E tu di chi sei figlio?
Pubblicato da zorro su Giugno 20, 2008
Come mai al seggio 1, seggio ove il consigliere Iannotta (Lista Marzorati) da solo ha preso ben 116 voti al primo turno, è il seggio dove al ballottagio Donati ha avuto il maggior scarto in assoluto a suo favore rispetto a Butti? (si veda grafico a fianco). Se si pensa che Donati ha vinto per soli 109 voti di scarto, il seggio 1 (l’elettorato di Iannotta) è stato fondamentale per la sua vittoria di misura (qui)! Coincidenze?
Perchè il candidato della Lista Marzorati, Guerriero Iannotta, si congratula cosi caldamente con il neo sindaco Donati il giorno del risultato del ballottagio (foto sotto a destra, apparsa su il giornale di Seregno) quando invece la sua lista è uscita decisamente ridimensionata dopo il primo turno? Non dovrebbe essere almeno un po’ “attapirato”? Coincidenza?
Nel periodo tra il primo e secondo turno voci da più parti dicevano che Iannotta stava fecendo campagna elettorale a favore di Donati. Dicerie? Coincidenze?

Fino al mese prima delle elezioni Iannotta e Donati erano compagni di banco in maggioranza e una persona vicinissima a Iannotta, la figlia, era ed è tutt’ora responsabile all’asilo nido comunale dell’Altopiano. Altra coincidenza?
Settimana scorsa, due mesi dopo che Iannotta si congratula e gioisce con Donati per la poltrona da sindaco, la stessa figlia di Iannotta viene eletta consigliere del CDA dell’ASPES come “rappresentante dell’opposizione” (indennità mensile 500 euro/mese): “Grazie papà, grazie Sindaco”. Coincidenza?
Alla faccia dell’opposizione! Donati e Iannota si direbbero amici intimi e galanti. Un partito trasversale che riporta informalmente gli amministratori degli ultimi 10 anni alla ribalta ed in prima linea; è il vecchio che avanza, al motto “cambiare tutto affinchè non cambi niente”.
In fondo Donati e Iannotta hanno contribuito molto, vedete voi se bene o male, agli ultimi 10 anni di amministrazioni Galbiati (tant’è che Donati era assessore di Galbiati nel primo mandato) e 10 anni in allegra compagnia e amicizia non si possono buttare via cosi e non ci si poteva aspettare niente di diverso da un politico navigato, e navigante, come Donati (qui).
E in tutte queste coincidenza una cosa è certa: Donati ha saldato i suoi debiti con l’amico fidato Iannotta.
Donati commenta: «non credo che la stima dimostratami in campagna elettorale debba addirittura nuocere alle legittime aspettative professionali di sua figlia». E voi che tipo di aspettative professionali avete? ma soprattutto: di chi siete figli voi?
Articolo de Il Giorno del 17 Giugno 2008
Seveso, nomine dell’Aspes: l’opposizione attacca il sindaco
— SEVESO — L’OPPOSIZIONE grida allo scandalo perché l’amministrazione Donati, a un mese dalle elezioni, ha dato un posto nel nuovo Cda dell’Aspes (azienda comunale) alla figlia del consigliere dell’opposizione Guerriero Iannotta. Aspes è una società privata a socio unico nel Comune che si occupa della gestione di diverse attività correlate ai servizi al cittadino, come per esempio cimitero, affissioni, farmacia comunale e da poco manutenzione pubblica. «Pertanto, ora come nella scorsa legislatura – spiega Paolo Butti, capogruppo del Pd e all’opposizione – abbiamo sempre sostenuto che debba essere una società snella per permettere di gestirla con pochi costi ma soprattutto trasparente, cioè organizzata in modo da rendere accessibile le informazioni sul suo funzionamento a ogni cittadino. E ora è stato nominato dal neo sindaco del dialogo, così si autodefinisce Donati, il nuovo consiglio di amministrazione di Aspes. Risultato, semplice e normale spartizione politica all’interno della maggioranza più un posto ad Antonella Iannotta, figlia del consigliere eletto nella lista “Con Marzorati per Seveso” che al primo consiglio comunale sedeva nei banchi dell’opposizione ma che ha, di fatto, con la sua campagna elettorale a favore di Donati permesso a quest’ultimo di essere eletto. Puntualmente è arrivata la ricompensa».
CONCLUDE Butti: «Un sindaco perciò che negli atti agisce in modo completamente opposto a quello che ha sempre sostenuto, non dialoga assolutamente, gestendo l’azienda comunale dei servizi con il semplice criterio della spartizione e della ricompensa politica. Davanti a questo squallido spettacolo politico, che nulla ha a che fare con l’interesse per i cittadini, la Lega, garante a dir suo della correttezza dell’amministrazione, tace. Noi allora ci chiediamo: dove sono finiti i duri e puri lumbard contro ogni abuso della casta politica?». Marzio Marzorati, capoguppo della lista che porta il suo nome aggiunge: «Noi non abbiamo nulla da spartire con questa vicenda. E, continueremo a lavorare sul territorio e in consiglio comunale in maniera moderata e costruttva».
La replica di Donati: «Frasi senza senso e irrispettose delle persone»
«CERTE dichiarazioni mi stupiscono – ha commentato il sindaco Massimo Donati -. Invece di valutare l’impostazione di una gestione o le professionalità delle persone, si menano colpi solo all’insegna della politica vecchia». Alcune scelte molto importanti, infatti, sono già state compiute in funzione della riorganizzazione della società municipalizzata: «Abbiamo portato i consiglieri da sette a tre compreso il Presidente – ha spiegato il primo cittadino -, permettendo a tutti di poter accedere agli atti di Aspes direttamente dagli uffici municipali». In merito alle nomine, poi, Donati non ha dubbi: «Abbiamo scelto tre professionalità sevesine di chiara fiducia e innegabile competenza. Mi piacerebbe che le critiche venissero fatte a posteriori, sui risultati e non sui nomi, rispettando le persone. Il consigliere Iannotta ha sempre dimostrato la sua appartenenza al centrodestra e non credo che la stima dimostratami in campagna elettorale debba addirittura nuocere alle legittime aspettative professionali di sua figlia».















Alessandro detto
.. in effetti è interessante il grafico sopra! Il seggio 2 e 3 se non sbaglio è la zona dove abita Butti e quindi l’”anomalia” rispetto agli altri seggi è facilmente spiegabile! Quella del seggio 1 non può essere spiegata allo stesso modo per Donati visto che abita a Seregno
ex-Leghista detto
Zorro,
non risponde nessuno alla tua domanda perchè ci sarebbe tanto da dire ma c’è il rischio di querele. Il sindaco insegna.
Credavamo che questo modo di fare fosse solo di alcune regioni e invece purtroppo non è così. La figlia avrà anche una professionalità di tutto rilievo, ma il modo con cui ha ottenuto l’incarico di consigliere del CDA dell’ASPES lascia un pò come dire ……
La Lega nonostante abbia la maggioranza all’interno della maggioranza stessa, non può che convenirne, d’altra parte senza i voti di Iannotta sarebbe all’opposizione.
Ci sono tensioni dentro l’Amministrazione, per come si sta procedendo, e la Lega per adesso preferisce tenerci all’oscuro.
Comunque tornando alla tua domanda,
c’è chi per i propri figli venderebbe anche l’anima al diavolo e chi invece non rinuncia alla propria dignità per nessun motivo.
Seregno e Seveso: giù al Nord « Voglio una città migliore detto
[...] E tu di chi sei figlio? [...]
Sandro detto
Cosa non si fa per i propri figli.
http://www.corriere.it/politica/09_febbraio
“Bossi Jr, Milano e il clima caraibico
La nomina del figlio del Senatùr alla Fiera: una storia alla Gabriel Garcia Marquez
La Lega, giurava anni fa Umberto Bossi, «assicura assoluta trasparenza contro ogni forma di clientelismo». Di più: «Non si barattano i valori-guida con una poltrona!». Di più ancora: «Dobbiamo essere in primo luogo inflessibili medici di noi stessi se vogliamo cambiare la società!». Bene, bravo, bis. Ma i figli, come dice Filomena Marturano, «so’ piezz’e core». Così, quando si è trattato di dare vita all’«Osservatorio sulla trasparenza e l’efficacia del sistema fieristico lombardo », chi ha piazzato nel Comitato di presidenza? Suo figlio Renzo. Certo, l’approccio «mastelliano» alla raccomandazione («un peccato veniale», l’ha sempre definito Clemente) non è per il segretario della Lega una novità assoluta. Qualche anno fa, infatti, l’uomo che aveva fatto irruzione in politica tuonando contro il familismo, aveva già piazzato a Bruxelles il fratello Franco e il figlio Riccardo. Assunti come portaborse, il primo a carico di Matteo Salvini e il secondo di Francesco Speroni, evidentemente lieti di spendere «in famiglia» la prebenda di 12.750 euro al mese che ogni deputato riceve per l’attaché. Quali competenze avessero l’uno e l’altro non si sa e non si è mai avuto modo di approfondire: dopo la scoperta della doppia sistemazione parentale, ufficializzata dalla pubblicazione sul sito Internet www2.europarl.eu.int/assistants, le due nomine furono precipitosamente annullate. Meglio perdere un paio di stipendi che esporsi al rischio di mal di pancia dei leghisti di base allevati nel mito dei duri e puri.”