Articolo apparso sul settimanale informaZona di sabato 22 novembre 2008.
Autostrada Pedemontana nella Valle del Seveso: cambiarla (in meglio) si può.
Presentazione B2 veloce di SevesoViva
Il progetto Pedemontana, imposto dalla Regione Lombardia ai cittadini della Valle del Seveso, è una proposta irragionevole. L’accordo con il territorio non c’è, Non c’è con i cittadini di Barlassina, di Cesano, di Seveso. Non c’è e non ci può essere accordo su una proposta irragionevole.
E siccome questo tracciato è irragionevole, questa opera è inaccettabile.
E’questo il riassunto della premessa che Daniele Tagliabue ha letto all’inizio del convegno, indetto giovedì 13 novembre presso l’aula magna via De Gasperi a Seveso.
Mentre scorrono le immagini del filmato preparato da Seveso Viva, ai numerosissimi presenti diviene sempre più evidente che non ci troviamo di fronte all’ennesimo no preconcetto, e neanche al tentativo di scaricare altrove i disagi di una nuova arteria viabilistica. La proposta che scorre davanti agli occhi ha il sapore genuino del buon senso, il rigore dello studio scientifico, la ragionevolezza delle affermazioni chiare e documentate, la passione di chi guarda con rispetto al bene pubblico, di chi ha a cuore il presente e il futuro dei nostri paesi.
E’ un progetto per la mobilità che, analizzando la tratta B2 da Meda a Desio, mette a confronto tre proposte: la B2 interrata, sostenuta da Cesano e da molti residenti vicino alla superstrada, la B2 allargata, comparsa di recente per iniziativa del sindaco di Seveso e della Regione Lombardia e la B2 veloce, argomento della serata. Il confronto rende evidenti i disastri, i disagi, i costi, i tempi, l’inquinamento, la non funzionalità dei primi due progetti; con questo esaltando il positivo visibile, sotto ogni angolazione possibile, della B2 veloce. Sono stati evidenziati i vantaggi che ne trarrebbero anche i territori di Seregno e Meda in termini di attraversamento in galleria profonda, equiparabile a quello di Lecco e, soprattutto, di mobilità ottimale dei mezzi pesanti, funzionale alla salvaguardia dei centri storici e dei quartieri residenziali.
A fare grande, grandissima la differenza bastano pochi dati:
1. il percorso più funzionale e più breve di 3.5 km, senza il grande tornante nei pressi di Cascina Gaeta;
2. la riduzione dei tempi di costruzione, senza interferenze con il traffico attuale di superstrada;
3. la riduzione di costo del tratto B2 di circa 100 milioni di euro, degli espropri e delle demolizioni;
4. una riduzione nell’uso di territorio di oltre 200 mila metri quadri, salvaguardando le aree a verde;
5. un risparmio per l’utenza di 25 milioni di euro di carburanti ogni anno e dei costi di pedaggio;
6. l’immissione di 15.000 tonnellate di CO2 e di 2 tonnellate di PM10 in meno ogni anno futuro;
7. il superamento di tutti i problemi legati alla movimentazione dei terreni inquinati da diossine;
8. il mantenimento regolare della superstrada, senza mischiare i flussi nord-sud ed est-ovest
Sono stati annunciati i pareri favorevoli dell’ing. Umberto Regalia, direttore generale di Autostrada Pedemontana, convinto assertore del progetto già da maggio scorso ma costretto a eseguire le scelte politiche e dell’assessore a Cesano Giuseppe Grassi, favorevole a verificare la fattibilità dopo la eventuale riapertura del percorso istituzionale. In tempi successivi abbiamo registrato anche il parere del sindaco di Cesano, che ne riconosce la validità, dubitando solo sulla possibilità di avanzamento di questo interessante e coerente progetto.
Che possibilità c’è di adozione? E’ stata questa la domanda ricorrente nel dibattito successivo.
La risposta è nelle affermazioni seguenti che Seveso Viva invita a fare proprie, divulgandole a tutti e costringendo le forze politiche a pronunciarsi, perché solo dalla consapevolezza di ogni singolo e dal protagonismo “insieme” può venire la soluzione ragionevole del progetto.
Seguono le argomentazioni di Seveso Viva; l’invito per tutti è a visitare, approfondire e diffondere l’argomento sul sito www.sevesoviva.it
«La legge obiettivo dà alla Regione e al Governo centrale il potere della localizzazione, il potere di cambiare l’opera in meglio: un potere che adesso può ancora essere esercitato.
Adesso che il danno non è ancora avvenuto.
Sono state fatte leggi ad personam, è stata cambiata una legge regionale (addirittura contro le direttive europee) per permettere a Pedemontana di entrare nel Bosco delle querce.
Non siamo così ingenui da pensare che non si possa modificare un progetto preliminare.
La responsabilità dei sindaci che hanno accettato questo tracciato, disegnato dalla politica in barba al buon senso, è di non aver capito la sua irrazionalità. Se non vorranno promuovere una rettifica fattibile e conveniente, come questa che proponiamo, la responsabilità dei sindaci diventerà ancora più grande.
I sindaci, insieme a Regione Lombardia, vogliono contribuire ad imporre un’opera irrazionale?
Regione Lombardia e il Presidente del Consiglio possono continuare ad imporre un’opera irrazionale o possono cambiarla in un’opera razionale, spiegabile ai cittadini, che sono perfettamente in grado di comprendere le ragioni, quando ci sono.
Noi proponiamo un’opera razionale, una razionalità visibile e misurabile e che documentiamo coi numeri.
La gente della valle del Seveso non è contro Pedemontana, è contro un progetto inaccettabile perché irragionevole.
Noi, abitanti della valle del Seveso, abbiamo la responsabilità personale di chiedere ciò che è evidentemente giusto.»
Vito Colombo