Voglio una città migliore

pensieri, domande e riflessioni di cittadini di Seveso e dintorni

Seveso, Barruccana tremila no al tunnel

Posted by zorro su luglio 18, 2011

Articolo pubblicato il 18/07/2011 su Il Giorno

Seveso, Barruccana tremila no al tunnel

articolo di Son.Ron.
— SEVESO —
IL COMITATO di Coordinamento di Barruccana con i suoi tremila sostenitori continua a dire «no» al sottopasso e sì all’abbassamento dei binari della linea delle Nord Saronno-Seregno. Dopo gli appelli alla Regione Lombadia e al Cipe, gli incontri con l’amministrazione comunale e la Provincia, il gruppo ha preparato un progetto di massima per l’interramento di un chilometro e mezzo della linea ferroviaria.

«ABBIAMO OTTENUTO un parere favorevole, sia pure solo verbale – spiega la presidente del Comitato, Giusy Tacchini – dalle Ferrovie Nord e il sostegno da parte della Provincia e del Comune. Dalle due istituzioni è anche stata dichiarata una disponibilità finanziaria per la copertura della spesa necessaria. La Provincia, visto il progetto presentato dal nostro Comitato, si è impegnata ufficialmente a verificarne la fattibilità, per chiedere a Regione Lombardia la relativa approvazione».
Il Comitato di Baruccana ha inviato una lettera alla Regione, alla Provincia e alle Amministrazioni interessate dalla viabilità alternativa in cantiere. Il gruppo ha personalmente monitorato e verificato gli studi effettuati da Ferrovie Nord sul traffico pesante e, dati alla mano, l’ha bocciata».

«LE ALTERNATIVE di percorso proposte per i mezzi pesanti allungherebbero di circa 10 chilometri l’attuale viabilità – spiega la presidente Giusy Tacchini -: ciò comporta 30 minuti in più di percorrenza, che moltiplicata per il numero dei mezzi rilevati e per il tempo di realizzazione del cantiere dà un totale di 40 mila ore lavorative perse. Considerando anche il consumo di gasolio significa che le aziende della zona subiranno un danno di circa 1 milione e 400 mila euro». Da altri studi emerge che le auto provenienti da Lentate in via Gorizia transiterebbero proprio davanti alle scuole della frazione sevesina. La probabilità degli incidenti è altissima. Le auto arriverebbero ad una rotonda dove confluiscono cinque arterie».
Tra l’altro partiranno a pochi metri di distanza i lavori per la Pedemontana. Nella relazione non vi è alcun studio sulle due opere. «L’unica possibilità è quella di abbassare la linea ferrovaria», conclude la presidente.

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Via Delle Grigne: una situazione di grave pericolo

Posted by zorro su luglio 11, 2011

Riceviamo e pubblichiamo

POZZA 043 POZZA 038

 

 

Segnalo una situazione di grave pericolo che i cittadini di Seveso corrono ogni giorno durante i periodi di pioggia. La situazione di grave pericolo riguarda Via Delle Grigne, in prossimita della prima curva in direzione Cesano. Infatti a pochi metri da questa questa curva cieca (da cui sbucano macchine dal nulla, a volte anche ad alta velocita) c’è una pozza/laghetto, che si forma anche nei normali periodi di pioggia, e che (non essendoci marciapiede) obbliga i pedoni a camminare in mezzo alla strada. La fotografia è stata scattata proprio mentre un auto curva verso un pedone che è obbligato a percorrere la strada oltre la pozza/laghetto.

Un cittadino di Seveso
POZZA 039

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Seveso: a 35 anni dal disastro ambientale ancora manifestazioni

Posted by zorro su luglio 11, 2011

Articolo pubblicato l’11 Luglio 2011 su Il Corriere della Sera (qui), al link si trova anche una video.

A 35 anni dal disastro ambientale, manifestazioni per salvare l’oasi

Per Seveso arriva anche lo sciamano: «Fermate i lavori a rischio diossina»

Una catena umana per tutelare il Bosco delle Querce, che i cantieri per la Pedemontana rischiano di far sparire

MILANO – Tremano le mani intrecciate di centinaia di attivisti lungo tutta la catena umana. È il momento più intenso del rito che uno sciamano del Togo sta effettuando per proteggere il Bosco delle Querce di Seveso, l’area simbolo del riscatto dalla diossina proprio nel giorno del 35esimo anniversario del disastro dell’Icmesa. Il Bosco – è l’allarme lanciato dalla rete delle associazioni ambientaliste della Brianza, – rischia di perdere un terzo della sua superficie per i lavori di realizzazione della superstrada Pedemontana. Gli espropri – seppur temporanei dell’area – sono oramai alle porte per la riqualificazione della Milano-Meda e la rettifica – per rispettare le nuove norme sulla sicurezza autostradale – del curvone di Barlassina. Opere che comporteranno l’abbattimento di centinaia di piante; un sacrificio inutile secondo le forze ambientaliste quando sarebbe sufficiente una semplice volontà politica.

La catena umana per proteggere il Bosco delle Querce
La catena umana per proteggere il Bosco delle
Querce

RISCHIO DIOSSINA – Oltre alla battaglia a tutela del Bosco, per i comitati ambientalisti Monza e Brianza la preoccupazione è alle stelle per l’arrivo del maxi cantiere della Pedemontana che andrà a sventrare le aree verdi mai bonificate tra Seveso, Desio, Cesano Maderno e Meda, contaminate dal vento che spirò esattamente 35 anni fa. Zona nelle quale i rilievi del campioni di terra effettuati dall’Arpa di Monza dimostrano che la diossina c’è ancora, sepolta sotto alcuni centimetri di terra, e che due prelievi su tre i dati superano i limiti fissati dalla legge. E le polveri della diossina e soprattutto i suoi effetti – se non saranno rispettate alla lettera le rigide prescrizioni in sede interministeriale – rischiano di fare altri guai, alle popolazioni e a coloro che lavoreranno nei cantieri. Dunque: aree di lavoro superprotette, tute bianche, maschere e guanti, acqua per ripulire da tutta la polvere a rischio pericolo. Come 35 anni fa. Da Pedemontana si conferma l’impegno a rispettare ogni virgola di quanto richiesto in sede governativa sapendo di aver tutti gli occhi puntati addosso

Roldano Radaelli

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VIA DELLE GRIGNE «CHIAMIAMO IL GABIBBO»

Posted by zorro su maggio 25, 2011

Articolo pubblicato il 24/05/11 su Il Giornale di Seregno

PROTESTANO I RESIDENTI PER LA STRADA DISSESTATA

VIA DELLE GRIGNE «CHIAMIAMO IL GABIBBO»

Seveso – «Siamo stanchi di tante promesse non mantenute, abbiamo perso la fiducia e non andremo più a votare».
A protestare ancora una volta sono i residenti di via delle Grigne, nella frazione di Baruccana, per la condizione nella quale si ritrovano a vivere quotidianamente. Una strada dissestata che l’Amministrazione comunale non ha ancora asfaltato, piena di detriti come vetri, ferri e chiodi e dove si alza un polverone al passaggio delle automobili.«Una strada dimenticata da tutti – ha dichiarato Maria Carbone , portavoce dei residenti, che già a dicembre si era rivolta al nostro Giornale per segnalare tutti i disagi – Ogni giorno tolgo dalla strada vetri, chiodi e pezzi di ferro che rischiano di forare le gomme delle nostre auto. In questo tratto non esiste né marciapiede, né illuminazione, né fognatura. Inoltre abbiamo saputo che quando inizieranno i lavori di riqualificazione della linea ferroviaria Seregno-Saronno, parte del traffico sarà dirottato lungo la nostra via che a quel punto deve essere per forza sistemata e messa in sicurezza. In questa zona vivono anche bambini e anziani che rischiano di farsi male ogni volta che escono dal cancello di casa».Due anni fa i residenti hanno ceduto parte del loro terreno con la promessa di una riqualificazione della strada che non è stata ancora fatta. «Qui in tanti soffriamo di allergia e quando passano le auto si alza un polverone, dannoso per la nostra salute – ha aggiunto Maria Carbone – Siamo stufi di essere continuamente presi in giro dal Comune. Quest’inverno non sono nemmeno passati a spalare la neve. Abbiamo perso la fiducia e la stima in questi amministratori, che non andremo più a votare, per le tante promesse al vento. Come tutti paghiamo le tasse e vogliamo il rispetto dei nostri diritti. Non si riesce a capire perché non vogliano asfaltare».Dopo aver presentato un reclamo al sindaco, Maria Carbone ha deciso di contattare anche «Striscia la notizia», il noto telegiornale satirico, per chiedere l’intervento di un inviato: «Vogliamo mostrare all’Italia intera che nella nostra via c’è un reale pericolo di caduta specialmente per le persone anziane. Vogliamo far sapere a tutti dove viviamo. Per questo abbiamo già mandato diverse e-mail a Striscia la notizia e continueremo a farlo fino a quando non verranno a fare un reportage».

Marina Doni

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Expo e immobili, quegli intrecci tra Podestà e Cabassi

Posted by zorro su aprile 11, 2011

Articolo pubblicato su Il Corriere della Sera il 11/04/2011

La storica famiglia di immobiliaristi proprietaria di un quarto dei terreni dell’esposizione

Expo e immobili, quegli intrecci tra Podestà e Cabassi

La holding in mano alla moglie del presidente della Provincia, Noevia Zanella. Lui: tutto trasparente

Guido Podestà e la seconda moglie Noevia Zanella (Fotogramma)
Guido Podestà e la seconda moglie Noevia Zanella (Fotogramma)

MILANO – Si è sempre saputo poco della storia dei due cappelli, piccolo ma non secondario capitolo di uno dei più grandi affari immobiliari milanesi degli ultimi anni. L’affare è quello dei terreni dell’Expo, a Nord Ovest di Milano. I due cappelli appartengono a Guido Podestà: il cappello da presidente della Provincia di Milano e poi quello da socio dei Cabassi. Cioè la storica famiglia di immobiliaristi proprietaria di una grossa fetta dei terreni dove sorgerà l’Esposizione Universale. A loro fa capo anche il 40%del capitale di una holding della famiglia Podestà. «Tutto trasparente», per l’uomo politico del Pdl.

TERRENI E MILIARDI – Sarà la Provincia insieme al Comune di Milano e alla Regione Lombardia a decidere la modalità (acquisto, newco, comodato d’uso) con cui acquisire dai privati la grande area dove si farà l’Expo 2015. Questa settimana potrebbe essere decisiva. Qualche numero: terreni per 1,1 milioni di metri quadrati (un quarto dei Cabassi, circa metà della Fiera di Milano), 1,7 miliardi di investimenti per il sito espositivo, oltre 10 miliardi per le infrastrutture di accesso. Per i terreni l’ipotesi oggi più probabile è quella del comodato d’uso, opzione preferita da Letizia Moratti e Podestà. È anche l’ipotesi più gradita ai Cabassi che dal 2007 a oggi hanno sempre mantenuto una posizione coerente: siamo sviluppatori, quindi preferiamo il comodato, ma discutiamo tutto purché ci sia chiarezza. Con il comodato i terreni vengono presi in prestito e poi restituiti a fine Expo con il cambio di destinazione da agricola a residenziale. A fronte della crescita esponenziale del valore, ai privati viene chiesto di contribuire alle infrastrutture con 75 milioni.

I DUE PODESTÀ – È in questo mix di interessi pubblici e privati che si inseriscono i «due» Podestà: l’amministratore della res publica e l’imprenditore legato strettamente ai Cabassi. Anzi per anni quasi aggrappato ai soldi che gli immobiliaristi milanesi hanno investito nella sua holding di famiglia, di cui sono creditori (secondo patti riservati) e garanti con le banche. Se da una parte Podestà ha un peso nella decisione sui terreni Expo, dall’altra i Cabassi hanno avuto un ruolo fondamentale per la sopravvivenza della sua holding. Ma da qui a sospettare presunti do ut des ce ne passa. È una fotografia, con molti dettagli che mancavano. Architetto, 64 anni, ex numero uno dell’Edilnord da cui partì la fortuna del Cavaliere, per 15 anni parlamentare Ue, scuola berlusconiana doc, Podestà saprà certamente separare gli interessi propri da quelli pubblici.

LA «PAGHETTA» – Al vertice della Pedemontana, intanto, ha messo un uomo di fiducia, Salvatore Lombardo, 56 anni, architetto. È amministratore delegato della società, controllata dalla Provincia, che gestisce 5 miliardi per il collegamento stradale Bergamo-Malpensa. Un business enorme che richiede la dedizione totale del manager di punta. Poi però si scopre che Lombardo è rimasto a libro paga della famiglia Podestà: prende 1.200 euro al mese per amministrare la Generale di Costruzioni («Generale»), di cui è presidente.

INCROCIO NELLA HOLDING – Ecco, è proprio qui che si incrociano gli interessi dei Podestà e dei Cabassi. Di suo il presidente della Provincia possiede appena il 3,78% del capitale, ma è la seconda moglie, Noevia Zanella, con cui c’è una perfetta simbiosi, ad avere la maggioranza assoluta (54%). I Cabassi però hanno in mano un assai influente 40% della Generale attraverso la loro Brioschi Sviluppo Immobiliare, quotata in Borsa. Sotto l’ombrello della holding dei Podestà c’è la partecipazione in una società che gestisce una residenza per anziani (Heliopolis) e l’immobiliare proprietaria dei muri. Ma la struttura, afferma il numero uno della Provincia, è stata venduta due settimane fa. «Sono tranquillo: abbiamo agito in modo trasparente» . Però, ad eccezione di una dichiarazione a Telelombardia in campagna elettorale, Podestà non ha mai parlato di questo rapporto d’affari. «Nessun altro — dice— ha mai chiesto chiarimenti, che io ricordi». La biografia sul sito della Provincia non dedica nemmeno una riga alle aziende di famiglia.

Il PATTO CON I CABASSI – Con i Cabassi era stato siglato un patto parasociale, ossia un contratto (riservato) che regola le relazioni economiche tra i due soci. Secondo il bilancio 2010, la Generale ha un debito di 3,5 milioni con la Brioschi e su quei soldi paga un tasso fisso del 6%annuo. Poi è molto indebitata con Montepaschi per il finanziamento (35 milioni) che servì a comprare l’immobile delle Residenze Heliopolis. Mps ha in pegno le quote societarie. Ma c’è anche la stampella dei Cabassi che per la loro quota-parte hanno rilasciato una fideiussione da 14 milioni a favore di Mps. Senza complicare troppo: i bilanci sono in profondo rosso da anni e nel 2011 è scattato l’allarme del patrimonio netto negativo. Cioè i soci avrebbero dovuto tirar fuori qualche milione di euro per coprire il buco. Ma la vendita dell’immobile, secondo Podestà, ha chiuso il debito e risolto i problemi patrimoniali. Per i Cabassi non è stato comunque un buon investimento. I terreni dell’Expo, invece, potrebbero esserlo. Podestà continua ad avere due cappelli, che tiene separati. Fino a prova contraria.

di Alessandra Coppola e Mario Gerevini

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E’ evidente: bisogna dire no a questa Pedemontana!

Posted by zorro su marzo 23, 2011

Articolo pubblicato sul settimanale informaZona di Saronno il 19 marzo 2011

Assemblea pubblica dei Comitati civici di Seveso, Cesano e Bovisio

E’ evidente: bisogna dire no a questa Pedemontana!

Pedemontana_Baruccana_2 SevesoIl progetto definitivo della tratta B2, integrato con alcune delle prescrizioni Cipe, sta peggiorando ad ogni passaggio, fino a sfiorare il ridicolo; con soluzioni tanto incoerenti, rabberciate, devastanti per i nostri paesi da suscitare una repulsione evidente in tutti gli interessati. Se ne sono resi conto i numerosissimi partecipanti all’assemblea pubblica del 9 marzo al teatro oratorio di Baruccana promossa dai Comitati civici di Seveso, Cesano, Bovisio, aiutati, con professionalità e passione civile dall’arch. Patricio Enriquez, a comprendere ed interpretare i disegni dell’ultima versione. Nella versione precedente, definitiva senza prescrizioni Cipe, la galleria tra Seveso e Cesano era progettata con i famosi “cassoni” di Marzorati, un container delle schifezze, rumore e inquinanti, per isolare il traffico autostradale dalle numerose abitazioni adiacenti. Una muraglia continua, alta più di nove metri con scarpate e tetto a prato, contenente le otto corsie di asfalto e i 100mila veicoli giorno, lunga fino alla nuova collina della Baruccanetta (‘il brufolone’ della Brianza); muraglia e collina che, nelle intenzioni e nel deprimente risultato dei politici-tecnici, dovevano mitigare il mancato interramento della tratta. Per rabberciare ancor meglio il progetto, ecco comparire ora le piste ciclabili volanti, manufatti cementizi a sbalzo ai lati della muraglia, dotati dei tornanti necessari a salire con una passerella sopraelevata oltre i “cassoni”, perché ora il tetto risulterebbe di lamiera/ plastica, per poi scendere dal lato est fino ad una interruzione improvvisa su una scala o montacarichi. Scelte progettuali di per sé indecenti, ed ancor più deprimenti se confrontate con gli esempi attuali di Boston, Barcellona e della galleria svizzera di Como-Brogeda. Il capitolo pedaggi, con i costi/km 3 volte superiori a quelli delle autostrade, chiarisce lo scopo vero di questa opera: mettere le mani nelle tasca dei brianzoli, salassandoli a vita per assicurarsi introiti certi e crescenti nei prossimi quaranta anni. Ad ascoltare la storia delle evoluzioni del progetto, è forte l’impressione che non siamo ancora arrivati al fondo delle brutture e dobbiamo prepararci a ben peggio, o a dire decisamente No a questa Pedemontana. La Regione Lombardia nel 2004 aveva bocciato il progetto preliminare, giudicato intollerabile per la popolazione e l’ambiente (penetrando nel Bosco delle Querce, ‘cimitero’ della diossina Icmesa); nel 2006 aveva approvato la versione interrata, strappando l’ok dei Comuni interessati e il via libera del Cipe. Nel 2009 ha approvato il definitivo, esattamente lo stesso della prima versione bocciata nel 2004. Pedemontana_Baruccana_1 Domande ricorrenti tra i presenti: Tutti gli uomini della Regione, sempre gli stessi con in testa il presidente Formigoni, hanno memoria di aver contraddetto clamorosamente le loro delibere di anni fa? Oppure avevano approvato il progetto “interrato” solo per farlo digerire ai politici locali? Oppure c’è tanto cemento, e movimento terra, e ricatti, e affari indicibili da non poter più ripensarci, invece di ripartire con più sale in zucca dopo una pausa di ascolto dei cittadini? I politici locali ricordano ancora di aver ceduto sull’interramento, e poi sulle strade di arroccamento, poi sul pedaggio gratis per i residenti e poi sui costi delle mitigazioni e compensazioni? Ci ricorderemo dei personaggi ambigui dell’affare, al momento opportuno delle elezioni? La prospettiva futura di questo allucinante progetto è piena di cantieri ed interruzioni stradali per anni, di movimento terra e diossina, di blocchi frequenti del traffico autostradale e di paralisi dei nostri spostamenti locali. Ad alimentare ancora speranza c’è un ricorso al Tar del Lazio che mantiene intatto il suo potenziale deterrente, ci sono i Cives con la loro opera di sensibilizzazione alla cittadinanza, di sostegno e assistenza agli espropriandi, c’è crescente il desiderio di conoscere meglio le porcherie che avanzano e rendersi attivi per respingere questo progetto assurdo, il salasso della tassa pedaggio, l’arroganza di un potere che si svela sempre più prepotente e autoritario.

Nerofumo

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No al sottopasso: oggi Consiglio comunale Aperto alle ore 21

Posted by zorro su marzo 22, 2011

No al sottopasso di Baruccana: oggi, 22 Marzo, Consiglio Comunale Aperto alle ore 21 presso l’Aula Magna di via De Gasperi.

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Pedemontana: di male in peggio

Posted by zorro su marzo 16, 2011

Articolo pubblicto il  14/03/2011 su Infonodo (qui)

Pedemontana: di male in peggio

Se Società Pedemontana sta dando il peggio di sé, redigendo progetti di pessima qualità infrastrutturale e inviando inadeguate lettere di esproprio, alla cittadinanza sempre più conviene fermare tale disastro.

Per fortuna che l’ impegno straordinario di pochi, si sta trasformando in un impegno ordinario di molti. Saranno molto soddisfatti i comitati cittadini di Seveso, Cesano Maderno, Bovisio Masciago e Paderno Dugnano per come si è svolta l’assemblea di mercoledì 9 marzo a Baruccana di Seveso, ospiti del complesso parrocchiale San Clemente progettato dall’arch. Vittorio Gregotti.

Sala gremita, domande del pubblico e proficua raccolta di fondi: unici assenti, eccetto un rappresentante della lista “Seveso viva” peraltro all’opposizione, l’amministrazione comunale. Ma loro non si scoraggiano e proseguono imperterriti nell’informare e sensibilizzare la cittadinanza sul brutto progetto che Pedemontana vuole realizzare, tanto più che nuove e peggiori sorprese sono dietro l’angolo.

Il progetto infatti definitivo, non ancora esecutivo, ha subìto alcune nuove integrazioni, ma il risultato è un insulto non solo al buonsenso e alla tolleranza dei cittadini ma anche all’intelligenza dei tecnici competenti. Se si guardano con attenzione i disegni, ci si accorge che sono scomparse anche le opere di mitigazione previste.

Cosa significa? Scompare la copertura a verde e al suo posto la nuova autostrada sarà costruita con semplici barriere antirumore e una non meglio precisata copertura. Davvero un brutto manufatto, ben lontano ad esempio dalle opere eseguite sulla Como-Brogeda dalle autorità svizzere. Il rischio reale è che per la mancanza di soldi si giunga a realizzare le peggiori soluzioni.
Ma la cosa ancor più ridicola sono le piste ciclabili disegnate nel progetto. Addirittura quella progettata in direzione Meda finisce contro un corpo scala. E infatti la vista del progetto suscita in sala una fragorosa risata da parte del pubblico presente ma anche la riprovazione dell’urbanista conferenziere per il quale “ progettare una simile cosa è inammissibile, da incompetenti”.

Attenzione anche agli espropri. Le lettere che la società Pedemontana sta inviando sono scorrette. I cittadini innanzitutto devono prestare molta attenzione alle procedure di esproprio. Innanzitutto è la società a dover comunicare loro l’importo di indennizzo.

Nel caso invece di “accordo bonario”, che è l’altra procedura prevista, funziona se le parti contraenti, Pedemontana e cittadino, sono perfettamente informati, altrimenti il rischio è che il proprietario sia ingannato.

E nell’eventualità che si concluda un accordo bonario, l’80 % della somma va data alla stipula (in contanti o con assegno circolare) e il restante 20% alla firma definitiva. Attenzione quindi agli espropriati: nelle lettere che Pedemontana sta inviando non è ben chiaro come, quanto e quando si viene risarciti.

Nel frattempo il ricorso al Tar del Lazio sta facendo il suo corso e i comitati sperano di andare davanti al giudice a dimostrare che il progetto presentato da Pedemontana è illegittimo e in palese violazione delle prescrizioni Cipe. In alternativa vogliono costruire un’autostrada che non devasti il territorio e che tuteli la salute dei suoi abitanti. Ma per ottenere questo obbiettivo c’è bisogno della collaborazione fattiva di tutti: basta informarsi, unirsi e fare pressione sulle amministrazioni locali affinché modifichino l’attuale progetto.

Chi abita in queste zone avrà tutto da perdere se passa il progetto di Pedemontana. Ci rimetterà in salute, in tranquillità e, perché no, anche in denaro, visto che ciascuno pagherà in media dai 300 ai 600 euro all’anno per l’utilizzo della nuova infrastruttura. Non sono motivi sufficienti per fermare questo progetto?

di elena bertani

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«Seveso, le aziende dicono no al sottopasso» e l’amministrazione si dimentica le promesse del 2008

Posted by zorro su marzo 14, 2011

PromesseDonatiGalli Sotto articolo pubblicato il 10/03/2011 su Il Giorno.

In esso il vicensidaco e assessore alle grandi opere Bellotti dichiara: «Quando sono arrivati i vari espropri nessuno si è lamentato. Questo progetto è firmato dalla giunta-Galbiati nel dicembre del 2006»

Eppure in campagna elettorale del 2008 Donati e Galli (e quindi anche  Bellotti,  come indicato nel volantino elettorale già destinata all’assessorato alle grandi Opere) promisero l’interramento anche sulla linea di Baruccana (vedasi immagine a lato). Almeno spieghino cosa è cambiato dopo le promesse fatte nel 2008, nascondersi sempre dietro a Galbiati è troppo facile. I cittadini di Baruccana hanno diritto ad una spiegazione.

Seveso, le aziende dicono no al sottopasso

di  SONIA RONCONI

Allarme per i lavori in via Montecassino: «La nostra economia rischia il crollo»

— SEVESO —
IERI MATTINA tutti i rappresentanti del Gruppo di Coordinamento di Baruccana si sono trovati nell’azienda Tacchini, di via Domodossola, in presenza di Floriana Belotti, vicesindaco e assessore alle Grandi opere, e Nicola Tallarita, assessore ai Lavori pubblici, per dire no al sottopasso di via Montecassino.

SONO già circa 2.000, i residenti che hanno firmato e dieci le aziende che chiedono l’abbassamento della ferrovia. Via Montecassino entro fine mese sarà sede di lavori di riqualificazione della linea ferroviaria (Fn) Seveso-Seregno. Presenti la G.E. Giussani (pavimenti sopraelevati), Tacchini (Italia forniture), Tagliabue sistemi (componenti elettrici), S75 mobili, Bcc (Banca Credito Barlassinese), Sandro Mauri (fusti e salotti), rappresentante Acai, Saddas Despar, Elite Clubs (centro di bellezza), Laura Cesana, rappresentante comunicazioni di Confindustria Monza Brianza, e il vicepresidente Filippo Fusaro. «Siamo molto preoccupati come cittadini di Seveso – ha spiegato il geometra Bruno Galimberti -. Le nostre attività commerciali saranno compromesse da questa opera che durerà oltre due anni. Ci sarà un incremento del traffico ferroviario di oltre 100 convogli giornalieri».

«LA VIA Montecassino è l’unica di collegamento est-ovest (Seveso- Seregno): le strozzature sono molto dannose. Diciamo no, anche perché per due anni l’economia di Seveso sarebbe messa in ginocchio. Con la pendenza prevista nel progetto, anche con condizioni metereologiche buone, si creerebbe un notevole rallentamento del traffico».

«QUINDI ci batteremo per far abbassare la ferrovia. Si risolverebbe il problema dell’inquinamento acustico e ambientale. «Il traffico sarebbe snellito e ci sarebbe un minor costo della realizzazione del sottopasso e strade complementari». I lavori dovrebbero partire il primo aprile, è prevista la realizzazione di un senso unico all’altezza di via Salvo d’Acquisto e di un secondo senso rotatorio di via Marzabotto.
Il sottopasso, avrebbe già una pendenza anomala del 10%. Tutti si sono rivolti ai rappresentanti dell’Amministrazione chiedendo di inviare agli enti preposti la richiesta dell’abbassamento della ferrovia.

«NOI, sicuramente, cercheremo di fare del nostro meglio – ha spiegato Floriana Belotti -. Ma il progetto è arrivato dal Cipe. Inoltre quando sono arrivati i vari espropri nessuno si è lamentato. Questo progetto è firmato dalla giunta-Galbiati nel dicembre del 2006. È vero che era previsto l’interramento di Pedemontana che non si farà più, ma non rientra più nei poteri comunali. Siamo anche noi preoccupati per i disagi che si andranno a creare, cercheremo di faremo il possibile».

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Il vicesindaco Galli lascia, subentra la Belotti e Tonon

Posted by zorro su marzo 8, 2011

Articolo pubblicato sul settimanale informaZona di Saronno il 5 marzo 2011

Il vicesindaco Galli lascia, subentra la Belotti e Tonon           

Tonon  Seveso. Avvicendamento all’interno della Amministrazione comunale guidata dal sindaco Donati. A seguito delle dimissioni del vicesindaco David Galli (‘per impegni di lavoro e famigliari’), il suo posto è stato assunto dalla compagna di partito Floriana Belotti che mantiene la delega alle Grandi Opere e aggiunge il Personale. Nuovo assessore alla Sicurezza, Viabilità e Anagrafe è il leghista Roberto Tonon che vuole innanzitutto ‘garantire sicurezza ai bambini che vanno a scuola istituendo il nonno Vigile’. Iscritto alla Lega dal ’90, candidato alle ultime elezioni Comunali, faceva parte della Commissione Sport; da poche settimane è anche Vicesegretario della Sezione sevesina del partito di Bossi. 47enne, originario della nostra città, in passato ha giocato nel Baseball Seveso, ora ha una sua  attività imprenditoriale a Cantù (Como), risiede a Castello di Brianza (Lecco). Se il sindaco Donati si dice dispiaciuto delle dimissioni del Vice Galli (‘umanamente e professionalmente’), si è compiaciuto per l’avvento di una donna e del nuovo assessore (‘di cui tutti me ne parlano bene’, ha dichiarato). La presentazione ufficiale alla cittadinanza è avvenuta nel corso dell’ultimo Consiglio comunale (il 1° marzo) anche se qualche giornale (e, inspiegabilmente, non tutti) avevano avuto l’anticipazione. Galli, scozzese di nascita, corse 3 anni fa per la poltrona di sindaco di Seveso ma fu escluso al ballottaggio che contrappose il candidato del centro-destra Donati (5319 voti, il 50,52%) a quello di sinistra Butti (5210 preferenze, il 49,48%). Lo scarto fu di soli 109 voti.

A.C.

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