Voglio una città migliore

pensieri, domande e riflessioni di cittadini di Seveso e dintorni

Archivio per Dicembre 2008

Pedemontana: Consegnato il Progetto Definitivo

Pubblicato da zorro su Dicembre 29, 2008

dal sito di Pedemontana, un grosso in bocca al lupo per il 2009 a tutti, ne avremo veramente bisogno.

29/12/2008, Pedemontana: Consegnato il Progetto Definitivo

Consegnato oggi a Autostrada Pedemontana Lombarda S.p.A. il Progetto Definitivo del Sistema Viabilistico Pedemontano. Le società incaricate hanno infatti terminato la prima fase del lavoro di progettazione definitiva.
Nelle prossime settimane Autostrada Pedemontana Lombarda dovrà affrontare altri importanti passaggi, tra cui la validazione del Progetto Definitivo e l’approvazione da parte del concedente CAL.
Nel mese di marzo è prevista la pubblicazione del Progetto Definitivo dopo la quale il Ministero delle Infrastrutture potrà convocare la Conferenza dei Servizi.
Si procederà quindi alla conclusione dell’iter del Progetto Definitivo, alla revisione del Piano Economico Finanziario e della Convenzione. L’iter di approvazione del Progetto da parte del CIPE si potrebbe concludere entro i successivi 90 giorni.
Da ottobre 2009 potranno iniziare le procedure di esproprio, la progettazione esecutiva e le attività di cantierizzazione del primo lotto delle tangenziali di Como e Varese e della Tratta A da Cassano Magnago a Lomazzo e si potrà avviare la Gara per la  Progettazione  Esecutiva e di Lavori per le Tratte B1-B2-C-D da Lomazzo a Osio Sotto.

Il 2008 è stato un anno importante per la Pedemontana Lombarda. Nell’arco dell’anno abbiamo portato a termine tutti gli impegni assunti rispettando i tempi programmati. Abbiamo bandito e assegnato ben sei gare d’appalto sopra soglia europea, di cui quattro con Commissioni nominate dai Ministri delle Infrastrutture, senza presentazione di neppure un ricorso. Ora il completamento del Progetto Definitivo è ulteriore motivo di soddisfazione per la Società. Questi sono i risultati tangibili del lavoro svolto con grande impegno e competenza dall’intera struttura tecnica e amministrativa della Società, in collaborazione con la Regione Lombardia, CAL, le Province e i Comuni interessati dall’opera. Parallelamente, Pedemontana Lombarda ha dedicato una straordinaria attenzione alle relazioni con il territorio, garantendo trasparenza e informazione a tutti gli attori coinvolti (Province, Comuni, parti sociali, Enti parco, associazioni ambientaliste). Nel mese di gennaio una mostra sul Progetto Pedemontana Lombarda realizzata in collaborazione con Regione, Province, Camere di Commercio, Consorzio A.A.STER, IReR e agenzia fotografica Contrasto, dal titolo “Il Viale della Lombardia, una strada per la città infinita” verrà spedita a tutti i Comuni interessati per dare maggiore visibilità al progetto e rendere partecipe la popolazione.” ha dichiarato il Presidente e Amministratore Delegato di Autostrada Pedemontana Lombarda Fabio Terragni.

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Scambio di commenti sulla B2-Veloce con Pino Timpani

Pubblicato da zorro su Dicembre 26, 2008

Riportiamo sotto uno scambio di osservazioni tra noi e Pino Timpani riguardo il tema B2-veloce. Malgrado i diversi punti di vista, un grosso ringraziamento a Pino Timpani per la disponibiltà e l’apertura dimostrata nel proseguo privato di questa conversazione.
 
Pino Timpani, Dicembre 24, 2008 a 5:07 pm
Si, questa vicenda ha preso davvero dei risvolti grotteschi. Un’autostrada qui non serve a un bel niente, se non a facilitare qualche residente locale che lavora nell’est milanese. Ci sarebbe stato bisogno di potenziare e ammodernare la rete stadale esistente per facilitare soprattutto il trasporto merci locale. Per quanto riguarda il trasporto pubblico la regione ha fatto meno di zero, le linee ferroviarie e quelle traviarie superstiti sono vecchie e insufficenti. La popolazione non avrebbe dovuto accettare l’autostrada, però mi risulta che i primi comuni a cedere furono proprio qui, lasciando il vimercatese in solitaria resistenza per alcuni anni.
Dal punto di vista viabilistico la linea B2 veloce sembra quella più lineare, però penso che non sia conveniente il taglio nel parco del Meredo; ormai in quest’area sono rimasti dei fazzolettini di terreni ed e fondamentale per evitare il disastro ecologico ampliare al massimo le zone verdi, perchè solo cosi si può pensare di ricostruire una compensazione ecologica apprezzabile.
Se fossimo un paese davvero democratico queste cose le deciderebbe la popolazione, ma purtroppo il nostro sistema si è ingolfato nel meccanismo di rappresentanza. Alla maggiorparte dei lombardi viene fatto credere una presunta efficenza amministrative che realizza grandi opere, solo una minoranza ha coscenza del disastro ambientale che è stato prodotto in questi sventurati territori.

Pino Timpani

 zorro, Dicembre 24, 2008 a 7:19 pm
Gentile sig. Pino Timpani su queso blog c’è il link al suo blog da quando è nato; questo giusto per dire quanto le tematiche che le stanno a cuore sono le nostre stesse preoccupazioni; giusto per dire che la battaglia contro la cementificazione è anche una nostra battaglia (e molti articoli del nostro blog sono qui a  dimostrarlo). Anche se va precisato che spesso in questa battaglia sul campo, non filosofica, noi cittadini ci siamo sentiti soli e questo anche per colpa di un certo “ambientalismo” che si è limitato a difendere il verde lontano dalle città, dimenticandosi di quel poco, anche per questo ancor più importante, rimasto all’interno dei paesei (paradossale il caso Seveso poi, qui, dove Legambiente amministrava insieme alle destra: Forza Italia, Lega e AN).

Premesso questo, sul caso Pedemontana, devo però dissentire dalla sua opininione trovandola quanto meno “strana”. Finche mi dice che Pedemontana, cosi com’è, è inutile e sarà un nuovo eco-mostro che ci terremo per sempre (e meglio quindi non farla) mi trova più che d’accordo. Dire però “NO” all’alterativa b2-veloce solo perchè attraverserebbe (attraversare non distruggere) il parco del meredo, ritenedo questo meno dannoso di un mostro a 11 corsie in superficie che fa zig-zag nelle case di migliaia di persone, faccio fatica a capirne le ragioni. No sto dicendo che non sarebbe un danno il passaggio dal parco del meredo ma sarebbe un danno molto maggiore (anche per la salute e la qualità di vita dei cittadini) una Pedemontana cosi com’è ora. Non capisco come il preservare quell’area che c’è già da tempo  può compensare invece i cittadini per quel nuovo mostro. Il saldo può essere solo negativo: nessun miglioramento, neanche viabilistico, a fronte di un disastro architettonico e ambientale. Non per niente si parla di compensazioni, di risarcimenti. Lascio a Sevesoviva giustificare con i dati la bontà e la qualità della soluzione B2-veloce per la comunità, anche da un punto di vista “verde” (qui). Ritengo però semplicistico bollarla come semplice logica “nimby” (mamma mia che brutto termine che ha usato). Si ricordi che molti cesanesi che ora chiedono la b2 veloce erano disposti ad averla in casa, con l’unico vincolo, come non comprenderlo, che fosse sostenibile per la loro vita: che fosse interrata. A questo la politica ha risposto portandogli 11 corsie in superficie sotto le finestre, e in questo momento una parte dell’ambietalismo, quello che ha urlato contro la b2-veloce ma ha sussurato contro le 11 corsie in superficie, gli sta dando una mano.
Oltre a non farla, secondo lei, quale sarebbe la soluzione migliore per il nostro territorio? ricordandoci però che del territorio fanno parte non solo gli alberi e i campi ma anche i semplici cittadini, tra cui molti pendolari, che lavorano duro per godersi quel poco di tempo che passano a casa loro; cittadini che già da diversi anni pagano con la loro salute e la loro qualità di vita la cattiva politica, anche ambientale, della regione e dei nostri amministratori locali.

con stima, zorro

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Il sindaco di Seregno: «l’assessore di Seveso ha proposto Pedemontana in superficie, Cattaneo prende in giro i cittadini»

Pubblicato da zorro su Dicembre 23, 2008

mariani Secondo il sindaco di Seregno Giacinto Mariani (Lega, il sindaco del Giù al Nord): 

  • l’assessore di Seveso (Bellotti?) ha confermato in data 2 Dicembre 2008  di aver  fatto la proposta di portare Pedemontana in superficie per risparmiare soldi da dirottare sull’interramento delle FNM
  • a Catteneo “non frega niente” della proposta B2-Veloce; sta solo prendendo in giro i cittadini

Qui le frasi estratte dal verbale del consiglio comunale del 2 dicembre 2008 da cui si estraggono i concetti sopra.

«oggi  ho ricevuto l’Assessore di Seveso ad esempio, perché loro hanno fatto la proposta di non modificare il tracciato, ma modificare l’interramento lasciandola in superficie e con il risparmio che si otterrebbe dall’interramento della Pedemontana vorrebbero interrare la linea ferroviaria Milano-Chiasso»

«in un incontro pubblico, dove lì si viene in qualità di Assessore regionale, dove gli viene sottoposto un progetto migliorativo o sotto l’aspetto economico o sotto l’aspetto qualitativo dell’intervento, è ovvio che dica: devo vedere e sentire; sarebbe uno stupido dire: no, non ce ne frega niente. Quindi mi sento tra virgolette di dire… ma non perché dovesse prendere per il naso i cittadini, credo che qualunque politico con un po’ di granu salis in zucca potesse reagire in questo modo.»

Qui l’intervento completo

Sindaco Giacinto Mariani
Guardi, il nostro territorio lo difenderemo con i denti; semmai dovesse
arrivare la proposta ufficiale è ovvio che arriverò in questo Consiglio
Comunale chiedendovi di fare anche noi un Comitato Seregno Viva,
visto che così questo è il Comitato Seveso Viva. Non sono stato
contattato dall’Assessore Cattaneo, non so cosa abbia detto in questo
incontro pubblico, non fatto dall’Amministrazione Comunale ma da un
gruppo di cittadini, quindi è da un comitato spontaneo che, per carità,
ha tutti i diritti di fare le proposte che vuole, di proporre quello che
crede, ma sul proprio territorio, non sui territori dei Comuni limitrofi e
questo lo dico come Sindaco della Città di Seregno, perché allora io
vorrei che questa sera attivassimo una proposta sul Comune di Cesano
Maderno di fare un grossissimo inceneritore così almeno… che
finanziamo noi come AEB, lo realizziamo sul loro territorio, credo che
si possa votare questa sera, così lo voteremo credo all’unanimità, lo
finanziamo con la Gelsia, sul territorio di Cesano Maderno, così almeno
risolveremo, però per tutti i rifiuti della Regione Lombardia, non solo
per i rifiuti…
Ora la realtà è questa, ripeto, io non ho partecipato, non sono stato
invitato e quindi non c’avevo neanche nessun titolo, quindi nessuno di
noi… in questi giorni sono stato contattato da altri cittadini anch’io
allarmati.
La problematica è diversa, sicuramente tutti i cittadini e i Comuni che
subiscono il tracciato della Pedemontana sono sul piede di guerra e
questo non è solo il Comune di Cesano, oggi ho ricevuto l’Assessore di
Seveso ad esempio, perché loro hanno fatto la proposta di non
modificare il tracciato, ma modificare l’interramento lasciandola in
superficie e con il risparmio che si otterrebbe dall’interramento della
Pedemontana vorrebbero interrare la linea ferroviaria Milano-Chiasso,
questa è una loro… scusate, la Milano-Asso… scusate, Asso-Milano…
Però questa proposta arriva dall’Assessore che, tra virgolette, è un
interlocutore privilegiato sui tavoli istituzionali, non da un comitato
che è allarmato da questioni e che giustamente cerca di tutelare il
territorio.
Io non ho visto la proposta, so, mi è stato ventilato che hanno
proposto di dire: ma piuttosto che farla qui facciamola nel parco
agricolo al Meredo a Seregno che tanto è tutto verde, in mezzo a due
ferrovie cosa gliene frega? C’è una problematica diversa, senza
entrare nel merito, il tracciato è stato approvato dal CIPE, la
Pedemontana è partita credo 40 anni fa nella sua progettazione e si
chiamava Pedemontana perché? Perché era ai piedi dei monti; fra un
po’ si chiamerà Pedemarina perché se aspettiamo ancora altri 30-40
anni, la faremo alla foce del Po, direttamente a Ravenna e quindi a
poco servirà. Ma al di là di questa facile ironia, il progetto nella sua
interezza è stato approvato dal CIPE. Ora c’è l’incarico per la fase
esecutiva e la fase definitiva del progetto, quindi ci sono stati dei
tavoli istituzionali dove l’Assessore Cattaneo, ma i tecnici incaricati
hanno incontrato i vari Comuni, i tavoli istituzioni tecnici sono, non so,
stati divisi in zone, ad esempio è stato ricevuto il Comune di Seregno
e di Desio insieme perché abbiamo determinate problematiche, il
Comune di Cesano e di Seveso insieme per altre problematiche. Però
quello che è sempre stato comunicato anche dall’Assessore Cattaneo e
da tutti i componenti, io come lei sa faccio parte del Comitato politico
della Pedemontana, a onor del vero agli ultimi tavoli politici non ho più
partecipato perché tanto ormai i tavoli che funzionano sono i tavoli
tecnici, perché nel tavolo del Comitato politico prendiamo atto delle
direttive tecniche e quindi è un tavolo di facciata, tra virgolette; quello
che invece funziona è il tavolo tecnico istituzionale, dove i tecnici della
Pedemontana incontrano i vari Sindaci, i vari Assessori dei vari
Comuni.

Ora dicevo, perché ho parlato del CIPE? Perché il CIPE ha approvato il
tracciato e il finanziamento e quello che è sempre stato detto a tutti,
proprio per non prendersi in giro, è che le modifiche che possono
essere apportate sono minimali, sono le opere di compensazione, sono
le modifiche di uno svincolo piuttosto che di un accesso alla
Pedemontana, modifiche del tracciato, ma uno stravolgimento del
tracciato di questo tipo comporterebbe poi il fatto di riportare al CIPE
l’approvazione.
L’altro discorso che mi lascia esterrefatto perché poi l’Assessore
Cattaneo può essersi detto possibilista, anche perché in un incontro
pubblico, dove lì si viene in qualità di Assessore regionale, dove gli
viene sottoposto un progetto migliorativo o sotto l’aspetto economico
o sotto l’aspetto qualitativo dell’intervento, è ovvio che dica: devo
vedere e sentire; sarebbe uno stupido dire: no, non ce ne frega
niente. Quindi mi sento tra virgolette di dire… ma non perché dovesse
prendere per il naso i cittadini, credo che qualunque politico con un
po’ di granu salis in zucca potesse reagire in questo modo.
La problematica vera è quella che dicevo che stravolgere il progetto
creerebbe anche un pauroso precedente perché io posso dirle che sui
Comuni, almeno per quelli che ho incontrato io, che sono il Comune di
Desio, il Comune di Seveso, il Comune di Arcore, il Comune di Lazzate,
ne cito solo quattro, allora anche loro avrebbero da dire la loro sul
fatto di modificare il tracciato, non so V-C-TRARC tra Macherio, Arcore
e Biassono, c’è una ditta che è stata recentemente ristrutturata che
ha… e non faccio nomi però voglio dire, che ha oltre 200 dipendenti e
che dovrà essere abbattuta e l’azienda chiude perché il tracciato della
Pedemontana passa lì in mezzo.
Allora credo che il titolare di questa azienda, se vedesse modificato un
progetto a fronte di un comitato di 300 cittadini, ci vuole poco a
fregare un comitato con i suoi 200 dipendenti e chiedere di fare una
curva dove c’è l’azienda. Quindi siamo in un momento molto delicato
perché dobbiamo chiudere la questione della Pedemontana, quindi tutti
si sta arrivando alla definizione.
Quello che mi spiace e qui lei mi dà l’occasione, ma poco fa ho
ricevuto, visto che poi dopo le questioni politiche non mancano mai,
da un Consigliere Comunale di Cesano Maderno, così almeno ci
capiamo subito che forse sono questioni politiche legate alle elezioni,
c’ha un Sindaco: sono in Consiglio comunale a Cesano, il Sindaco
Vaghi sta delirando contro di te in merito alla Pedemontana.
Allora se il Sindaco Vaghi vuole fare la campagna a lui e a Gigi Ponti
deve smetterla, deve lavorare per il bene del suo territorio, non a
rompere le scatole agli altri Comuni e si deve vergognare. Questa è la
realtà, perché qui stanno manovrando, Cesano e la sua
Amministrazione sta manovrando, non so se è il comitato che non
conosco, ma sta manovrando questa storia della Pedemontana per
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questioni mere di campagna elettorale. Dove è stato il Sindaco Vaghi
negli altri tre, quattro, cinque anni? Dov’è stato l’Assessore Ponti che
ha fatto fino a pochi anni fa il Sindaco, quando si poteva modificare il
tracciato? Adesso che devono partire i lavori si sveglia il comitato? C’è
qualcosa che non funziona, e questo lo dico in primo luogo come
politico e in secondo luogo come cittadino di Seregno.
Come primo cittadino di Seregno la Pedemontana deve passare sul mio
corpo e questo glielo dico a chiare lettere, ma non perché non voglio
la Pedemontana, perché questa sta diventando una
strumentalizzazione politica e vogliono addossare il no della modifica
richiesta dal comitato al Sindaco di Seregno; che me l’addossino pure,
ma sono sacrosante motivazioni e ripeto e metto da ultima quella
dell’interesse dei miei cittadini che dovrei metterla per prima, ma
altrimenti diventa campanilismo. Ma verificate tutte le varie
possibilità, non si può oltre la zona Cesarini chiedere delle modifiche e
allarmare inutilmente i cittadini per una questione politica; io non
posso dare altra lettura perché questo è quello che sta succedendo, da
quando Seveso si è, tra virgolette, la nuova Amministrazione si è, tra
virgolette, mossa non per modificare il tracciato ma per dire “non
interriamola più, lasciamo lo stesso tracciato, i soldi che risparmiamo
li utilizziamo per un’altra opera pubblica, che è una ferrovia che divide
in due, anzi in quattro parti la nostra città, bene si sono collegati tutti
dando delle colpe estranee e via dicendo.
E’ giusto che ognuno di noi utilizzi i propri canali, però ripeto, farne
una questione politica questo, mi dà estremamente fastidio. La sua
interpellanza mi darà modo, e domani se lei mi permette farò una
lettera all’Assessore regionale chiedendo… ovviamente manifestando il
mio no e dando copia della sua lettera o di altri cosicché capisca, al di
là delle motivazioni tecniche, ma che le motivazioni politiche del
Comune di Seregno sono a 360 gradi di tutto l’arco elettorale, da
Rifondazione Comunista alla Destra, perché mi sembra di raccogliere
dagli sguardi la condivisione di tutti voi. Grazie.

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“Una colata di cemento può abbattersi … auguri”

Pubblicato da zorro su Dicembre 22, 2008

Riceviamo e pubblichiamo

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Da Zeta a B2 veloce, ultima parte

Pubblicato da zorro su Dicembre 20, 2008

Qualche giorno fa avevamo pubblicato una lettera inviataci da un anoninomo in cui erano presenti 2 omissis: Da Zeta a B2 veloce. L’altro giorno ci è stato inviato il primo Omissis. Oggi l’autore ci ha inviato il dettaglio del secondo e ultimo omissis. Riportiamo.

head_map2  C’è chi dice che questo percorso ricorda il manico dell’ombrello infilato nel .. Valle del Seveso.
Il re è nudo, meglio, la regina Lombardia è nuda, e non ci si lustra gli occhi a guardarla bene, anzi la visione è vomitevole. Troviamo poco di buono anche per le 4 cortigiane di Agenda 21 locale e quasi tutte le amministrazioni pubbliche.
Bisogna gridarlo fino alle montagne, nel deserto delle coscienze intorbidite dalla televisione:
il partito del potere ad ogni costo  ha deciso dal 1996, “con un bliz estivo di Formigoni” di allungare l’autostrada di 3,5 km in più per avere più terreni su cui speculare. Il partito degli affari  “non ha alcun ritegno, non tiene vergogna” (detto proprio dal padron Berlusconi). Il partito degli affari, contro ogni buon senso, vuole ancora adesso gestire le aree verdi di Desio e Cesano e, per far questo, non ha avuto pudore nel disegnare un tracciato a manico d’ombrello! Ben evidente nel tracciato, un manico d’ombrello che è la dichiarazione di guerra a tutti i cittadini della valle del Seveso: “Io faccio quello che voglio, mi faccio il manico d’ombrello e vi inc…. tutti, per i pacchi miei.” Crozza alla trasmissione Ballarò ha detto recentemente a proposito di fatine: “dove mettere la scopa lo lascio alla vostra fantasia”, noi diciamo invece di aver capito in concreto e di voler ritornare l’aggeggio ai mittenti.
All’arroganza si può rispondere con la non violenza, informandosi e informando, votando e facendo votare ora, esprimendo una preferenza consapevole, innondando internet, le televisioni e i media di tutto il mondo.  Cambiare in meglio si può. - Anonimo-

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Il Giorno Monza-Brianza: “falsità e faziosità veramente incredibili”

Pubblicato da zorro su Dicembre 19, 2008

Riceviamo e pubblichiamo la lettera sotto. Per esperienze pregresse  (qui) ci chiediamo: ma l’articolo l’avrà scritto la giornalista o direttamente l’amministrazione Donati?

Buongiorno,
 
Immagine sul sito di Pedemontana, nella sezione rassegna stampa, è stato inserito un articolo de “Il Giorno Monza-Brianza”, scritto da tale “giornalista” Sonia Ronconi, in cui viene descritto il Consiglio Comunale aperto tenutosi Martedì 16 Dicembre a Seveso. In questo articolo vengono riportate una serie di falsità e faziosità veramente incredibili.
 
1) L’ Arch. Regalia (Pedemontana) e l’Ing. Rognoni (CAL) hanno risposto alle domande dei cittadini presenti: falso, i due relatori hanno abilmente driblato (con arroganza) la maggior parte delle domande, ripetendo fino alla noia che non si poteva più cambiare niente e che non erano loro a decidere.
 
2) Dall’articolo sembra che il progetto di interramento della Pedemontana nella tratta B2 (già bocciato dall’assessore Cattaneo) con tutti i suoi già noti problemi, verrà riproposto a causa del mancato accordo tra i sindaci della tratta: falso, l’unico “sindaco” in disaccordo è il “sindaco” Donati, il quale da medico specialista sulle malattie da inquinamento (complimenti sindaco…) ha ben pensato di proporre una autostrada a cielo aperto.
 
3) Nell’articolo si dice che il Dott. Tagliabue, promotore di un percorso alternativo, non sia riuscito ad avere il benestare dei tecnici e che comunque il percorso era ormai deciso sin dal 92: falso, i tecnici di Pedemontana (anzi, il tecnico di Pedemontana, l’Arch. Regalia) si è limitato a dire che non esistono macchinari in grado di scavare gallerie così larghe (bugia, bugia…). E poi, cosa vuol dire che il percorso è ormai deciso? Vuol dire che se si trova una idea più intelligente non si può cambiare? Faccio notare che l’Ing. Rognoni, al fine di delegittimare e sminuire la persona del Dott. Tagliabue, ha continuato a chiamare il Dott. Tagliabue “il signore”, senza mai nominarlo; complimenti Rognoni, complimenti, e complimenti anche al presidente del Consiglio Comunale, il Sig. Vaccarino, che non ha fatto notare all’Ing. Rognoni il fatto che il “signore”, come si ostinava a chiamarlo, ha anche un nome.
 
4) Nell’articolo si dice che il pubblico è rimasto insoddisfatto per il fatto che i sindaci non abbiano trovato un accordo: se l’accordo era il far passare a cielo aperto una autostrada di 10 corsie + 2 di arroccamento sulla testa e sulla pelle degli abitanti, beh, allora la “giornalista” ha ragione, un accordo non è stato trovato.
 
5) Per concludere la “giornalista” dice che il progetto preliminare è stato bocciato da fischi e urla: la gente non fischiava per il progetto preliminare, ma per il fatto che tale progetto è stato modificato per portare questa autostrada totalmente in superfice.
 
Complimenti Sig.ra Ronconi, per la sua faziosità e per il servilismo dimostrato; lei ha dato un grande esempio di giornalismo imparziale e obbiettivo.

Firmato Fox Oscar

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Milano, città svenduta al cemento

Pubblicato da zorro su Dicembre 18, 2008

da repubblica.it 26 Novembre 2008, articolo di ALBERTO STATERA

Milano, città svenduta al cemento 

Ecco tutti i predoni dell’Expo 2015. Una pioggia di miliardi, grattacieli come a New York, una montagna di costruzioni. Una maxioperazione gestita dai soliti imprenditori e dagli istituti di credito

MILANO – L’”aringa rossa”, antica astuzia venatoria, sta per fare della Milano da bere dell’epoca craxian-ligrestiana la Milano da mangiare della nuova era ligrestian-morattiana, trasformando l’Expo del 2015, dedicato all’alimentazione, in una colossale operazione immobiliare. I distinti cacciatori britannici usavano le “red harrings” per distrarre i cani da caccia degli avversari, gettando in luoghi strategici della riserva aringhe affumicate. I cacciatori milanesi di cubature immobiliari, che si definiscono “developers”, stanno spargendo su 8 milioni di metri quadri di aree dismesse dall’industria manifatturiera che non c’è più, una selva di grattacieli firmati da architetti di fama mondiale, i cosiddetti “archistar”.

Quei grattacieli, secondo l’immagine di Renzo Piano, sono per l’appunto le “aringhe rosse” che servono a distrarre l’attenzione da quel che germoglia intorno: quartieri selvaggi, simili a quelli che hanno assediato la Roma dei palazzinari. O “caricature di città” nella città, come dice l’architetto Mario Botta. Dalla Bovisa all’ex Ansaldo, da Porta Vittoria a Porta Nuova – Garibaldi-Repubblica, dal Portello a Montecity-Santa Giulia, sono venticinque i grandi progetti, lottizzati tra i gruppi immobiliari con le immutabili regole del manuale Cencelli – tot a me, tot a te – che stanno cambiando lo skyline meneghino insieme a quelli del potere e delle ricchezze immobiliari d’Italia. Quanti sono i grattacieli che svetteranno a far ombra alla Madonnina? C’è quello nuovo della Regione a Garibaldi, monumento alla grandezza del governatore Roberto Formigoni, poi un’infinità di grattacielini “alla lombarda”, una trentina di piani o poco più, tipo l’attuale Pirellone, definiti non proprio grattacieli, secondo la contabilità americana o asiatica, ma “case-torre”.

È nell’area della vecchia Fiera la nuova fiera dell’”aringa rossa”. Si chiama CityLife, un affare da due miliardi, che prima ancora di partire è costato 523 milioni di euro, il prezzo pagato alla Fondazione Fiera per i 23 ettari (che diventano 36 con le aree limitrofe) acquistati dalla cordata immobiliar-assicurativa vincente.

Domenica 11 maggio 2008. È quel giorno che una nuvola di polvere oscura i palazzi novecenteschi che si affacciano nella zona dell’ex Fiera, tra viale Boezio, Piazza VI Febbraio, via Gattamelata, Largo Domodossola, piazza Giulio Cesare, via Eginardo. Un’imprecisata carica di esplosivo ha sbriciolato in pochi secondi il Padigione 20, 230 mila metri cubi di calcestruzzo, per far luogo al mitico Central Park meneghino, che certificherà il Nuovo Rinascimento di Milano. È lì che sorgeranno non uno, ma tre grattacieli. Il più alto, di 209 metri firmato dal giapponese Arata Isozaki, il secondo di 170 metri dall’irachena Zaha Hadid e il terzo di 140 metri, quello a forma di banana che ha ferito il buongusto persino del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, progettato dall’americano Daniel Libenskind.

“Milano è piena di gente che ha il membro storto – ridacchia Umberto Eco – ce ne sarà uno in più e prenderà il Viagra”. Intorno 140 mila metri quadri di edilizia residenziale e 100 mila di uffici, il tutto in cinque mega-blocchi di altezza variabile tra i cinque e i venti piani, protetti da un sistema di “torri di guardia del quartiere”. E il Central Park? Spezzettato lì in mezzo, tra i blocchi svettanti verso il cielo.

Per non inorridire, non dovete affacciarvi oggi a una delle porte della ex Fiera, da cui non vedreste che un deprimente paesaggio lunare, o soffermarvi nel cratere vuoto di Porta Nuova, dove scaricano travi da 30 metri che dovranno sorreggere un tunnel stradale. Dovreste invece passeggiare intorno ai plastici esposti in uno show-room che i padroni di CityLife, cioè Ligresti, i Fratelli Toti della Lamaro, gli stessi immobiliaristi che spadroneggiano a Roma, insieme a Generali e Allianz hanno voluto a piazza Cordusio, cuore della Milano bancaria. O, ancora meglio, farvi mostrare il rendering, cioè le simulazioni al computer, come consigliano Luigi Offeddu e Ferruccio Sansa nel loro libro “Milano da morire”, dove con ironia raccontano visioni paradisiache di grattacieli scintillanti in un cielo di purissimo azzurro. Come a Milano si vede non più di dieci giorni l’anno.

Ligresti chi? Sì, proprio quel Salvatore Ligresti della Milano da bere craxiana. Si dice che a volte ritornano, ma nonostante le condanne di Tangentopoli, la prigione, l’affidamento ai servizi sociali, don Salvatore, come lo chiamano, non se ne è mai andato. Oggi controlla buona parte dei sei principali progetti immobiliari milanesi, che valgono 7 miliardi di euro: non solo CityLife, ma anche Porta Nuova-Garibaldi. E non c’è a Milano chi non corra a baciare la pantofola del finanziere pregiudicato, originario di Paternò, provincia di Catania.

È cambiato soltanto l’azionista di riferimento politico (ma chi è azionista di chi?) in quell’intreccio di mediazioni opache tra mattoni e finanza, tra affari e politica, che l’ex capitale morale non ha mai dismesso e che ha rilanciato entusiasticamente con il miraggio dell’Expo. Prima era Craxi, che si narra sia stato accompagnato proprio dall’uomo di Paternò in visita al conterraneo Enrico Cuccia, allora dominus del capitalismo italiano. Oggi è quella Milano della politica senza qualità, sospesa tra postfascismo, berlusconismo, leghismo e integralismo affaristico ciellino.

Di Craxi resta Massimo Pini che, passato ad An, ricopre ruoli importanti nella galassia assicurativo-cementizia di Ligresti. Ma la costante è la famiglia La Russa di Paternò, il cui capostipite Antonino, antica autorità missina di Milano, seguì amorevolmente quasi cinquant’anni fa i primi passi del compaesano che fu scelto per sostituire a Milano gli ormai inaffidabili fiduciari Michelangelo Virgillito e Raffaele Ursini.

Ignazio La Russa presidia il ligrestismo al governo, il fratello Vincenzo e il figlio Geronimo siedono nel Consiglio della ligrestiana Premafin. Berlusconi, che quando faceva il palazzinaro non amava il concorrente nel cemento e nel cuore di Craxi, ora rischia d’imparentarsi con lui, dal momento che uno dei figli giovani è fidanzato con una nipotina Ligresti.

Le solite facce, i soliti nomi. A Milanofiori e ad Assago c’è Matteo Cabassi, quinto figlio di Giuseppe, “el sabiunatt” degli anni Settanta. È titolare di una parte dei terreni a destinazione agricola su cui sorgeranno le opere dell’Expo. Cedendoli al Comune si troverà 150 mila metri quadrati edificabili. A Porta Vittoria si sono fermati i lavori dopo l’arresto di Danilo Coppola. A Santa Giulia, sud-est di Milano, area Montedison, e a Sesto San Giovanni nell’area Falck, sta affondando un altro furbetto. È Luigi Zunino, esposto con le banche, soprattutto Intesa-San Paolo, per 2 miliardi.

Con questi chiari di luna, riuscirà l’immobiliarista piemontese a fronteggiare il debito vendendo i palazzoni residenziali di Rogoredo che fanno da sfondo alla nuova sede argentea di Sky-Tv? Forse quelli di edilizia convenzionata a 2-3 mila euro al metro quadrato. Ma quelli di lusso progettati da Norman Foster, a 7-10 mila? Chissà se arriveranno fondi del Dubai a riprenderlo per i capelli.

Ligresti, Cabassi, i furbetti, Pirelli RE, i texani di Hines, Luigi Colombo, Manfredi Catella. Vecchio e nuovo – dice l’urbanista Matteo Bolocan Goldstein – “convivono nella modernizzazione equivoca di Milano, in una dimensione opaca, con una poliarchia solipsistica che non fa sistema”. Chi più chi meno, tutti lavorano con la cosidetta “leva finanziaria”, che in pratica vuol dire i soldi delle banche. Sui 7 miliardi finora investiti sulla carta, sei, circa l’85 per cento sono di Intesa-San Paolo, Unicredit, Popolare di Milano, Monte dei Paschi, Antonveneta e Mediobanca, mentre la Banca d’Italia giudica corretta una quota del debito non superiore al 70 per cento rispetto al totale e un’equity del 30 per cento, cioè di investimento di tasca propria.

Sarà rispettato adesso, in piena crisi finanziaria globale, il “lodo Draghi” e, se sì, cosa capiterà dei mille e mille progetti cementizi già avviati o che stanno per partire? Chissà se la salvezza, o il disastro, verrà dal progetto dell’assessore allo Sviluppo del territorio Carlo Masseroli, definito dal suo ex collega Vittorio Sgarbi “coerente e leale vandalo integralista”, che vuole una Milano con 700 mila abitanti in più, portandola da un milione e 300 mila a 2 milioni tondi.

Come? Con più volumetrie ai palazzinari privati, aumentando gli indici di edificabilità di un terzo, da 0,65 a 1, o – precisa – “anche di più”, con vincoli e regole ridotti al minimo. Una Milano da 2 milioni? “Una favola campata in aria”, per Gae Aulenti. Vi immaginate le centinaia di migliaia di persone che dal 1974 hanno lasciato le cerchie cittadine per rifugiarsi nell’hinterland, che tornano come in un controesodo biblico perché Masseroli fa l’housing sociale a 2 o 3 mila euro al metro? In Consiglio comunale si battaglia sul progetto Masseroli tra carrettate di emendamenti.

Se mai, bisognerebbe occuparsi del destino delle decine di migliaia di metri cubi di uffici sfitti e dei nuovi che stanno per arrivare sul mercato invece che del cemento fresco, avverte l’architetto Stefano Boeri. E non dimenticare che Milano è una “città costretta”, come la definisce Bolocan, che, con Renzo Piano, retrodata agli anni Sessanta e Settanta l’era milanese più fervida di sviluppo. “Due milioni di abitanti?” si chiede perplesso anche Carlo Tognoli, che dal 1976 fu sindaco per un decennio: “Nel dopoguerra ci fu il piacere della crescita, poi ci si accorse che la crescita non poteva essere esagerata”.

La Milano metropoli da due milioni, piccola Londra o New York ma senz’anima, sembra replicare l’apologo della ricottina, quello della pastorella che camminando verso il mercato aumenta via via il valore teorico della forma da vendere che trasporta in bilico sulla testa. Finché la ricottina cade e si spiaccica per terra. Ciò che rischia di accadere per l’Expo. “Sarà sicuramente un fallimento”, sentenzia Sgarbi, accusando “Suor Letizia”, che lo ha licenziato da assessore mettendo al suo posto a gestire la cultura un culturista, nel senso di body builder, di essere un sindaco inadeguato, che annaspa tra le contraddizioni.

Per di più assistita da Paolo Glisenti, che egli giudica “l’elaborazione intellettuale del nulla” e che il titolare del salvadanaio Giulio Tremonti, che lo ha in uggia, farà di tutto per non favorire: “Dimenticatevi che lascerò tutto in mano alla Moratti”, ha avvertito il ministro. Durante la campagna-acquisti di voti per l’Expo dei paesi minori, costata dieci milioni, sono stati regalati scuolabus nei Caraibi, borse di studio nello Yemen, in Belize e altrove, il progetto di una metrotranvia in Costa d’Avorio, una centrale del latte in Nigeria, bus dismessi a Cuba e quant’altro.

Ma adesso viene il difficile. Tolti i 4,1 miliardi necessari per realizzare il sito fieristico, mancano quasi tre miliardi per le opere infrastrutturali essenziali (metropolitane, ferrovie, stazioni, raccordi, strade) e 6 miliardi per le infrastrutture “minori”. Il sogno della Milano da mangiare, che rischia di infrangersi come la ricottina della pastorella, oltre a 65 mila nuovi posti di lavoro dal 2010 al 2015, vagheggia 29 milioni di visitatori, 160 mila al giorno per sei mesi, che porteranno un indotto di 44 miliardi di euro. Ma perché quasi trenta milioni di persone dovrebbero venire a Milano nell’estate 2015? Per vedere il grattacielo-banana? Per una mostra sull’alimentazione? Saragozza è stata un flop.

Pazienza. A Milano, comunque vada, nel terzo lustro del nuovo secolo potremo lasciare l’auto nel parcheggio di cinque piani scavato sotto la Basilica di Sant’Ambrogio, nel parco medievale più importante della civiltà lombarda. Un insulto cui la borghesia intellettuale di Milano non vuole rassegnarsi. E tra le aringhe rosse avremo la città dei developers, “una città che si prostituisce al miglior offerente”. Parola dell’architetto inglese David Chipperfield.

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Da Zeta a B2 veloce, seconda parte

Pubblicato da zorro su Dicembre 15, 2008

Qualche giorno fa avevamo pubblicato una lettera inviataci da un anoninomo in cui erano presenti 2 omissis: da Zeta a B2 veloce. Oggi l’autore ci ha inviato il dettaglio di uno di questi due. Ritenendolo interessante lo riportiamo sotto

Omissis 1
Il 29 novembre scorso l’assessore regionale al territorio Davide Boni, (costretto dagli ambientalisti) ha ritirato l’emendamento e l’intero progetto di legge di riforma urbanistica ( o “Ammazzaparchi” perché permette a comuni e regione di “aggredire” i parchi limitando il potere degli enti). Ma l’assessore ha già detto che lo ripresenterà a gennaio. Se a questo aggiungete le due leggi regionali citate in precedenza Legge.Reg. 14 marzo 2008 n.4 e Legge Reg. 26 maggio 2008 , n. 15, potrete dire che l’affondo mortale alla vivibilità della Brianza è pronto. Guardate le macchie spaventose dell’Europa inquinata. Noi siamo proprio in mezzo, nel centro della pianura padana. La risposta della Reg. Lombardia è questa, cioè la cementificazione totale, ed è pronta al lancio di gennaio con i 3 atti citati.
Il partito del Potere Ad Ogni Costo, il partito Trasversale Affari Sempre Più, vuole imporre questo percorso ubriaco, lungo 3,5 km in più rispetto alla B2 veloce, 3,5 km in più per 80mila auto giorno, per tutti i giorni dei prossimi 50 anni; 3,5 km in più di carburante e inquinamento al quale aggiungere quello del non funzionamento B2 interrata e allargata.
Contro il buon senso, per mettere alla berlina l’Italia nel mondo, per farsi dare la bacchettata dalla comunità europea, contro i cittadini della valle del Seveso.
Il percorso di buon senso è solo la B2 veloce!

“Imprenditori, costruttori, politici, Chiesa, società civile, levate (leviamo) la vostra (la nostra) voce dal Nord e dal resto d’Italia, perché l’Expo 2015 per le mafie è ormai alle spalle e mentre le pistole sparano, le Forze dell’Ordine e la magistratura fanno i conti con i tagli agli investimenti e la gente comune è disorientata, i boss pianificano, investono e mangiano: la nostra vita e il nostro futuro.” roberto.galullo@ilsole24ore.com

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Vaghi attacca il sindaco di Seregno: «VERGOGNOSA LA SUA TOTALE ASSENZA»

Pubblicato da zorro su Dicembre 11, 2008

Articolo pubblicato il 09/12/08 su Il Giornale di Seregno

 LA REAZIONE DI PAOLO VAGHI

«VERGOGNOSA LA SUA TOTALE ASSENZA»

 Cesano Maderno -  «Io mi dovrei vergognare? E dov’è stato il sindaco di Seregno finora? – qui? -Dove è stato visto che persino l’assessore alle Infrastrutture Raffaele Cattaneo si è lamentato della sua totale assenza al tavolo delle trattative su Pedemontana?».
  Ha perso le staffe il sindaco di Cesano Maderno, Paolo Vaghi, quando ha saputo d’esser stato pubblicamente attaccato dal vicino primo cittadino seregnese. «È un vergogna semmai che il sindaco di Seregno, delegato a rappresentare cinquanta comuni nel Collegio di vigilanza, non si sia presentato neanche una volta. Dov’era quando avrebbe dovuto tutelare gli interessi del mio comune che si è visto stravolgere il progetto del Cipe? Tutti allora si erano lavati mani e piedi. Adesso Mariani si sente coinvolto da una proposta cha ha fatto l’assessore Cattaneo, perchè le carte in tavola non le sto cambiando io» ha affermato, ricordando che la proposta di inserire tra le ipotesi anche quella del passaggio per il Meredo era stata fatta da Cattaneo dopo un incontro pubblico con i cittadini a Cesano. «Io sto solo difendendo la mia città, e ricordo che lo spostamento del tracciato la vuole anche il capogruppo della Lega Nord Marina Romanò», ha concluso Vaghi.

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Donati contro Donati

Pubblicato da zorro su Dicembre 10, 2008

Donati durante l’ultimo consiglio comunale dichiara: «Non è nostro compito progettare l’autostrada». Peccato che fino a qualche mese prima si proponeva come colui che avrebbe cambiato il tracciato di Pedemontana riprogettandola da interrata a “in superficie” (e c’è anche riuscito a quanto pare). Donati smentisce e contraddice se stesso.

Altra nota di colore. Il capogruppo della Lega che ha presentato insieme al capogruppo del PdL Mastrandrea la mozione della maggioranza dichiara:«L’Amministrazione prende atto di quello che è stato deciso nel 2001. I predecessori avrebbero potuto fare di più e presentare progetti alternativi». E chi c’era in amministrazione, in maggioranza, nel 2001: Donati e Mastrandrea.

Articolo pubblicato il 02/12/08 su Il Giornale di Seregno 

preoccupazione anche per la tratta ferroviaria seregno-saronno
IL SINDACO: «STIAMO LAVORANDO NELL’INTERESSE DELLA CITTADINANZA»

Seveso -  «Stiamo svolgendo un lavoro nell’interesse della cittadinanza».
  Si è difeso così il capogruppo del Popolo della libertà, Marco Mastrandrea, dagli attacchi dell’opposizione. «Il progetto di Pedemontana viaggia sopra le nostre teste e alla fine è la Regione che decide il da farsi – ha aggiunto – Voteremo contro le mozioni della minoranza perchè sono state completamente stravolte all’ultimo momento». donati2 «Non è nostro compito progettare l’autostrada – ha dichiarato il sindaco, Massimo Donati – Nel momento in cui l’assessore regionale Raffaele Cattaneo decidesse di modificare il tracciato a favore della proposta “B2 veloce” suggerita da “Sevesoviva”, mi esprimerò in maniera favorevole». «Capisco la preoccupazione dei baruccanesi – ha dichiarato Alfredo Pontiggia (Pdl) – Quello che spaventa di più è la ferrovia Seregno-Saronno. Il progetto del Cipe previsto per Pedemontana non consente di interrare la ferrovia: l’unica richiesta fatta dall’Amministrazione nel 2005 è stata di quella di avere barriere fonoassorbenti. Sulla tratta ferroviaria transiteranno più di cento treni al giorno, sarà realizzato un sottopasso in via Montecassino con muraglioni che divideranno la zona. Inoltre, la strada di arroccamento sbucherà in via Del Tramonto. Questo è lo scenario devastante che si prospetta con il progetto del Cipe: spero che l’Amministrazione trovi una soluzione alternativa che favorisca ogni zona della città». «Nel 2001 l’allora sindaco di Cesano, Gigi Ponti, aveva bocciato il passaggio di Pedemontana sulla tangenziale sud – ha concluso Adelchi Benetti (Lega) – Sicuramente è peggio il suo passaggio sulla superstrada». «L’Amministrazione prende atto di quello che è stato deciso nel 2001 – ha aggiunto Alessandro Lucchini, capogruppo della Lega Nord – I predecessori avrebbero potuto fare di più e presentare progetti alternativi». «L’impronta data in Consiglio era volutamente ibrida – ha aggiunto l’assessore alle Grandi opere, Floriana Belotti – Volevamo dare la versione dello stato dell’arte su un progetto che non è dell’Amministrazione. Non c’è ancora una soluzione ottimale». Sulla proposta avanzata dalla lista civica «Sevesoviva» di una «B2 veloce», il vicesindaco David Galli ha suggerito: «Perché il progetto, oltre a Cesano, non viene presentato anche a Meda e Seregno, comuni altrettanto interessati dal passaggio della tratta?». «L’importante è non confondere la gente – ha dichiarato il sindaco, Massimo Donati – Per questo convochiamo la conferenza capigruppo».

13 Marzo 2008 (su Il Giornale di Seregno)

Donati: donati2 «E’ ancora in fase di costruzione ma stiamo lavorando alle grandi opere infrastrutturali in collaborazione con gli Enti competenti, come Regione Lombardia. Attenzione sarà posta quindi al progetto dell’interramento e della Pedemontana seguendo il filone già introdotto dall’esponente di Forza Italia, Guido Della Frera». «La proposta è quella di rendere meno faraonico l’investimento per Pedemontana che nella zona sarà interrata (per un costo pari a 400 milioni di euro) e utilizzare i soldi risparmiati per finanziare l’interramento del tratto Seveso-Meda delle Ferrovie Nord.»

Settembre 2008, Linee di Governo della giunta Donati approvate da PdL e Lega

«Questa amministrazione comunale procederà nell’intento di avere il tracciato dell’autostrada transitante sull’attuale sedime di superstrada, limitando la movimentazione della quantità di terreno, pur allargandola a tre corsie per senso di marcia.»

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