Voglio una città migliore

pensieri, domande e riflessioni di cittadini di Seveso e dintorni

Archivio per Ottobre 2008

Pedemontana: “11 Corsie” in superficie

Pubblicato da zorro su Ottobre 30, 2008

Oggi, giovedì 30 ottobre, è stato organizzato dal Sindaco di Cesano Maderno Paolo Vaghi un incontro pubblico presso il teatro Excelsior di Cesano Maderno alle ore 21.00.
Verrà presentato il nuovo progetto della Regione, il vecchio Progetto del quale Cesano Maderno chiede il rispetto e le iniziative legali che saranno messe in atto per “difendersi da questo atto autoritario della Regione Lombardia“.

Sotto gli articoli della pagina de Il Cittadino di Sabato 25 Ottobre.

Case a rischio demolizione «Colpa» degli altri Comuni?

Pedemontana: nei giorni scorsi confronto in Regione tra i sindaci della zona Sempre più lontana la «trincea» cesanese. Ne guadagna l’interramento Fnm
A dieci giorni dal termine per la presentazione delle osservazioni per il progetto definitivo di Pedemontana, Cesano Maderno ha una certezza: Lentate, Seveso, Meda e Lazzate hanno decretato l’abbattimento di centinaia di case nel suo territorio. L’interramento del tratto autostradale, punto fermo quasi da un decennio, non si farà più, al suo posto è ormai realtà l’ipotesi di allargare l’attuale asse di Milano-Meda, che da quattro corsie diventerà a undici. Si tratta di numeri a caso? No, dell’ennesimo coniglio che spunta dal cilindro nel filo conduttore Regione Lombardia-Pedemontana.
Durante il confronto che si è tenuto martedì in Regione tra i sindaci di Cesano Maderno, Seveso, Meda, Lentate e Lazzate e l’assessore regionale ai Trasporti Raffaele Cattaneo, si è entrati nel dettaglio del progetto ed ecco i numeri: l’autostrada viaggerà sull’attuale asse di Milano-Meda, che per contenere le auto dirette da Varese a Bergamo, diventerà a tre corsie per senso di marcia più le rispettive corsie d’emergenza ovvero otto corsie totali. Sempre sullo stesso asse, accanto a Pedemontana, sarà costruita la strada d’arroccamento da Lazzate al confine con Bovi-sio Masciago con una corsia per senso di marcia; ovvero- due totali (sulla carta doveva essere un semplice collegamento tra paesi, diventerà la nuova superstrada Mila-no-Meda). La somma delle corsie raggiunge così quota dieci, ma ecco che la fantasia dei progettisti rilancia un undicesimo collegamento: una strada a senso unico di marcia tra corso Isonzo di
Seveso e Cesano Maderno, per alleggerire la viabilità sevesina. Però un affarone per le famiglie di Cesano Maderno, per il parco della Baruccaneta a rischio cancellazione e soprattutto per le centinaia di abitazioni e attività commerciali e produttive che saranno rase al suolo. Ma perché si è arrivati a questo punto? Perché Pedemontana sfrutterà l’asse di Milano-Meda invece di viaggiare in galleria con una strada d’arroccamento sovrastante? Semplice: Seveso vuole interrare la ferrovia. Già, da quando la nuova giunta Donati è salita alla guida della città, ha promesso ai suoi
elettori d’interrare la Milano-Asso e la Seregno-Saron-no, progetti non fattibili con Pedemontana interrata, per ovvie ragioni di spazio e soldi. E allora? Allora allarghiamo la Milano-Meda e
spostiamo il denaro previsto per l’interramento su gomma, all’interramento su rotaia. Dopotutto questa notizia non è una novità. Durante la campagna elettorale a Seveso Guido Della Frera,
Forza Italia, ex assessore regionale e nel 2007 tutor degli azzurri, aveva «spostiamo i capitali per interrare Pedemontana, all’interramento della ferrovia».
Cristina Marzorati

11 (Corsie)

Sono le corsie totale dell’autostrada che viaggerà sull’attuale asse di Milano-Meda, che per contenere le auto dirette da Varese a Bergamo, diventerà a tre corsie per senso di marcia più le rispettive corsie d’emergenza ovvero otto corsie totali. Sarà costruita la strada d’arroccamento da Lazzate al confine con Bo-visio Masciago con una corsia per senso di marcia, ovvero due totali. Ci sarà poi una strada a senso unico di marcia tra corso Isonzo di Seveso e Cesano

IL SINDACO PAOLO VAGHI

Assurdo mettere in ginocchio per sempre la città

238[1] (c.m.) «Loro hanno come obiettivo Expo 2015. Vogliono fare in fretta e al tempo stesso risparmiare. È assurdo mettere in ginocchio per sempre una città, per un evento che durerà sei mesi». È un fiume in piena il sindaco Paolo Vaghi, dopo la conferma che autostrada Pedemontana non viaggerà interrata. Durante rincontro che si è tenuto in settimana, l’assessore regionale ai Trasporti Raffaele Cattaneo prima si è dimostrato possibilista, poi ha cambiato le carte in tavola. «Ha tentato di chiudere tutto per il fatto che gli altri tre sindaci (Seveso, Meda e Lazzate) sono d’accordo sul nuovo progetto». Insomma Cesano si è scontrata col “muro” centrodestra. «La politica non mi interessa – prosegue Vaghi – io lavoro per il bene dei miei cittadini. Non ho mai messo davanti gli interessi di partito, alle scelte per il territorio. Chi abita a ridosso della superstrada si faccia avanti. Invito i cittadini a chiamarmi, a far sentire la propria voce, dobbiamo muoverci in ogni direzione». Lunedì prossimo Vaghi tornerà in Regione. «Se la soluzione non sarà l’interramento, non ci sarà trattativa».

IL PRIMO CITTADINO DI SEVESO. MASSIMO DONATI

Nuovo progetto, consumo del territorio inferiore

donati2 «Il nuovo progetto dimostra che il consumo di territorio è inferiore rispetto al progetto precedente». Così Massimo Donati, sindaco di Seveso, in merito alla bagarre di queste settimane sul caso Pedemontana e nello specifico sulla modifica del progetto preliminare, che non porterà più l’autostrada in territorio di Cesano a viaggiare in galleria ma sull’asse di Milano-Meda. Perché è Donati a commentare il cambiamento? Perché la modifica toccherà anche il suo comune e i soldi risparmiati, consentiranno d’interrare la linea ferroviaria Milano-Asso. «Pensare al miglioramento della Milano-Meda – prosegue Donati – non significa abbattere case, vi assicuro, non ne sarà toccata nemmeno una. ma avere la certezza di cantierizzazione senza bloccare il nostro territorio e senza vivere con l’incognita dei tempi. Al contrario l’interramento comporta degli accorgimenti come vie di fuga, momenti in cui autostrada deve essere per forza in superficie e come la mettiamo con l’inquinamento? Sono tutti aspetti che noi abbiamo valutato e per questo abbiamo scelto di lasciare Pedemontana sull’asse della superstrada».

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Pedemontana senza soldi: nella Finanziaria 2008 tolti 400 milioni a Pedemontana per destinarli a Roma e Catania

Pubblicato da zorro su Ottobre 28, 2008

Sotto viene riportato uno dei motivi per cui Pedemontana si trova ora con “penuria di fondi”. Di fatto nell’ultima finanziaria, quella 2008 di Tremonti, sono stati eliminati 400 milioni di finanziamento a Pedemontana per destinarli per “risanare” i comuni di Roma e Catania. La cosa ha sollevato la protesta trasversale di Formigoni, Moratti e Penati (qui) che hanno manifestato il loro dissenso. Cosa strana se si pensa invece che la Lega, tanta attaccata al motto “Roma Ladrona” e “mai cosi forti” al governo, non ha battutto ciglio, anzi sembra quasi manifestare nelle parole di Bossi un “non c’è problema”.

Resta il fatto che ora Pedemontana deve tirare la cinghia e risparmiare: ci sono 400 milioni di euro in meno. Sarà coincidenza ma è la stessa cifra del costo per l’interramento di Pedemontana indicata da Della Frera nel lontano Febbraio 2008:
La proposta è quella di rendere meno faraonico l’investimento per Pedemontana che nella zona sarà interrata (per un costo pari a 400 milioni di euro) …

Ora, visto che Pedemontana non sarà più interrata (per risparmiare per l’interramento delle FNM a Seveso?) un bel po’ di quei 400 milioni sono stati risparmiati. Verrano utilizzati per coprire i buchi di finanziamento che ha Pedemontana o per quest’ultimi ci penserà la Lega (come dichiarato da Bossi nell’articolo) e i soldi andranno all’interramento di Seveso? Qual’è l’ipotesi più credibile: che Cattaneo li usi per la sua Pedemontana (“è un simbolo della capacità della Lombardia”) o per l’interramento che ha tanto ostacolato fino ad ora?

Articoli tratti da Il Cittadino del 25 Ottobre 2008.

PdeCitta251008
Mancano i 400 milioni per il secondo lotto. Bossi si fa avanti: «Se ci dà l’ok Tremonti, ci pensa la Lega a trovare i soldi necessari»

Pedemontana, tra dissensi e penuria di fondi

Intanto si fanno più insistenti le voci di contestazione nel Vimercatese, a Cesano, Seveso e Biassono: chiesto l’interramento

Le proteste dei cittadini per la galleria ad Arcore, quelle per i quartieri da abbattere a Cesano Maderno e Biassono, i quattrocento milioni di euro di finanziamento spariti dalla finanziaria Tremonti. Sono giorni convulsi per Pedemontana, i cui vertici sono al lavoro per appianare le criticità emerse in questi mesi. Sempre che l’eclisse dei 400 milioni di euro, che dovevano finanziare il secondo lotto della Pedemontana e che non compaiono nel nuovo documento economico del governo, non muti i programmi.
BOSSI-PENATI

«La Lega, a differenza della sinistra, è in grado di trovare i soldi. Se il ministro del Tesoro Giulio Tremonti ci dà mano libera, noi troveremo i quattrini per fare la Pedemontana». Parole del ministro delle Riforme Umberto Bossi, a cui il presidente della Provincia di Milano Filippo Penati ha ricordato che in realtà quei soldi già c’erano: «Le uniche risorse pubbliche stanziate per realizzare la Pedemontana – ha detto – sono quelle del governo Prodi, oltre 1 miliardo e 400 milioni di euro. Finora gli unici che possono contare i soldi del governo Berlusconi non stanno né a Milano né in Lombardia, ma a Roma e a Catania”. Sono molti, però, i sacrifici che il progetto attuale di Pedemontana richiede ai cittadini di diversi comuni, forse troppi.

ARCORE -USMATE

La difesa dei boschi di Bernate è la priorità dei cittadini di Arcore, che vorrebbero completamente in galleria il tratto di superstrada che passerà nel loro comune, e che nel progetto di Pedemontana è invece in trincea. In questo senso il comune di Arcore aveva fatto eseguire uno studio a Metropolitana Milanese per capire se la galleria fosse possibile. MM l’ha confermato, ma le controdeduzioni della Regione Lombardia hanno spento ogni speranza: il terreno in questione è friabile, non roccioso, e una galleria necessiterebbe di infiltrazioni dì cemento e di un sistema di pali, con rischi ecologici comunque elevati. A Usmate Velate sono state raccolte centinaia di firme.

CESANO MADERNO-SEVESO-BIASSONO

 Cesano ha sempre richiesto, fin da quando il sindaco era Gigi Ponti, l’interramento del tratto sul proprio comune. Ed era stato accontentato, almeno stando al progetto in mano al comune cesanese. E’ stata, dunque, una brutta sorpresa scoprire che il progetto presentato da Pedemontana prevede una sovrapposizione della nuova superstrada con la Milano-Meda, che passerebbe da quattro a otto corsie con il conseguente abbattimento delle abitazioni e dei capannoni a ridosso della strada. Come a Seveso, che preferisce comunque interrare la ferrovia, e come a Biassono dove l’intero quartiere residenziale che dovrà essere abbattuto per fare passare la Pedemontana si sta mobilitando.
Luca Scarpetta

Terragni: «Senza finanziamenti l’opera non sarà completata»

(LS.) Senza finanziamenti, la Pedemontana non sarà completata. E’ questo, in sostanza, l’allarme lanciato da Fabio Terragni (in foto), presidente della società Pedemontana incaricata di realizzare l’opera. «Stiamo impostando la realizzazione della Pedemontana in due macro interventi – ha detto Terragni – il primo è relativo alla tangenziale Como-Varese, per ia quale c’è lo stanziamento del governo Prodi dì poco più di un miliardo di euro, che copre il 25% del costo dell’opera. Ed è quello che abbiamo in animo di realizzare da qui al 2015, dunque tutto ciò che concerne i primi lotti. I secondi lotti, invece, attualmente non si possono fare». Il che significa che una parte deila strada sarà completa, mentre altri punti dei progetto non lo saranno: «Il tratto di tangenziale da Busto a Malpensa sarà completo – ha spiegato Terragni – Altrove invece la strada si connetterà di volta in volta alla viabilità urbana esistente». Non c’è speranza dunque di rivedere i quattrocento milioni che mancano all’appello? «Siamo in alto mare», ha concluso il presidente. Nel frattempo Roberto Formigoni, Filippo Penati e Letizia Moratti hanno scritto al presidente dei consiglio Silvio Berlusconi. Il governatore della Regione Lombardia, il presidente della Provincia di Milano e il sindaco di Milano hanno espresso il proprio disagio per i tagli della finanziaria alle infrastrutture lombarde; a fronte degli aiuti alle amministrazioni sprecone di Roma, a cui andranno cinquecento milioni di euro l’anno fino ai 2010, di Catania  (140 milioni), e della Regione Lazio (3  miliardi di euro). «Non possiamo tacere – si legge – la nostra forte preoccupazione per la crescente carenza di risorse su temi  essenziali peri cittadini, quali il trasporto pubblico, i servizi alla persona, la cultura, la ricerca, ie politiche per le imprese e per l’innovazione. Tutto ciò unito all’imbarazzo con il quale sono state accolte le notizie di recenti intervènti a favore di diverse importanti realtà amministrative, volti a sanare i deficit prodotti da anni di cattiva gestione».

Cattaneo: «È molto più che una semplice strada»

Un progetto che promuove Pedemontana come un’occasione per ricostruire paesaggio, ambiente e territorio. E’ questo l’obiettivo di «Pedemontana Lombarda; la Lombardia si fa strada, la strada fa società», progetto presentato mercoledì scorso in Regione Lombardia, alla presenza dell’assessore alle Infrastrutture e mobilità Raffaele Cattaneo (in foto), del presidente e amministratore delegato di Autostrada Pedemontana Lombarda Fabio Terragni, del direttore del Consorzio Aaster Aldo Bonomi, del direttore della Ricerca deirirer Alessandro Colombo, e dell’assessore alle Infrastrutture della Provincia di Bergamo Felice Sonzogni. Si trat- ta di un lavoro strutturato su due livelli: un racconto dei cambiamenti del paesaggio, letti attraverso la testimonianza dei soggetti del territorio e un secondo livello di comunicazione itinerante, con mostre ed eventi che coinvolgeranno le
istituzioni locali e il territorio, con la realizzazione di iniziative annuali per tutti gli anni compresi in un arco di tempo che va dal 2009 al 2015, quando la Pedemontana dovrebbe essere conclusa. Il risultato di ogni anno di lavoro verrà pubblicato in un volume monogra-fico di testi e immagini, che sarà realizzato insieme all’agenzia fotografica «Contrasto». «La Pedemontana — è intervenuto l’assessore regionale Cattaneo durante la presentazione del progetto – è molto di più di un nastro d’asfalto, è un simbolo della capacità della Lombardia di dotarsi delle infrastrutture di cui il territòrio ha bisogno, e questo lavoro è tutt’altro che un ornamento: è anzi importante quanto la realizzazione dell’opera stessa, perché quando si realizza un’infrastruttura come questa è fondamentale spiegarne il senso». I cittadini di Arcore, Cesano Maderno e Biassono saranno d’accordo? LS

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«Area Allocchio-Bacchini, la soluzione vicinissima»: con Schwarzenbach fanno 1000 appartamenti?

Pubblicato da zorro su Ottobre 27, 2008

Questo il commento della Lega Nord sull’edificazione dell’area Allochio-Bacchini (qui tutti i dettagli) :

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foto dal sito delle Lega

(3 dic. 2006) La Lega Nord ha scoperto che il sindaco abusivo di Seveso vorrebbe realizzare una ennesima speculazione edilizia sul territorio di Seveso.
L’operazione avrebbe dimensioni assurde. Si ipotizzano oltre 500 appartamenti su un’area attualmente occupata da un capannone e da decine di migliaia di metri quadrati di verde.
La Lega Nord ritiene che Seveso non sia in grado di sopravvivere ad un’altra speculazione edilizia dell’amministrazione Galbiati. 
L’area “ex Allocchio Bacchini” va salvata dalla speculazione edilizia del sindaco abusivo!

All’epoca la Lega era all’opposizione ma la metà dell’attuale giunta era in maggioranza insieme a Galbiati (e gli assessori competenti di allora sono praticamente gli stessi dell’attuale giunta Donati).

Oggi, nell’articolo sotto, il sindaco Donati e il Presidente della Fondazione definiscono le dichiarazioni fatte dalla Lega “Diceria”.

Inoltre Donati dichiara:  «La vera questione da risolvere  dovrà essere l’integrazione del sito con la città e con l’area confinante, la Schwarzenbach».

Se erano vere le “dicerie” della Lega: 500 appartamenti sull’Allocchio-Bacchini più 520 appartamenti sull’area Schwarzenbach (qui):  ….. più di 1000 appartementi.

Vero o è una “diceria” della Lega?

 

Da Il Cittadino del 11/10/2008

«Area Allocchio-Bacchini, la soluzione vicinissima»

Il presidente della Fondazione, Michele Milani: no alle speculazioni edilizie. L’area non sarà trasformata in un problema per il territorio.

Allocchio_B_alto Seveso sta ragionando sulla bozza progettuale dell’area Allocchio-Bacchini presentata dalla Fondazione Porro. E questo è già un risultato, dopo anni di impasse per l’area ex industriale di proprietà dell’ente barlassinese. Adesso il discorso dovrà essere approfondito per giungere alle soluzioni urbanistiche più integrate con il contesto generale. La prossima settimana la Fondazione Porro dovrebbe tornare ad incontrare l’amministrazione vicina, sul cui territorio è localizzata l’area della ex fabbrica di prodotti di elettronica. Per il momento l’unica novità concreta proveniente da Seveso è che la trattazione del piano di recupero ha ricominciato a mettersi in movimento, come confidato dal sindaco Massimo Donati dopo la riunione interna di mercoledì. «La vera questione da risolvere – ha spiegato lo stesso Donati nella serata di mercoledì – dovrà essere l’integrazione del sito con la città e con l’area confinante, la Schwarzenbach» anch’essa in procinto di essere recuperata. Il nodo da sciogliere quindi, sarà la ricerca di soluzioni integrate con il tessuto urbano generale. Nel prosieguo della discussione con l’interlocutore barlassinese si parlerà di contestualizzare le soluzioni residenziali da adottare sulla Allocchio-Bacchini, garantendo la costruzione di insediamenti di qualità calati in un quadro uniforme dal punto di vista residenziale. E ridimensionando considerevolmente le «dicerie» circolate per anni su possibili cementificazioni selvagge e standard qualitativi medio-bassi «Abbiamo garantito all’amministrazione Donati che eviteremo qualsiasi speculazione edilizia che potrebbe trasformare l’Allocchio-Bacchini in un problema per il territorio» aveva detto al consiglio comunale barlassinese il presidente della Fondazione Porro Michele Milani, in occasione della presentazione del bilancio consuntivo 2007 dell’ente.

Una promessa che sarà ripetuta alla ripresa della discussione. E quando ancora il dibattimento appare lontano dall’approdo a decisioni definitive, la Fondazione Porro può limitarsi a smentire i numeri circolati in questi mesi, che configuravano la messa a punto di complessi residenziali ipertrofici: «Per quanto ci riguarda – continua a ripetere Milani – Se proprio bisogna fare mia previsione, per Allocchio-Bacchini si potrebbe arrivare ad un massimo di 200-210 appartamenti». Ben al di sotto quindi, dei numeri ipotizzati da chi denuncia il rischio di speculazioni.
Pier Mastantuono

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Pedemontana in superficie: un progetto che arriva “da lontano”

Pubblicato da zorro su Ottobre 24, 2008

L’altro giorno un commento ad un articolo ci ha fatto pensare molto. Commentava Giorgio:

L’articolo riporta: “La Regione non fa passi indietro …. sopraelevata anzichè interrata ”
Questi della regione l’hanno progettata interrata e dicono che non la accettano.
Ma sono normali ?

E in effetti è singolare l’affermazione, ma ancora più  particolare è la frase dell’articolo: “Per la tratta cesanese della Pedemontana resta l’ipotesi della strada sopraelevata anzichè interrata“. Una frase cosi, una fermezza di questo tipo, te la aspetti quando un progetto è definito da tempo e non lo si vuole cambiare (“resta”), non quando è stato ribaltato, senza coinvolgere i diretti interessati, completamente da pochi giorni (dopo più di 4 anni di progettazione).

No, non te lo aspetti proprio; quel “resta” stona. A meno che il progetto in realtà c’è da tempo e quanto sta avvenendo in questi giorni ne è solo la cercata conclusione.

E allora siamo andati indietro nel tempo e nei ricordi, e in effetti tale progetto nelle sue linee si potrebbe pensare definito da tempo e quanto meno è ”pubblico” da almeno 10 mesi (19 Febbraio 2008), da quando Guido Della Frera ha inaugurato la campagna elettorale di Seveso per Forza Italia in qualità di coordinatore. Ma Guido Della Frera non è stato solo il coordinatore del PdL dell’ultima campagna elettorale; Della Frera è, oltre che ex-assessore di Formigoni, componente del Consiglio di amministrazione di Infrastrutture Lombarde (società di proprietà della Regione che cura l’appalto delle più importanti opere in Lombardia, tra cui Pedemontana)  in cui siedono anche Raffaele Cattaneo e Cesarino Monti. In sostanza conosce da tempo i problemi di costi e tempi che soffre il progetto Pedemotana Interrata nel tratto Meda-Seveso (a detta di Pedemontana se tutto fosse andato bene sarebbe terminato a fine 2015, ad Expo finito) e collabora gomito a gomito  con Raffaele Cattaneo (colui che in questi giorni ha presentato la tanto discussa modifica e che dichiarava nella conferenza organizzata da Galbiati che non voleva “sprecare” i 100 mila euro deliberati dalla regione per lo studio di interramento delle FNM a Seveso).

No! No! non te lo aspetti proprio il ”resta”, a meno che il progetto arrivi “da lontano”.

Riportiamo la cronistoria delle dichiarazioni legate ai fatti di questi giorni.

19 Febbraio 2008 (qui)

 ForzaItaliaSeveso«Sappiamo che il centro è diviso in due dalla ferrovia – ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa convocata giovedì nella sede di piazza Da Vinci, appena inaugurata – e che Pedemontana avrà un impatto notevole sulla nostra zona. E’ previsto un casello a Meda e uno a Cesano Maderno».
La proposta è quella di rendere meno faraonico l’investimento per Pedemontana che nella zona sarà interrata (per un costo pari a 400 milioni di euro) e utilizzare i soldi risparmiati per finanziare l’interramento del tratto Seveso-Meda delle Ferrovie Nord.
«Si parla di 125 mila camion in transito nella zona per scavare i metri cubi di terra lungo tre chilometri – ha spiegato Della FreraE’ giusto spendere così tanti soldi per quest’opera? I tecnici dicono di sì ma noi siamo del parere che occorre un confronto».
I tempi però sono stretti: quest’anno si arriverà al progetto definitivo e non ci sarà più spazio per apportare modifiche.
I lavori poi inizieranno nel 2010 per concludersi cinque anni più tardi.
«In questi giorni abbiamo avuto degli incontri con Pedemontana e la società si è dimostrata disponibile a investire nel miglioramento della mobilità – ha spiegato Della Frera – Sicuramente questa è una grandissima occasione per risolvere problemi che la città ha da tempo ma dobbiamo essere compatti: solo così possiamo riuscire nell’impresa».
La sollecitazione è rivolta a tutte le forze di centrodestra e anche alla Lega Nord, che attualmente non fa parte della Casa della Libertà, e che ha un esponente, Cesarino Monti, all’interno di Infrastrutture Lombarde.

 
13 Marzo 2008 (qui)donati2

«E’ ancora in fase di costruzione ma stiamo lavorando alle grandi opere infrastrutturali in collaborazione con gli Enti competenti, come Regione Lombardia. Attenzione sarà posta quindi al progetto dell’interramento e della Pedemontana seguendo il filone già introdotto dall’esponente di Forza Italia, Guido Della Frera».

Aprile 2008, volantino campagna elettorale ballottaggio (qui)

 DellaFreraMontiDonati
“Il Governo nazionale, la regione Lombardia, gli stessi c.d.a. di Ferrovie Nord e Infrastrutture Lombarde (braccio operativo della Regione) esprimono tutti maggioranza di centro-destra.”

Giugno-Luglio 2008, Il roadshow di Pedemontana

29 maggio, ore 20:45 Desio, 12 giugno, ore 20:30 Meda,   4 luglio, ore 21:00 Lentate sul Seveso,   8 luglio, ore 21:00 Barlassina

Il roadshow dove Pedemontana spiega ai cittadini l’opera, le criticità e gli aspetti tecnici tocca tutte le cittadine della tratta b2 tranne Seveso e Cesano Maderno 

Settembre 2008, Linee di Governo della giunta Donati approvate da PdL e Lega

«Questa amministrazione comunale procederà nell’intento di avere il tracciato dell’autostrada transitante sull’attuale sedime di superstrada, limitando la movimentazione della quantità di terreno, pur allargandola a tre corsie per senso di marcia.»

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Pedemontana senza soldi: «la speranza è di intercettare investitori privati»

Pubblicato da zorro su Ottobre 24, 2008

Fabio Terragni, presidente di Autostrada Pedemontana Lombarda:

I lavori cominceranno nel 2010. Sempre che ci siano le risorse. dei 4 miliardi e 200mila euro necessari a costruirla, oggi può disporre di un miliardo e 200mila euro di finanziamento pubblico.

Ci si chiede: sicuri che i soldi risparmiati a Seveso su Pedemontana andranno all’interramento delle FNM? Se ne parla da una settimana dell’improvviso e drastico cambiamento, quando Donati e l’assessore Bellotti spiegheranno qualcosa di quanto sta accadendo e cosa ne pensano in merito?

Articolo de Il Giorno del 22 Ottobre 2008

Vimercate, la Pedemontana attraverserà la città in trincea aperta

— VIMERCATE — LA PEDEMONTANA attraverserà Vimercate in trincea. Lo ha annunciato Fabio Terragni, presidente di Autostrada Pedemontana Lombarda, incontrando l’altra sera amministratori locali e cittadini nella villa Gussi di Vimercate. Entro la fine dell’anno sarà pronto il progetto definitivo del serpentone d’asfalto destinato a collegare Malpensa a Bergamo. I lavori cominceranno nel 2010. Sempre che ci siano le risorse. Terragni ha spiegato che dei 4 miliardi e 200mila euro necessari a costruirla, oggi può disporre di un miliardo e 200mila euro di finanziamento pubblico. Per gli altri tre miliardi, la speranza è di intercettare investitori privati. Con un’avvertenza: «O si fa tutta l’opera o non si fa nulla», ha detto Terragni Presenti all’incontro anche i sindaci di Bellusco, Cornate d’Adda, Sulbiate e Mezzago. … (qui, l’articolo completo)

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«La Pedemontana sarà un muro che taglia Cesano»

Pubblicato da zorro su Ottobre 23, 2008

Articolo pubblicato il 23 Ottobre 2008 su Il Giorno

«La Pedemontana sarà un muro che taglia Cesano» 

 Il Pirellone non accetta il tunnel

— CESANO MADERNO —
LA REGIONE non fa passi indietro. Per la tratta cesanese della Pedemontana resta l’ipotesi della strada sopraelevata anzichè interrata.
Dopo due giorni consecutivi di incontri al Pirellone il sindaco Paolo Vaghi non si fa troppe illusioni sulle possibilità di far cambiare idea ai vertici regionali che propongono l’allargamento dell’attuale Milano-Meda, con l’aggiunta di altre due corsie per senso di marcia, compresa la strada di arroccamento. «Un vero e proprio muro che taglierà in due la città», sintetizza Vaghi che è rientrato da Milano decisamente arrabbiato. «Mi hanno fatto capire chiaramente – precisa il sindaco – che per evitare 300 metri di interramento nel territorio di Seveso si eliminano i 3 km di interramento di Cesano Maderno. Ormai la partita è tra questi due Comuni. Si vuole mettere Cesano contro Seveso, perchè tutti gli altri Comuni della tratta sono d’accordo, avendo ottenuto tutto quello che chiedevano con le opere di compensazione. Io non discuto le richieste legittime di Seveso – prosegue Vaghi – ma purtroppo queste entrano in rotta di collisione con quelle altrettanto legittime di Cesano Maderno, modificando peraltro un piano che davamo ormai per assodato da 8 anni».

MARGINI TECNICI per una soluzione di compromesso non ce ne sarebbero troppi. A Cesano, se le cose rimanessero in questo modo, non resterebbe altro che tentare di «strappare» qualche concessione in più sulle opere di compensazione, ovvero strade, piste ciclopedonali, servizi, per mitigare l’impatto della nuova autostrada. L’ultima speranza, prima della bocciatura del progetto da parte di Cesano, è riposta nell’incontro già messo in calendario per lunedì pomeriggio in Regione dove si troveranno di fronte il sindaco di Cesano e quello di Seveso. Ci sarà anche l’assessore provinciale Gigi Ponti, che era sindaco di Cesano Maderno quando fu approvato il primo progetto sulla tratta di Pedemontana. Di fronte alla piega presa dalle trattive Ponti si augura che «ci sia ancora la possibilità di trovare una soluzione condivisa. Mi rifiuto – conclude l’assessore provinciale -, per rispetto delle istituzioni, di pensare che un progetto ritenuto valido per 8 anni possa essere cancellato così rapidamente».

articolo di GABRIELE BASSANI

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Pedemontana, niente interramento tra Meda e Cesano Maderno: successo o follia?

Pubblicato da zorro su Ottobre 22, 2008

Pare che la giunta Donati, sostenuta da PdL e Lega stia ”centrando” il suo primo obiettivo, riuscendo a far modificare il progetto preliminare di Pedemontana, da interrata ad “in superficie”. Un successo o una follia?

Dal programma 2008-2013 della Giunta comunale Donati (PdL-Lega) approvato nel consiglio comunale del 29 Settembre 2008 (qui, capitolo “Grandi Opere Infrastrutturali” pagina 11/30):

Donati «Questa amministrazione comunale procederà nell’intento di avere il tracciato dell’autostrada transitante sull’attuale sedime di superstrada, limitando la movimentazione della quantità di terreno, pur allargandola a tre corsie per senso di marcia.»

Dagli articoli pubblicati il 21/10/08  su Il Giornale di Seregno, sotto.

La proposta della Regione sarebbe invece quella di un allargamento dell’attuale Milano-Meda ad autostrada a tre corsie per senso di marcia, con la realizzazione in affiancamento di una strada sovracomunale «di arroccamento»

Commento del sindaco Vaghi di Cesano Maderno:

238[1] «Una follia, che rischia di far abbattere sulla città una muraglia di cemento, facendoci fare la fine di Cormano».

 

Giovedì presentato il nuovo progetto preliminare. Oggi un nuovo vertice in Regione

PEDEMONTANA, IN CITTÀ NIENTE INTERRAMENTO. SINDACO SUL PIEDE DI GUERRA

MilanoMedaIngressoVignazzola2

Milano-Meda: Ingresso Seveso, Via Vignazzola

  Cesano Maderno -  In città la Pedemontana non verrà più interrata e scorrerà invece sopra il tragitto esistente della Milano-Meda, andando completamente a sostituirla. Un colpo di scena che ha già sollevato una ferma opposizione da parte dell’Amministrazione, che aveva già chiesto e ottenuto l’interramento. «Questa decisione mette a rischio le abitazioni e le attività commerciali che sorgono sull’asse, che potrebbero andare incontro all’abbattimento per far spazio alle otto corsie della nuova autostrada. Saranno infatti tre corsie più quella d’emergenza ambo i lati. È assurdo e siamo pronti a dare battaglia» ha commentato il primo cittadino Paolo Vaghi sul piede di guerra.
La modifica al progetto preliminare con la nuova ipotesi è stata presentata giovedì scorso durante un incontro al Pirellone promosso dall’assessore regionale ai Trasporti Raffaele Cattaneo e dai rappresentanti di Pedemontana Spa alla presenza dei sindaci interessati dal tracciato. «Come Amministrazione abbiamo sempre appoggiato la costruzione della Pedemontana a patto che fosse realizzata in trincea – ha poi motivato Vaghi – Questo avevamo chiesto e ottenuto, invece durante l’incontro abbiamo appreso a sorpresa che non sarà più interrata. La strada di arroccamento sorgerà a lato, portando al raddoppio l’attuale asse stradale. Una follia, che rischia di far abbattere sulla città una muraglia di cemento, facendoci fare la fine di Cormano». Un nuovo vertice in Regione è previsto per oggi, martedì. Qui il sindaco farà sentire la sua voce a nome dei cesanesi. «Cercheremo di impedire che la città venga spaccata in due e che venga messo a rischio il parco della Barruccanetta – ha poi chiosato – La nuova Amministrazione di Seveso ha chiesto di destinare i fondi del Cipe dall’interramento dell’autostrada a quello delle Ferrovie Nord. Questa decisione però si ripercuoterà su Cesano oltre che su Seveso». Vaghi si è poi tolto anche un sassolino dalla scarpa. «Ecco perché ero contrario all’organizzazione di incontri pubblici sul tema della Pedemontana – ha poi rimarcato – Sarebbe stato inutile presentare un progetto che era solo preliminare e poteva quindi essere modificato ancora. Come purtroppo è accaduto».

Cesano Maderno -  «Si tratta di un’ipotesi impensabile che non considera lo scempio del nostro territorio: accettare una simile soluzione sarebbe gravissimo per l’intera Brianza, che chiede una viabilità efficiente senza soffocare nello smog». 
 Una presa di posizione di assoluto diniego sulla modifica del tracciato autostradale è arrivata anche dall’assessore provinciale all’Attuazione di Monza e Brianza Gigi Ponti. A nome anche della futura provincia, Ponti ha richiesto infatti a gran voce al Pirellone di non cambiare il progetto preliminare già presentato e su cui c’era stato ampio consenso. «Chiedo a Regione Lombardia di mantenere gli impegni assunti fin qui con i Comuni coinvolti e con la Provincia – ha concluso Ponti – e di non cambiare le carte in tavola in una partita dove si gioca il futuro della viabilità del nostro territorio e della qualità della vita».

VIABILITÀ 
Il nuovo tracciato dell’autostrada Pedemontana preoccupa gli amministratori

«NON POSSIAMO ACCETTARE UN AMPLIAMENTO DELLA MILANO MEDA»

Monza -  Giovedì in Regione si è svolto un incontro inerente il tracciato della Pedemontana nel tratto compreso fra Cesano Maderno e Lazzate, dove la nuova autostrada si sovrappone all’attuale Milano – Meda. Purtroppo non sono arrivate buone notizie.
  Alla riunione, promossa da Raffaele Cattaneo, assessore regionale ai Trasporti, era presente Paolo Matteucci, assessore provinciale alla Mobilità, i rappresentanti di Pedemontana Lombarda spa, di Cal, ed i sindaci dei Comuni della Brianza interessati dalla tracciato.
Durante l’incontro Regione Lombardia ha avanzato l’ipotesi che la tratta di Pedemontana di sovrapposizione alla Milano-Meda non sia più realizzata in sotterranea: una soluzione, questa, già concordata e definita dopo un lungo confronto, in particolare con i Comuni di Cesano Maderno e Seveso, dove è già forte l’impatto ambientale della ex Statale 35 Milano-Meda.
La proposta della Regione sarebbe invece quella di un allargamento dell’attuale Milano-Meda ad autostrada a tre corsie per senso di marcia, con la realizzazione in affiancamento di una strada sovracomunale «di arroccamento», dedicata alla viabilità locale, soluzione che avrebbe un impatto molto pesante per l’ambiente e la vivibilità del territorio.
«E’ un’ipotesi impensabile – ha sottolineato Gigi Ponti, già sindaco di Cesano Maderno e oggi assessore all’Attuazione della nuova Provincia – che non considera lo scempio del nostro territorio: accettare una simile soluzione sarebbe gravissimo per l’intera Brianza, che chiede una viabilità efficiente senza soffocare nello smog. Chiedo a Regione Lombardia di mantenere gli impegni assunti fin qui con i Comuni coinvolti e con la Provincia – ha concluso – e di non cambiare le carte in tavola in una partita dove si gioca il futuro della viabilità del nostro territorio e della qualità della vita».
Intanto ci sono altri Comuni alle prese con l’attraversamento dell’autostrada, un passaggio che non è indolore. Tanto a Macherio che a Biassono la costruzione dell’importante arteria comporterà l’abbattimento di alcune abitazioni, unità produttive e commerciali. E anche qui, come del resto ad Arcore, il tracciato non sarà quasi interamente interrato come promesso in un primo tempo.

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Il PD, dopo aver vinto il ricorso al TAR che ha tolto un Consigliere alla Lega, interroga il Viceprefetto per la pregiudiziale sulle mozioni dell’opposizione

Pubblicato da zorro su Ottobre 16, 2008

Articolo pubblicato sul settimanale informaZona dell’11 ottobre 2008

Il TAR toglie un Consigliere comunale alla Lega e lo restituisce al PD

Mauro Ragazzo subentra ad Alice Zaniboni in Consiglio comunale

PD_Seveso_2 Novità nella composizione del Consiglio comunale di Seveso: a seguito del ricorso al TAR – Tribunale Amministrativo Regionale di Milano presentato dal Partito Democratico che non riteneva corretta l’interpretazione sulla normativa vigente, il Consigliere della Lega Nord Alice Zaniboni decade dalla sua carica in favore di Mauro Ragazzo (attuale coordinatore di zona). PD_Seveso_1 La notizia è stata data martedì sera nel corso di una conferenza stampa presso la sede del PD Seveso. Nella stessa occasione, i responsabili locali del PD (Antonio Allievi, Paolo Butti, Andrea Formenti, Giorgio Garofalo) hanno lamentato la mancanza di dialogo in atto da parte dell’amministrazione comunale, della difficoltà ad accedere agli atti pubblici nei tempi previsti e al mancato riconoscimento del ruolo dell’opposizione. Per questo motivo si è deciso di interessare il Viceprefetto responsabile rapporti con enti locali, Dott.ssa Nuzzi, ‘inviando relazione e materiale relativo riguardanti le nostre segnalazioni sull’attività del Consiglio comunale di Seveso e su mancate attenzioni all’attività dei Consiglieri comunali’.
A.C.

Comunicazione sui fatti accaduti al Consiglio comunale di Seveso il 1/7/2008 (qui)

Per il Consiglio comunale del 1/7/08 sono state depositate tre mozioni da parte di gruppi dell’opposizione aventi come oggetto:
1) Revoca della delibera numero 33 del 5 luglio 2007 (riguardante la scelta di attuare dei sottopassi) presentata da Partito Democratico.
2) Osservazioni al progetto preliminare del Sistema Viabilistico Pedemontano presentata dal gruppo Sevesoviva.
3) Provvedimenti urgenti per migliorare la mobilità sulle intersezioni ferroviarie presentata dal gruppo Sevesoviva.

Al momento della discussione dei punti sopra riportati il capogruppo di Lega Nord prendendo la parola ha richiesto (come da allegato stralcio del verbale) la questione pregiudiziale sulle mozioni chiedendo l’annullamento delle due mozioni di Sevesoviva e la sospensione della mozione del Partito Democratico motivandola in questo modo:

  1. si intende impegnare la giunta ad una azione già svolta il 29-5-2008;
  2. il proponente non ha titolo alla proposta della mozione;
  3.  il gruppo della Lega non è stato informato;
  4. gli interlocutori con Pedemontana sono esclusivamente il Sindaco e la Giunta.

La richiesta si è appellata all’articolo 73 del regolamento del Consiglio comunale.Il Presidente del Consiglio Comunale durante la seduta non ha chiesto alcun parere di legittimità al Segretario Comunale continuando la seduta nonostante l’ammissione pubblica di non aver mai avuto occasione di assistere all’applicazione dell’art. 73 del regolamento.A seguito di una richiesta protocollata (n.19045) di richiesta motivazioni, il Presidente ha risposto con un documento generico (allegato n. prot. 19770) nel quale fa riferimento a delle dichiarazioni fatte dall’Assessore alle Grandi Opere durante la prima parte del Consiglio comunale del 30/6/08 manifestanti richiesta di riservatezza. (dichiarazioni riportate in stralcio del verbale allegato).Tutti i gruppi di opposizione hanno manifestato la loro assoluta contrarietà al provvedimento che è stato votato dall’intera maggioranza.
Al Consiglio Comunale del 1/7/08 si è arrivati dopo un incontro con il Sindaco a fine maggio e una Commissione dei Capigruppo a fine giugno nella quale né il Sindaco, né il Presidente né il Capogruppo di Lega Nord avevano sollevato alcuna eccezione pregiudiziale su nessuna delle mozioni presentate da Sevesoviva e dal Partito Democratico. Siamo arrivati dopo che per due mesi l’’Amministrazione si era mossa sul tema Pedemontana senza che il Consiglio formulasse alcun indirizzo.Siamo arrivati con la disponibilità del Sindaco a partecipare ad un incontro pubblico in cui Sevesoviva aveva anticipato un mese prima che avrebbe presentato una proposta.Siamo arrivati dopo un apprezzamento del Sindaco per il filmato su Pedemontana realizzato da Sevesoviva, dato ai Consiglieri 20 giorni prima del Consiglio, e un apprezzamento del Presidente del Consiglio per la mozione sulle intersezioni ferroviarie presentata da Sevesoviva sulla quale è poi stata posta la pregiudiziale.E’ uso consolidato nella prassi politico/amministrativa ed esplicitamente citato in numerosi regolamenti di enti locali come Comuni, Province e Regioni che la questione pregiudiziale si applichi quando:

  1. mancano i requisiti normativi;
  2. vi sia stata imprecisione nella formulazione dell’oggetto;
  3. manchino presupposti formali e procedurali.

Nessuna di queste carenze formali poteva essere riscontrata nella mozione presentata e nessuna eccezione di merito è stata sollevata.Le motivazioni portate per vietare la discussione erano tutte eccezioni formali e palesemente inconsistenti:

  1. il Capogruppo di Lega Nord ha affermato che l’Assessore competente aveva formulato il 29/5/2008 le stesse osservazioni presentate da Sevesoviva: se l’Assessore ha presentato le stesse osservazioni lo ha fatto in modo informale, in quanto non risultano al protocollo, e lo ha fatto a titolo personale, in quanto non aveva alcun indirizzo del Consiglio comunale sul quale muoversi;
  2. il Capogruppo di Lega Nord ha affermato che Sevesoviva non aveva alcun titolo a presentare la mozione. Il Testo unico afferma (il nostro regolamento ribadisce) che un Consigliere ha diritto di iniziative su tutto quanto è di competenza del Consiglio e la competenza su questi temi non solo è sancita dal T.U. ma anche comprovata dalle numerose mozioni e ordini del giorno che in passato sono stati proposti su argomenti analoghi: si ricordi ad esempio quella del 16/2/2006 dell’allora Consigliere Donati (oggi Sindaco) che impegnava il Sindaco a chiedere passaggi a livello automatizzati.
  3. Una mozione del tutto simile a quella presentata dal Partito Democratico era stata presentata nella scorsa legislatura da Democratici di Sinistra, Dl La Margherita, Lega Nord ed aveva ottenuto anche il voto favorevole dell’allora consigliere ed attuale Sindaco Donati (delibera allegata)
  4. il Capogruppo di Lega Nord ha affermato che il gruppo della Lega non sarebbe stato informato. Il Testo unico afferma “il Presidente del Consiglio Comunale assicura una adeguata e preventiva informazione ai Gruppi Consiliari. E il Presidente poteva farlo visto che le mozioni sono state presentate nei tempi regolamentari.
  5. il Capogruppo di Lega Nord ha affermato che “interlocutori con Pedemontana sono esclusivamente il Sindaco e la Giunta. Si ricorda che la legge attribuisce precisi compiti di indirizzo e controllo dell’operato della giunta e diritto di accesso a tutti gli atti comunali. A questo diritto corrisponde per legge un preciso dovere da parte delle istituzioni comunali. Per quanto invece riguarda le istituzioni non vincolate allo Statuto del Comune, come Pedemontana, è ovvio che esiste una libertà di comportamento non vincolabile dalle pretese di un gruppo politico. Autostrada Pedemontana dialoga con tutti: dal cittadino, ai Comitati, ai partiti di minoranza. E’ una scelta che sia il Partito Democratico che il Gruppo di Sevesoviva ha apprezzato e colto come opportunità per migliorare la nostra conoscenza dell’opera e per verificare la correttezza di alcune nostre idee. Diversi infatti sono stati gli incontri sul tema avuti con Pedemontana anche per i due gruppi di opposizione. Nessuno ci imporrà di rimanere ignoranti o basarci sulle sole informazioni provenienti dal Sindaco o dalla giunta: questo è un metodo gravemente lesivo dei diritti dei cittadini e a maggior ragione dell’organo del Consiglio Comunale che li rappresenta 
  6. Su questa materia inoltre diffusi sono incontri pubblici tenuti, anche alla presenza di responsabili di Pedemontana spa, dalle Amministrazioni comunali dei comuni dell’intera tratta pedemontana. (vedasi sito di Pedemontana spa).

La pregiudiziale quindi aveva il solo scopo di vietare al Consiglio Comunale di formulare un indirizzo. Cioè di negare che il Consiglio Comunale adempisse ai suoi compiti statutari.Se si accettano motivazioni di puro pretesto, come quelle del Capogruppo di Lega Nord, è ovvio che qualsiasi oggetto proposto dalla minoranza può essere vietato alla discussione in aula da parte della maggioranza. Basta metterla ai voti della maggioranza per un motivo qualunque.Il Presidente non ha inoltre motivato la decisione di delegare l’applicazione del veto pregiudiziale al voto della maggioranza dei Consiglieri quando invece lo Statuto (art.20 lettera C) attribuisce a lui, in prima istanza, il compito di decidere sull’ammissibilità delle questioni pregiudiziali.Il Presidente del Consiglio comunale infine, per giustificare il suo comportamento, nel corso del Consiglio comunale del 19/9/2008 ha affermato che non può essergli attribuita l’incapacità di dialogo di maggioranza e minoranza.Noi riteniamo che sia proprio nella contingenza di una difficoltà di dialogo che il Presidente debba essere capace di rimanere sopra le parti e di verificare se le motivazioni portate da una parte per tacitare l’altra siano pretestuose, come noi riteniamo, o fondate.In conclusione, noi chiediamo:

  1. un parere autorevole sulla fondatezza dell’applicazione del veto pregiudiziale in questo caso e una definizione autorevole del campo di applicazione di tale eccezione;
  2. qualora, a Suo giudizio, il veto risulti applicato senza motivazione fondata, la notifica di una raccomandazione scritta al Presidente del Consiglio Comunale affinchè ponga immediatamente in discussione le mozioni, se i proponenti lo ritengono ancora opportuno.

Ringraziando per la gentile attenzione.
Paolo Butti per il gruppo consiliare PD Seveso

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AREA EX SCHWARZENBACH: sarà l’ennesima speculazione edilizia?

Pubblicato da zorro su Ottobre 14, 2008

cetrnoSeveso AREA ARTIGIANALE EX SCHWARZENBACH, un’area più grande dell’Allocchio Bacchini, circa 4 volte la superficie dell’ultimo nuovo complesso di Via S. Pellico (qui). In Via S. Pellico sono stati costruiti 130 appartamenti, moltiplicando per 4 fanno: 520 appartamenti. L’area era già stata indicata dal PGT pubblicato, ma non approvato per mancanza di tempo, alla fine del mandato Galbiati e giunta PDL (per il 50%la stessa che sostiene ora Donati e che ha ora il 100% degli assessorati competenti in materia). L’immagine in alto a sinistra è proprio tratta dalla proposta di PGT pubblicato a Marzo scorso. Ci si chiede: sarà l’ennessima speculazione edilizia mascherata da recupero?  Si pensi a quanto ora in corso con l’area ex-maisa. Quali cubature saranno stabilite? quanti piani avranno gli edifici? quanti appartamenti verranno costruiti? Ma ancor di più sarebbe diritto dei cittadini sapere: quanta superficie sarà destianata a suolo pubblico e a verde rispetto a quella edificata?  verrà monetizzato tutto come fatto ad esempio per Via Silvio Pellico dove l’amministrazione, per incassare più soldi in oneri di urbanizzazione, rinunciò a qualche migliaio di metri quadri di superficie che poteva destinare a suolo pubblico (passegiata pedonale lungo negozi, piazzetta, parcheggi, …)? sarà l’ennesima occasione persa? 

AreaSCHWARZENBACH Se n’è parlato nel primo consiglio Comunale della giunta Donati PDL-Lega: “PUNTO N° 18 O.d.G.: AGGIORNAMENTO DOCUMENTO DI INQUADRAMENTO PER LA PROGRAMMAZIONE INTEGRATA DI
INTERVENTO”. Riportiamo qualche stralcio dell’intervento dell’assesore all’ Edilizia Privata, Urbanistica, Pgt, Arredo urbano Renato Alati:

Alari «Gli obiettivi, sostanzialmente, contenuti in questo documento fanno riferimento
all’ex area Schwarzenbach, su cui l’Amministrazione ha intenzione di procedere,
tramitela formula di programma integrato di intervento, il cosiddetto PII.
La revisione di questo documento ci permette comunque di incominciare un
percorso nello studio e valutazione di quello che potrebbe essere la
riqualificazione di un’area importante all’interno del tessuto urbano, soprattutto
in centro, e quindi cominciare a maturare un’idea su cui poter lavorare e poi
arrivare alla conclusione complessiva.

Si ritiene , dunque, che in attesa di giungere alla gestione del territorio
attraverso nuovi piani di governo del territorio, sia possibile attuare i nuovi
sistemi di intervento
che possano portare a un miglioramento del territorio, delle
reti e dei servizi, facendo leva su sinergie fra forze pubbliche e private,

In particolare, si riferisce al recupero dell’area dismessa ex fabbrica tessile
Schwarzenbach, nei confronti della quale questa Amministrazione intende
promuovere uno specifico PII sotteso alla riqualificazione, rivitalizzazione e
valorizzazione del compendio immobiliare, costituito da aree pubbliche e private
ubicate nel quadrantedi Via VittorioVeneto, per proseguire in Piazza 25 aprile
e l’area parcheggio pubblico, per arrivare fino ai manufatti produttivi, siti
all’interno dell’area Schwarzenbach.

… andiamo a definire quali sono gli standard qualitativi e quantitativi che
dovranno essere corrisposti nel momento in cui si dovranno attuare o verranno
avanti le proposte di PII, e andiamo a fare tutta una serie di definizioni,
cercando di dare comunque una traccia anche nei confronti di eventuali operatori
che saranno interessati,e quindi dando già un indirizzo di quello che
l’Amministrazione Comunale intende portar e a casa
.

Noi abbiamo voluto in questo documento individuare un’area ben precisa, perché abbiamo un obiettivo, che è l’area Schwarzenbach, quindi costituire in quell’ambito un PII, ma questo
documento permette a chiunque, a qualsiasi operatore, qualsiasi soggetto di
proporre o venire avanti con proposte di PII, che poi l’Amministrazione valuterà
in funzione delle proposte che arriveranno.
Perché problematiche di aree dismesse non c’è solo l’areaSchwarzenbach, c’è
anche …..Bacchini, tanto per fare un esempio,è un’area dismessa.
»

 

Qui sotto un’articolo sull’interrogazione presentata da Sevesoviva. 

Articolo pubblicato il 7 Ottobre su Il Giornale di Seregno.

CHIESTI CHIARIMENTI SULL’AREA ARTIGIANALE EX SCHWARZENBACH

Seveso -  «Quali intenzioni ha l’Amministrazione per l’area artigianale Schwarzenbach?». Lo ha domandato Daniele Tagliabue della lista civica «Sevesoviva» nell’interrogazione presentata martedì scorso in Consiglio comunale.
  «In sede di variazione al Bilancio è stato istituito un capitolo di spesa di 100mila euro denominato spese di progettazione – ha dichiarato Tagliabue – Secondo le informazioni avute, il fondo sarà anche utilizzato per un progetto commissionato dall’Amministrazione sul Piano integrato di intervento approvato per l’area Schwarzenbach».
«Sevesoviva» ha chiesto dunque all’Amministrazione di informare il Consiglio comunale sui seguenti elementi: «Quale interesse diretto ha l’Amministrazione nello sviluppare un progetto su questa area se, come si può presumere, la destinazione sarà prevalentemente residenziale o commerciale? Se esiste un coinvolgimento preventivo dei privati proprietari degli immobili; la perimetrazione esatta dell’area interessata dal progetto; se si intende presentare in Consiglio e/o alla cittadinanza le richieste della committenza, cioè dell’Amministrazione, al progettista; se è già stato dato l’incarico per la progettazione. Scopo dell’interrogazione è quello di coinvolgere i cittadini per un confronto aperto».

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PEDEMONTANA, PIÙ TRAFFICO E CODE

Pubblicato da zorro su Ottobre 10, 2008

A Seveso Marzorati commenta cosi il programma presentato dalla Giunta Donati: «un insieme slegato di intenzioni … e su Pedemontana la giunta ribadisce l’intenzione di lasciare la futura autostrada in superficie, eliminando la superstrada e riversando tutto il traffico verso Milano sulle strade urbane».

E mentre a Seveso gli incontri su Pedemontana promessi dalla giunta non arrivano (ricordiamo che quello organizzato a Luglio da Sevesoviva era stato cancellato proprio per “non intralciare” quello della maggioranza, qui e qui), a Cesano accade quanto sotto.

Articoli pubblicati il 07/10/08 su Il Giornale di Seregno, pagine di Cesano Maderno.

CESANO PER NOI» 
Presentata la relazione di «SevesoViva» sull’impatto dell’infrastruttura

PEDEMONTANA, PIÙ TRAFFICO E CODE

Previsti tempi di percorrenza più lunghi sulle strade sostitutive della Milano-Meda

GdS-CesanoPerNoi Cesano Maderno -  Maggiori tempi di percorrenza, traffico congestionato, svincoli appesantiti da flussi provenienti dalle strade cittadine che si incrociano con le vetture che sopraggiungono dalla lunga percorrenza.
Ci vorranno almeno dieci minuti in più ad esempio a raggiungere Cesano da Lentate e si rischierà una coda da almeno cinque minuti per superare lo svincolo di via Vignazzola a Seveso.
Queste le problematiche – in termini di impatto sul traffico – che dovrebbe avere la Pedemontana sul territorio in base alle previsioni del comitato «SevesoViva» che ha presentato il suo studio mercoledì sera durante l’incontro organizzato dall’associazione «Cesano per noi».
A fare gli onori di casa alla palazzina di via Garibaldi il presidente dell’associazione Salvatore Colombo, che ha introdotto i relatori della serata. Oltre a Daniele Tagliabue di «Sevesoviva» era presente anche Paolo Conte, coordinatore di «In rete per lo sviluppo sostenibile», che si è soffermato sugli aspetti legati all’impatto ambientale dell’infrastruttura.
Si tratta infatti di un’autostrada di 87 chilometri che attraversa 73 comuni e sei province e avrà un passaggio di veicoli sul tratto del nostro territorio di 73mila veicoli al giorno. La problematica principale per i cesanesi sarà la scomparsa della Milano-Meda (sul cui percorso sarà installata l’autostrada interrata) e la conseguente nascita in superficie di una strada di arroccamento con intersezioni a raso.
«Questo significa – ha spiegato Tagliabue – che si dovrà scegliere se percorrere l’autostrada con conseguente pagamento del pedaggio ove previsto, oppure la strada sostitutiva, che non sarà più una superstrada e quindi avrà in sette chilometri circa da Lentate a Bovisio undici rotatorie e tre innesti monolaterali».
Se al momento, con la Superstrada, si impiegano circa cinque minuti, in futuro il tempo del tragitto salirà a 15 minuti almeno. «Solo per quanto riguarda Cesano ci sarà l’incrocio con la tangenziale nord, in via San Carlo, in via Garibaldi, in via San Benedetto, in via Sant’Eurosia, in via Manzoni e di nuovo con la tangenziale sud» ha precisato Tagliabue. Sul tratto relativo alla Pedemontana, invece, in sette chilometri gli ingressi della nuova autostrada saranno solo du,e uno a Meda e uno a Lentate, al posto dei cinque odierni. Con la conseguenza che alcuni svincoli si ritroveranno i flussi di traffico delle viabilità locali e quelli della Pedemontana. «Ultima conseguenza da non dimenticare – ha chiosato Tagliabue, che per le proiezioni ha utilizzato dati reali – è l’aspetto legato alle code che si formeranno in galleria nel percorso interrato e i gravi problemi di cantierizzazione per la realizzazione degli scavi che coinvolgeranno per anni la città».
Preservazione del verde e salvaguardia di corridoi ecologici al centro invece del discorso di Conte. «La costruzione dell’autostrada è ormai certa – ha spiegato – stiamo cercando, con le associazioni ambientaliste, di ottenere delle garanzie dalla Regione in relazione alle compensazioni ambientali».

di Diana Cariani

 

in assise il consigliere di minoranza sandro cazzulani ha attaccato il primo cittadino

E VAGHI FA MARCIA INDIETRO E PRECISA IL CONCETTO: «NON VOLEVO BLOCCARE L’INCONTRO»

Cesano Maderno -  «Sulla base delle sue dichiarazioni apparse sul Giornale di Seregno mi sembra che si possa desumere la sua contrarietà allo svolgimento dell’incontro sulla Pedemontana organizzato da “Cesano per noi”. Qual è la sua posizione e quella della sua Giunta in merito al concetto di partecipazione alla vita pubblica e quale valore riconosce a comitati e associazioni del territorio? Volete sostenere le iniziative a beneficio dell’informazione oppure renderle ancora più difficoltose?».
  Con questo attacco provocatorio del consigliere di minoranza Sandro Cazzulani in aula martedì si è accesa la querelle sul caso – ormai diplomatico – dell’incontro sulla Pedemontana.
Il sindaco Paolo Vaghi – che a passare per antidemocratico proprio non ne voleva sapere – d’istinto ha preferito affermare che la «maggior parte di quanto scritto non corrispondeva a verità», smentendo quanto detto tout court. Precisando poi – a seduta conclusa – che avrebbe inteso dire che il titolo e le ultime tre righe dell’articolo del nostro Giornale non riproducevano fedelmente il suo pensiero. Così tra le pressioni della Lega Nord (che un incontro sulla Pedemontana l’aveva sempre richiesto a gran voce) e i volti perplessi dei simpatizzanti di «Cesano per noi», il sindaco cercava di uscire dall’impasse.
Finendo poi per ribadire le sue considerazioni – le stesse riportate sul Giornale – che possiamo riassumere così: gli incontri informativi e culturali, alla presenza dei tecnici possono andare in scena all’«Agenzia del turismo», quelli marcatamente politici si devono presentare come tali e quindi per il loro svolgimento si deve presentare una richiesta per ottenere sedi idonee. Per cui d’ora in poi ci sarebbe stata maggiore attenzione.
Nei giorni successivi al Consiglio, Vaghi ha però voluto anche precisare: «Non ho mai parlato di un attacco politicizzato, ma semplicemente di un incontro politico. Inoltre non ho mai avuto intenzione di impedire questo convegno e qualora anche l’avessi pensato, sarei stato uno sprovveduto se l’avessi detto a un giornalista. Per questa volta l’incontro ci sarebbe stato perché ormai era stato pubblicizzato».
Il primo cittadino ha poi svelato nuovi particolari sulla vicenda. «Intendevo dire invece che l’Agenzia del turismo deve vigilare su queste cose, ma qualora non succedesse, allora deve essere bloccata l’attività dell’Agenzia del turismo relativamente agli accordi che hanno preso per le varie attività culturali. Avrei scoperto in seguito che questa volta non vi era stata una richiesta da parte dell’associazione e che i vertici dell’Agenzia non erano stati informati dagli organizzatori sulle modalità e sui contenuti dell’incontro».

 

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