Articolo pubblicato il 10/02/09 su Il Giornale di Seregno, di Ilaria Cassago.
ABUSO EDILIZIO E CASO POLITICO
Cesano Maderno - E’ la notizia più discussa in questi giorni, scoppiata come una bomba la scorsa settimana, che ha portato in prima pagina sui quotidiani nazionali l’assessore regionale Massimo Ponzoni per un abuso edilizio in città che ha coinvolto alcuni suoi famigliari.
Il Tar di Milano, in data 22 gennaio 2009, ha emesso una sentenza in favore del Comune respingendo il ricorso presentato da tre cittadini – Annamaria e Argentino Cocozza e Maria Cacioppo – contro un diniego di condono edilizio e una ordinanza di demolizione di un immobile risultato oggetto di abuso edilizio.
Il caso non avrebbe fatto tanto scalpore se non fosse che queste persone risultano essere la moglie, il cognato e la suocera dell’assessore regionale all’Ambiente. Da qui il grande «polverone» politico.
In un momento caldo dal punto di vista politico come quello attuale – stanno uscendo le candidature per le prossime elezioni comunali e per la nuova Provincia di Monza e Brianza – molti i dubbi e gli interrogativi. E’ stata una «manovra» politica degli avversari, di un gioco politico interno o che cos’altro?
Ma procediamo per ordine.
La vicenda ruota attorno a una villetta bifamiliare in via Paolo Sarpi, nel quartiere di Cascina Gaeta, che risulta intestata alle tre persone sopra citate. Bisogna partire da marzo 2004, mese in cui il Comune esegue i primi controlli su quell’area – che a suo tempo era registrata come verde, quindi non edificabile. Qualche giorno più tardi arriva in Comune una richiesta di condono edilizio per un’abitazione sottoscritta da Argentino e Annamaria Cocozza e Maria Cacioppo ( cognato, moglie e suocera dell’assessore regionale all’Ambiente).
Nello stesso periodo, sul tavolo dell’ufficio Tecnico arrivano più di cinquecento domande di condono, dal momento che l’ultimo concesso risaliva al 1993.
Un sopralluogo della Polizia locale nell’aprile 2004 blocca i lavori per abuso edilizio e, nel 2007, l’Amministrazione comunica agli interessati il diniego del condono per ragioni prettamente di tempo, «in quanto la richiesta di condono è infedele dolosamente in ordine alla data di ultimazione dei lavori».
Da qui il ricorso al Tar. Il 28 ottobre 2008 il Comune emette anche un’ordinanza, (la N° 289) di ingiunzione per la demolizione dell’immobile abusivo di via Paolo Sarpi, da adempiere entro il 24 febbraio 2009.
L’immobile da abbattere, sul quale sembra esserci un po’ di confusione, risulta essere una abitazione ad uso bifamiliare composto da un piano fuori terra e uno interrato, per un totale di circa 210 metri quadrati di superficie coperta.
Il 31 dicembre 2008 Argentino Cocozza e Maria Cacioppo presentano un nuovo ricorso al Tar, affinché possa venire annullata quest’ultima ordinanza: la risposta è del 22 gennaio scorso. Il Tar respinge il ricorso sia per il condono, sia per l’ordinanza. La abitazione deve essere demolita.
Comunicato stampa Massimo Ponzoni, pubblicato il 10/02/09 su Il Giornale di Seregno
la voce dell’assessore regionale
«E’ UN ATTACCO POLITICO CONTRO DI ME»
Cesano Maderno - Poche le parole pronunciate da chi è stato chiamato in causa dalla stampa e dal mondo politico, Massimo Ponzoni, respingendo le accuse ricevute da più fronti in questi giorni. «Si tratta di un attacco politico campato per aria e strumentale – ha dichiarato l’assessore regionale all’Ambiente – Chi si è precipitato a invocare le mie dimissioni intende solo mettere in atto basse manovre a fini elettorali». L’assessore ribadisce la sua posizione dicendo che «la sentenza del Tar sugli immobili siti in città riguarda i miei parenti, ma non la mia persona. Gli immobili non sono miei e tanto meno ci abito» e con questo sottolinea di «non risiedere e di non essere mai stato residente a Cesano Maderno».
Un’affermazione, quest’ultima, che ha lasciato un po’ perplessi, dal momento che chi ha frequentato la città e le numerose riunioni dei comitati sul tema scottante della Pedemontana, ha sentito pronunciare dallo stesso il suo interesse al problema anche in quanto «residente in città».
Ponzoni prosegue nelle dichiarazioni, con dettagli sull’immobile abusivo: «si tratta di un rustico di 80 metri quadri circa, non abitato e tanto meno abitabile e non di due villette. Mia moglie è titolare della nuda proprietà dell’area insieme a suo fratello, mentre la gestione è affidata ai parenti di mia moglie». E qui l’assessore pone l’accento sulla sua carica che gli impone «una separazione netta tra le attività di mio suocero e il mio impegno politico» e informa che ha dato mandato ai suoi legali «di assumere tutte le iniziative per difendere il mio onore contro chi ha sollevato ingiustamente e indebitamente un polverone al solo scopo di colpirmi politicamente».
Articolo pubblicato il 10/02/09 su Il Giornale di Seregno
parla il suocero, eugenio cocozza
«STIAMO GIÀ PROVVEDENDO ALLA DEMOLIZIONE»
Cesano Maderno - «Se abbiamo sbagliato, paghiamo» ci ha dichiarato Eugenio Cocozza, marito di Maria Cacioppo, coinvolta nella faccenda dell’abuso edilizio, nonché suocero di Massimo Ponzoni, sul cancello di casa mentre sta per uscire per recarsi al lavoro. Non respinge i giornalisti, l’uomo cerca di chiarire alcuni fatti, in particolare la posizione dell’assessore. «Mio genero non ha niente a che fare con questa storia – ha detto il suocero – non abita neppure qui, pertanto non comprendo tutto questo polverone». Sulla costruzione abusiva, non ha niente da nascondere, anzi parla di una villetta condonata nel 2003 finita e regolare, ma non abitata e di una seconda villetta, quella incriminata, «che volevo costruire per allargare la famiglia. Questa è rimasta incompiuta, a rustico, per lo stop che ha ricevuto», ha raccontato Eugenio Cocozza. Mentre ribadisce la non residenza del genero e della figlia in città, – «stanno a Desio» – assicura che «sta provvedendo ad abbattere ciò che risulta abusivo».
Articoli pubblicati sul settimanale informaZona il 7 febbraio 2009
‘Repubblica’ lo tira in ballo per abusi edilizi
L’assessore regionale all’Ambiente preannuncia querele
Cesano Maderno. Giornata convulsa quella di mercoledì per gli addetti stampa comunali, regionali e per gli operatori dell’informazione che si sono precipitati (Rai – Tv compresa) a Cesano per saperne di più su quanto scritto in prima pagina dal quotidiano nazionale ‘Repubblica’: ‘Il Tar condanna l’assessore Regionale all’Ambiente Ponzoni’. Tutto nasce dal riscontro che gli Uffici comunali fecero in passato ‘su due villette abusive perché costruite su un terreno agricolo non edificabile’ a Cascina Gaeta, scrive il giornale. La prima intestata alla moglie Annamaria Cocozza. La seconda abitata dal cognato Argenio Cocozza e dalla suocera Maria Cacioppo. Il 28 ottobre 2008 il responsabile dell’Ufficio comunale competente aveva firmato un’ordinanza in cui ingiungeva la demolizione dell’immobile. Ma i proprietari, congiunti dell’assessore regionale all’Ambiente, avevano fatto ricorso al Tar Lombardia la cui sentenza ha i giorni scorsi respinto la richiesta di sospensione per cui si dovrà procedere all’abbattimento del manufatto ‘fuori legge’. Un colpo basso per Massimo Ponzoni (Forza Italia) che qualcuno dava candidato PdL alla presidenza della nuova Provincia di Monza e Brianza (opposto al Pdino Gigi Ponti). Il giovane Forzista risponde alle affermazioni del foglio nazionale con un comunicato stampa,minacciando querele ‘per l’attacco strumentale’ subito. Prende le distanze dalle ‘strumentalizzazioni politiche’ anche il sindaco Vaghi che parla di ‘ordinaria prassi amministrativa’, forse tenendo presente l’acceso scambio di battute al vetriolo intercorso con Ponzoni. in passato sugli organi di stampa locale. Intanto il popolo di internet si è scatenato nel commentare la ‘ghiotta’ notizia che lega un abuso edilizio comprovato ai parenti dell’assessore regionale all’Ambiente.
A.C.
Ponzoni respinge le accuse lanciate dal quotidiano: “attacco strumentale, sporgo querela”
“La sentenza del Tar sugli immobili di Cesano Maderno non riguarda la mia persona, ma semmai miei parenti. Gli immobili non sono miei, né vi abito. Anzi non ho mai avuto nemmeno la residenza a Cesano Maderno”. L’assessore all’Ambiente della Regione Lombardia, Massimo Ponzoni, respinge come “un attacco politico campato per aria e strumentale” quello innescato dall’articolo di un quotidiano nazionale. “Chi si è precipitato a invocare le mie dimissioni intende solo mettere in atto basse manovre a fini elettorali”, aggiunge Ponzoni. Ponzoni spiega che ciò di cui si tratta “è un immobile di 80 mq circa, per la precisione un rustico. Non si tratta quindi di due villette, ma di un rustico non abitato, né tanto meno abitabile. Mia moglie è solamente titolare della nuda proprietà dell’area insieme a suo fratello. La famiglia di mia moglie ne detiene l’usufrutto; la gestione dell’area è totalmente affidata ai parenti di mia moglie. Inoltre non risiedo né sono mai stato residente a Cesano Maderno”. “Del resto – aggiunge l’assessore – il mio ruolo mi impone da anni una separazione netta e inequivocabile fra le attività di mio suocero e il mio impegno politico”.
Ho dato mandato ai miei legali di assumere tutte le iniziative per difendere il mio onore contro chi ha sollevato ingiustamente e indebitamente un polverone al solo scopo di colpirmi politicamente”, conclude Ponzoni.
Il Sindaco Vaghi sull’ordinanza del Tar : “No alle strumentalizzazioni politiche”
Il Sindaco di Cesano Maderno, Paolo Vaghi, ribadisce la propria posizione in merito alla sentenza del Tar che vede coinvolti alcuni parenti dell’Assessore regionale Massimo Ponzoni: “Nego nel modo più assoluto di voler trarre vantaggi politici o personali dalla vicenda. Quest’ultima comunque non riguarda in prima persona Massimo Ponzoni, poiché mi risulta che egli non è neppure residente a Cesano Maderno. Le mie dichiarazioni (su ‘Repubblica’) sono state fraintese e male interpretate, creando un caso politico che non esiste; gli interessati, inoltre, hanno già dichiarato di voler ottemperare spontaneamente all’ordinanza confermata dal provvedimento del Tar. Per quanto mi riguarda si tratta di una pratica amministrativa che gli uffici hanno gestito secondo la prassi ordinaria. Per amor di verità l’ordinanza non coinvolge l’Assessore Ponzoni – che peraltro non mi ha mai contattato in prima persona per parlarmi della questione – e di conseguenza la stessa non ha alcun legame con la sua attività politico-amministrativa.Non sarò certo io a tentare di sfruttare questa vicenda per fini di contrapposizione politica; sono anzi convinto che le vicende personali debbano essere lasciate, fuori dalla politica, alla coscienza individuale”.
Altri articoli pubblicati il 10/02/09 su Il Giornale di Seregno
familiari di Massimo Ponzoni dovevano pagare una ammenda
ANCHE IL TRIBUNALE DI DESIO AVEVA EMESSO SENTENZE IN PASSATO
Cesano Maderno - Per la legge erano già colpevoli di abuso edilizio e ora rischiano anche un procedimento per falso.
Per l’abuso edilizio erano già stati condannati dal Tribunale di Desio lo scorso 3 giugno 2008. Il cognato di Massimo Ponzoni, Argentino Cocozza, la moglie Annamaria e la suocera Maria Cacioppo erano stati infatti dichiarati colpevoli dal giudice Silvia Pansini per aver costruito l’11 marzo 2004 un edificio di 11,30 metri per 16,30 per 4,90 senza permesso edilizio in via Sarpi all’angolo con via Marmolada.
Nei confronti di Argentino Cocozza, domiciliato presso la madre, si era proceduto in quanto costruttore e comproprietario dell’immobile. Mentre come comproprietarie sono andate nei guai anche la moglie Annamaria (che risultava residente a Desio all’epoca del procedimento a suo carico) e la suocera, che viveva nella casa in questione.
Per i tre coinvolti quest’estate era arrivata la sentenza. I due Cocozza erano stati condannati a quattro mesi di reclusione (poi convertiti in 4560 euro di multa) e al pagamento di un’ammenda complessiva di 7360 euro. La suocera invece se l’era cavata con tre mesi e 2800 euro di multa, poi sostituiti in una sanzione pecuniaria di 6220 euro complessivi. Per tutti però la pena è stata condonata.
Con la sentenza, il giudice aveva imposto anche la demolizione dell’opera abusiva, previa verifica che non ci fossero procedimenti amministrativi incompatibili. Adesso che anche il Tar ha respinto la loro richiesta, la disposizione potrà essere quindi esecutiva. Diversa la faccenda del falso. Dalla relazione del Tar si evince che nella domanda di condono, i richiedenti erano stati dolosamente infedeli in ordine alla data di ultimazione dei lavori. Per questo gli atti sono stati mandati alla Procura di Monza che potrebbe aprire un nuovo procedimento.
in attesa di fare maggiore chiarezza, si muove il mondo politico
IL CENTROSINISTRA CHIEDE LE DIMISSIONI, SOLIDARIETÀ DAL CENTRODESTRA
Cesano Maderno - Il polverone più grosso si è mosso nell’ambiente politico regionale.
«L’assessore all’Ambiente della mia Giunta – ha detto il presidente di Regione Lombardia Roberto Formigoni – fornirà una dimostrazione ampia di quanto sia estraneo ai fatti e risponderà punto per punto alle contestazioni che sono state sollevate nei suoi confronti», riferendosi alla richiesta di dimissioni immediate avanzata dal Pd lombardo che giudica «inadatto Massimo Ponzoni a fare l’assessore».
«Il massimo vertice regionale che si deve occupare di difendere l’ambiente non deve neanche essere sfiorato dal solo sospetto di abusi edilizi – hanno dichiarato Giuseppe Civati, consigliere regionale del Pd e Carlo Monguzzi, capogruppo dei Verdi in Consiglio regionale – Inoltre un assessore all’ambiente non può assistere al fatto che l’abuso venga commesso e che per di più i propri famigliari chiedano di sanarlo. Nel ruolo di assessore all’Ambiente serve una figura specchiata, che metta al primo posto la lotta all’abusivismo e la tutela del territorio lombardo».
Parole di sostegno arrivano invece dal fronte destro, che ha ribadito la propria solidarietà a Ponzoni «per la campagna denigratoria di cui è oggetto – ha dichiarato il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Paolo Valentin – Pur non entrando nel merito della questione, non possiamo non sottolineare come la sentenza non riguardi l’assessore in prima persona. Siamo contrari all’utilizzo politico delle sentenze e, ancora una volta, dobbiamo constatare come si utilizzino le decisioni dei tribunali per colpire un esponente del gruppo di Forza Italia del Consiglio regionale».
UN ABUSO METTE FUORI GIOCO L’ASSESSORE REGIONALE PONZONI
Cesano Maderno - Settimana difficile per l’assessore regionale Massimo Ponzoni, che sicuramente mette in forse la sua candidatura alla presidenza della Provincia di Monza e Brianza. Il fatto che il Tar, Tribunale amministrativo regionale, ha dato torto ai suoi parenti più stretti – moglie, suocera e cognato – colpevoli di un abuso edilizio, ne ha macchiato la credibilità come assessore regionale alla Qualità dell’ambiente. Tanto che il consigliere del Pd Pippo Civati è arrivato a chiedere le sue dimissioni.
La difesa di Ponzoni, che ha preso le distanze dai parenti, ha lasciato a desiderare, perché, vista la carica che ricopre, gli avversari si aspettavano che almeno condannasse l’abuso edilizio. Ma tant’è. Qualche avversario politico (o amico?) gli ha ben confezionato questo scherzo, dal quale gli ci vorrà un po’ di tempo per risollevarsi.