Voglio una città migliore

pensieri, domande e riflessioni di cittadini di Seveso e dintorni

Archivio per Settembre 2008

IN VIA PADRE MASCIADRI SON TORNATE LE LENZUOLA

Pubblicato da zorro su Settembre 30, 2008

Articolo pubblicato il 30/09/08 su Il Giornale di Seregno

Continua la querelle tra i residenti della zona

IN VIA PADRE MASCIADRI SON TORNATE LE LENZUOLA

 FotoVignazzola Seveso -  Il quadrilatero della discordia torna a far discutere. Un’altra cittadina ha voluto far conoscere la sua opinione sulla viabilità che interessa le vie Vignazzola, Padre Masciadri e Eritrea. E’ oltre un anno che via Vignazzola è stata chiusa e che la viabilità nelle strade limitrofe è stata più volte cambiata. Nei mesi scorsi è stato introdotto un senso unico (poi tolto) in via Carducci e da poche settimane è stato ultimato un dosso rialzate sempre nella stessa zona. Già in passato alcuni residenti hanno protestato per la situazione con l’ausilio di striscioni e lenzuola stese sui cancelli fuori di casa. Questa volta a far sentire le sue ragioni una sevesina contro chi ha scelto di esporre lenzuola e striscioni contro l’attuale viabilità. «Certo che la gentile signora deve avere proprio tempo da perdere (oltre a una buona fornitura di lenzuola) – ha attaccato Gabriella Marini – Adesso chiede addirittura il divieto per i camion e i pullman ma non si rende conto che i camion sono in giro per lavoro e non a trastullarsi?». Le lenzuola sono rivolte anche contro il servizio pubblico di trasporto: «I pullman, forse non se ne è accorta, ma sono quelli delle scuole» ha continuato la donna residente in città. Senza peli sulla lingua Gabriella Marini ha trovato anche una efficace soluzione per i fastidiosi rumori del traffico. «Se il suo sogno è non avere gente e rumore intorno alla sua villa, doveva pensarci prima e farla edificare su un’isola deserta – ha continuato la residente della zona – Quello che sconcerta è il fatto che ad ogni suo capriccio il Comune risponde diligentemente, prima con gli assurdi girotondi dei sensi unici, ora con gli enormi dossi. Anche a noi piacerebbe avere tanta influenza sui nostri amministratori: ma come fa?». Attendiamo per la prossima settimana la replica dell’autrice degli striscioni di via Eritrea.

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LA «SALUMERIA DEL CORSO» HA CHIUSO I BATTENTI

Pubblicato da zorro su Settembre 23, 2008

Articolo pubblicato il 16/09/08 su Il Giornale di Seregno

CORSO MARCONI 
Il negozio ha cessato l’attività prima di Ferragosto

LA «SALUMERIA DEL CORSO» HA CHIUSO I BATTENTI

SevesoLe luci della vetrina della «Salumeria del Corso» si sono spente il 14 agosto e non si riaccenderanno più. Lo rendono noto i proprietari dell’esercizio commerciale di corso Marconi Gianluigi Borroni e la moglie Cinzia Brenna.
  «Nel 1960 fu proprio mio padre Angelo ad aprire – ci ha raccontato Gianluigi – Gestì il negozio fino al 1975, quando decise per motivi di salute di vendere l’attività: io e mia sorella Marinella in quell’epoca eravamo bambini; quando poi nel 1992 si presentò l’occasione di riacquistare il negozio di famiglia, l’abbiamo colta con gioia». Pochi anni dopo Cinzia Brenna è entrata a far parte della società a conduzione familiare: «Da subito abbiamo scelto di offrire un servizio sempre più di qualità per i nostri clienti – ha precisato Cinzia – Alla salumeria abbiamo affiancato un laboratorio di gastronomia molto apprezzato in paese: da noi si poteva acquistare pane, latte, formaggi e salumi molto pregiati e particolari».
«Vogliamo ringraziare di cuore i nostri clienti – hanno aggiunto i coniugi Borroni – e informarli che la nostra attività non ripartirà: non siamo stati messi nella condizione adeguata per poter acquistare lo stabile dove sorgeva la nostra ditta e ora non ci resta che ricostruire da zero la nostra vita». «Abbiamo pensato anche di riaprire la salumeria in un’altra zona della città – ha aggiunto Cinzia – ma non avrebbe senso: un’altra luce si è spenta nel cuore del nostro paese; un’altra saracinesca abbassata». «Anche a nome di mia sorella Marinella – ha chiosato Gianluigi – rivolgo un caro saluto a tutti i nostri clienti di fiducia».

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Seveso, troppi sprechi e ritardi: l’opposizione boccia Donati

Pubblicato da zorro su Settembre 18, 2008

GalliDonati I primi 100 giorni della giunta Donati, sostenuta da PdL e Lega, secondo l’opposizione (tratti dall’articolo de Il Giorno del 16/09/2008 e dal sito della Lista Marzorati (qui)

  • Ha lasciato ancora irrisolti i problemi che aveva promesso di risolvere nei primi 100 giorni (qui)
  • Ben 21mila euro pubblici sono stati spesi per arredare gli uffici di Floriana Bellotti, assessore alle grandi opere, e del nuovo direttore generale (soldi che erano stati messi a bilancio per i giochi nei parchi dei bambini)
  • Le cene del sindaco in quattro mesi sono costate 1.062 euro con il denaro dei cittadini
  • 3.231 euro  dei soldi dei contribuent per  un solo numero del giornalino comunale della maggioranza  (per un numero solo!!!)
  • L’istituzione di 4 dirigenti per soli 100 addetti è uno spreco
  • E’ la prima volta, dal dopoguerra a oggi, che l’Amministrazione Comunale di Seveso impedisce la
    discussione in Consiglio di mozioni regolarmente presentate
    . (qui)
  • Anni fa un donatore aveva lasciato 150mila euro per realizzare il centro anziani, ma a tutt’oggi non se ne hanno notizie.
  • Gravi disagi per i cittadini e la mobilità locale e ora gli interessi si sono spostati sull’edilizia. Siamo terrorizzati dall’operazione di cementificazione esagerata che potrebbe avvenire sulle aree Allocchio-Bacchini (corso Garibaldi) ed ex Schwarzenbach
  • La Lega Nord ha cancellato dal programma la frase che ha fondato tutta la sua campagna elettorale, e cioè la ferma opposizione alla realizzazione di sottopassi veicolari e ciclopedonali.
  • Gran parte dei programmi di governo presentati dagli assessori sono stati scopiazzati dai siti Internet (qui)
  • Proposta per Pedemontana di allargare la superstrada a 3 corsie: proposta rigettata da Pedemontana e carica di gravi disfunzioni

 

da Il Giorno del 16/09/2008

Seveso, troppi sprechi e ritardi: l’opposizione boccia Donati

Nel mirino i primi 121 giorni della Giunta

Seveso- PIOGGIA di critiche sulla giunta di centrodestra di Massimo Donati. Opposizione scatenata. «Dopo 121 giorni di governo, la giunta Donati – spiega Paolo Butti, capogruppo Pd – ha lasciato ancora irrisolti i problemi che aveva promesso di risolvere nei primi 100 giorni. Promesse volate vie come foglie al vento. Ben 21mila euro pubblici sono stati spesi per arredare gli uffici di Floriana Bellotti, assessore alle grandi opere, e del nuovo direttore generale: la stessa somma, chiesta e non ottenuta gli scorsi anni per un progetto sull’interramento redatto autonomamente dall’amministrazione a cui oggi non si fa più cenno. Le cene del sindaco in quattro mesi sono costate 1.062 euro con il denaro dei cittadini». E continua a bacchettare dicendo che è stato richiesto, e mai ottenuto, un consigliere dell’opposizione per avere un controllo sull’attività di Aspes, l’azienda comunale che ora gestisce anche la manutenzione delle strade. Altra polemica per il nuovo centro anziani: anni fa un donatore aveva lasciato 150mila euro per realizzarlo, ma a tutt’oggi non se ne hanno notizie. «In attesa del prossimo Consiglio comunale – attacca Marzio Marzorati, dell’omonima lista civica – non si può dire che questa Amministrazione abbia schiacciato l’acceleratore. Quanti gravi disagi per i cittadini e la mobilità locale e ora gli interessi si sono spostati sull’edilizia. Siamo terrorizzati dall’operazione di cementificazione esagerata che potrebbe avvenire sulle aree Allocchio-Bacchini (corso Garibaldi) ed ex Schwarzenbach. Hanno speso 20mila euro per acquisti di nuovi mobili con soldi che erano stati messi a bilancio per i giochi nei parchi dei bambini». La lista Sevesoviva spiega che la Lega Nord ha cancellato dal programma la frase che ha fondato tutta la sua campagna elettorale, e cioè la ferma opposizione alla realizzazione di sottopassi veicolari e ciclopedonali.

«E INVECE, come avevamo ipotizzato durante la campagna elettorale di aprile – spiega Daniele Tagliabue, capogruppo di Sevesoviva -, la normalizzazione imposta a Seveso dai capi leghisti e berlusconiani avrà come prossimo obiettivo proprio la realizzazione del sottopasso sud. Su Pedemontana, il programma dell’Amministrazione è fermo alla proposta di allargare la superstrada a 3 corsie: proposta rigettata da Pedemontana, snobbata dai Comune di Cesano Maderno e Meda e carica delle stesse gravi disfunzioni che abbiamo documentato per il progetto preliminare. Inoltre chiediamo al sindaco come mai gran parte dei programmi siano stati scopiazzati dai siti Internet».

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Caso Vignazzola: storia senza fine

Pubblicato da zorro su Settembre 17, 2008

Sotto le ultime evoluzioni e commenti riguardo il caso Vignazzola (in ordine temporale, dal più vecchio al più nuovo)

Articolo pubblicato il 26/08/08  su Il Giornale di Seregno

Il provvedimento è stato adottato di concerto dalle Amministrazioni comunali di Seveso e Meda competenti in merito alla direttrice che collega i due comuni

VIA VIGNAZZOLA: IL SENSO UNICO INDIETREGGIA

L’ordinanza serve a garantire l’accesso alle attività produttive presenti nella zona
 

Seveso -  Il senso unico di via Vignazzola è indietreggiato di qualche metro per consentire agli artigiani di accedere senza difficoltà alle proprie attività.
  L’ordinanza, firmata dalle Amministrazioni di Meda e Seveso, entrambi competenti per la direttrice, è stata messa in atto giovedì scorso.
L’istituzione del senso unico di via Vignazzola, avvenuta l’estate scorsa, aveva suscitato reazioni contrastanti.
Se i residenti della zona, promotori di una raccolta firme, si erano dichiarati soddisfatti della nuova viabilità, più critici erano stati gli artigiani, costretti a indirizzare i loro fornitori verso un percorso alternativo per nulla semplice.
Da via Vignazzola, infatti, il traffico è stato deviato lungo via Carducci, via San Francesco e zone limitrofe. Pertanto gli artigiani si sono visti obbligati a fare un giro dell’oca per raggiungere le proprie attività.
Ma la soluzione di via Vignazzola è stata accuratamente studiata da entrambe le Amministrazioni comunali con i relativi comandi di Polizia locale.
L’obiettivo principale, che è stato raggiunto, era quello di rendere più sicuro l’incrocio con via San Carlo, dove accadevano numerosi incidenti stradali. Frequenti erano anche gli incolonnamenti.
Con questa soluzione si è ridotta notevolmente la pericolosità dell’incrocio e non si sono più registrati sinistri.
Un secondo obiettivo era inoltre quello di alleggerire il traffico locale sulla via stessa, percorsa giornalmente da molti pedoni, anche anziani, che si recano in chiesa, e bambini che vanno agli asili e alle scuole del quartiere San Pietro, che spesso si ritrovavano ad affrontare quel tratto di strada, a tratti privo di marciapiede, in assenza di sicurezza.

Articolo pubblicato il 09/09/2008  su Il Giornale di Seregno

«VIA VIGNAZZOLA NON E’ PIU’ SICURA»

Alcuni residenti di via Vignazzola che segnalano la pericolosità nell’uscire dai passi carrai e chiedono interventi

 ProtestaVignazzola Seveso -  Protestano i residenti di via Vignazzola al civico 2 e chiedono il ripristino della viabilità originaria.
  I problemi lungo la direttrice che conduce alla Superstrada Milano Meda sono aumentati con l’arretramento del senso unico recentemente realizzato.
Nei giorni scorsi, le famiglie, oltre una decina, che incontrano notevoli difficoltà ad uscire dai passi carrai, si sono rivolti al comando di Polizia locale esponendo i loro disagi.
«Il comandante ci ha suggerito di scrivere una lettera che abbiamo consegnato giovedì scorso in Comune insieme ad alcune firme – ha spiegato Renata Vismara – La distanza dai delimitatori utilizzati per convogliare il traffico su un’unica carreggiata non ci consente di uscire in sicurezza dai carrai».
«L’uscita in auto e ancora di più quella a piedi e in bicicletta sono a rischio – ha aggiunto Marina Legnami (nella foto con la bambina) – Nessuno ha pensato a mettere in sicurezza il tratto, non ci sono marciapiedi né strisce per gli attraversamenti pedonali».
«Quelle applicate fino ad ora sono tutte soluzioni provvisorie che creano ulteriori svantaggi – ha aggiunto Marco Pozzoli (nella foto a lato) – Serve uno studio più generale per riorganizzare l’intera via».
I residenti segnalano, inoltre, il transito dei veicoli a velocità sostenuta, l’assenza di parcheggi e chiedono la possibilità di «arretrare il senso unico di ulteriori 20-25 metri (fino al muro del seminario) per consentire l’immissione in sicurezza sulla via Vignazzola».

Articolo pubblicato il 09/09/2008 su Il Giornale di Seregno

L’ex sindaco interviene sulla mobilità a seguito delle modifiche su via Vignazzola

GALBIATI COMMENTA: «VIA PADRE MASCIADRI, UN PASTICCIO SPERIMENTALE»

Seveso -  Torna a far discutere la viabilità lungo via Vignazzola. Sul tema della mobilità cittadina è voluto intervenire anche l’ex sindaco, Clemente Galbiati (nella foto): «Credo sia utile fare alcune considerazioni che scaturiscono dalla mia esperienza personale e sono convinto siano condivise soprattutto da coloro che conoscono il territorio cittadino e le sue direttrici viabilistiche – ha dichiarato – Tutti sanno ad esempio delle problematiche legate a via Vignazzola ma non tutti sanno che il senso unico è stato istituito congiuntamente con Meda, Giunta Asnaghi, che lo ha espressamente richiesto per le abitazioni che si affacciano sulla strada e ne hanno tratto beneficio. Anche su Seveso ha avuto un effetto positivo, sia per la maggiore sicurezza sull’incrocio di via San Carlo, che è in mezzo a due scuole, sia per lo spostamento di una parte del notevole traffico che ha seguito altre direttrici».
  Nei primi giorni dell’anno l’ex sindaco aveva incontrato la nuova Amministrazione medese, in particolare il sindaco, Giorgio Taveggia, e l’assessore alla Viabilità, Luca Santambrogio, al fine di trovare una soluzione soddisfacente per i due Comuni concordando innanzitutto una serie di lavori per la messa in sicurezza di tutti gli incroci su Vignazzola tra San Pietro e il Meredo, compresi i necessari attraversamenti pedonali.
«Durante le riunioni si è trattato anche dei collegamenti dalla Vignazzola con la superstrada e con Seregno, in previsione dell’arrivo della Pedemontana di cui è iniziata la progettazione definitiva – ha aggiunto Galbiati – Per quanto attiene l’ormai famoso “muro di cinta” del seminario, è da molto tempo agli atti l’accordo con lo stesso per la cessione di seimila metri quadrati necessari per la realizzazione di nuovi parcheggi, marciapiede, percorso ciclopedonale nonché del ripristino del doppio senso di marcia. Tale procedura si è interrotta, come molti sanno, per il noto vincolo ambientale posto dalla Soprintendenza. Da marzo 2008, sempre a protocollo comunale, è agli atti il disciplinare d’incarico, di modestissima spesa, per la predisposizione di una proposta progettuale onde ottenere i nulla osta necessari all’inizio dei lavori. Di tutto ciò non sappiamo più nulla, vediamo invece il pasticcio sperimentale su via Padre Masciadri laddove una dorsale esterna prima viene spezzata e poi diventa il percorso ad ostacoli sia per l’altezza del dosso che per lo spostamento degli stop: due persone non fanno l’interesse pubblico. Le lenzuola di via Eritrea spiegano molte cose ma non portano lontano» ha concluso.

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Tallarita e i conflitti di interessi: un anno dopo

Pubblicato da zorro su Settembre 12, 2008

PrimedilAsilo1 Girando per Seveso in questi giorni ci siamo accorti che in occasione della settimana venatoria è comparso sul cancello dell’asilo privato di via Marconi uno striscione pubblicitario a firma dell’impresa costruttrice Primedil. La cosa ci è sembrata strana per diversi motivi:

1) Il regolamento comunale dell’ASPES prevede che a Seveso non si possano appendere striscioni commerciali sulle cancellate (regola appresa in occasione delle multe in via Eritrea)

2) A fianco del suddetto striscione, sul cancello della scuola Generoso Galimberti, c’è uno striscione analogo del Comune comparso in contemporanea a quello della Primedil che pubblicizza la settimana venatoria (quindi presubilmente fatto mettere dall’assessore al commercio: consigliere/assessore Tallarita)

3) L’asilo è proprietà privata e a memoria non ci ricordiamo altre occasioni in cui sia capitata una cosa del genere.

Quanto sopra ci ha fatto domandare: chi è la Primedil S.r.l.?

ViaParlemo Abbiamo fatto qualche ricerca su internet e abbiamo scoperto che la Primedil appartiene a tale Carmelo Tallarita (un parente?) e che ha costruito MOLTO a Seveso (qui 1,2,3,4):
Via XXV Aprile, Via Vigorelli, Via Andrea Doria, Via Gramsci, Via Meredo, Via Palermo, Via Eritra (ma non era la Jenny Srl del consigliere/assessore Tallarita ad avere costruito in questa via?)

TallaritaBrinda Ci chiediamo: La Primedil ha informato la Scuola Materna?  Visto che è vietato dal regolamento, perchè l’ASPES ha dato il permesso?  E se invece il permesso non l’ha dato: perchè non interviene a multare l’infrazione? Nel caso  degli striscioni di protesta, qui, il comune era stato molto solerte (ricordate?), qui si fa addirittura pubblicità commerciale, perchè ora il Comune non interviene?
Ma soprattutto: cosa c’entrano gli interessi privati dell’assessore/consigliere Tallarita in tutta questa faccenda e quanto incide sul fatto che quello striscione rimane li impunito?

Giusto un anno fa:
 Tallarita, Lunardi e i conflitti di interessi: ogni mondo e paese
 NEL MIRINO I SOTTOTETTI DI VIA ERITREA

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Programma copiato, Vaccarino: «rappresenta il contributo personale degli assessori»

Pubblicato da zorro su Settembre 10, 2008

Vaccarino Il presidente del Consiglio comunale Vaccarino commenta l’articolo sul programma della giunta copiato da internet. «La segnalazione penso sia vera. Il materiale è stato distribuito nel mese di luglio e rappresenta il contributo personale degli assessori che, eventualmente, potrà confluire, unitamente ai contributi pervenuti dai singoli consiglieri, nelle linee programmatiche che il sindaco e la Giunta proporranno all’approvazione del prossimo Consiglio comunale. E’ comunque evidente che le basi principali di tali linee programmatiche dovranno essere i programmi elettorali che il Popolo della Libertà e la Lega Nord avevano proposto con i rispettivi candidati sindaci e che diventeranno un documento unico»

Certo che se “il contributo personale degli assessori” (puntualmente e profumatamente stipendiati ogni mese con i nostri soldi) è copiare il programma da internet come scolaretti delle elementari che copiano dall’enciclopedia quando gli viene chiesto dalla maestrina di fare delle “ricerche” …

…. povera Seveso.

Articolo pubblicato il 9 Settembre 2008 su Il Giornale di Seregno

Il blog «città migliore» riporta parti scritte nel documento amministrativo
identiche a brani tratti dal web

«LA GIUNTA COPIA IL PROGRAMMA DA INTERNET»

«Appaiono interviste ad assessori romani della Margherita, a comunisti della
provincia di Rimini e a diessini di Pesaro»

Seveso – «La Giunta Donati copia il programma da Wikipedia e dai
Comunisti italiani».
La segnalazione è stata pubblicata nei giorni scorsi sul blog
politica www.cittamigliore.wordpress.com e porta la firma di «zorro», un nome di fantasia che spesso appare su tale sito. La ricerca riguarda il programma amministrativo che la Giunta, guidata dal sindaco Massimo Donati, porterà in approvazione al prossimo Consiglio comunale.
«Finalmente qualcuno ha preso la buona abitudine di pubblicare i documenti ufficiali che riguardano la vita politica sevesina – si legge sul blog – “Sevesoviva”, oltre ai bilanci, ha pubblicato il programma amministrativo del sindaco Donati.
Leggendolo ci siamo accorti che alcune parti erano scritte con linguaggi aulici e il fatto ci ha incuriosito. Quindi, abbiamo scoperto che nel programma sono stati copiati ampi brani tratti dall’enciclopedia online Wikipedia, senza citare le fonti.
Ad esempio interviste ad assessori romani della Margherita, programmi di assessori comunisti della provincia di Rimini e dai loro “cugini” diessini della provincia di Pesaro. Unico caso di “omogeneità culturale” è la straordinaria “copiata” dal programma della Circoscrizione 1 di Lucca: ma, in questo caso, quello che ci sembra grave sono i continui riferimenti alla vocazione turistica di una città monumentale che per niente si addicono a Seveso. Non solo Sport, Commercio, Politiche giovanili e Urbanistica contengono “copiose copiate”.
Anche la sezione Bilancio non risparmia carta a carbone. Solo in questo ultimo caso lasciamo ai lettori più curiosi scoprire dove hanno attinto i nostri assessori».
Successivamente a queste dichiarazioni il blog mette a confronto il programma amministrativo della Giunta con i siti dai quali avrebbe tratto gli spunti.
«La segnalazione penso sia vera – ha dichiarato Massimo Vaccarino, presidente del Consiglio comunale – Il materiale è stato distribuito nel mese di luglio e rappresenta il contributo personale degli assessori che, eventualmente, potrà confluire, unitamente ai contributi pervenuti dai singoli consiglieri, nelle linee programmatiche che il sindaco e la Giunta proporranno all’approvazione del prossimo Consiglio comunale. E’ comunque evidente che le basi principali di tali linee programmatiche dovranno essere i programmi elettorali che il Popolo della Libertà e la Lega Nord avevano proposto con i rispettivi candidati sindaci e che diventeranno un documento unico».

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La giunta Donati copia il programma da Wikipedia e dai Comunisti Italiani

Pubblicato da zorro su Settembre 3, 2008

Finalmente qualcuno ha preso la buona abitudine di pubblicare i documenti ufficiali (qui) che riguardano la vita politica di Seveso. Sevesoviva, oltre ai bilanci, ha pubblicato il Programma Amministrativo (qui) che il Sindaco Donati è tenuto a far approvare entro il prossimo Consiglio Comunale di Settembre.

CopiaEIncolla Leggendolo ci siamo accorti che alcune parti, senza essere indicata la fonte, erano scritte con liguaggi aulici, ben diversi da quelli normalmente utilizzati dagli assessori di competenza.

Il fatto ci ha incuriosito e ….. ecco cosa abbiamo scoperto. Senza citare le fonti ( e questo è un fatto grave ) sono stati copiati nel programma ampi brani tratti dall’enciclopedia on-line Wikipedia, interviste ad assesori romani della MARGHERITA, programmi di asssessori COMUNISTI della provincia di Rimini e dai loro “cugini” DS della provincia di Pesaro. Unico caso di “omogeneità culturale” è la straordinaria “copiata” dal programma della Circoscrizione 1 di Lucca: ma, in questo caso, quello che ci sembra grave sono i continui riferimenti alla vocazione turistica di una città monumentale che per niente si addicono a Seveso.

Non solo Sport, Commercio, Politiche giovanili e Urbanistica contengono “copiose copiate”. Anche la sezione Bilancio non risparmia carta a carbone. Solo in quest’ultimo caso, lasciamo ai lettori più curiosi lo scoprire dove hanno attinto i nostri assessori.

LO SPORT (dal programma che Massimo Donati presenterà al prossimo Consiglio Comunale)

 
La diffusione della pratica sportiva in quasi tutte le società del mondo contemporaneo e il segno evidente dell’importanza che lo sport ha assunto in quelle realtà da un punto di vista sociale, economico e politico. Lo sport è parte integrante della cultura di una società e si sviluppa in simbiosi con i cambiamenti che la contraddistinguono. Si pensi solamente al bagaglio di tradizioni che le discipline sportive tradizionali apportano alle culture delle nazioni in cui sono praticate o agli stretti legami che intercorrono tra lo sport e i mass media.
Sono molti i progetti per avvicinare i giovani allo sport.Lasciando da parte per un attimo il fattore dell’educazione fisica, peraltro fondamentale e riconosciuto – in età moderna-, e considerando. solamente la connotazione ludica dello sport, è evidente che la pratica sportiva è diffusa soprattutto presso quelle realtà sociali che, culturalmente ed economicamente, possono usufruire dei mezzi necessari a praticarla. A Seveso siamo molto fortunati perché esistono diverse società. Quindi i sevesini hanno davanti a loro un ampio panorama di scelta. Molti sport richiedono una particolare attrezzatura per poter essere praticati. Ecco perché il Comune deve attivarsi per aiutare maggiormente le società sportive, che vivono delle sole minime entrate degli iscritti. Altri sport invece non richiedono attrezzature particolari, ma sono assai pochi.Quindi l’obbiettivo, sarà quello di implementare maggiormente gli aiuti alle società esistenti. Inoltre rientra nei progetti amministrativi creare un centro polifunzionale dove si puo’ praticare calcio a sette, a 9, tennis e una palestra dove far girare le diverse discipline. In progetto c’è anche la realizzazione della piscina di via Ortles, sia coperta che scoperta con adiacente un centro benessere e fitness.Lo scopo dell’amministrazione è quello di aiutare tutte le società e metterle in condizioni di poter offrire il massimo ai nostri ragazzi.Come tutti ben sappiamo, oggi, lo sport è considerato un mezzo di trasmissione di valori universali e una scuola di vita che insegna a lottare per ottenere una giusta ricompensa e che aiuta alla socializzazione ed al rispetto tra compagni ed avversari. Per questo motivo l’educazione fisica ha una parte fondamentale nell’educazione dell’individuo già all’interno della scuola.Da qui nasce l’idea di due progetti interamente dedicati ai plessi scolastici. Il primo èquello di organizzare verso primavera dei tornei di calcio, e altri giochi con l’ausilio del pallone tra le diverse scuole. Un modo per creare dei legami tra tuffi gli alunni delle scuole sevesine e creare una sana competizione Il secondo è una giornata dedicata interamente all’attività sportiva: la Giornata dello Sport. Dove tutte le scuole si affrontano al campo sportivo nelle gare di atletica, staffette, ginèane, etc. Un modo per scoprire se a Seveso abbiamo dei campioni in erba. Lo sport da sempre diverte, affascina e crea stimoli nuovi che aiutano i ragazzi a crescere in modo sano con pùncipi seri e senso del sacrificio.Anche per quanto riguarda le società sportive create da adulti, l’aministrazione avrà sempre un occhio di riguardo, infatti, in programma c’è l’ampliamento del bocciodromo.La nostra azione sarà sempre improntata nel massimo rispetto delle Istituzioni ed attiveremo la migliore collaborazione nell’interesse comune. Noi riteniamo che il dialogo continuo tra le istituzioni e la società tutta non può che migliorare ulteriormente il buon governo di tutta la città

SOCIETÀ E SPORT
(dal sito internet Wikipedia – enciclopedia su internet )


La diffusione della pratica sportiva in quasi tutte le società del mondo contemporaneo è il segno evidente dell’importanza che lo sport ha assunto in quelle realtà da un punto di vista sociale, economico e politico. Lo sport è parte integrante della cultura di una società e si sviluppa in simbiosi con i cambiamenti che la contraddistinguono. Si pensi solamente al bagaglio di tradizioni che le discipline sportive tradizionali apportano alle culture delle nazioni in cui sono praticate o agli stretti legami che intercorrono tra lo sport e i mass media.
Lasciando da parte per un attimo il fattore dell’educazione fisica, peraltro fondamentale e riconosciuto – in età moderna – per lo meno a partire da Girolamo Mercuriali, e considerando solamente la connotazione ludica dello sport, è evidente che la pratica sportiva è diffusa soprattutto presso quelle realtà sociali che, culturalmente ed economicamente, possono usufruire dei mezzi necessari a praticarla. Molti sport richiedono una particolare attrezzatura per poter essere praticati, costituita da veicoli meccanici (come per il ciclismo, l’automobilismo, il motociclismo, la vela) o da semplici attrezzi (come per la scherma, l’Hockey su prato, il salto con l’asta, il tiro con l’arco, il golf), oppure richiedono particolari strutture per la pratica (come ad esempio per il nuoto o il pattinaggio). L’equitazione e l’ippica sono esempi di sport praticati insieme con un animale, il cavallo così come gli sport cinofili che vedono impegnato il binomio cane-uomo. Altri sport invece, ad esempio la corsa, non richiedono attrezzature particolari e vengono praticati diffusamente anche nei paesi più poveri. In queste società lo sport è spesso visto dalle giovani generazioni come mezzo per un possibile riscatto economico e sociale, ne sono un chiaro esempio i grandi corridori africani che da molti anni ormai sono i dominatori del mezzofondo in atletica leggera.Una concezione, largamente diffusa soprattutto nei paesi con maggiori tradizioni sportive, è che lo sport debba essere considerato un mezzo di trasmissione di valori universali e una scuola di vita che insegna a lottare per ottenere una giusta ricompensa e che aiuta alla socializzazione ed al rispetto tra compagni ed avversari. Per questo motivo l’educazione fisica ha una parte fondamentale nell’educazione dell’individuo già all’interno della scuola. Ma vi sono anche opposte posizioni che vedono nell’agonismo (magari accentuato dall’elemento economico), nella esasperata contrapposizione individuale, un pericoloso segnale che potrebbe tendere a far risaltare lo spirito competitivo come naturale parametro di rapporto fra gli esseri umani. Altre posizioni, un po’ più critiche, ravvisano nell’antagonismo esasperato e nella ricerca del successo con qualunque mezzo un traviamento dei valori e del senso di vita cristiano; inoltre temono che lo sport possa divenire uno “specchietto per allodole” utilizzato da governi autoritari per distrarre, imbonire, plasmare le menti oltreché i corpi. Molti storici dello sport, tra i quali Antonino Fugardi, ricordano nei loro libri il raccapricciante utilizzo dello sport e delle Olimpiadi che venne effettuato da Hitler sia a fini propagandistici, sia a fini formativi. Per contro, l’importanza assunta dallo sport a livello sociale e mediatico, induce sempre più frequentemente una sua commistione con la politica al punto da utilizzarlo come trampolino di lancio per istanze di rivendicazioni sociale (Olimpiadi 1968 Mexico) o come strumento di dialogo fra popoli.

 

POLITICHE GIOVANILI
(dal programma che Massimo Donati presenterà al prossimo Consiglio Comunale)

La tematica delle politiche giovanili intesa come “politica dell’agio” e come tale rivolta alla generalità dei giovani ha preso avvio in questo Ente, come ambito autonomo e peculiare di programmazione e di operatività, nel giugno 2008.) Il decreto legislativo 267/2000 “Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali” demanda alla Provincia l’attuazione di politiche di informazione, di coordinamento e di concertazione di interventi a favore dei giovani.Nel contesto appena delineato il Settore delle Politiche giovanili promuove un’ampia ed articolata attività di complessa programmazione fortemente innovativa. Tale attività è prevalentemente volta alla partecipazione dei giovani sul piano culturale e sociale, alla creazione di momenti e di canali attraverso cui essi possano esprimere i propri bisogni di aggregazione, di socializzazione e di rappresentanza, al sostegno alla loro capacità progettuale e creativa, nonché alla indispensabile azione di prevenzione del disagio giovanile e dell’esclusione sociale, spesso conseguenza della carenza di strumenti e di luoghi di reale partecipazione attiva.La tematica delle politiche giovanili concepita come ambtio istituzionale autonomo e peculiare di programmazione e di operatività in tutti i suoi aspetti (promozione, formazione e prevenzione) sta prendendo corpo in Italia, e con grave ritardo rispetto a quanto avviene in molti paesi europei solo in questi ultimi anni. Alla struttura che, all’interno di ogni Ente, opera in via esclusiva o comunque fortemente prevalente a supporto delle tematiche che riguardano i giovani, dovrebbero rapportarsi gli altri settori dell’Ente stesso, allorché promuovano, in via subordinata, interventi che a vario titolo coinvolgono anche l’utenza giovanile.Tutto ciò premesso, laddove se ne verificheranno le condizioni, si terrà doverosamente conto delle indicazioni fornite dall’Amministrazione provinciale, che prevedono fra l’altro di “armonizzare ed integrare le azioni indirizzate ai giovani nell’ambito della formazione, della cultura e dei servizi sociali attraverso una condivisione degli interventi ipotizzati dai singoli Servizt al fine di evitare sovrapposizioni, valorizzare le risorse disponibili e restituire all’esterno un’immagine coordinata degli interventi”.

Area “Progetti giovanili locali”. Attività laboratoriali non disciplinari pomeridiane nell’ambito degli Istituti secondari superiori. Creazioni di occasioni formativo-culturali, di socializzazione e di creatività in luoghi non formali di aggregazione giovanile. Progetti giovanili internazionali”.

 Attivazione di reali processi di concertazione, di raccordo e di coordinamento degli organi istituzionali e di aggregazione giovanile;L’istituzione del Consiglio Comunale dei Ragazzi, realizzato nei diversi plessi Con la nomina di un sindaco e dei vari assessori.La Creazione dello Sportello Informagiovani. La Realizzazione di un centro d’aggregazione con sala polifunzionale.

Le nuove generazioni rappresentano la linfa vitale della città: i futuri cittadini di Seveso.

PROGRAMMA TRIENNALE 2008 – 2009 PROVINCIA DI RIMINI
(dal programma dell’Assessore Fabrizio Piccioni eletto nei Comunisti Italiani)

La tematica delle politiche giovanili intesa come “politica dell’agio” e come tale rivolta alla generalità dei giovani ha preso avvio in questo Ente, come ambito autonomo e peculiare di programmazione e di operatività, nel gennaio 2001 (Deliberazione di Giunta Provinciale n.5 del 16.01.01).(…)Nel contesto appena delineato il Settore delle Politiche giovanili promuove un’ampia ed articolata attività di complessa programmazione fortemente innovativa. Tale attività è prevalentemente volta alla partecipazione dei giovani sul piano culturale e sociale, alla creazione di momenti e di canali attraverso cui essi possano esprimere i propri bisogni di aggregazione, di socializzazione e di rappresentanza, al sostegno alla loro capacità progettuale e creativa, nonché alla indispensabile azione di prevenzione del disagio giovanile e dell’esclusione sociale, spesso conseguenza della carenza di strumenti e di luoghi di reale partecipazione attiva.La tematica delle politiche giovanili concepita come ambito istituzionale autonomo e peculiare di programmazione e di operatività in tutti i suoi aspetti (promozione, formazione e prevenzione) sta prendendo corpo in Italia, e, con grave ritardo rispetto a quanto avviene in molti paesi europei, solo in questi ultimi anni. Alla struttura che, all’interno di ogni Ente, opera in via esclusiva o comunque fortemente prevalente a supporto delle tematiche che riguardano i giovani, dovrebbero rapportarsi gli altri settori dell’Ente stesso, allorché promuovano, in via subordinata, interventi che a vario titolo coinvolgono anche l’utenza giovanile.Tutto ciò premesso, laddove se ne verificheranno le condizioni, si terrà doverosamente conto delle indicazioni fornite dall’Amministrazione provinciale, che prevedono fra l’altro di “armonizzare ed integrare le azioni indirizzate ai giovani nell’ambito della formazione, della cultura e dei servizi sociali attraverso una condivisione degli interventi ipotizzati dai singoli Servizi, al fine di evitare sovrapposizioni, valorizzare le risorse disponibili e restituire all’esterno un’immagine coordinata degli interventi”.
(…)
All’interno di questo quadro sono individuabili quattro aree tematiche di azione, che comprendono complessivamente i sette progetti di seguito indicati e presentati in maniera dettagliata nell’allegato al presente documento.
Area Iniziative locali:
- Attività laboratoriali non disciplinari nell’ambito degli Istituti secondari superiori
- Creazione di occasioni formativo-culturali, di socializzazione e di creatività in luoghi non formali di aggregazione giovanile
(…)
Sotto il profilo metodologico, organizzativo ed operativo è stato fatto in questi anni un considerevole sforzo per dare un significativo impulso all’attività di programmazione, provvedendo in particolare:
ad attivare reali processi di concertazione, di raccordo e di coordinamento degli organi istituzionali e di aggregazione giovanile;

(…)

continuazione POLITICHE GIOVANILI
(dal programma che Massimo Donati presenterà al prossimo Consiglio Comunale)

 Nessun giovane deve avvertire attorno a se una comunità distratta, ma deve sentire una città solidale attenta ai problemi e ai bisogni di tutti.
La nostra attenzione per le nuove generazioni e la qualità della vita parte da uno sviluppo moderno che non può essere misurato solo sul piano economico, ma e positivo ed assume valore solo se si trasforma in promozione della cultura, delle relazioni, dei servizi e in opportunità per tutti.
Noi riteniamo che l’istituzione pubblica non debba proporre una sua “cultura”, ma il suo compito è quello di offrire sostegno alle varie espressioni culturali della società (dalla creatività giovanile alle esperienze degli anziani, alle espressioni di alta professionalità).Assumeremo iniziative atte a promuovere la discussione sul futuro della nostra città, ovvero sulla città dei giovani, dei ragazzi, dei bambini e delle bambine. Dobbiamo individuare i luoghi di socializzazione e i laboratori culturali per promuovere grandi eventi sevesini.
Un’attenzione particolare sarà rivolta ai giovani, dando loro quegli spazi che rendano stabili ed autonome le attività musicali, teatrali, artistico-espositive e lletterarie, in un contesto di collaborazione tra le numerose associazioni del nostro territorio.
Mettere in moto la creatività della gente è motivo di crescita per tutta la società. E’ emersa la necessità di fare squadra con tutte le realtà che si occupano dell’universo giovanile, di creare una sinergia tra associazioni ed assessorato in modo da pubblicizzare adeguatamente tutte le forme di coinvolgimento dei giovani nella vita della città.Favorire l’integrazione. giovanile è un principio fondamentale sancito dalla “Carta europea della partecipazione dei giovani alla vita locale e regionale”, quindi sarà nostro preciso impegno dare impulso forte alla partecipazione delle realtà giovanili nefle scelte dell’a.rntninistrazione. L’avvio di questa fase di concertazione rappresenta un buon viatico per il futuro, un’occasione importante per mettere in cantiere una progettazione seria e concreta che possa consentire ai ragazzi e ragazze di essere protagonisti della città.Nei prossini mesi incontreremo le rappresentanze studentesche delle scuole superiori secondarie sevesine, per esporre le linee guida dell’Assessorato e per distribuire un questionario anonimo, insomma l’inizio di un vero e proprio censimento dei bisogni giovanili e creare un tavolo di tutte le forze politiche giovanili presenti in città. 

dal PROGRAMMA DI GOVERNO PER LA CIRCOSCRIZIONE N°1 di LUCCA

Nessuno deve avvertire attorno a se una comunità distratta, ma deve sentire una città solidale attenta ai problemi e ai bisogni di tutti.
La nostra attenzione per la CULTURA e la QUALITÀ DELLA VITA parte da uno sviluppo moderno che non può essere misurato solo sul piano economico, ma è positivo ed assume valore solo se si trasforma in promozione della cultura, delle relazioni, dei servizi e in opportunità per tutti.
Noi riteniamo che l’istituzione pubblica non debba proporre una sua “cultura”, ma il suo compito è quello di offrire sostegno alle varie espressioni culturali della società (dalla creatività giovanile alle esperienze degli anziani, alle espressioni di alta professionalità).

La nostra Circoscrizione assumerà quelle iniziative atte a promuovere la discussione sul futuro della nostra città, ovvero sulla città dei giovani, dei ragazzi, dei bambini e delle bambine. Dobbiamo individuare, insieme con l’Amministrazione, i luoghi di socializzazione e i laboratori culturali per promuovere grandi eventi lucchesi. Un’attenzione particolare sarà rivolta ai giovani, dando loro quegli spazi che rendano stabili ed autonome le attività musicali, teatrali, artistico-espositive e letterarie, in un contesto di collaborazione tra le numerose associazioni del nostro territorio, e nel contempo perseguire una politica di agevolazione dei prezzi affinché i giovani non debbano rinunciare alle iniziative culturali presenti sul territorio. Sarà nostro compito quello di prestare maggiore attenzione a quelle iniziative di qualità che, altrimenti, per motivi di mercato, potrebbero essere penalizzate e che valorizzano le nostre tradizioni artistiche e musicali.
Mettere in moto la creatività della gente è motivo di crescita per tutta la società.

 

IL COMMERCIO
(dal programma che Massimo Donati presenterà al prossimo Consiglio Comunale)

Ci sono molti temi che dovremo affrontare per quanto riguarda il settore “Commercio”, in primo luogo un confronto fra i cittadini e gli operatori commerciali. Noi politici dobbiamo fare un po’ da cuscinetto tra le giuste esigenze dei cittadini e le giuste esigenze degli operatori commerciali che operano a Seveso

 

da una intervista all’ex Assessore di Roma Caliste, responsabile organizzativo della MARGHERITA

 

Ci sono molti temi che dovremo affrontare, in primo luogo un confronto fra i cittadini e gli operatori commerciali. Noi politici del primo municipio siamo un po’ di cuscinetto fra le giuste esigenze dei cittadini e le giuste esigenze degli operatori commerciali che operano in questo municipio che è un pò a se nell’ambito del comune di Roma.

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Oggi siamo chiamati noi a dare un contributo stimolante per avviare la svolta di cui la città ha bisogno, per ritrovare la passione e le ragioni dei nostro impegno. Dobbiamo imboccare la giusta direzione di marcia: sviluppare il dialogo, perseguire uno spirito civico ed un senso di appartenenza.

I commercianti sevesini devono ritornare ad essere il catalizzatore per una comunità, che se da un lato esalta l’individualità, dall’altro non esita ad impegnarsi nell’interesse collettivo.Questo deve essere un impegno che può essere onorato soltanto con una rivoluzione organizzativa, che non può prescindere dal cambio di mentalità pronta a gestire la complessità delle problematiche che la società ci pone davanti.

Il nostro impegno forte è di restituire a Seveso la sua alta dignità, e per questo facciamo appello a tutte quelle energie che possono contribuire a dare alla nostra città momenti migliori, e questo valorizzando non solo il centro storico, ma anche Baruccana e l’Altopiano.

Già nella individuazione di alcuni argomenti quali: la distribuzione demografica, le funzioni e le attività delle stesse amministrazioni locali, le professioni, il commercio, il turismo, i servizi sociali, la scuola; ci pongono di fronte dimensioni che pur investendo direttamente la pertinenza circoscrizionale, non si esauriscono all’interno della stessa per gli evidenti collegamenti. L’esempio del traffico e’ della sosta è sufficiente a dare concretezza a questa argomentazione.

Inoltre c’è la volontà di realizzare un mercato nuovo all’Altopiano e portare quello del mercoledì di Baruccana, attualmente, in via Salvo D’Acquisto nelle aree parcheggio del Palazzetto dello Sport di via Gramsci.

Lo stesso riequilibrio tra residenza ed altri aspetti quali: la formazione, i servizi sociali, i trasporti, le attività artigianali, i punti di incontro, non possono che essere considerati come parte di una strategia che non può che andare oltre i confini del territorio relativo alla nostra Circoscrizione, e quindi, far parte di tina strategia più ampia. L’idea quindi è quella di preparare un programma di feste, mercatini, spettacoli, nelle diverse stagioni,soprattutto nei fine settimana e durante il periodo di vacanza per ridar vita alle attività commerciàli. Abbiamo delle belle piazze perché non utilizzarle?

Rivitalizzare il centro storico” non deve essere solo un’affennazioné di principio, ma deve essere l’impegno per affrontare e sciogliere i grandi nodi che ne hanno determinato l’abbandono ed il degrado attivando meccanismi efficaci. In realtà a Seveso non esiste un Centro vero e proprio. Ecco perché l’impegno deve essere quello di crearne uno nuovo.

La bellezza ed il fascino del Centro devono essere pienamente fruibili in un tempo più ampio possibile. I attadini e gli ospiti devono essere in condizione di passeggiare tranquillamente nel centro, non è giusto che si sentano minacciati dai mezzi a motore che per troppe ore lo invadono e lo rendono “invivibile”. Favorire l’armonizzazione delle sue molteplici funzioni: direzionale, residenziale, commerciale ed, al tempo stesso, mantenere e sviluppare sempre di più la sua caratteristica di città a misura d’uomo e centro di grande valore storico, artistico, monumentale.
Migliorare la qualità dell’organizzazione funzionale del centro storico con l’obiettivo di una progressiva pedonalizzazione non penalizzante per nessuno, ma anzi tendente a riqualificare la rete di rappoiti economici e sociali, e le capacità residenziali, produttive e rappresentative della città stessa.
Il fenomeno di quella che è stata una vera e propria fuga dal Centro Storico di attività professionali, artigianali e commerciali è una sfida all’Amministrazioni, che dovrà saper cogliere il giusto equilibrio fra vivibilità e attività lavorative. Bisognà ribaltare questa tendenza attivando tutte quelle sceke nell’interesse della comunità, ascoltando gli orientamenti di tutti gli interessati: residenti, operatori professionali, artigianali, e i commercianti, proprietari, aprendo un tavolo di confronto fra le varie realtà, in modo da poter elaborare proposte il più possibile condivise.
Proporre sgravi fiscali a coloro che si impegneranno alla ristrutturazione delle abitazioni di proprietà per rendere il centro sempre più bello e curato.

dal PROGRAMMA DI GOVERNO PER LA CIRCOSCRIZIONE N°1 di LUCCA


Oggi siamo chiamati noi a dare un contributo stimolante per avviare la svolta di cui la città ha bisogno, per ritrovare la passione e le ragioni del nostro impegno. Dobbiamo imboccare la giusta direzione di marcia: sviluppare il dialogo, perseguire uno spirito civico ed un senso di appartenenza.

La Circoscrizione deve ritornare ad essere il catalizzatore per una comunità, che se da un lato esalta l’individualità, dall’altro non esita ad impegnarsi nell’interesse collettivo.
Questo deve essere un impegno che può essere onorato soltanto con una rivoluzione organizzativa, che non può prescindere dal cambio di mentalità pronta a gestire la complessità delle problematiche che la società ci pone davanti.


Il nostro impegno forte è di restituire a
Lucca la sua alta dignità, e per questo facciamo appello a tutte quelle energie che possono contribuire a dare alla nostra città momenti migliori, in particolar modo al mondo femminile per il suo importante apporto di sensibilità ed idee.

(…)
Già nella individuazione di alcuni argomenti quali: la distribuzione demografica, le funzioni e le attività delle stesse amministrazioni locali, le professioni, il commercio, il turismo, i servizi sociali, la scuola, ci pongono di fronte dimensioni che pur investendo direttamente la pertinenza circoscrizionale, non si esauriscono all’interno della stessa per gli evidenti collegamenti. L’esempio del traffico e della sosta è sufficiente a dare concretezza a questa argomentazione.

(…)Lo stesso riequilibrio tra residenza ed altri aspetti quali: la formazione, i servizi sociali, i trasporti, le attività commerciali e artigianali, i punti di incontro, non possono che essere considerati come parte di una strategia che non può che andare oltre i confini del territorio relativo alla nostra Circoscrizione, e quindi, far parte di una strategia più ampia.

(…)“Rivitalizzare il centro storico” non deve essere solo un’affermazione di principio, ma deve essere l’impegno per affrontare e sciogliere i grandi nodi che ne hanno determinato l’abbandono ed il degrado attivando meccanismi efficaci.

(…)

La bellezza ed il fascino del Centro devono tornare ad essere pienamente fruibili in un tempo più ampio possibile. I cittadini e gli ospiti devono essere in condizione di passeggiare tranquillamente nel centro, non è giusto che si sentano minacciati dai mezzi a motore che per troppe ore lo invadono e lo rendono “invivibile”.
•Favorire l’armonizzazione delle sue molteplici funzioni: direzionale, residenziale, commerciale ed, al tempo stesso, mantenere e sviluppare sempre di più la sua caratteristica di città a misura d’uomo e centro di grande valore storico, artistico, monumentale.
•Migliorare la qualità dell’organizzazione funzionale del centro storico con l’obiettivo di una progressiva pedonalizzazione non penalizzante per nessuno, ma anzi tendente a riqualificare la rete di rapporti economici e sociali, e le capacità residenziali, produttive e rappresentative della città stessa.
•Dovranno essere realizzati quanto prima i progetti relativi ad una nuova rete di trasporto pubblico che deve essere concorrenziale e produttivo in un sistema credibile nel quale il cittadino sia in grado di valutare tempi, modi, mezzi e costi dei propri spostamenti, perseguendo l’obiettivo che tutto il tessuto urbano abbia le medesime valenze.
•Il fenomeno di quella che è stata una vera e propria fuga dal Centro Storico di attività professionali, artigianali e commerciali è un chiaro messaggio del fallimento delle passate Amministrazioni, che non hanno saputo cogliere il giusto equilibrio fra vivibilità e attività lavorative. Bisogna ribaltare questa tendenza attivando tutte quelle scelte nell’interesse della comunità, ascoltando gli orientamenti di tutti gli interessati: residenti, operatori professionali, artigianali, commerciali e i proprietari, aprendo un tavolo di confronto fra le varie realtà, in modo da poter elaborare proposte il più possibile condivise.

(…)

 

 

Lo Sviluppo Urbanistico PREMESSA
(dal programma che Massimo Donati presenterà al prossimo Consiglio Comunale) 

L’esperienza c’insegna che programmare correttamente lo sviluppo urbanistico dei nostri territori è il più importante investimento di cui siamo responsabili, e le cui efficaci “rese” operano nel breve ma ancor più nel lungo termine.Non è giustificabile in alcun modo un approccio approssimativo e superficiale a tali questioni; il P.R.G. vigente, pur nei suoi limiti, fornisce indirizzi di riferimento ai vari livelli, con cui
questa Amministrazione dovrà cofrontarsi fino alla sua sostituzione.
Questi indirizzi del PRO attuale non possono essere delusi pertanto in attesa dell’adozione del nuovo strumento di governo del territorio sarà necessario garantire a chi possiede reali diritti la possibilità di reali aspettative, purché siano sempre salvaguardati i criteri di coerenza e razionalità delle scelte e rispettati i principi fondamentali del corretto uso del territorio e della tutela delle risorse in esso ricomprese.

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Infatti, l’operazione d’adeguamento al PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO non è solo importante come momento di ripensamento e ridefinizione dei contesti urbani, ma è primaria e fondamentale occasione d’individuazione di tutte le situazioni a rischio nonché di tutte le risorse ambientali e culturali che vanno adeguatamente tutelate; doveri ed impegni questi che non possono giustificare rinvii o latitanze.

Nonostante ciò è nostro dovere individuare le soluzioni operative più rispondenti ai bisogni della realtà e predisporre di conseguònza quei progetti che sono la condizione sine qua non per l’attivazione delle éventuali risorse disponibili.
Di seguito, in modo succinto, evidenziamo i programmi, i progetti, gli indirizzi e le idee al momento maturati o in fase di definizione relativamente alle questioni più significative riguardanti il territorio della CITTA’ DI SEVESO; ovviamente tali appunti nqn hanno la pretesa d’essere. esaustivi, ma vogliono solo costituire uno spunto d’orientamento complessivo in mierito a quanto già “in corso d’opera ” per proseguire il lavoro insieme in una logica di continuo e costante confronto con il fine ultimo di concertare scelte ed orientamenti comuni.

RECUPERO EDIFICI DI MEMORIA STORICI

Riteniamo che vada privilegiata una politica di recupero degli edifici più vecchi esistenti sul territorio di Seveso, con regole che possano facilitare il recupero degli edifici stessi.
E’ necessario, infatti, mantenere e valorizzare nel tempo l’impronta architettonica di Seveso A questo proposito si studieranno incentivi per facilitare anche a privati la possibilità di ristrutturare edifici di proprietà che rivestono particolare interesse e importanza per Seveso

RECUPERO DI AREE INDUSTRIALI DISMESSE
Il territorio di Seveso presenta alcune situazione di Spazi urbani, occupati a lungo da fabbriche, complessi industriali o infrastrure territoriali, svuotati della loro funzione generante e divenuti non-luoghi. Le potenzialità di questi spazi risiedono nei progetti di riconversione, grazie ai quali possono arrivare ad assumere un ruolo strategico nel tessuto urbano…

 

Appunti per una politica di sviluppo e valorizzazione della Val Cesano

(Arch. Roberto Biagianti sulla base delle indicazioni fornite dal Presidente della Provincia di Pesaro e Urbino, Palmiro Ucchielli, dei Democratici di sinistra)

L’esperienza ci insegna che programmare correttamente lo sviluppo urbanistico dei nostri territori è il più importante investimento di cui siamo in toto responsabili e padroni, le cui significative “rese” operano nel breve ma ancor più nel lungo termine.
Non è giustificabile in alcun modo un approccio approssimativo e superficiale a tali questioni; il
P.T.C. vigente, pur nei suoi limiti, fornisce indirizzi di riferimento ai vari livelli che non possono essere elusi e che comunque garantiscono adeguati e sufficienti margini allo sviluppo legittimo dei comuni, purchè siano sempre salvaguardati i criteri di coerenza e razionalità delle scelte e rispettati i principi fondamentali del corretto uso del territorio e della tutela delle risorse in esso ricomprese.
Ancora, a più di 10 anni dall’approvazione del P.P.A.R. regionale, i Comuni di Frontone, Serra S. Abbondio, Pergola, Fratte Rosa, Mondavio, Orciano e Mondolfo non hanno portato a compimento le procedure di adeguamento del loro strumento urbanistico al P.P.A.R.; è questa una situazione che deve essere rapidamente recuperata se si vuol salvaguardare la propria credibilità.

Infatti l’operazione di adeguamento al P.P.A.R. non è solo importante come momento di ripensamento e ridefinizione dei contesti urbani, ma è primaria e fondamentale occasione di individuazione di tutte le situazioni a rischio nonchè di tutte le risorse ambientali e culturali che vanno adeguatamente tutelate; doveri ed impegni questi che non possono giustificare rinvii o latitanze.

(…)
Nonostante ciò è nostro dovere individuare le soluzioni operative più rispondenti ai bisogni della realtà e predisporre di conseguenza quei progetti che sono la condizione sine qua non per l’attivazione delle eventuali risorse disponibili.
(…)
Di seguito, in modo succinto, evidenziamo i programmi, i progetti, gli indirizzi e le idee al momento maturati o in fase di definizione relativamente alle questioni più significative riguardanti il territorio della Valle; ovviamente tali appunti non hanno la pretesa di essere esaustivi, ma vogliono solo costituire uno spunto di orientamento complessivo in merito a quanto già ” in corso d’opera ” per proseguire il lavoro insieme in una logica di continuo e costante confronto con il fine ultimo di concertare scelte ed orientamenti comuni.(…)

 

segue una parte copiata integralmente da “Limiti e possibilità delle Aree industriali dismesse” di Valentina Todesca – Tafter Journal

Le notevoli dimensioni che caratterizzano alcune aree industriali dismesse, rendono la loro riqualificazione più attinente alla pianificazione urbanistica che al progetto d’architettura. Di certo è inevitabile che gli interventi di questa portata debbano essere inquadrati in una logica di contesto e di contesto e di sviluppo urbano.
Proprio nel ruolo strategico che queste aree possono assumere si è rintracciata la grande potenzialità delle riconversioni. E la strumentazione urbanistica si sta muovendo in questa direzione: strategie d’insieme da adottare in tempi relativamente rapidi e non mere rifunzionalizzazioni. Il tema della qualità di questi interventi diventa fondamentale. Qualità di vita – che è quella che si vuole offrire ai cittadini – qualità dei servizi e qualità di architettura.Il progetto urbano sembra il compromesso opportuno per riunire problematiche di diverso carattere disciplinare.
Il crescente interesse nei confronti di queste aree nasce non solo dalla necessità di limitare le conseguenze dannose dell’inutilizzo di spazi ma dall’occasione ravvisata da parte di pubblici e privati di riqualificare e rifunzionalizzare aree difficilmente rintracciabili nei congestionati tessuti urbani. Una risorsa e un’occasione per la rigenerazione della città esistente.
I confini tra il mercato pubblico e quello privato vanno assottigliandosi sempre più con la messa a punto delle nuove forme di collaborazione tra gli operatori “vecchi” e nuovi: il project financing, le concessioni, Piani Integrati di Intervento, la nascita di strumenti finanziari come i Pru. Ed emerge e si fa forte una nuova realtà, in cui pubblico e privato si accordano a fronte della chiarificazione dei propri obiettivi e margini di convenienza. Questo l’auspicio, in alcuni casi difficile da concretizzarsi.
Ma che questa Amministrazione cercherà di portare avanti individuando forme e soluzioni di perequazione possibili e compatibili con le N:T:A attuali e future.

SALVAGUARDIA DELLE AREE VERDI
Oggi la Città di Seveso possiede e confina con importanti polmoni verdi,BOSCO DELLE QUERCE, PARCO DI VILLA DHO,PARCO UROANE ed altri parchi pubblici che dovranno essere salvaguardati e valorizzati.
Analoghi concetti dovranno essere estesi a quelle aree private che rappresentano una rilevate memoria storica sul territorio.

segue una parte copiata integralmente da “Limiti e possibilità delle Aree industriali dismesse” di Valentina Todesca – Tafter Journal

Le notevoli dimensioni che caratterizzano le aree industriali dismesse rendono la loro riqualificazione più attinente alla pianificazione urbanistica che al progetto d’architettura. Di certo è inevitabile che gli interventi di questa portata debbano essere inquadrati in una logica di contesto e di sviluppo urbano.
Proprio nel ruolo strategico che queste aree possono assumere si è rintracciata la grande potenzialità delle riconversioni. E la strumentazione urbanistica si sta muovendo in questa direzione: strategie d’insieme da adottare in tempi relativamente rapidi e non mere rifunzionalizzazioni. Il tema della qualità di questi interventi diventa fondamentale. Qualità di vita – che è quella che si vuole offrire ai cittadini -, qualità dei servizi e qualità di architettura. Non di rado, infatti, negli interventi di recupero di aree industriali dismesse, sono stati chiamati famosi architetti, garanti della nuova immagine di queste aree.
Il progetto urbano sembra il compromesso opportuno per riunire problematiche di diverso carattere disciplinare.
Il crescente interesse nei confronti di queste aree nasce non solo dalla necessità di limitare le conseguenze dannose dell’inutilizzo di spazi, ma dall’occasione ravvisata da parte di pubblici e privati di riqualificare e rifunzionalizzare aree difficilmente rintracciabili nei congestionati tessuti urbani. Una risorsa e un’occasione per la rigenerazione della città esistente.
I confini tra il mercato pubblico e quello privato vanno assottigliandosi sempre più con la messa a punto delle nuove forme di collaborazione tra gli operatori “vecchi” e nuovi: il project financing, le concessioni, la nascita di strumenti finanziari come i Pru, i Prusst, le Stu. Ed emerge e si fa forte una nuova realtà , in cui pubblico e privato si accordano a fronte della chiarificazione dei propri obiettivi e margini di convenienza. Questo l’auspicio, in alcuni casi difficile da concretizzarsi.
Conflitti di interessi sono alla base della lentezza e dell’alternarsi di visioni attorno ad uno dei nuclei industriali dismessi più grandi del mezzogiorno: Napoli est.
Est è la più vasta zona industriale di Napoli diffusa sul territorio in maniera irregolare, tra i quartieri di Poggioreale, S.Giovanni, Barra, Ponticelli. E’ un territorio caratterizzato da caos e degrado ambientale. Tuttavia la vicina presenza dell’aeroporto e dell’area portuale, di collegamenti stradali, ferrovie regionali e nazionali, del Centro Direzionale e di una non trascurabile densità imprenditoriale, rendono Napoli Est un luogo d’importanza strategica.
Diventa fondamentale che l’amministrazione comunale consideri oggi Napoli orientale non solo come uno dei problemi irrisolti della città , ma un elemento centrale per un nuovo sviluppo urbano dell’area metropolitana.

 

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