Riceviamo e pubblichiamo.
I CITTADINI DELLA VALLE DEL SEVESO NON DIMENTICANO CHE
Che il percorso di Pedemontana nel 1996 viene trascinato dai piedi dei monti alle poche aree rimaste agricole della Brianza per volontà del presidente della regione Lombardia Formigoni;
Che la Regione Lombardia e la Provincia di Milano nel 1999, per sfruttare quelle aree e spremere i Brianzoli con i pedaggi, deviano il percorso sulla superstrada, mischiando il traffico est-ovest con quello nord-sud e bloccando di fatto la circolazione;
Che nel 2004 la Regione Lombardia, maggioranza e opposizione insieme, ottiene il consenso di tutti i comuni interessati, senza che questi abbiano informato i loro cittadini;
Che il progetto depositato al Cipe vincola la tratta da Seveso a Bovisio con l’interramento e con sopra una strada di arroccamento, eliminando gli accessi attuali essenziali per l’economia locale;
Che nel marzo 2008 la regione Lombardia dice NO alla salvaguardia del poco verde della Brianza con la legge n. 5, che permette di costruire lungo le nuove autostrade;
Che nel maggio 2008 la regione Lombardia dice NO alla direttiva europea “Seveso” con la legge deroga n. 15, che permette di movimentare il terreno diossinato proprio a Seveso e dintorni;
Che il 29 settembre 2008 Pedemontana, regione Lombardia e comune di Seveso dicono NO al progetto Cipe, portando in superficie una autostrada e un traffico enorme in mezzo alle case;
Che nell’ottobre 2008 il sindaco di Cesano si ribella e chiama a raccolta i cittadini mentre l’assessore regionale Ponzoni deride le barricate offrendo 50 milioni di Euro alla città;
Che i cittadini, finalmente informati dagli studi di Seveso Viva, propongono la B2 veloce, una semplificazione più corta di 3,5 km, con costi, tempi e inquinamento ridotti sensibilmente;
Che il 25 novembre 2008 l’assessore regionale Cattaneo al teatro Pedretti promette di studiare anche questa alternativa e di inserirla tra le scelte;
Che nel dicembre 2008 Pedemontana e Regione, Seregno e Meda, ambientalisti che cercano più lavoro dicono NO, negando con pregiudizio la possibilità del percorso chiamato B2 veloce;
Che nel gennaio 2009 la Regione trasmette il NO scritto con argomentazioni non documentate e preme su Cesano per ottenere l’assenso, minacciando l’esclusione dalle compensazioni.
Che l’intero consiglio comunale, con un solo voto contrario, si piega al ricatto su un progetto “definitivo” pieno di incognite, senza alcuna verifica o prescrizione vincolante;
Che nel febbraio 2009 i sindaci della tratta B2 rinunciano anche alle strade di arroccamento per mantenere la percorrenza dell’autostrada gratuita e per sempre ai loro cittadini.
Che nel marzo 2009 la Regione e Pedemontana dicono NO alla gratuità dell’autostrada;
Che nell’aprile 2009 arrivano gli avvisi per 901 espropri a Cesano, 899 a Desio, 297 a Seveso, 837 a Lentate, 225 a Barlassina, 299 a Meda, 99 a Bovisio, 51 a Seregno;
Che nel maggio 2009 la giunta di Cesano propone la collina in via De Medici, senza chiedere le precauzioni essenziali per la movimentazione di terreno diossinato; chiede l’indispensabile raccordo di via Trento subito smentita da Desio che dice NO;
Che le amministrazioni della tratta B2 non si ribellano più al pagamento del pedaggio, dopo aver svenduto le strade di arroccamento per trenta denari da spendere per conti loro;
Che le stesse ignorano i gravissimi problemi di 5 anni di cantieri tra le case;
Che a fine maggio 2009 l’assessore regionale Cattaneo, conferma il NO pregiudiziale alla B2 veloce, con affermazioni non dimostrate da uno studio serio, e contro il buon senso comune.
LA LEGGE OBIETTIVO permette alla Regione di superare le volontà dei singoli comuni: Regione/Cipe possono ancora scegliere la B2 veloce che riduce costi, tempi, inquinamento.
Perché, dopo questo peggioramento continuo, i cittadini della valle del Seveso dovrebbero dire di SI a questa ultima Pedemontana? Indicazioni di voto alla Provincia: distribuire i voti su tutti i candidati, per mantenere alti i voti validi e portare al ballottaggio, dove diremo chiaro: NO PEDEMONTANA
I CITTADINI DELLA VALLE DEL SEVESO CHE NON DIMENTICANO
Provincia rispondi: E’ furbizia elettorale o volontà di cambiare il progetto?
Delibera di giunta provinciale 445/09 del 18 maggio scorso. La Provincia: «Gravi problemi irrisolti di traffico»
«NEL TRATTO tra Cesano Maderno e Lentate sul Seveso, il Sistema Pedemontano va in crisi». Parola, anzi, atto ufficiale della Provincia di Milano. Che alla fine esprime un «parere favorevole» sull’intera opera ma scrive nero su bianco che restano gravi problemi irrisolti sul fronte del traffico concentrati soprattutto nella fetta di Brianza Ovest attraversata dalla nuova autostrada e dalle opere ad essa correlate. La relazione accompagnatoria afferma che «Le analisi del traffico sviluppate dalla Provincia confermano che nel tratto fra Cesano e Lentate il sistema Pedemontano va in crisi perchè qui si sovrappongono i carichi di traffico della ex SS 35 (la Milano-Meda, ndr) con i carichi aggiuntivi della nuova autostrada. Questa situazione è stata aggravata dalla decisione di non realizzare la viabilità locale complementare al Sistema autostradale (le strade di arroccamento, ndr)».
IL DOCUMENTO mette in guardia non solo i progettisti della nuova autostrada (di cui la stessa Provincia di Milano è azionista di riferimento) ma anche gli amministratori e i residenti. «La grave congestione che caratterizzerà fin dal suo nascere questa tratta dell’autostrada – scrive in delibera la giunta provinciale – determinerà il rischio del dilagare del traffico sulla viabilità ordinaria con riflessi negativi sulla funzionalità della rete locale e del sistema territoriale». Insomma, le strade attuali rischiano di andare in tilt. Altra questione aperta è quella della fase di cantiere: «Il cronoprogramma allegato al progetto definitivo – si legge ancora nella delibera – prevede che per l’esecuzione dei lavori si impegnino 1190 giorni (fine lavori ottobre 2014). L’attuale arteria di proprietà della Provincia da Lentate Sud fino a Cormano supporta un traffico giornaliero medio bidirezionale misurato a valle di Cesano Maderno di circa 110.000 veicoli/giorno» e per questo è necessario mantenere sempre attive almeno 2 corsie per senso di marcia anche durante i lavori, pena la paralisi. Allarme anche per la «tangenziale di Birago» a Lentate, che la delibera provinciale liquida in 3 righe dicendo semplicemente che «dall’analisi delle simulazioni di traffico non risolve le criticità dell’attraversamento della frazione e si ritiene pertanto l’opera non funzionale». «Sono le stesse identiche cose che vado dicendo da mesi – commenta il senatore leghista di Lazzate Cesarino Monti – Magari adesso che le scrive anche la Provincia di Milano qualcuno le prenderà un po’ più in considerazione»
Tratto da Il giorno del 31 maggio 2009