xxx xxxxxxx xx xxxxxx xxx xx XXX XXXX XXXX XXXXX XXXXX XXXX
Oggi siamo chiamati noi a dare un contributo stimolante per avviare la svolta di cui la città ha bisogno, per ritrovare la passione e le ragioni dei nostro impegno. Dobbiamo imboccare la giusta direzione di marcia: sviluppare il dialogo, perseguire uno spirito civico ed un senso di appartenenza.
I commercianti sevesini devono ritornare ad essere il catalizzatore per una comunità, che se da un lato esalta l’individualità, dall’altro non esita ad impegnarsi nell’interesse collettivo.Questo deve essere un impegno che può essere onorato soltanto con una rivoluzione organizzativa, che non può prescindere dal cambio di mentalità pronta a gestire la complessità delle problematiche che la società ci pone davanti.
Il nostro impegno forte è di restituire a Seveso la sua alta dignità, e per questo facciamo appello a tutte quelle energie che possono contribuire a dare alla nostra città momenti migliori, e questo valorizzando non solo il centro storico, ma anche Baruccana e l’Altopiano.
Già nella individuazione di alcuni argomenti quali: la distribuzione demografica, le funzioni e le attività delle stesse amministrazioni locali, le professioni, il commercio, il turismo, i servizi sociali, la scuola; ci pongono di fronte dimensioni che pur investendo direttamente la pertinenza circoscrizionale, non si esauriscono all’interno della stessa per gli evidenti collegamenti. L’esempio del traffico e’ della sosta è sufficiente a dare concretezza a questa argomentazione.
Inoltre c’è la volontà di realizzare un mercato nuovo all’Altopiano e portare quello del mercoledì di Baruccana, attualmente, in via Salvo D’Acquisto nelle aree parcheggio del Palazzetto dello Sport di via Gramsci.
Lo stesso riequilibrio tra residenza ed altri aspetti quali: la formazione, i servizi sociali, i trasporti, le attività artigianali, i punti di incontro, non possono che essere considerati come parte di una strategia che non può che andare oltre i confini del territorio relativo alla nostra Circoscrizione, e quindi, far parte di tina strategia più ampia. L’idea quindi è quella di preparare un programma di feste, mercatini, spettacoli, nelle diverse stagioni,soprattutto nei fine settimana e durante il periodo di vacanza per ridar vita alle attività commerciàli. Abbiamo delle belle piazze perché non utilizzarle?
Rivitalizzare il centro storico” non deve essere solo un’affennazioné di principio, ma deve essere l’impegno per affrontare e sciogliere i grandi nodi che ne hanno determinato l’abbandono ed il degrado attivando meccanismi efficaci. In realtà a Seveso non esiste un Centro vero e proprio. Ecco perché l’impegno deve essere quello di crearne uno nuovo.
La bellezza ed il fascino del Centro devono essere pienamente fruibili in un tempo più ampio possibile. I attadini e gli ospiti devono essere in condizione di passeggiare tranquillamente nel centro, non è giusto che si sentano minacciati dai mezzi a motore che per troppe ore lo invadono e lo rendono “invivibile”. Favorire l’armonizzazione delle sue molteplici funzioni: direzionale, residenziale, commerciale ed, al tempo stesso, mantenere e sviluppare sempre di più la sua caratteristica di città a misura d’uomo e centro di grande valore storico, artistico, monumentale.
Migliorare la qualità dell’organizzazione funzionale del centro storico con l’obiettivo di una progressiva pedonalizzazione non penalizzante per nessuno, ma anzi tendente a riqualificare la rete di rappoiti economici e sociali, e le capacità residenziali, produttive e rappresentative della città stessa.
Il fenomeno di quella che è stata una vera e propria fuga dal Centro Storico di attività professionali, artigianali e commerciali è una sfida all’Amministrazioni, che dovrà saper cogliere il giusto equilibrio fra vivibilità e attività lavorative. Bisognà ribaltare questa tendenza attivando tutte quelle sceke nell’interesse della comunità, ascoltando gli orientamenti di tutti gli interessati: residenti, operatori professionali, artigianali, e i commercianti, proprietari, aprendo un tavolo di confronto fra le varie realtà, in modo da poter elaborare proposte il più possibile condivise.
Proporre sgravi fiscali a coloro che si impegneranno alla ristrutturazione delle abitazioni di proprietà per rendere il centro sempre più bello e curato. |
dal PROGRAMMA DI GOVERNO PER LA CIRCOSCRIZIONE N°1 di LUCCA
Oggi siamo chiamati noi a dare un contributo stimolante per avviare la svolta di cui la città ha bisogno, per ritrovare la passione e le ragioni del nostro impegno. Dobbiamo imboccare la giusta direzione di marcia: sviluppare il dialogo, perseguire uno spirito civico ed un senso di appartenenza.
La Circoscrizione deve ritornare ad essere il catalizzatore per una comunità, che se da un lato esalta l’individualità, dall’altro non esita ad impegnarsi nell’interesse collettivo.
Questo deve essere un impegno che può essere onorato soltanto con una rivoluzione organizzativa, che non può prescindere dal cambio di mentalità pronta a gestire la complessità delle problematiche che la società ci pone davanti.
Il nostro impegno forte è di restituire a Lucca la sua alta dignità, e per questo facciamo appello a tutte quelle energie che possono contribuire a dare alla nostra città momenti migliori, in particolar modo al mondo femminile per il suo importante apporto di sensibilità ed idee.
(…)
Già nella individuazione di alcuni argomenti quali: la distribuzione demografica, le funzioni e le attività delle stesse amministrazioni locali, le professioni, il commercio, il turismo, i servizi sociali, la scuola, ci pongono di fronte dimensioni che pur investendo direttamente la pertinenza circoscrizionale, non si esauriscono all’interno della stessa per gli evidenti collegamenti. L’esempio del traffico e della sosta è sufficiente a dare concretezza a questa argomentazione.
(…)Lo stesso riequilibrio tra residenza ed altri aspetti quali: la formazione, i servizi sociali, i trasporti, le attività commerciali e artigianali, i punti di incontro, non possono che essere considerati come parte di una strategia che non può che andare oltre i confini del territorio relativo alla nostra Circoscrizione, e quindi, far parte di una strategia più ampia.
(…)“Rivitalizzare il centro storico” non deve essere solo un’affermazione di principio, ma deve essere l’impegno per affrontare e sciogliere i grandi nodi che ne hanno determinato l’abbandono ed il degrado attivando meccanismi efficaci.
(…)
La bellezza ed il fascino del Centro devono tornare ad essere pienamente fruibili in un tempo più ampio possibile. I cittadini e gli ospiti devono essere in condizione di passeggiare tranquillamente nel centro, non è giusto che si sentano minacciati dai mezzi a motore che per troppe ore lo invadono e lo rendono “invivibile”.
•Favorire l’armonizzazione delle sue molteplici funzioni: direzionale, residenziale, commerciale ed, al tempo stesso, mantenere e sviluppare sempre di più la sua caratteristica di città a misura d’uomo e centro di grande valore storico, artistico, monumentale.
•Migliorare la qualità dell’organizzazione funzionale del centro storico con l’obiettivo di una progressiva pedonalizzazione non penalizzante per nessuno, ma anzi tendente a riqualificare la rete di rapporti economici e sociali, e le capacità residenziali, produttive e rappresentative della città stessa.
•Dovranno essere realizzati quanto prima i progetti relativi ad una nuova rete di trasporto pubblico che deve essere concorrenziale e produttivo in un sistema credibile nel quale il cittadino sia in grado di valutare tempi, modi, mezzi e costi dei propri spostamenti, perseguendo l’obiettivo che tutto il tessuto urbano abbia le medesime valenze.
•Il fenomeno di quella che è stata una vera e propria fuga dal Centro Storico di attività professionali, artigianali e commerciali è un chiaro messaggio del fallimento delle passate Amministrazioni, che non hanno saputo cogliere il giusto equilibrio fra vivibilità e attività lavorative. Bisogna ribaltare questa tendenza attivando tutte quelle scelte nell’interesse della comunità, ascoltando gli orientamenti di tutti gli interessati: residenti, operatori professionali, artigianali, commerciali e i proprietari, aprendo un tavolo di confronto fra le varie realtà, in modo da poter elaborare proposte il più possibile condivise.
(…) |
|