Voglio una città migliore

pensieri, domande e riflessioni di cittadini di Seveso e dintorni

Archivio per Febbraio 2009

“Sig. Matteo Meneghello, si informi meglio”

Pubblicato da zorro su Febbraio 27, 2009

Riceviamo e pubblichiamo

Sig. Matteo Meneghello, si informi meglio.
 
Il giorno 4 Febbraio 2009 è apparso sul Sole 24 Ore un articolo di Matteo Meneghello che parla della tratta B2 di Pedemontana. In questo articolo sono contenute una serie di dichiarazioni che, non volendo dubitare della buona fede del Sig. Matteo Meneghello, sembrano dettate dalla scarsa informazione sull’argomento; di seguito alcuni estratti.

 
“La Milano-Meda in versione Pedemontana rischia di ingorgare la mobilità dell’area nord di Milano. A lanciare l’allarme, questa volta, non sono gli automobilisti o gli imprenditori, ma gli ambientalisti. Una denuncia singolare, quella promossa da Legambiente, preoccupata non tanto della velocità di marcia sulle strade lombarde, ma dell’insufficienza della ricetta autostradale per fronteggiare tutti i problemi di mobilità della zona.”
 
Sig. Meneghello, da semplice cittadiono quale io sono, non capisco dove sia la singolarità della denuncia di Legambiente. Il presidente di Legambiente Lombardia Damiano Di Simine ha fatto una considerazione in merito alla necessità di rafforzare il traffico su rotaia per far diminuire il traffico su strada, e in merito a tale considerazione sinceramente non ci trovo niente di singolare.
 

“Al termine della riunione, si è deciso di accantonare l’ipotesi “B2 veloce”, che prevedeva la realizzazione di una strada su due livelli, con le corsie autostradali chiuse in un tunnel artificiale, sul cui “tetto” avrebbe continuato a scorrere la viabilità locale”
 
Sig. Meneghello, ma che film ha visto? La proposta di cui lei parla nel suo articolo non è la B2 veloce, ma il progetto di Pedemontana “interrata” presentato da Pedemontana S.p.a., progetto sbandierato per anni ai quattro venti salvo poi constatare che non era realizzabile, o forse è meglio dire che non si è voluto realizzare per puri calcoli di tempo/denaro.
Se avessi pensieri maligni, potrei pensare che tale progetto è stato proposto con il semplice scopo di avere il benestare della amministrazioni comunali a far passare Pedemontana sul proprio territorio.
 

“A fronte della contrarietà dei Comuni coinvolti, si è deciso per un ampliamento a tre corsie della strada esistente”
Sig. Meneghello, altro film? I comuni coinvolti non erano contrari all’interramento; semplicemente Pedemontana S.p.a. in ogni incontro fatto con le amministrazioni comunali ha detto che tale progetto NON era realizzabile per problemi di tempo e denaro.

“Il nuovo progetto, tra l’altro, è meno oneroso: per Fabio Terragni, amministratore delegato di Pedemontana, si tratta di oltre 100 milioni di euro di risparmio”

Certo, sicuramente è un progetto meno costoso. Peccato che abbiano eliminato la strada di arroccamento, con le conseguenze in termini di traffico locale che tutti possiamo immaginare. Senza parlare dell’impatto che un’autostrada a cielo aperto che passa in mezzo ai centri abitati avrà sulla salute dei cittadini; beh, però si risparmiano 100 milioni di euro… Non le sembra un buon affare, Sig. Matteo Meneghello?

“La nuova soluzione – spiega Fabio Terragni – è ampiamente condivisa, frutto di un grande lavoro di concertazione”

Falso. La nuova soluzione è stata imposta alle amministrazioni comunali. Se queste ultime non avessero accettato, non avrebbero ricevuto niente in termini di compensazioni ambientali, e questo è un fatto ribadito dall’architetto Regalia (direttore generale di Pedemontana S.p.a.) in ogni consiglio comunale a cui ha partecipato.
 

Per chiudere Sig. Matteo Meneghello, non volendo assolutamente dubitare della sua buona fede, mi permetto di darle un consiglio; per il prossimo articolo, si documenti meglio, anzi, si documenti.

Fox Oscar

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Bernate, la Pedemontana passerà in galleria

Pubblicato da zorro su Febbraio 26, 2009

Articolo da Il Giorno del 21/2, di ANTONIO CACCAMO

Bernate, la Pedemontana passerà in galleria

 — ARCORE —
LE VERDI COLLINE DI BERNATE sono salve. La Pedemontana attraverserà questo angolo verde della Brianza quasi tutta (il 75% del percorso) in galleria artificiale, inserita nel paesaggio naturale. Lo ha annunciato mercoledì sera, durante un consiglio comunale aperto ai cittadini, Giacomo Melis, progettista della Cal (Concessioni autostradali lombardi), la società concessionaria della Pedemontana. «E’ davvero un ottimo risultato: siamo riusciti a far realizzare i tre quarti dell’opera in galleria, evitando che l’autostrada corresse a raso, in una zona di grande valore ambientale», dice il sindaco Marco Rocchini, alla guida di una giunta targata Pdl e Lega.
Il primo cittadino arcorese si è speso personalmente sulla questione, scrivendo al più illustre dei suoi concittadini, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. E’ passato poi dal ministro delle Infrastrutture Altiero Matteoli e infine è approdato alla Cal: «Ai progettisti abbiamo mostrato uno studio da noi commissionato a Metropolitana milanese che dimostrava come la Pedemontana potesse passare anche in galleria profonda – aggiunge Alberto Centemero, assessore ai Lavori Pubblici arcorese – Sulla base di quello studio siamo riusciti a far variare il progetto originario, rimediando a una situazione ricevuta in eredità dalla passata giunta comunale. In effetti, già nel 2001 si doveva affrontare il problema».

ARCORE OTTERRÀ ANCHE una serie di «opere connesse» e di «mitigazione ambientale»: «Il progetto pedemontano include la costruzione della tangenziale verso Vimercate – dice ancora Centemero -, di piste ciclabili, oltre a dune artificiali che nascondono l’autostrada e opere di recupero ambientale, con rimboschimento di vaste aree». A fianco dell’autostrada correrà la cosiddetta “green way”, la pista ciclopedonale destinata a collegare Varese con Bergamo. Poco fuori Bernate, nella località cava del Cantù, sarà costruito un casello sotterraneo di entrata e uscita. I lavori della Pedemontana dovrebbero partire nel 2011.

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Referendum fuori dall’election day Vittoria leghista, costo 400 milioni

Pubblicato da zorro su Febbraio 25, 2009

Articolo di Gian Antonio Stella (autore de “La Casta”) apparso il 25 febbraio 2009 sul Il Corriere della Sera (qui)

Il 6 e 7 giugno non si terrà la consultazione sui quesiti elettorali

Referendum fuori dall’election day Vittoria leghista, costo 400 milioni

Quorum a rischio col voto la domenica dopo le Europee. Segni: presi per i fondelli. Calderoli: ne uscirebbe un sistema per noi inaccettabile

Quattrocento milioni di euro: 112 volte la somma dell’8 per mille distribuita nel 2008 alle organizzazioni di assistenza umanitaria. Ecco quanto costerà, secondo gli economisti de lavoce.info, il rifiuto di inserire il referendum elettorale tra le varie consultazioni (europee, comunali, provinciali…) raggruppate nell’election-day del 6 e 7 giugno. Risultato: ci porteranno a votare molto probabilmente tre domeniche di fila.

Obiettivo, neppure tanto segreto: stufare gli elettori e far saltare il quorum. Così da conservare la legge attuale, definita dal suo stesso ideatore «una porcata». Peccato. Peccato perché la scelta del governo di rompere finalmente con l’andazzo che per decenni aveva sparpagliato le elezioni su una infinità di date diverse era stata apprezzata, sull’uno e l’altro fronte degli schieramenti, da tutti coloro che hanno chiari due punti. Il primo: lo Stato, specialmente in questi tempi di vacche magre, deve risparmiare più soldi possibile. Il secondo: lo stillicidio di continue scadenze elettorali ha troppo spesso frenato (a volte fino alla paralisi) chi stava al governo impedendogli di muoversi senza l’ossessione di essere punito al primo esame, volta per volta cavalcato dai vincitori di turno.

Erano anni che da più parti si invocava l’election day. E anni che, a seconda delle convenienze del momento, si mettevano di traverso questo o quel partito. Finché Roberto Maroni, qualche tempo fa, aveva spiegato: «Il Consiglio dei ministri ha approvato la mia proposta: si voterà insieme per le Europee, per oltre 4000 Comuni e per 73 Province. Per fare questo abbiamo anticipato al sabato la mezza giornata di votazioni che di solito è di lunedì, sia per le Amministrative sia per le Europee».

Alleluja. Ma il referendum? Ottocentoventimila persone, 320 mila più del necessario, avevano firmato ai banchetti in piazza di Mario Segni e Giovanni Guzzetta per cambiare il «porcellum», la legge elettorale che perfino il leghista Roberto Calderoli, suo promotore, aveva definito «una porcata». E intorno alle tre idee di base (premio di maggioranza alla lista più votata alla Camera, premio di maggioranza alla lista più votata al Senato e divieto delle candidature multiple, che consentivano ai leader eletti in più collegi di optare per l’uno o per l’altro scegliendo di fatto chi fare subentrare e chi no) si erano schierati in tanti. Di destra e di sinistra. Da Arturo Parisi a Gianfranco Fini, da Stefania Prestigiacomo ad Antonio Di Pietro.

Va da sé che Mario Segni, già scottato l’anno scorso dal rinvio della consultazione deciso per la caduta del governo Prodi, l’infarto della XV legislatura e le elezioni anticipate, vive la scelta del Viminale con rabbia e sconcerto: «L’election-day il 7 giugno col Referendum sarebbe stato un’ottima cosa, ma l’election day col Referendum una settimana dopo, stretto tra la prima tornata elettorale e il secondo turno delle Amministrative la domenica seguente, è una vera presa per i fondelli». Che alla Lega non piaccia il Referendum si sa: se passassero i «sì» ai quesiti studiati da Guzzetta il Carroccio rischierebbe di esser preso in mezzo. Calderoli, un mese fa, era stato chiarissimo: «Perché dovremmo accettare un sistema che forza tutti ad entrare in due soli listoni? Berlusconi ha già difficoltà a fare il Pdl, figuriamoci se ci obbliga a entrare in un unico cartello elettorale». Quindi, patti chiari amicizia lunga: «Se qualcuno dei nostri alleati volesse sostenere quei quesiti sappia che qualcuno nella maggioranza potrebbe anche votare contro il governo».

L’obiezione formale è nota: un referendum mischiato in mezzo ad elezioni europee, comunali e provinciali rischia di «confondere» gli elettori. Risposta dei referendari: ma non è forse la destra ad additare ogni giorno a modello gli Stati Uniti d’America? Bene: in trentasei degli States, in contemporanea con le ultime presidenziali che hanno visto il trionfo di Barack Obama, gli americani hanno votato su 153 referendum. Dal matrimonio gay (in California) all’assimilazione dell’aborto all’omicidio (Colorado), dall’abrogazione del diritto all’interruzione anticipata della gravidanza (South Dakota) all’uso medico della marijuana (Michigan) fino, nello stato di Washington, al suicidio assistito.

Lo stesso Roberto Maroni del resto, quando stava all’opposizione, la pensava in maniera diversa. Basti tornare all’aprile del 2001, otto anni fa, quando l’allora premier Giuliano Amato rifiutò di abbinare le elezioni in arrivo il 13 maggio, che avrebbero visto il trionfo del Cavaliere e della sua coalizione, con il referendum sulla famosa devolution lombarda indetto da Roberto Formigoni e caro alla Lega. «Una vendetta meschina », sibilò Ignazio La Russa. «Si voterà anche a costo di sistemare dei seggi in piazza», tuonò il futuro ministro dell’Interno, «se si inventasse un rinvio illegittimo per decreto, la Regione Lombardia è pronta ad installare altri seggi e altri scrutatori per i referendum regionali, vicini a quelli delle elezioni». Altri tempi, altri interessi. Formalmente legittimi, per carità. Purché sia chiaro: collocare il referendum elettorale nella domenica in mezzo tra le Europee e i ballottaggi delle Amministrative per puntare al fallimento del quorum costerà appunto agli italiani, stando ai calcoli di lavoce. info, circa 200 milioni di euro in più di spese dirette («quanto fin qui impegnato per la social card») più altri 200 di oneri indiretti. Totale: 400 milioni. Ottanta in più di quei 322 dati nel 2008 dall’Italia, il più tirchio dei Paesi occidentali, in aiuti al Terzo Mondo.

Gian Antonio Stella
25 febbraio 2009

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Vetrine vuote: e Pedemontana prepara la spaccata

Pubblicato da zorro su Febbraio 24, 2009

Articolo pubblicato sul settimanale informaZona del 21 febbraio 2009.

La Rete Insieme per uno Sviluppo Sostenibile, che dice ora ?

Vetrine vuote: e Pedemontana prepara la spaccata

VETRINE_VUOTE_1 Prima vetrina – Parco della Baruccanetta: progetto approvato a Cesano Maderno.
Una sottile striscia di aree verdi ai lati dell’attuale superstrada, dal confine con Seveso giù fino a Bovisio; due consistenti aree agricole ai lati dei palazzi di via De Medici e poi aree sparse andando verso est. E’ questo il perimetro del parco della Baruccanetta, approvato dalla amministrazione comunale nel novembre 2006, dopo le sollecitazioni dei ragazzi delle Scuole elementari Rodari e del quartiere, dopo ‘Puliamo il mondo’ e la ‘Festa dell’albero’.
Seconda vetrina – Dorsale verde nord Milano: progetto approvato dalla Provincia di Milano.
Un’infrastruttura verde per l’equilibrio ecologico dell’area metropolitana. Un percorso verde est-ovest per collegare tutti i parchi e consentire l’attraversamento dall’Adda al Ticino della Brianza intera in ambiente verde.
Solo vetrine – Feste, manifesti, convegni, opuscoli e tante parole per magnificare la sensibilità ambientalista degli amministratori coinvolti, “per il comune obiettivo della qualità della vita nella metropoli”.
Sfascia vetrine – Dicembre 2008, arriva Pedemontana, con l’ultimo percorso assurdo tra le case, lungo 3,5 km più del necessario, largo come l’autostrada del Sole, con una curva ‘a manico d’ombrello’ che ne interrompe la continuità autostradale e sfascia i progetti ambientali. Sparisce il lungo e sottile tratto verticale del parco della Baruccanetta, spariscono le aree adiacenti ai palazzi De Medici sacrificate alle corsie e agli svincoli stradali di accesso. Svanisce il sottile raccordo verde tra il parco delle Groane e il parco del Lambro, da Bovisio-Desio a Seregno, il punto considerato più debole dell’intera dorsale verde, che viene così spezzata in due.
Le amministrazioni comunali e provinciali subiscono ?
VETRINE_VUOTE_2 E la Rete Insieme per uno Sviluppo Sostenibile Che Dice ?
“Abbiamo avuto la conferma che le COMPENSAZIONI AMBIENTALI diventano parte integrante del progetto finale dell’autostrada e che i fondi stanziati avranno come unico scopo le compensazioni stesse…. C’è disponibilità a fare da supervisore e coordinamento….Purtroppo registriamo difficoltà sulla nostra proposta di un PIANO d’AREA per l’autostrada atto ad evitare una cementificazione sulle aree di prossimità. I contatti con le altre Provincie, non hanno dato esiti confortanti. Innanzitutto l’ipotesi della fantasiosa e devastante “B2 VELOCE” che attraversava Meda Sud e la zona verde del Meredo è stata cancellata. L’idea era tecnicamente insostenibile oltre che notevolmente PEGGIORATIVA ed anche Pedemontana ha rilevato gli stessi rischi da noi paventati: rischio idrogeologico, cantiere a Meda Sud enorme e non realizzabile, abbattimenti ed espropri aggiuntivi, contrarietà dei Comuni, dei cittadini e delle associazioni (noi compresi) di Meda e Seregno. Questa è sicuramente una buona notizia.“ Soddisfazione per gli incarichi professionali futuribili, affermazioni generiche o false, senza argomentazioni tecniche confrontabili con quelle di SevesoViva, interesse al proprio orticello dimenticando le grandi aree a rischio cementificazione di Desio, Cesano, Seveso. La B2 Veloce non viene studiata e sviluppata, diciamo meglio, viene rifiutata pregiudizialmente! Ma c’è un fatto nuovo nell’aria: 3600 cittadini non dicono un rifiuto pregiudiziale all’autostrada ma propongono un progetto tecnico coi fiocchi, argomentato e favorevole per tutti i paesi coinvolti. Per la prima volta ci si misura con fatti tecnici, non con pareri e opinioni di politichesi ! E i politici sembra non se ne rendano conto; o forse gli interessi sottaciuti sono enormi.L’assessore regionale alle Infrastrutture, Raffaele Cattaneo finora non mantiene la parola, si nasconde dietro il rifiuto di due Comuni; rimane, temporaneamente, ancora un bugiardo. Eppure il Direttore generale di Pedemontana,Umberto Regalia dice: «La Legge obiettivo permette alla Regione di prendere qualsiasi decisione in merito a Pedemontana, senza tener conto delle richieste dei Comuni».
V.Co.

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“Dall’ufficio ai fornelli”

Pubblicato da zorro su Febbraio 19, 2009

Riceviamo e pubblichiamo
DonneAlVolante

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«FALSE DICHIARAZIONI SU VIA SAURO»:LA SOCIETÀ DELL’ASSESSORE TALLARITA VUOLE QUERELARE L’AVVOCATO

Pubblicato da zorro su Febbraio 17, 2009

TallaritaBrinda Qualche settimana fa pubblicavamo un articolo de Il Giornale di Seregno («Il Comune ha regalato la volumetria e nessuno nella maggioranza, pur al corrente della questione, fa alcunchè»). Qualche giorno fa l’impresa risponde sullo stesso giornale (si veda articolo sotto) e si scopre che è la “Jenny srl” il cui proprietario è il Consigliere/Assessore Nicola Tallarita (nella foto mentre festeggia la vittoria di Donati). La Jenny srl era già stata coinvolta in un caso analogo qualche anno fa (qui) per il complesso di Via Eritrea. Chi risponde nell’articolo, in qualità di Amministratore Deleato, è Annunziata Quattrocchi, molto probabilmente  la moglie del consigliere (Nuccia non è il diminutivo di Annunziata?).

Nella sentenza del TAR  si legge che «il ricorso è ammissibile nella parte in cui si riferisce all’inerzia tenuta dal Comune sull’esposto dell’11 agosto 2008 e ordina all’Amministrazione di rispondere entro trenta giorni dalla notificazione della sentenza».

E chi dovrà rispondere? L’assessore Tallarita stesso?  L’assessore all’edilizia privata Renato Alari, di cui Tallarita è  compagno di partito e  presidente della sezione di Forza Italia in cui militano entrambi? Saranno gli interessi dei cittadini ad essere tutelati o quelli privati?

Vaccarino disse:  «siamo la continuazione di quella politica che è stata portata avanti in questi dieci anni».  E su questo aveva assolutamente ragione (qui, qui).

E’ ancora scontro sull’edificio contro il quale è stato presentato ricorso al Tar

«FALSE DICHIARAZIONI SU VIA SAURO»:LA SOCIETÀ VUOLE QUERELARE L’AVVOCATO

 Seveso -  «Inesatte e infondate sono le dichiarazioni rilasciate dall’avvocato Andrea Vimercati in merito all’intervento edilizio previsto in via Sauro. La società “Jenny srl” sta dunque prendendo provvedimenti al fine di querelare il legale per quanto rilasciato sulla stampa locale».
  Le dichiarazioni sono di Annunziata Quattrocchi, amministratore della società proprietaria del lotto, che intende procedere per vie legali. La questione riguarda l’edificazione di un edificio plurifamiliare in corso Europa angolo via Sauro contro il quale alcuni residenti hanno chiesto l’intervento dell’avvocato Vimercati, con studio a Besana, per redigere un ricorso al Tar contro l’«eccessiva volumetria prevista».
A dicembre il Tar ha emesso sentenza non entrando nel merito della questione ma semplicemente invitando l’Amministrazione comunale a rispondere alle richieste dei firmatari del ricorso.
«La società “Jenny srl coinvolta nella vicenda in quanto attuale proprietaria del lotto, costituitasi in giudizio nel ricorso depositato al Tar e rappresentata e difesa dagli avvocati Antonino Brambilla e Barbara Alessandro non intende tacere sulle inesattezze e dichiarazioni infondate rilasciate dall’avvocato Andrea Vimercati e riportate sulla stampa locale – ha dichiarato Quattrocchi – Il ricorso notificato dall’avvocato Vimercati, infatti, chiedeva al Tar l’accertamento dell’illegittimità del silenzio serbato dal Comune sull’esposto inoltrato in data 11 agosto 2008 e sull’atto di diffida e messa in mora notificato in data 15-16 settembre 2008, nonché l’accertamento dell’insussistenza dei requisiti e dei presupposti previsti dalla legge per la libera intrapresa dei lavori a seguito di Dia del 30 aprile. Nella sentenza del 18 dicembre, il Tar ha accolto in parte il ricorso essendo stata dimostrata l’esistenza dell’obbligo di provvedere all’Amministrazione comunale di rispondere all’istanza presentata dal privato l’11 agosto. Nel merito, la sentenza non esprime alcun giudizio e, infatti, riporta che la complessità della questione dell’asservimento dell’area interessata dai lavori, su cui è impostata l’istanza del privato dell’11 agosto, non consente di giudicare tale istanza né manifestatamente fondata, né manifestatamente infondata, e non permette, pertanto, l’ingresso in questo giudizio della valutazione. Dunque quanto dichiarato dall’avvocato Vimercati e riportato sulla stampa locale secondo il quale “l’intervento edilizio è e rimane irregolare perché le aree interessate dalla Dia sono già state computate – il Comune ha regalato la volumetria” sono false e prive di fondamento. La pratica edilizia depositata in data 30 aprile a firma dell’architetto Simona Luglio, infatti, è legittima e conforme agli strumenti urbanistici e alle norme tecniche vigenti nel Comune. La stessa Amministrazione comunale ha comunicato all’avvocato Vimercati e ai suoi assistiti con lettera del 31 ottobre che “nessun atto è stato emesso successivamente o in conseguenza alla diffida del 15-16 del 2008 da voi inoltrata avverso la Dia”».
«Affermare che il Comune abbia regalato la volumetria – ha aggiunto l’amministratore unico della “Jenny srl” – è cosa grave perché oltre ad essere un tentativo di delegittimazione dell’Amministrazione e dell’ufficio Tecnico comunale è principalmente un’accusa senza alcuna fondatezza».
«La complessità della questione di un presunto asservimento volumetrico è un aspetto tecnico – ha dichiarato l’architetto Simona Luglio – che deve essere valutato in relazione alle variazioni urbanistiche subite dal lotto e in presenza di specifiche previsioni del Piano regolatore generale e delle relative Norme tecniche di attuazione vigenti; infondere il dubbio che il Comune possa aver concesso omaggi volumetrici potrebbe essere solo fonte di fraintendimenti. Inoltre, sotto altro profilo è doveroso sottolineare la regolarità della Dia deposita nonché la correttezza della procedura di accoglimento della stessa da parte dell’Amministrazione comunale in quanto pienamente conforme alle norme e ai regolamenti vigenti» ha concluso.

 

Articolo pubblicato il 10/02/09

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Tutta la stampa sul caso dell’assessore regionale all’Ambiente Massimo Ponzoni

Pubblicato da zorro su Febbraio 13, 2009

 Articolo pubblicato il 10/02/09 su Il Giornale di Seregno, di Ilaria Cassago.

ABUSO EDILIZIO E CASO POLITICO

Cesano Maderno -  E’ la notizia più discussa in questi giorni, scoppiata come una bomba la scorsa settimana, che ha portato in prima pagina sui quotidiani nazionali l’assessore regionale Massimo Ponzoni per un abuso edilizio in città che ha coinvolto alcuni suoi famigliari.
  Il Tar di Milano, in data 22 gennaio 2009, ha emesso una sentenza in favore del Comune respingendo il ricorso presentato da tre cittadini – Annamaria e Argentino Cocozza e Maria Cacioppo – contro un diniego di condono edilizio e una ordinanza di demolizione di un immobile risultato oggetto di abuso edilizio.
Il caso non avrebbe fatto tanto scalpore se non fosse che queste persone risultano essere la moglie, il cognato e la suocera dell’assessore regionale all’Ambiente. Da qui il grande «polverone» politico.
In un momento caldo dal punto di vista politico come quello attuale – stanno uscendo le candidature per le prossime elezioni comunali e per la nuova Provincia di Monza e Brianza – molti i dubbi e gli interrogativi. E’ stata una «manovra» politica degli avversari, di un gioco politico interno o che cos’altro?
Ma procediamo per ordine.
La vicenda ruota attorno a una villetta bifamiliare in via Paolo Sarpi, nel quartiere di Cascina Gaeta, che risulta intestata alle tre persone sopra citate. Bisogna partire da marzo 2004, mese in cui il Comune esegue i primi controlli su quell’area – che a suo tempo era registrata come verde, quindi non edificabile. Qualche giorno più tardi arriva in Comune una richiesta di condono edilizio per un’abitazione sottoscritta da Argentino e Annamaria Cocozza e Maria Cacioppo ( cognato, moglie e  suocera dell’assessore regionale all’Ambiente).
Nello stesso periodo, sul tavolo dell’ufficio Tecnico arrivano più di cinquecento domande di condono, dal momento che l’ultimo concesso risaliva al 1993.
Un sopralluogo della Polizia locale nell’aprile 2004 blocca i lavori per abuso edilizio e, nel 2007, l’Amministrazione comunica agli interessati il diniego del condono per ragioni prettamente di tempo, «in quanto la richiesta di condono è infedele dolosamente in ordine alla data di ultimazione dei lavori».
Da qui il ricorso al Tar. Il 28 ottobre 2008 il Comune emette anche un’ordinanza, (la N° 289) di ingiunzione per la demolizione dell’immobile abusivo di via Paolo Sarpi, da adempiere entro il 24 febbraio 2009.
L’immobile da abbattere, sul quale sembra esserci un po’ di confusione, risulta essere una abitazione ad uso bifamiliare composto da un piano fuori terra e uno interrato, per un totale di circa 210 metri quadrati di superficie coperta.
Il 31 dicembre 2008 Argentino Cocozza e Maria Cacioppo presentano un nuovo ricorso al Tar, affinché possa venire annullata quest’ultima ordinanza: la risposta è del 22 gennaio scorso. Il Tar respinge il ricorso sia per il condono, sia per l’ordinanza. La abitazione deve essere demolita.

Comunicato stampa Massimo Ponzoni,  pubblicato il 10/02/09 su Il Giornale di Seregno

la voce dell’assessore regionale

«E’ UN ATTACCO POLITICO CONTRO DI ME»

Ponzoni Cesano Maderno -  Poche le parole pronunciate da chi è stato chiamato in causa dalla stampa e dal mondo politico, Massimo Ponzoni, respingendo le accuse ricevute da più fronti in questi giorni. «Si tratta di un attacco politico campato per aria e strumentale – ha dichiarato l’assessore regionale all’Ambiente – Chi si è precipitato a invocare le mie dimissioni intende solo mettere in atto basse manovre a fini elettorali». L’assessore ribadisce la sua posizione dicendo che «la sentenza del Tar sugli immobili siti in città riguarda i miei parenti, ma non la mia persona. Gli immobili non sono miei e tanto meno ci abito» e con questo sottolinea di «non risiedere e di non essere mai stato residente a Cesano Maderno».
  Un’affermazione, quest’ultima, che ha lasciato un po’ perplessi, dal momento che chi ha frequentato la città e le numerose riunioni dei comitati sul tema scottante della Pedemontana, ha sentito pronunciare dallo stesso il suo interesse al problema anche in quanto «residente in città».
Ponzoni prosegue nelle dichiarazioni, con dettagli sull’immobile abusivo: «si tratta di un rustico di 80 metri quadri circa, non abitato e tanto meno abitabile e non di due villette. Mia moglie è titolare della nuda proprietà dell’area insieme a suo fratello, mentre la gestione è affidata ai parenti di mia moglie». E qui l’assessore pone l’accento sulla sua carica che gli impone «una separazione netta tra le attività di mio suocero e il mio impegno politico» e informa che ha dato mandato ai suoi legali «di assumere tutte le iniziative per difendere il mio onore contro chi ha sollevato ingiustamente e indebitamente un polverone al solo scopo di colpirmi politicamente». 

Articolo pubblicato il 10/02/09 su Il Giornale di Seregno

parla il suocero, eugenio cocozza

«STIAMO GIÀ PROVVEDENDO ALLA DEMOLIZIONE»

Cesano Maderno -  «Se abbiamo sbagliato, paghiamo» ci ha dichiarato Eugenio Cocozza, marito di Maria Cacioppo, coinvolta nella faccenda dell’abuso edilizio, nonché suocero di Massimo Ponzoni, sul cancello di casa mentre sta per uscire per recarsi al lavoro. Non respinge i giornalisti, l’uomo cerca di chiarire alcuni fatti, in particolare la posizione dell’assessore. «Mio genero non ha niente a che fare con questa storia – ha detto il suocero – non abita neppure qui, pertanto non comprendo tutto questo polverone». Sulla costruzione abusiva, non ha niente da nascondere, anzi parla di una villetta condonata nel 2003 finita e regolare, ma non abitata e di una seconda villetta, quella incriminata, «che volevo costruire per allargare la famiglia. Questa è rimasta incompiuta, a rustico, per lo stop che ha ricevuto», ha raccontato Eugenio Cocozza. Mentre ribadisce la non residenza del genero e della figlia in città, – «stanno a Desio» – assicura che «sta provvedendo ad abbattere ciò che risulta abusivo». 

 Articoli pubblicati sul settimanale informaZona il 7 febbraio 2009

‘Repubblica’ lo tira in ballo per abusi edilizi

L’assessore regionale all’Ambiente preannuncia querele                                  

Cesano Maderno. Giornata convulsa quella di mercoledì per gli addetti stampa comunali, regionali e per gli operatori dell’informazione che si sono precipitati (Rai – Tv compresa) a Cesano per saperne di più su quanto scritto in prima pagina dal quotidiano nazionale ‘Repubblica’: ‘Il Tar condanna l’assessore Regionale all’Ambiente Ponzoni’. Tutto nasce dal riscontro che gli Uffici comunali fecero in passato ‘su due villette abusive perché costruite su un terreno agricolo non edificabile’ a Cascina Gaeta, scrive il giornale. La prima intestata alla moglie Annamaria Cocozza. La seconda abitata dal cognato Argenio Cocozza e dalla suocera Maria Cacioppo. Il 28 ottobre 2008  il responsabile dell’Ufficio comunale competente aveva firmato un’ordinanza in cui ingiungeva la demolizione dell’immobile. Ma i proprietari, congiunti dell’assessore regionale all’Ambiente, avevano fatto ricorso al Tar Lombardia la cui sentenza ha i giorni scorsi respinto la richiesta di sospensione per cui si dovrà procedere all’abbattimento del manufatto ‘fuori legge’. Un colpo basso per Massimo Ponzoni (Forza Italia) che qualcuno dava candidato PdL alla presidenza della nuova Provincia di Monza e Brianza (opposto al Pdino Gigi Ponti). Il giovane Forzista  risponde alle affermazioni del foglio nazionale con un comunicato stampa,minacciando querele ‘per l’attacco strumentale’ subito. Prende le distanze dalle ‘strumentalizzazioni politiche’ anche il sindaco Vaghi che parla di ‘ordinaria prassi amministrativa’, forse tenendo presente l’acceso scambio di battute al vetriolo intercorso con Ponzoni. in passato sugli organi di stampa locale. Intanto il popolo di internet si è scatenato nel commentare la ‘ghiotta’ notizia che lega un abuso edilizio comprovato ai parenti dell’assessore regionale all’Ambiente.
A.C.

Ponzoni respinge le accuse lanciate dal quotidiano: “attacco strumentale, sporgo querela”

“La sentenza del Tar sugli immobili di Cesano Maderno non riguarda la mia persona, ma semmai miei parenti. Gli immobili non sono miei, né vi abito. Anzi non ho mai avuto nemmeno la residenza a Cesano Maderno”. L’assessore all’Ambiente della Regione Lombardia, Massimo Ponzoni, respinge come “un attacco politico campato per aria e strumentale” quello innescato dall’articolo di un quotidiano nazionale. “Chi si è precipitato a invocare le mie dimissioni intende solo mettere in atto basse manovre a fini elettorali”, aggiunge Ponzoni. Ponzoni spiega che ciò di cui si tratta “è un immobile di 80 mq circa, per la precisione un rustico. Non si tratta quindi di due villette, ma di un rustico non abitato, né tanto meno abitabile. Mia moglie è solamente titolare della nuda proprietà dell’area insieme a suo fratello. La famiglia di mia moglie ne detiene l’usufrutto; la gestione dell’area è totalmente affidata ai parenti di mia moglie. Inoltre non  risiedo né sono mai stato residente a Cesano Maderno”. “Del resto – aggiunge l’assessore – il mio ruolo mi impone da anni una separazione netta e inequivocabile fra le attività di mio suocero  e il mio impegno politico”.
Ho dato mandato ai miei legali di assumere tutte le iniziative per difendere il mio onore contro chi ha sollevato ingiustamente e indebitamente un polverone al solo scopo di colpirmi politicamente”, conclude Ponzoni.

Il Sindaco Vaghi sull’ordinanza del Tar : “No alle strumentalizzazioni politiche”

Il Sindaco di Cesano Maderno, Paolo Vaghi, ribadisce la propria posizione in merito alla sentenza del Tar che vede coinvolti alcuni parenti dell’Assessore regionale Massimo Ponzoni:  “Nego nel modo più assoluto di voler trarre vantaggi politici o personali dalla vicenda. Quest’ultima comunque non riguarda in prima persona Massimo Ponzoni, poiché mi risulta che egli non è neppure residente a Cesano Maderno. Le mie dichiarazioni (su ‘Repubblica’) sono state fraintese e male interpretate, creando un caso politico che non esiste; gli interessati, inoltre, hanno già dichiarato di voler ottemperare spontaneamente all’ordinanza confermata dal provvedimento del Tar. Per quanto mi riguarda si tratta di una pratica amministrativa che gli uffici hanno gestito secondo la prassi ordinaria. Per amor di verità l’ordinanza non coinvolge l’Assessore Ponzoni – che peraltro non mi ha mai contattato in prima persona per parlarmi della questione – e di conseguenza la stessa non ha alcun legame con la sua attività politico-amministrativa.Non sarò certo io a tentare di sfruttare questa vicenda per fini di contrapposizione politica; sono anzi convinto che le vicende personali debbano essere lasciate, fuori dalla politica, alla coscienza individuale”.

Altri articoli pubblicati il 10/02/09 su Il Giornale di Seregno

familiari di Massimo Ponzoni dovevano pagare una ammenda

ANCHE IL TRIBUNALE DI DESIO AVEVA EMESSO SENTENZE IN PASSATO

Cesano Maderno -  Per la legge erano già colpevoli di abuso edilizio e ora rischiano anche un procedimento per falso.
  Per l’abuso edilizio erano già stati condannati dal Tribunale di Desio lo scorso 3 giugno 2008. Il cognato di Massimo Ponzoni, Argentino Cocozza, la moglie Annamaria e la suocera Maria Cacioppo erano stati infatti dichiarati colpevoli dal giudice Silvia Pansini per aver costruito l’11 marzo 2004 un edificio di 11,30 metri per 16,30 per 4,90 senza permesso edilizio in via Sarpi all’angolo con via Marmolada.
Nei confronti di Argentino Cocozza, domiciliato presso la madre, si era proceduto in quanto costruttore e comproprietario dell’immobile. Mentre come comproprietarie sono andate nei guai anche la moglie Annamaria (che risultava residente a Desio all’epoca del procedimento a suo carico) e la suocera, che viveva nella casa in questione.
Per i tre coinvolti quest’estate era arrivata la sentenza. I due Cocozza erano stati condannati a quattro mesi di reclusione (poi convertiti in 4560 euro di multa) e al pagamento di un’ammenda complessiva di 7360 euro. La suocera invece se l’era cavata con tre mesi e 2800 euro di multa, poi sostituiti in una sanzione pecuniaria di 6220 euro complessivi. Per tutti però la pena è stata condonata.
Con la sentenza, il giudice aveva imposto anche la demolizione dell’opera abusiva, previa verifica che non ci fossero procedimenti amministrativi incompatibili. Adesso che anche il Tar ha respinto la loro richiesta, la disposizione potrà essere quindi esecutiva. Diversa la faccenda del falso. Dalla relazione del Tar si evince che nella domanda di condono, i richiedenti erano stati dolosamente infedeli in ordine alla data di ultimazione dei lavori. Per questo gli atti sono stati mandati alla Procura di Monza che potrebbe aprire un nuovo procedimento.

in attesa di fare maggiore chiarezza, si muove il mondo politico

IL CENTROSINISTRA CHIEDE LE DIMISSIONI, SOLIDARIETÀ DAL CENTRODESTRA

Cesano Maderno -  Il polverone più grosso si è mosso nell’ambiente politico regionale.
  «L’assessore all’Ambiente della mia Giunta – ha detto il presidente di Regione Lombardia Roberto Formigoni – fornirà una dimostrazione ampia di quanto sia estraneo ai fatti e risponderà punto per punto alle contestazioni che sono state sollevate nei suoi confronti», riferendosi alla richiesta di dimissioni immediate avanzata dal Pd lombardo che giudica «inadatto Massimo Ponzoni a fare l’assessore».
«Il massimo vertice regionale che si deve occupare di difendere l’ambiente non deve neanche essere sfiorato dal solo sospetto di abusi edilizi – hanno dichiarato Giuseppe Civati, consigliere regionale del Pd e Carlo Monguzzi, capogruppo dei Verdi in Consiglio regionale – Inoltre un assessore all’ambiente non può assistere al fatto che l’abuso venga commesso e che per di più i propri famigliari chiedano di sanarlo. Nel ruolo di assessore all’Ambiente serve una figura specchiata, che metta al primo posto la lotta all’abusivismo e la tutela del territorio lombardo».
Parole di sostegno arrivano invece dal fronte destro, che ha ribadito la propria solidarietà a Ponzoni «per la campagna denigratoria di cui è oggetto – ha dichiarato il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Paolo Valentin – Pur non entrando nel merito della questione, non possiamo non sottolineare come la sentenza non riguardi l’assessore in prima persona. Siamo contrari all’utilizzo politico delle sentenze e, ancora una volta, dobbiamo constatare come si utilizzino le decisioni dei tribunali per colpire un esponente del gruppo di Forza Italia del Consiglio regionale».

UN ABUSO METTE FUORI GIOCO L’ASSESSORE REGIONALE PONZONI

Cesano Maderno -  Settimana difficile per l’assessore regionale Massimo Ponzoni, che sicuramente mette in forse la sua candidatura alla presidenza della Provincia di Monza e Brianza. Il fatto che il Tar, Tribunale amministrativo regionale, ha dato torto ai suoi parenti più stretti – moglie, suocera e cognato – colpevoli di un abuso edilizio, ne ha macchiato la credibilità come assessore regionale alla Qualità dell’ambiente. Tanto che il consigliere del Pd Pippo Civati è arrivato a chiedere le sue dimissioni.
  La difesa di Ponzoni, che ha preso le distanze dai parenti, ha lasciato a desiderare, perché, vista la carica che ricopre, gli avversari si aspettavano che almeno condannasse l’abuso edilizio. Ma tant’è. Qualche avversario politico (o amico?) gli ha ben confezionato questo scherzo, dal quale gli ci vorrà un po’ di tempo per risollevarsi.

 

 

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«INTERRAMENTO FNM: IL PD PER PROTESTA NON PARTECIPA AL VOTO»

Pubblicato da zorro su Febbraio 12, 2009

Articolo pubblicato il 10/02/09 su Il Giornale di Seregno

INTERRAMENTO FNM: IL PD PER PROTESTA NON PARTECIPA AL VOTO

Seveso -  «Non abbiamo partecipato alla discussione e al voto sulla mozione della maggioranza come ennesima forma di protesta». Il Partito democratico intende fare alcune precisazioni in merito alla mozione riguardante lo studio di fattibilità per l’interramento ferroviario della linea Milano Asso, argomento discusso durante l’ultimo Consiglio comunale.
  «Attendiamo ancora di discutere la nostra mozione sull’argomento interramento delle Fnm, mozione, la nostra, che è stata pretestuosamente e arrogantemente sospesa dalla maggioranza – ha dichiarato il capogruppo, Paolo Butti – Riteniamo sarebbe stato doveroso, anche da parte della presidenza del Consiglio perlomeno non anteporre alla discussione della nostra mozione altre proposte sullo stesso argomento creando una situazione che minimizza e tende a ridicolizzare ancor di più l’immagine e l’importanza del ruolo dell’opposizione che questa maggioranza ha già più volte denigrato». Il Pd si dichiara favorevole allo studio «in quanto l’ordine del giorno 932/06 è stato approvato in Regione grazie al voto determinante del centrosinistra che ha appoggiato all’unanimità la proposta della Lega Nord; cosa non avvenuta da parte di Alleanza Nazionale e Forza Italia, tant’è che senza il nostro apporto il punto non sarebbe stato approvato. Valutiamo molto negativamente il fatto che la maggioranza sia costretta a portare in Consiglio una mozione di sollecito alla Giunta quando l’argomento dovrebbe rappresentare uno dei punti cardini della proposta amministrativa della stessa maggioranza».

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«SEVES SFORTUNADA»

Pubblicato da zorro su Febbraio 9, 2009

Sentiti complimenti all’autore

SEVES SFORTUNADA  

Cara la mia Seves sfortunada,
t’han fa inscì bèla tanti ann fà,
coi tò bei viai e gent ordinada
con tanti giardin adré ai to cà.

Poeu, da Meda, ‘na nivula schifusa
sul gobb, col vent, te dovù ciapà,
senza che nessun te disess scüsa
per i velen che t’han tra in cà.

Per netà i teren da ‘sta porcheria
ch’ha fa murì cunili, vacc e pui
e che tanta gent l’ha fa andà via,
perfin sedes cà han trà in fregui.

Segnada te se stada, malament,
da ‘sto scunquass de la tua tèra
ma poeu un quai vun intelligent
l’è reussì  a fa finì ‘sta “guèra”.

Dopu, a furia de cercà el prugress,
e specialment in ‘sti ultim temp,
t’è vist a cres, purtropp de spess,
al post di fiur,  gran gabi de ciment.

A ‘sto pastiss poeu ghe se tacà
un trafic strengulàa de vetur fetent
che spetten un treno gemò passàa,
inscì spüzen e fan bacan per nient.

Adess, per eleziun mal resunàa,
te gh’é un gran sindic cu’i barbis
che de mestée l’è tanto abituàa
a urdinà supost e pilul in benis;

e per risolv la tua trista situaziun,
sufegada tra ferrovia e autostrada,
col cunsili di so cap de la regiun
l’ha inventàa un’ultima mattada.

In  super-slargada el vör fa ‘ndà
rob che ai pé di munt duvea passà,
forse per tirà a càa quatter danèe,
che per i sò prumess in minga assèe.

E col placet di padan e alter presidi
el  te mett là ‘na suposta indurada,
fada de fum, baccan e gran fastidi,
che te farà mal quand sarà passada.

Un sevesin un po’ pueta e un po’ incazzàa.

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PER IL BENE DEI CITTADINI?

Pubblicato da zorro su Febbraio 6, 2009

Articolo pubblicato sul settimanale informaZona del 31 gennaio 2009

PER IL BENE DEI CITTADINI?

CESANO, CAPRO ESPIATORIO, PIEGA LA TESTA PREMATURAMENTE.  

Dopo le schermaglie e sceneggiate di maggioranza e opposizioni negli ultimi due mesi, lunedì 26 gennaio nel Consiglio comunale, le forze politiche cesanesi erano chiamate a pronunziarsi, nero su bianco, sul sostegno al progetto B2 veloce,  sbandierato verbalmente ai 4 venti da tutti e, a detta del sindaco Vaghi, riscontrabile anche nei verbali dei Collegi di vigilanza. Puntualmente il presidente del Consiglio, Nicolaci,con l’accordo dei capi gruppo, modifica l’ordine del giorno dando la parola al sindaco e, per “completare le informazioni”, all’architetto Umberto Regalia (Direttore Generale Pedemontana), relegando le due mozioni a favore della B2 alla fine dell’incontro, dove scompariranno così da ogni documento ufficiale. Il sindaco, con un riassunto particolareggiato degli ultimi 2 mesi e una sperticata lode per la partecipazione appassionata dei cittadini e delle associazioni, ricorda la bocciatura della B2 veloce del 15 gennaio da parte di un funzionario della Regione, confermata da Regalia  negli incontri del 19 e 20 gennaio in Cesano e il definitivo abbandono al Collegio di vigilanza del 21. I motivi appena accennati sono di costi, tempi, procedure; quelli tecnici sono competenza di Regalia, il quale, per l’inconsistenza e un residuo briciolo di amor proprio, “si dimenticherà” poi di spiegarli ai tanti presenti. Nessuna carta viene prodotta, nessun documento scritto che argomenti per confronto le affermazioni tecniche e politiche di Sevesoviva; solo la riproposizione che per la Regione la B2 veloce non poteva neanche essere messa in discussione. Infine l’annuncio che, essendo indispensabile l’unanimità per produrre una variazione sostanziale del progetto preliminare, Cesano è orientata ad accettare le trattative, per ottenere miglioramenti e risorse da impegnare nel territorio. Per brevità ecco alcuni concetti espressi: “la situazione è migliore; di strada ne è stata fatta tantissima; vogliamo prendere parte propositiva e attiva; i minori costi a Cesano saranno tutti per mitigazioni e compensazioni in città, ad oggi non si dispone di esaustiva documentazione ma (incredibile) riconosciamo l’onestà intellettuale dell’assessore Cattaneo e quindi datemi pieno mandato, in bianco”.L’architetto Regalia stupisce i presenti con la scoperta della Regione, accortasi solo ad ottobre 2008, che il progetto elaborato per molti anni e costi nelle segrete stanze, al nascosto dei cittadini, non poteva funzionare. Stupisce con l’annuncio della cancellazione delle strade di arroccamento, come se le auto per Milano possano sparire o non sovrapporsi più al traffico autostradale. Infastidisce i cittadini presenti dicendo che alla ‘detariffazione’ dei residenti di Cesano, a scomputo dei risparmi,  si sono “messi di traverso” i Comuni di Bovisio, Seregno, Lazzate e Cermenate. Relazioneremo in futuro dei numerosi dettagli, specie riguardo le compensazioni economiche dei risparmi, poiché ora tutto quanto detto è provvisorio fino a metà marzo, quando il progetto definitivo verrà dato alle stampe.
Il Consigliere Cazzulani (Gruppo Misto Indipendente) chiede chiarimenti sulle curvature mangia spazi a Cascina Gaeta, il  cosiddetto ‘gomito dell’ubriaco’ o ‘manico d’ombrello’, sulle modalità di accesso libero all’autostrada per i residenti, sulle prescrizioni riguardanti i veleni presenti sul percorso. Regalia risponde che sulla cava Girardi e sulle aree contaminate da diossina si stanno facendo caratterizzazioni e che si deciderà per la messa in sicurezza o la decontaminazione. Dopo una pausa viene data lettura della lettera inviata dalle associazioni in cui viene espressa la totale insoddisfazione verso la Regione, quindi della delibera finale che ripropone tutta la storia, dando mandato al Sindaco di trattare le condizioni della resa di Cesano (definita da Regalia ‘capro espiatorio’) e di coordinarsi con una commissione permanente consiliare, da costituire allo scopo.
Di un qualche rilievo gli interventi di Cazzulani che propone integrazioni sui punti precedentemente esposti, del sindaco che lo attacca personalmente invece di rispondere, del Consigliere Ponti che ripropone la ‘cura del ferro’ e la riqualificazione della Milano-Bovisio però “senza necessità di scriverli sul documento”, del Consigliere leghista Marina Romanò che si rammarica e si pente del passato, del consigliere D’Amato che inneggia al progresso. Il finale è conseguente: tutti insieme senza gioire, con coraggio ci teniamo la Pedemontana e iniziamo il percorso per migliorarla, per il bene, la salute, la qualità della vita dei cittadini. Amen. Franco Busnelli e Danilo Romanò assenti, Cazzulani contrario, tutti gli altri a favore. Con il ritiro delle 2 mozioni, la B2 veloce viene cancellata  prematuramente dai documenti  dell’attuale amministrazione di Cesano, tutti d’accordo; il solo Cazzulani contrario.    
V.Co.

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