La Pedemontana che non t’aspetti
12 Marzo 2009 pubblicato su Il Giorno (qui)
articolo di Bar.Cal.
Presentato il progetto studiato insieme da costruttori e ambientalisti
SOSTENIBILE e tecnologica. Dagli espropri alla gestione. È la Pedemontana disegnata dal presidente Fabio Terragni, dalla Provincia e dagli ambientalisti di «Insieme in rete per uno sviluppo sostenibile». Una sigla che raggruppa i comitati contrari all’infrastruttura, e che non si sono limitati a combatterla, ma hanno presentato proposte per migliorarla. In tutto, dieci, condivise con la società che ha il compito di costruire «l’autostrada fra le case» in Brianza, dove il tracciato è tortuoso per via dell’alta densità abitativa, e che collegherà Bergamo a Malpensa, 80 chilometri, in cantiere da 40 anni. Ecologisti e costruttori hanno lavorato gomito a gomito per ridurne l’impatto, introducendo importanti elementi di avanguardia. Un’operazione da 100 milioni di euro, il 3,5 per cento del valore delle opere. Un fiume di denaro che sarà controllato da un comitato ad hoc. «Per verificare che i soldi siano realmente spesi per la mitigazione», avvisa Alberto Colombo di Insieme.
SI PARTE dagli espropri intelligenti. Pedemontana non si limita a risarcire «cash» chi perderà la casa. Gliela ricostruisce secondo canoni di sostenibilità che manco nel Nord Europa. «Costruiremo veri e propri villaggi ecologici con eco-materiali, autosufficienti dal punto di vista energetico», annuncia Terragni. Stesso principio per le stazioni di servizio, dotate di carburanti alternativi, metano, Gpl, ma pure colonnine per la ricarica di macchine elettriche, in linea con gli annunci di importanti case automobilistiche, pronte a lanciare sul mercato modelli di questo genere. Sui tetti dei benzinai, pannelli fotovoltaici, pavimenti e finiture realizzate con materiali rinnovabili. «Una rivoluzione per l’Italia – ancora il presidente di Pedemontana – all’estero è normale costruire così, ma da noi è la prima opera del genere a vedere la luce». Nel decalogo che ha fatto digerire Pedemontana ai più recalcitranti – le 27 varianti dell’opera sono state approvate all’unanimità e recepite dall’Accordo di programma della Regione a cui partecipano i Comuni interessati – si dice molto sulla edificabilità. «La nuova autostrada non sarà la fotocopia dell’A4 – rimarca Gigi Ponti, assessore all’attuazione della Provincia di Monza – ma un susseguirsi di paesaggi recuperati, e in qualche caso, migliorati rispetto allo stato attuale». A fianco della corsie di cemento, correrà la Greenway, l’autostada verde, 80 chilometri per la «mobilità alternativa». A due ruote. «Anche questa è una conquista senza precedenti», ricorda Terragni. Pedemontana sarà hit-ech. Niente barriere di esazione come noi le conosciamo, ma passaggi automatici sulla falsariga del telepass, con tecnologie ancora più moderne. Dunque niente casellanti (ce ne sarebbero voluti 200), e soprattutto niente code. «Evitiamo di asfaltare 500.000 metri quadri. Risparmiamo soldi e territorio», ribadisce il presidente. E ancora: illuminazione modernissima grazie a led di ultima generazione che fanno bene al portafoglio e all’ambiente. Dotati di un sensore si attivano al passaggio di un mezzo e si disattivano quando non c’è nessuno. Così moderni che oggi sono solo prototipi ma nel 2015, quando Pedemontana entrerà in servizio, saranno realtà. Tutto questo è frutto della concertazione partita dal basso e di una marea di incontri e riunioni. «Tre al giorno nell’ultimo anno», ricorda Terragni, che dà i numeri: 50 assemblee pubbliche, 700 appuntamenti tecnici con uffici comunali o provinciali, 250 rendez-vous istituzionali. «Uno sforzo straordinario che ci porta a avere sulla carta un progetto perfettibile, ma di altissimo profilo», concordano gli attori.
DA RISOLVERE altri nodi critici: la «raccolta delle acque», un processo importante per cui si chiede aiuto ai comitati. «In prossimità dei bacini vogliamo creare oasi naturalistiche», dice il presidente. Applaude agli sforzi fatti anche chi ha come obiettivo la difesa del territorio. «Il lavoro svolto ha dato i suoi risultati», aggiunge Pino Timpani di Insieme. «La Pedemontana con queste caratteristiche può armonizzarsi con “Molta+Brianza”, il progetto di recupero paesaggistico messo in piedi dall’architetto Andreas Kipar su nostro incarico», evidenzia Ponti. La mitigazione procederà a fianco di: «sicurezza del cantiere e legalità. Dobbiamo evitare infiltrazioni mafiose», conclude Terragni. |
Pedemontana, parte il Road shock
5 ottobre 2009, pubbicato su Il Cittadino (qui)
articolo di Anna Prada
Serate con la rete ambientalista
Vimercate – Dal Road show di società Pedemontana, impegnata per mesi in incontri pubblici informativi nei Comuni coinvolti dal progetto, all’imminente Road shock che la rete delle associazioni ambientaliste porterà in alcune delle zone interessate, denunciando l’inutilità dell’autostrada e il rischio che venga realizzata al risparmio, con un impatto ancora più grande in città come in campagna. Tra le città metà del Road shock c’è anche Vimercate. La data è ancora da fissare, ma il tour partirà attorno alla metà di ottobre. Gli incontri si comporranno di una parte generale, sul progetto autostradale e sulle attività svolte dal 2007 a oggi dalla rete ambientalista, e di una riflessione più puntuale.
A ogni incontro verrà lasciata una mappa relativa al tracciato locale di Pedemontana. Il Road shock toccherà Vimercate, Desio, Seveso, Meda, Lomazzo/Mozzate, Gorla Minore e Maggiore. Nel frattempo, l’iter di Pedemontana attende l’approvazione del progetto definitivo dell’infrastruttura da parte del Cipe, passaggio previsto già per l’estate e che potrebbe arrivare in discussione giovedì 8 ottobre. |