione fatta di perenne attacco, nessuna voglia di comprensione e aggressività, non ha pagato in termini elettorali, e questa dovrebbe essere la prima lezione da assimilare per i prossimi cinque anni in cui farà opposizione.
Dalle dichiarazioni di Butti emerge la solita sinistra che affronta con superficialità il problema delle grandi opere che investiranno Seveso, ritenendo temi diversi e distinti Pedemontana e interramento delle due ferrovie.
Consiglierei al collega Butti di informarsi meglio sulle tempistiche, sui tracciati e sulla complessa operazione di mediazione tra le parti che bisogna attuare per la realizzazione della Pedemontana.
Proprio a causa di questa complessità l’Amministrazione ha ritenuto opportuno aprire un tavolo di discussione con società Pedemontana ed Enti superiori per lo studio di una diversa attuazione tecnica del tratto dell’autostrada transitante sul nostro territorio; una progettazione che possa essere compatibile con il sistema ferroviario locale, che, altrimenti, produrrebbe delle barriere invalicabili comprimendo il traffico locale in due «muri» (l’autostrada da una parte e la ferrovia dall’altra) e soffocando quindi la nostra città.
Altro che temi da tenere separati!
Il sottopasso sud è sempre stato ritenuto inutile e dannoso dalla Lega Nord, oltre che tecnicamente di difficile costruzione.
La nuova giunta comunale, checchè ne dicano Butti, il Partito democratico e anche il presidente di «Sevesoviva», Daniele Tagliabue, ha bloccato la realizzazione del sottopasso sud e quello di stazione in considerazione dei nuovi tavoli di trattativa aperti all’indomani dell’insediamento della nuova Amministrazione. Tavoli di trattativa con Regione Lombardia, società Pedemontana e Fnm volti a ottenere un progetto in cui autostrada e ferrovie siano parte di un piano del traffico finalmente integrato e omogeneo.
Il totale disinteresse e immobilità dell’ex sindaco Clemente Galbiati con la collaborazione dell’ex assessore all’Ambiente, e oggi collega all’opposizione, Marzio Marzorati, hanno portato alla difficile situazione attuale, che obbliga a prendere delle decisioni difficili e definitive in tempi ristrettissimi.
Tutto questo a dimostrazione che la Lega Nord non cambia linea come sostengono Butti e Tagliabue, ma oltre a mantenerla, la correda con una programmazione di viabilità locale logica e rivolta al futuro.
Abbiamo l’opportunità di farlo, ancora per poco tempo, e allora perché lacerarsi in inutili polemiche? Se da un Butti me lo potrei anche aspettare perché ragiona con logiche di partito, volte alla perenne contrapposizione ideologica su ogni tema, quello che mi stupisce e mi rammarica è il comportamento di Daniele Tagliabue. Propugna il dialogo e invece si comporta come un uomo della vecchia politica, proprio quella che dice di voler cambiare. Ma d’altronde, ci siamo già accorti durante il ballottaggio di come il suo modo di fare politica sia compatibile solo con quello della sinistra: attacchi personali rivolti a chi, come David Galli, Luca Allievi, Floriana Belotti e tutto il gruppo della Lega Nord per due anni ha lavorato in stretta collaborazione con il comitato dimostrando grande passione verso l’interramento, portando il problema di Seveso prima in Regione Lombardia e poi al Governo centrale.
L’accusa alla Lega Nord di aver tradito l’idea dell’abbassamento della ferrovia in trincea e sostenere il progetto dei sottopassi è una mistificazione della realtà! «Sevesoviva», di cui fui uno dei fondatori, non nacque con questi propositi, nacque per avvicinare la gente ai problemi di Seveso e non per sostenere le voglie di grandezza di un singolo.
Probabilmente le attenzioni del Partito democratico in questo momento sono concentrate in altre vicende di più elevato interesse, come il ricorso al Tar per riottenere il consigliere comunale attribuito alla Lega Nord anziché all’opposizione, e che in caso di una decisione a loro favorevole consentirebbe al primo dei loro non eletti (un noto costruttore edile locale) di sedersi nelle file della sinistra in Consiglio comunale.
A cosa miri Tagliabue, invece, francamente non l’ho ancora capito.
ALESSANDRO LUCCHINI, LEGA NORD

Comunicato stampa del Comitato Interramento FNM , 17 Giugno 2008

Pedemontana e modifiche

Meda – Deludente, sconfortante, avvilente e irritante è stata la presentazione del Progetto di Pedemontana da parte dei due massimi responsabili Terragni e Regalia, svoltasi a Meda il 12 giugno scorso, durante la quale è emerso chiaramente che i cittadini contano meno di niente!

Pedemontana dice di realizzare ciò che “chiedono le Istituzioni”, le Istituzioni obbediscono a ciò che chiede Pedemontana… e fra loro sono tutti d’accordo nel distruggere il nostro territorio per poter incassare il pedaggio degli utenti dell’attuale superstrada Milano-Meda (centesimi 12 a chilometro per le auto, 19 per i camion, moltiplicato per migliaia di mezzi al giorno…)

I cittadini chiedono da decenni l’interramento della linea Milano-Asso delle NORD indispensabile al nostro territorio: risposta “NO!”
Si vuol far passare sulla Milano-Meda la Pedemontana anche se stravolgerà la nostra viabilità e il nostro territorio: risposta “SI, subito”
Pedemontana verrà realizzata nei terreni inquinati dalla DIOSSINA: … “VERAMENTE UNA LEGGE LO VIETA… Ma si può rimediare: INVECE DI MODIFICARE IL TRACCIATO DI PEDEMONTANA MODIFICHIAMO LA LEGGE!”
Infatti lo scorso 26 maggio 2008 è stata emanata da Regione Lombardia una deroga ad hoc: “In deroga al divieto di cui all’articolo 1, comma 1, della legge regionale 27 maggio 1985, n. 60 (Istituzione di vincoli e destinazioni d’uso nell’area bonificata ai sensi della legge regionale 17 gennaio 1977, n. 2), nel Parco naturale del Bosco delle Querce sono ammesse le attività per la realizzazione del ‘Collegamento autostradale Dalmine-Como-Varese-Valico del Gaggiolo’ e delle opere ad esso connesse inerenti con la localizzazione della infrastruttura derivante dal progetto preliminare[...]” (articolo 4, comma 9, LR 26 maggio 2008, n.15)

Dopo la catastrofe di Seveso, con un impegno enorme di costi, di mezzi, di ricerche… si è cercato trent’anni fa di ripristinare l’ambiente .
Vorremmo dimenticare, ma saremo costretti ad “aprire gli occhi” perchè non basta una “deroga” per evitare un reinquinamento ambientale: dagli ultimi rilievi risulta che le concentrazioni di diossina superano ancora abbondantemente i limiti del decreto Ronchi del `99. Tonnellate di terreno contaminato saranno riesumate, rimosse, spostate, manovrate… (grazie alla deroga) nella “massima legalità!”

La nostra salute e la salute di chi lavorerà nei cantieri sarà a rischio… (grazie alla deroga) nella “massima legalità!”

Ma il tracciato di Pedemontana NON SI TOCCA E NON SI CAMBIA!

Invitiamo a visitare:

“SPECIALE PEDEMONTANA” preparato dalla Lista Civica Con Buraschi per Meda: www.conburaschipermeda.it
Dove è chiaramente illustrata la situazione con l’utilizzo di foto e piantine che sovrappongono il tracciato di Pedemontana alla zona inquinata (zona A – B – R).

“AUTOSTRADA PEDEMONTANA VISTA DA VICINO” preparato dalla lista civica Sevesoviva: www.sevesoviva.it

Video parte I e video parte II – Illustra chiaramente e dettagliatamente cosa ci aspetta.

 
 

Pubblicato su Amministrazione comunale, Pedemontana, Stampa, Sviluppo Sostenibile | 15 Commenti »

E tu di chi sei figlio?

Pubblicato da zorro su Giugno 20, 2008

DonatiButti

Come mai al seggio 1, seggio ove il consigliere Iannotta (Lista Marzorati) da solo ha preso ben 116 voti al primo turno, è il seggio dove al ballottagio Donati ha avuto il maggior scarto in assoluto a suo favore rispetto a Butti? (si veda grafico a fianco). Se si pensa che Donati ha vinto per soli 109 voti di scarto, il seggio 1 (l’elettorato di Iannotta) è stato fondamentale per la sua vittoria di misura (qui)!  Coincidenze?

 

Perchè il candidato della Lista Marzorati, Guerriero Iannotta, si congratula cosi caldamente con il neo sindaco Donati il giorno del risultato del ballottagio (foto sotto a destra, apparsa su il giornale di Seregno) quando invece la sua lista è uscita decisamente ridimensionata dopo il primo turno? Non dovrebbe essere almeno un po’ “attapirato”? Coincidenza?

Nel periodo tra il primo e secondo turno voci da più parti dicevano che Iannotta stava fecendo campagna elettorale a favore di Donati. Dicerie? Coincidenze?

GiornoElezioneDonati
Fino al mese prima delle elezioni Iannotta e Donati erano compagni di banco in maggioranza e una persona vicinissima a Iannotta, la figlia, era ed è tutt’ora responsabile all’asilo nido comunale dell’Altopiano. Altra coincidenza?

Settimana scorsa, due mesi dopo che Iannotta si congratula e gioisce con Donati per la poltrona da sindaco, la stessa figlia di Iannotta viene eletta consigliere del CDA dell’ASPES come “rappresentante dell’opposizione” (indennità mensile 500 euro/mese):  “Grazie papà, grazie Sindaco”. Coincidenza?

Alla faccia dell’opposizione! Donati e Iannota si direbbero amici intimi e galanti. Un partito trasversale che riporta informalmente gli amministratori degli ultimi 10 anni alla ribalta ed in prima linea; è il vecchio che avanza, al motto “cambiare tutto affinchè non cambi niente”. 

In fondo Donati e Iannotta hanno contribuito molto, vedete voi se bene o male, agli ultimi 10 anni di amministrazioni Galbiati (tant’è che Donati era assessore di Galbiati nel primo mandato) e 10 anni in allegra compagnia e amicizia non si possono buttare via cosi e non ci si poteva aspettare niente di diverso da un politico navigato, e navigante, come  Donati (qui).

E in tutte queste coincidenza una cosa è certa: Donati ha saldato i suoi debiti con l’amico fidato Iannotta. 

Donati commenta: «non credo che la stima dimostratami in campagna elettorale debba addirittura nuocere alle legittime aspettative professionali di sua figlia».  E voi che tipo di  aspettative professionali avete? ma soprattutto: di chi siete figli voi?

Articolo de Il Giorno del  17 Giugno 2008 

Seveso, nomine dell’Aspes: l’opposizione attacca il sindaco 

— SEVESO — L’OPPOSIZIONE grida allo scandalo perché l’amministrazione Donati, a un mese dalle elezioni, ha dato un posto nel nuovo Cda dell’Aspes (azienda comunale) alla figlia del consigliere dell’opposizione Guerriero Iannotta. Aspes è una società privata a socio unico nel Comune che si occupa della gestione di diverse attività correlate ai servizi al cittadino, come per esempio cimitero, affissioni, farmacia comunale e da poco manutenzione pubblica. «Pertanto, ora come nella scorsa legislatura – spiega Paolo Butti, capogruppo del Pd e all’opposizione – abbiamo sempre sostenuto che debba essere una società snella per permettere di gestirla con pochi costi ma soprattutto trasparente, cioè organizzata in modo da rendere accessibile le informazioni sul suo funzionamento a ogni cittadino. E ora è stato nominato dal neo sindaco del dialogo, così si autodefinisce Donati, il nuovo consiglio di amministrazione di Aspes. Risultato, semplice e normale spartizione politica all’interno della maggioranza più un posto ad Antonella Iannotta, figlia del consigliere eletto nella lista “Con Marzorati per Seveso” che al primo consiglio comunale sedeva nei banchi dell’opposizione ma che ha, di fatto, con la sua campagna elettorale a favore di Donati permesso a quest’ultimo di essere eletto. Puntualmente è arrivata la ricompensa».

CONCLUDE Butti: «Un sindaco perciò che negli atti agisce in modo completamente opposto a quello che ha sempre sostenuto, non dialoga assolutamente, gestendo l’azienda comunale dei servizi con il semplice criterio della spartizione e della ricompensa politica. Davanti a questo squallido spettacolo politico, che nulla ha a che fare con l’interesse per i cittadini, la Lega, garante a dir suo della correttezza dell’amministrazione, tace. Noi allora ci chiediamo: dove sono finiti i duri e puri lumbard contro ogni abuso della casta politica?». Marzio Marzorati, capoguppo della lista che porta il suo nome aggiunge: «Noi non abbiamo nulla da spartire con questa vicenda. E, continueremo a lavorare sul territorio e in consiglio comunale in maniera moderata e costruttva».
La replica di Donati: «Frasi senza senso e irrispettose delle persone»
«CERTE dichiarazioni mi stupiscono – ha commentato il sindaco Massimo Donati -. Invece di valutare l’impostazione di una gestione o le professionalità delle persone, si menano colpi solo all’insegna della politica vecchia». Alcune scelte molto importanti, infatti, sono già state compiute in funzione della riorganizzazione della società municipalizzata: «Abbiamo portato i consiglieri da sette a tre compreso il Presidente – ha spiegato il primo cittadino -, permettendo a tutti di poter accedere agli atti di Aspes direttamente dagli uffici municipali». In merito alle nomine, poi, Donati non ha dubbi: «Abbiamo scelto tre professionalità sevesine di chiara fiducia e innegabile competenza. Mi piacerebbe che le critiche venissero fatte a posteriori, sui risultati e non sui nomi, rispettando le persone. Il consigliere Iannotta ha sempre dimostrato la sua appartenenza al centrodestra e non credo che la stima dimostratami in campagna elettorale debba addirittura nuocere alle legittime aspettative professionali di sua figlia».

 

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A FINE LUGLIO APRE IL CANTIERE PER LA FONDAZIONE (E NIENTE PARCHEGGI)

Pubblicato da zorro su Giugno 18, 2008

Articolo pubblicato il 17/06/08 su Il Giornale di Seregno

INTERVENTO 
I lavori occuperanno lo spazio attualmente utilizzato dalle auto di pendolari e attività

A FINE LUGLIO APRE IL CANTIERE PER LA FONDAZIONE (E NIENTE PARCHEGGI)

FLA

  Seveso -  A fine luglio partiranno i lavori per la realizzazione del Centro studi e documentazione della Fondazione Lombardia per l’Ambiente. «Ma che fine faranno i parcheggi?». Se l’è domandato il vicesindaco leghista, David Galli: «La precedente Amministrazione, con il sindaco Clemente Galbiati, non ha previsto la cantierizzazione, soprattutto il fatto di trovare una soluzione alternativa ai parcheggi attualmente presenti sull’area sterrata che verranno a mancare. Stiamo verificando delle zone alternative e abbiamo avviato contatti con i privati».
  «Il Centro ricerca della Fla è un’opera strategica per la città, con attività di livello universitario, e voluta da tutti i Consigli dal 1990 ad oggi – ha dichiarato Galbiati – La demagogia della campagna elettorale ora lascia il posto a scelte difficili e impopolari che richiedono molto coraggio. Le auto dei pendolari nell’area antistante il Municipio non possono essere ostacolo a scelte che ora si impongono nei confronti degli stessi. Noto una certa paura ad affrontare la situazione, che non si è vista nel dire ai dipendenti comunali di andare altrove a cercare un posto per la propria auto».

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Interramento lontano, pedemontana vicina…

Pubblicato da hel su Giugno 16, 2008

ImmaginePedemontanaGiovedì sera, 12 Giugno, a Meda si è tenuto l’incontro con la cittadinanza organizzato da Società Pedemontana, finalizzato a spiegare il progetto e risolvere eventuali dubbi. Proprio in questo incontro, è stato ribadito che Pedemontana non centra assolutamente niente con l’interramento della ferrovia, ma è semplicemente un’azienda ingaggiata per realizzare il progetto, precedentemente definito dagli Enti che lo hanno commissionato, ovvero Regione Lombardia e le amministrazioni dei comuni interessati.

E’ stato quindi sottolineato che quando si sente affermare che è possibile ottenere l’interramento in cambio di Pedemontana, non è esatto. Era possibile stilare degli accordi con la Regione perchè venisse data l’autorizzazione per l’interramento a compensazione dell’opera, ma giovedì sera è stato illustrato come questa sia stata ormai approvata, comprese le famose “compensazioni”, e l’interramento non compaia assolutamente in tutto ciò, anzi, come compensazione sul nostro territorio compare un non meglio specificato sottopasso.

Pare quindi, con molto rammarico da parte nostra, che i cittadini di Seveso debbano scordarsi di poter ottenere l’interramento così facilmente. Quella della compensazione per la Pedemontana sembra a questo punto una strada non percorribile.

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«I lavori per la Pedemontana isoleranno la Brianza»

Pubblicato da zorro su Giugno 13, 2008

Sotto l’articolo pubblicato su Il Giorno  del 11 Giugno 2008.

donati2 FBellotti Nel frattempo il sindaco Donati e l’assessore Floriana Bellotti hanno incontrato i responsabili di Pedemontana lo scorso martedi mattina 10 Giungno a Milano negli uffici della società. Attendiamo con ansia un resoconto di quanto emerso durante l’incontro.

Meda, il Comitato Interramento: «Tagliati fuori dall’Expo»

I lavori per la Pedemontana isoleranno la Brianza

ImmaginePedemontanaMEDA — IL COMITATO INTERRAMENTO ha dichiarato guerra a Pedemontana su tutti i fronti e reputa che la Brianza sarà tagliata fuori dall’Expo. «Le due grandi arterie che collegano la Brianza con Milano, la Statale 36 (nuova Valassina) e la Superstrada Milano-Meda saranno presto chiuse per due anni – spiega Alberto Ceppi, presidente del Comitato – I brianzoli che abitualmente utilizzano la Valassina per raggiungere Milano sanno che finalmente nel 2009 inizieranno gli scavi per il tunnel di Monza, stanno quindi considerando di utilizzare la Superstrada Milano-Meda per recarsi a Milano nel periodo della chiusura per lavori della Valassina nel tratto di Monza ( previsto per diversi anni). Ma pochi di costoro sanno che anche un tratto considerevole della Milano-Meda verrà presto chiuso al traffico per la trasformazione della superstrada in autostrada Pedemontana. Contemporaneamente molti di coloro che utilizzano la superstrada Milano-Meda per raggiungere Milano contano di utilizzare la Valassina durante il periodo dei lavori sulla Milano-Meda (almeno 5 anni di completa chiusura). Probabilmente neanche costoro sono al corrente del fatto che presto inizieranno i lavori anche sulla Valassina».

Il Comitato interramento, dopo appelli ai sindaci e petizioni non sa più a che santo rivolgersi. Inoltre facendo quattro conti avendo preso in considerazione i tempi degli iter burocratici, le lungaggini, appalti e subappalti oltre all’«assoluto disinteresse nei confronti dei cittadini», dei pendolari, del nostro territorio e delle attività lavorative, prevedono che proprio durante il tanto decantato Expo 2015, la Brianza ( uno dei quattro motori d’Europa) sarà «letteralmente ghettizzata e tagliata fuori da Milano». Secondo Ceppi nel periodo dei lavori sulla Valassina e sulla Milano-Meda il capoluogo potrà essere raggiunto solo utilizzando di fatto le due antiche strade “ Romane” tracciate oltre 2000 anni fa: la vecchia Comasina (o Comacina) e la vecchia Valassina. «Dato l’enorme traffico, la velocità prevista sarà decisamente inferiore a quella delle bighe romane – ironizza – Per raggiungere la Comasina poi si dovrà sostare “pazientemente” anche 15-20 minuti davanti ai vetusti passaggi a livello delle Ferrovie Nord Milano». Questo per il Comitato Interramento è un altro tasto dolente: «Interrare le Ferrovie Nord? Ma le Nord “non si toccano” infatti, sono un pezzo d’antiquariato perché risalgono al 1877. Quindi in piena Expo saremo un territorio in trappola nella corsa contro la modernità». Conclude Ceppi: «Qualche industriale sta pensando di trasferire la propria azienda, e diversi cittadini hanno intenzione di cambiare abitazione o lavoro, perché gli esperti di logistica prevedono grosse difficoltà».
 

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10 treni in più sulla Seveso-Camnago per raggiungere il centro manutenzione

Pubblicato da zorro su Giugno 12, 2008

«Tanto rumore per nulla»? …sarà!! intanto 10 treni in più (che per giunta non forniranno servizio trasporto) attraverseranno Seveso per raggiungere il centro manutenzione di Barlassina. Articolo de Il Cittadino del 31 Maggio 2008.

A lavori di riqualificazione ultimati, saranno al massimo una decina al giorno i treni che transiteranno sulla Seveso-Camnago

Ferrovie Nord, tanto rumore per nulla.

Il raddoppio dei binari sarà fatto in notturna.
FnmBarlassinaCutted

La imminente apertura del nuovo Centro di manutenzione dei treni di Ferrovie Nord non creerà eccessivo disturbo alla quiete pubblica e non comporterà incrementi significativi per il traffico ferroviario lungo la tratta Seveso-Camnago. Il Centro manutenzione sarà localizzato fuori da Barlassina, in territorio di Camnago ma interesserà il paese per quanto riguarda il traffico ferroviario di scorrimento. A rassicurare tutti i barlassinesi è stato il sindaco
Anna Maria Frontini a margine della relazione in consiglio comunale sull’avanzamento del piano di recupero dell’ex Parco militare. L’appalto per la realizzazione esecutiva del progetto e la conseguente edificazione del Centro manutenzione è appena stato assegnato da Ferrovie Nord alla ditta «Codelfa» di Tortona in provincia di Alessandria e, in base agli aggiornamenti forniti dal primo cittadino barlassinese, i lavori potrebbero iniziare già nel volgere di quattro mesi, appena conclusa la pausa estiva. A lavori ai edificazione ultimati, in base alle stime dell’azienda, saranno al massimo una decina al giorno i treni che transiteranno sulla Seveso-Camnago per andare alla rimessa che sarà specializzata nelle operazioni di manutenzione. Per il momento sulla stessa linea passano 58 treni al giorno, sempre in base ai dati forniti in consiglio comunale. La richiesta di garanzie da parte dei residenti delle aree a ridosso della ferrovia e, di riflesso da parte dei gruppi politici rappresentati in consiglio comunale, è alimentato in parte dallo spiacevole ricordo della riapertura della stessa direttrice, la Seveso-Camnago, risalente ad un paio di anni fa. La tratta ferroviaria fu riattivata nel febbraio 2006 senza che Ferrovie Nord avesse provveduto ad effettuare alcun tipo di manutenzione e svecchiamento del materiale infrastnitturale. La conseguenza fu un impatto negativo per la qualità della vita degli insediamenti residenziali confinanti. Con il passare dei mesi le sostituzioni sono state fatte, ma nella gente è ancora forte il ricordo dei disagi patiti. «Poi hanno sostituito le traversine – ricorda il sindaco – i bulloni traballanti, hanno installato gli speciali materassini antivibrazione e hanno perfezionato l’allineamento dei binari» ponendo fine a gran parte dei rumori molesti. Decisamente più consistente sarà l’impatto dei lavori per il raddoppio dei binari di Fn che condurranno alla zona dove sarà costruito il Centro manutenzione. Un intervento, quello del raddoppio dei binari, che sarà fatto in notturna e che comunque sarà preceduto dalla costruzione di una struttura fonoassorbente.

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I padroni della Salute

Pubblicato da zorro su Giugno 11, 2008

Riproponiamo un articolo de L’Espresso, del 1 Dicembre 2005, che avevamo già in precedenza proposto e che proprio in questi giorni, dopo le vicende della clinica Santa Rita, ritorna più che mai di attualità. E pensare che è stato scritto, profeticamente, più di 2 anni fa.

I padroni della Salute

Cliniche, ricerca, assistenza, telemedicina. Cresce il ruolo dei privati. Che incassano fette sempre più ricche di spesa pubblica

di Luca Piana

formigoniDJ Come fare fortuna con la salute e le cure mediche? C’è chi passa per i palazzi della politica. Guido Della Frera, 41 anni, di Seveso, dal 2000 al 2003 è stato assessore agli Affari regionali della Lombardia di Roberto Formigoni. Lasciato l’incarico per fare l’imprenditore, si è buttato nella sanità. Cinque mesi dopo le sue dimissioni dalla giunta, una società di cui era azionista, il Polo geriatrico riabilitativo di Cinisello Balsamo, alle porte di Milano, ha ottenuto dalla Regione l’accreditamento presso il Servizio sanitario nazionale di 141 posti letto a uso riabilitazione: significa che la struttura è privata, ma il ricovero lo paga lo Stato. Da allora per Della Frera è stata una marcia trionfale. Nell’autunno 2004 Formigoni ha accreditato il Polo geriatrico con altri 246 posti per la sede di Milano città. E nello stesso periodo ha dato il via libera a un’altra società del suo ex braccio destro, la Polo Riabilitativo srl, per la costruzione di una nuova struttura di quattro piani con 216 posti letto fra degenza, day hospital, emodialisi, radiologia e altro ancora.

La sanità può essere un business, non solo un costo da contenere come la considerano i governi alle prese con l’esplosiva spesa pubblica. E non sempre la politica, come suggerisce il caso di Della Frera, ha un ruolo. Lo dimostra il Premio nazionale per l’Innovazione che, sponsor la Confindustria, verrà assegnato il prossimo 16 dicembre a Padova. Fra i 36 progetti di future imprese hi tech in gara per il primo posto, selezionati dalle università di tutta Italia, quasi la metà vuole lanciare sul mercato prodotti per il settore biomedicale, per effettuare diagnosi sempre più raffinate o preoci, realizzare vaccini o studiare a fini medici il codice genetico. Progetti che potrebbero trovare maggiore slancio se, come sostiene una ricerca commissionata dalla compagnia di assicurazioni Axa a quattro noti professori (Roberto Artoni, Elio Borgonovi, Gustavo Galmozzi e Antonio Pedone), la spesa sanitaria non venisse considerata solo una iattura per le casse dello Stato, bensì un volano per l’economia, l’innovazione, l’occupazione qualificata e per la nascita di fornitori superspecializzati.

Che il business del bisturi, inteso in senso allargato, possa creare improvvise fortune ma anche nuove industrie non è un fenomeno solo italiano. Sul primo aspetto si è dilungato l’ultimo numero del mensile americano ‘Forbes’. L’inchiesta di copertina era incentrata su un avvocato di Manhattan, Thomas Moore, capace di strappare ai tribunali degli Stati Uniti risarcimenti multimilionari per le vittime di cure mediche sbagliate. Con il contorno, per Moore e soci, di parcelle che sono arrivate alla somma di 2,2 milioni di dollari sui 10,9 risarciti a una bimba nata con danni cerebrali per complicazioni durante il parto. Per ‘Forbes’ sono ormai “migliaia” i soggetti che si stanno arricchendo grazie all’esplosione dei costi della sanità americana, la più privata e la più dispendiosa del pianeta, con un costo a carico dei cittadini pari a 1.900 miliardi di dollari: il 15 per cento del Pil rispetto all’8,4 per cento che si registra in Italia se si considerano sia la spesa pubblica sia quella privata (fonte Ocse). I nuovi milionari della salute americana scovati da ‘Forbes’ sono molteplici: si va dagli avvocati di grido ai chirurghi plastici, dai pubblicitari specializzati nel lancio promozionale dei farmaci agli assicuratori che fanno affari d’oro con le polizze vendute ai cittadini e con la copertura – sempre più costosa – che cliniche e ospedali devono garantirsi per far fronte al rischio di cause.

In Italia la situazione è certamente diversa sotto vari aspetti, ma anche da noi non mancano le iniziative: gruppi privati sempre più grandi che fanno incetta di cliniche, compagnie di assicurazione che cercano di sfruttare gli spazi lasciati liberi dall’assistenza statale, nuove tecnologie per seguire chi non vuole fare la fila dal medico, e la domanda di cure di una popolazione sempre più anziana.

Ma quanto spende oggi lo Stato in sanità? E quanto di questa cifra va in tasca ai privati? Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, durante una recente puntata di ‘Ballarò’ ha rinvendicato al governo Berlusconi una crescita della spesa per la salute: si è passati dai 70 miliardi di euro del 2000 agli 89 miliardi del 2004, come mostrano i dati elaborati dal Cergas Bocconi. Numeri insufficienti, sostiene l’opposizione, che inanella le critiche: l’Italia spende una cifra inferiore rispetto non solo agli esosi americani, ma anche nei confronti dei più morigerati svizzeri, tedeschi e francesi, che comunque investono in sanità più del 10 per cento del loro Pil. Non basta. I tagli che molti ospedali pubblici subiscono hanno creato situazioni assurde, come mostra il recente caso del Niguarda di Milano, dove con un mese d’anticipo sono finiti i fondi per il 2005 per i farmaci antitumorali; mentre il ministro della Salute, Francesco Storace, combatte contro la pillola abortiva e i consultori femminili, nulla viene fatto per frenare la corruzione, come dicono le numerose inchieste della magistratura che, dalle Alpi alla Sicilia, cercano di far luce sui rapporti fra i manager della sanità e i loro referenti politici.

Di certo, una fetta consistente della spesa pubblica è finita nelle casse dei nuovi padroni privati della sanità italiana. Una stima di quest’ultimo fattore la si trova ancora nei dati del Cergas. Nel 2000 andava a privati (cliniche, centri diagnostici, strutture di riabilitazione) accreditati con il Servizio sanitario nazionale la somma complessiva di 14,7 miliardi di euro, cifra salita a 19,5 miliardi nel 2004. La percentuale sul totale della spesa pubblica (il 21,9 per cento) non è cambiata radicalmente rispetto al 1996, quando al governo c’era Romano Prodi e la fetta dei privati era pari al 20,7 per cento.

In questi ultimi anni molti protagonisti storici della sanità privata hanno allargato i loro imperi: il milanese Giuseppe Rotelli, proprietario del Policlinico San Donato e ora anche di tutte le cliniche che furono di Antonino Ligresti, migrato (imprenditorialmente) in Francia dopo la tragedia del Galeazzi dove morirono 11 persone; la famiglia Angelucci di Roma, da sempre vicina alla politica, azionista nel tempo di vari quotidiani, da ‘l’Unità’, al ‘Riformista’ al ‘Libero’ di Vittorio Feltri; il gruppo Villa Maria di Ettore Sansavini, fortissimo in Emilia Romagna ma ormai diffuso in tutta Italia; la Giomi di Emmanuel Miraglia, presente a Firenze, Latina, Messina, Reggio Calabria e ora anche a Cortina d’Ampezzo dove gestisce, in compartecipazione con l’Asl di Belluno, l’ospedale Codivilla. Ma nel settore si sono visti pure nuovi arrivi: la Cir della famiglia De Benedetti (che controlla anche ‘L’espresso’), che attraverso la Holding Sanità e Servizi gestisce circa 1.200 posti letto, ospedali e residenze per anziani da Mantova a Brescia, da Modena ad Alessandra; nonché la famiglia Rocca, che controlla il gruppo Humanitas, nato nel 96 con un ospedale a Rozzano, nell’hinterland milanese, e ormai fra un vero ‘big’.

Guardando le storie di più rapida crescita, da Rotelli ai Rocca, si vede come il baricentro del nuovo sistema della sanità privata sia in Lombardia. Il motivo risiede nelle politiche attuate da Formigoni, che da tempo ha equiparato gli ospedali pubblici a quelli privati: il rimborso delle prestazioni è identico e il cittadino può andare nelle une o nelle altre con la ricetta della mutua. Risultato: tra il 97 e il 2003 in Lombardia le ecografie fatte in strutture private sono passate da 40.686 a 408.017 (negli ospedali pubblici si è scesi da 790 a 459 mila); e le Tac private sono aumentate di quasi dieci volte, come denuncia Carlo Monguzzi, capogruppo dei Verdi in Regione. La linea di Formigoni è che ciò abbia ridotto le liste d’attesa, un beneficio che nel 2001 i lombardi hanno pagato con uno dei maggiori buchi sanitari fra le Regioni italiane e con l’adozione, fra i primi, di ticket e tasse.

Il sospetto è che i privati concorrano a quella fabbrica di esami e interventi inutili in cui si è trasformata la sanità con l’unico scopo di incassare i rimborsi pubblici. Un esempio: in testa alla classifica degli interventi maggiormente praticati nel privato (e rimborsati) c’è il parto cesareo mentre nel pubblico prevale quello naturale. E ‘Forbes’ colloca il boom dei cesarei negli Usa fra gli indicatori dell’industrializzazione di un sistema sempre più orientato agli affari.

Tuttavia, proprio la recente ondata di acquisizioni di cliniche private da parte degli operatori più forti può essere letta come un sintomo di difficoltà del sistema. “I tetti alla spesa imposti da molte regioni e la necessità di rientrare dei deficit sanitari stanno portando a una diminuzione dell’attività rimborsata ai privati”, sostiene Emmanuel Miraglia nella sua qualità di presidente dell’Aiop, l’associazione delle cliniche. “E questo nonostante il disavanzo dipenda da quegli ospedali pubblici che non riescono a stare nelle spese e richiedono continuamente la copertura delle perdite”. Proprio alla necessità congiunta di comprimere le spese, a fronte di investimenti crescenti in personale e ricerca, Miraglia attribuisce la concentrazione dei gruppi privati.

La ricerca, insieme con l’assistenza (voce che nella spesa pubblica è quasi raddoppiata nel giro di quattro anni), sono d’altra parte nuovi filoni di business. La clinica milanese Humanitas è stata trasformata in Istituto di ricerca a carattere scientifico, etichetta che ha aperto l’accesso a un finanziamento Inail da 46 milioni, nell’ambito di un progetto sponsorizzato dal ministro del Welfare, Roberto Maroni, che dovrebbe premiare anche l’Istituto europeo di oncologia di Umberto Veronesi.

Che il crescente bisogno di servizi sanitari (sostenuto anche dall’invecchiamento della popolazione) possa rappresentare una spinta economica importante viene proposto da Artoni, Borgonovi, Galmozzi e Pedone nella ricerca per l’Axa: “In Italia la dinamica della spesa sanitaria è stata contenuta, soprattutto se paragonata a quella degli altri Paesi. Non è irragionevole pensare che tale controllo sia stato realizzato in un quadro di progressivo deterioramento qualitativo del sistema di ricerca pubblica e privata e dell’apparato produttivo in settori ad alto potenziale di crescita”. In parole povere, se l’Italia non vuole offrire ai giovani posti di lavoro unicamente come commessi e rappresentanti, cosa c’è di meglio che investire nella salute, che vuole ricercatori, medici e imprenditori innovativi?

Un esempio è offerto dall’arrivo in Italia di Medic4All, una società nata per vendere sistemi di telemedicina. “Stiamo studiando con le banche la possibilità di finanziare l’acquisto a rate da parte dei clienti di quella che chiamiamo la nostra ‘clinica da polso’: grande come un orologio da sub, rileva una serie di parametri che vengono inviati a un pool di 25 medici che li tengono sotto controllo”, dice Shai Misan, amministratore delegato della società, partita per ora con l’offerta a assicurazioni e banche di servizi destinati alla clientela, come l’archiviazione delle cartelle cliniche e il consulto medico via Internet o televisore.

Altri spunti arrivano dal Premio Innovazione di Confindustria. Molti i progetti che, nati nel mondo universitario, guardano alla sanità per fare business. A Torino, il biochimico Giuseppe Caputo sta dando vita a un’impresa per produrre e commercializzare prodotti a base di molecole fluorescenti in grado di individuare i tumori in una fase estremamente precoce e per studiare l’efficacia di nuovi farmaci. L’obiettivo è arrivare a un’azienda da 100 milioni di euro di fatturato, con una ventina di addetti qualificati. A Napoli, il chimico Gennaro Marino ha studiato il modo di utilizzare, a basso costo, la spettrometria di massa per analizzare la predisposizione ad alcuni malanni (come quelli cardio-circolatori) di pazienti che potrebbero essere, ad esempio, segnalati dai medici di base. O ancora, a Trieste, Nicola Scuor e altri ricercatori dell’Università hanno brevettato un apparecchio, grande come un telefonino, che può scovare nel sangue le tracce di molte malattie. Fa gli stessi test di macchine ingombranti e costose e potrebbe essere utilizzato senza l’aiuto di tecnici specializzati dal medico di famiglia o, nei paesi poveri, dagli operatori sanitari sul territorio.

Questi e altri sono i progetti in caccia di fondi per partire e svilupparsi. Risorse che sarebbe un peccato continuare a riservare unicamente a chi è abile nel percorrere i corridoi della politica.

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Il 9 giugno Pedemontata illustrerà il progetto definitivo: 186 giorni per presentare le osservazioni

Pubblicato da zorro su Giugno 9, 2008

Il 9 giugno Pedemontata illustrerà il progetto definitivo: 186 giorni per presentare le osservazioni. Giovedi 12 Giugno ore 21 – Meda, Scuola Media Anna Frank, assemblea pubblica su Autostrada Pedemontana. E a Seveso?

E intanto Meda vuole scaricare su via Vignazzola l’ennesimo problema viabilistico. 

Il caso al quartiere Polo? «Pedemontana è la risposta»

PedeMedaVigna2

(Cri. Marz.) Anche la pubblica illuminazione è vincolata da Pedemontana. È il caso di via Forli al Polo al centro della segnalazione di Vittorina Olivi, che tra le diverse “magagne” dell’ultimo tratto ha puntato il dito contro una strada buia e per questo insicura. A quando un intervento risolutore? Luca Santambrogio, assessore ai lavori pubblici, non ha dubbi: «Pedemontana è la risposta». In che senso? «Come già previsto nel piano regolatore attualmente in vigore – dichiara – in fase di concessione edilizia per i nuovi edificati di via Forli, è stato imposto all’impresa costruttrice di cedere parte dei terreni a uso pubblico per la realizzazione di una strada. La sua materiale costruzione (impianti, asfalto) sarà a nostro carico e noi a ruota chiederemo che diventi un’opera accessoria di Pedemontana». Ovvero? «Un collegamento chiave per unire il rondò di via Ravenna con via Vignazzola. Il percorso praticamente è già fatto, basta sfruttare un’area verde ossia un piccolo bosco a ridosso del Meredo di Seveso e quindi uscire in via Vignazzola». A quanto il via ai lavori? «Al momento i lottizzanti stanno cedendo le porzioni di propria competenza, ma il vero salto si avrà intomo ai 2010. Pedemontana effettuerà le opere accessorie, prima d’iniziare lo scavo per le tre corsie, li cantiere dovrebbe partire nel 2011, gioco forza il prolungamento di via Forlì debutterà qualche mese prima». Ma Pedemontana spa è davvero intenzionata ad avvallare questo progetto? «In questi giorni si susseguono gli incontri. Ieri pomeriggio (venerdì 30 maggio) abbiamo avuto un incontro con i sindaci di Lentate, Seveso e Barlassina, il 9 giugno Pedemontata illustrerà il progetto definitivo e a ruota ci saranno 186 giorni per presentare le nostre osservazioni prima del progetto esecutivo.  Inoltre il 12 giugno i responsabili saranno in città e quella sarà l’occasione per dar voce alle nostre richieste e quelle dei cittadini». Ma se dalla società dovesse arrivare un no? Quanto tempo dovrebbero ancora attendere i cittadini di via Forti per vedere “spuntare” i pali fuori dalle loro proprietà? «Impossibile dirlo ora, visto che adesso puntiamo su questa strada. Certo non possiamo richiedere all’Enel un unico palo delle luce. Bisogna pensare a un progetto più ampio, ma questo ragionamento è subordinato all’esito del confronto con Pedemontana SpA. Attendiamo il 12 giugno».            

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Prova di fiducia alla nuova amministrazione

Pubblicato da hel su Giugno 6, 2008

Mario Mornata ha deciso di dare fiducia alla nostra amministrazione, speriamo che questa fiducia sia meritata, e che alla semplice sospensione, che non garantisce affatto un blocco permanente dei sottopassi, segua presto un revoca.

la battaglia di mario mornata per l’interramento

SOSPESO PER IL MOMENTO LO SCIOPERO DELLA FAME

Seveso – Per tre giorni ha attuato lo sciopero della fame come segno di protesta contro la realizzazione dei sottopassi ferroviari.
E’ l’azione intrapresa da Mario Mornata, 52 anni, titolare del colorificio di via Friuli al Villaggio Snia, candidato tra le fila di «Sevesoviva» alle ultime consultazioni elettorali. Insieme al fratello Gianfranco, da anni si battono per ottenere l’interramento delle Ferrovie Nord Milano.
Durante i tre giorni di sciopero della fame, Mornata si nutriva soltanto con tre tazze di latte al giorno: «Ho sospeso la protesta soltanto perché l’Amministrazione comunale si è impegnata a bloccare i sottopassi – ha spiegato – Ho letto, infatti, con attenzione la delibera di Giunta sulla questione interramento-Pedemontana. Naturalmente sarò pronto a riprendere la mia forma di protesta qualora le cose cambiassero».
Candidato sindaco una decina di anni fa a Cesano Maderno, nella lista «Per l’interramento delle Ferrovie Nord Milano», Mornata si è sempre battuto per l’interramento totale della tratta. Avendo alcuni Comuni limitrofi (come Cesano Maderno) intrapreso strade alternative, che hanno invece portato alla realizzazione dei sottopassi, ora il 52enne spera nell’interramento della tratta locale e di un cambiamento di rotta da parte della città di Meda, che però si è già pronunciata sul fatto di voler realizzare sottopassi.

articolo pubblicato il 03/06/2008 su ”Il Giornale di Seregno”

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