
Assessore Marco Mazzucco
Una storia italiana – Telefonia e internet per il comune di Seveso
Martedì 12 gennaio è approdata in consiglio la vicenda del contratto per servizi telefonici e connettività internet stipulato tra il comune di Seveso e Fonia Nazionale.
Ne avevamo parlato anche noi su questo sito in un precedente articolo (http://www.infonodo.org/node/23138).
La questione è stata discussa grazie ad una informata e appassionata interpellanza di Andrea Formenti, consigliere del Pd, a cui ha risposto in modo lacunoso e imbarazzato il sindaco Massimo Donati invece dell’assessore al bilancio Marco Mazzucco.
Marco Mazzucco che ha gestito direttamente la questione fin dalla stipula dei contratti: il primo del luglio 2007, quando Fonia Nazionale è subentrata ad una Elitel “morente”, il secondo quando il comune di Seveso ha accettato la proposta di ampliamento dei servizi di Fonia Nazionale.
Questo secondo contratto viene accolto con delibera di Giunta del 03/04/08 a dieci giorni esatti dalle elezioni del 13 aprile quando alla giunta Galbiati subentrerà quella guidata da Donati. In entrambe Mazzucco è assessore al Bilancio.
Le questioni sollevate dal Formenti sono numerose, le andiamo qui a riassumere.
- Perché un servizio così importante è stato affidato ad una società di recente costituzione?
Fonia Nazionale nasce, infatti, nel giugno 2007 e il primo contratto con il comune viene firmato il 18 luglio 2007.
- Considerata la vicinanza politica dei soci di Fonia Nazionale con l’assessore Mazzucco (Pdl area An), quanto questo fatto ha
pesato sulla decisione di affidare il servizio a Fonia Nazionale?
Fonia Nazionale è infatti costituita da una cordata di soci in cui compaiono: il fratello dell’assessore di Seregno Gianfranco
Ciafrone (Pdl area An), il fratello dell’assessore di Seregno Nicola Viganò (Pdl area An), la sorella dell’assessore di Seregno Carlo
Novara (Pdl), l’assessore di Seregno Marco Cajani (lista Amare Seregno) , la compagna del consigliere comunale di Amare
Seregno Roberto Pozzoli, l’ex presidente della municipalizzata di Desio Amsp Trading Giovanni Costanza.
- Perché della valutazione dell’offerta si è incaricata la ragioneria, quindi il Mazzuco, invece del CED (Centro Elaborazioni Dati) come
era più naturale?
- Lo stesso CED interpellato sulla questione in una relazione fortemente critica, datata dicembre 2009, di fatto boccia il progetto
proposto da Fonia Nazionale. La bocciatura avviene per vari motivi: la sicurezza, la larghezza di banda effettivamente fornita, i
costi e le clausole “capestro” tutte sfavorevoli al comune.
- Perché l’istallazione delle padelle (antenne per il wi-fi) sulla torre del palazzo comunale è stata fatta senza avvertire la
Soprintendenza?
Il Palazzo comunale di Seveso è infatti, in quanto edificio storico, sotto la tutela della Soprintendenza per i Beni Architettonici.
La riposta del sindaco a queste domande è stata, come abbiamo già detto, alquanto approssimativa e incompleta se non proprio nulla. Mentre nessuna risposta è arrivata dal Mazzucco che si è fatto notare in consiglio per la sua assenza.
La nostra redazione si è messa in contatto con Fonia Nazionale e ha parlato con il presidente Fabio Ciafrone e con il responsabile tecnico del progetto dott. Tortini. I due stanno preparando una risposta scritta alla relazione del CED i cui contenuti, quando Fonia Nazionale ce li fornirà, pubblicheremo sul nostro sito.
In via preliminare, comunque, la società difende la bontà del progetto che aumenterebbe fortemente la connettività del sistema del comune verso l’esterno; viene citata a esempio la maggiore banda a disposizione delle scuole per fini didattici. Sui maggiori costi, intorno al 40%, Tortini fa notare che parte di questi verranno recuperati dalla razionalizzazione e bonifica di utenze Telecom che il comune di Seveso continuava a pagare senza utilizzare. Altra parte di questi costi verranno recuperati grazie al fatto che, con il “sistema” di Fonia Nazionale, le telefonate che adesso viaggiano sulla normale linea telefonica tra alcuni uffici comunali – e quindi con un costo – verranno effettuate tramite voip a costo zero.
L’aumento della spesa si ridurrebbe, quindi, ad un +20/30% a fronte di un migliore servizio e di una maggiore larghezza di banda.
“L’installazione delle padelle sul palazzo del comune – ci ha detto Tortini- è stata fatta con il pieno consenso degli uffici comunali. Lei pensa che noi avremmo potuto installare le antenne senza il loro permesso? Ed è evidente che erano loro che dovevano eventualmente avvertire la Soprintendenza e risolvere il problema”.
In effetti che il comune non sappia che il proprio municipio è un edificio storico protetto dai Beni Architettonici è abbastanza incredibile.
La società si è resa inoltre disponibile a installare a proprie spese un’antenna per l’ombrello wi-fi presso il campo di calcio di via Redipuglia, qualora l’installazione sulla torre del comune fosse impossibile. E’, invece, a carico del comune il costo della posa della fibra ottica per allacciare l’antenna con la rete.
Il Tortini riconferma la disponibilità della società a venire incontro alle esigenze e alle problematiche esposte dal CED e aggiunge:
“A ottobre eravamo pronti al completamento dei lavori, ma senza apparenti motivazioni il CED si è reso indisponibile e ha bloccato tutto. Adesso risulta incredibile che lo stesso CED dica che il lavoro non è stato completato come da progetto originario”.
Da parte sua Ciafrone ha sottolineato come il rapporto con il comune di Seveso non nasca nel luglio 2007 ma precedentemente tramite Puntobiz, che commercializzava i servizi di Elitel ed aveva come cliente proprio il comune di Seveso.
All’entrata in crisi di Elitel, i Ciafrone che erano proprietari di Puntobiz decidono di fare il salto e occuparsi anche della parte tecnica. Per questo fondano Fonia Nazionale.
Quando Elitel ai primi di luglio 2007 interrompe il servizio, Fonia Nazionale la sostituisce a Seveso “in una specie di continuità naturale”.
Per quanto riguarda la scelta dei soci, quasi tutti come abbiamo visto politici o parenti di politici di Seregno, Ciafrone la spiega come il frutto di normali relazioni di amicizia e di frequentazione.
“Sono un po’ stanco, – ha aggiunto- abbiamo fatto dei lavori e dobbiamo pagare i fornitori per il materiale utilizzato. Mi dicano chiaramente cosa vogliono fare, se intendono liquidarmi o proseguire. Se persiste questa situazione sto pensando seriamente di perseguire la via legale: lei cosa farebbe al mio posto? E’ stato il nostro primo progetto- ha continuato – doveva essere un modello e una pubblicità per progetti futuri, sta diventando un disastro economico per la nostra società”.
Restano sul terreno, ma non poteva essere Fonia Nazionale a darne risposta, altre questioni.
Perché l’esclusione del CED dalla valutazione del progetto (valutazione che invece giunge a quasi un anno e mezzo dalla firma del contratto)?
Perché il preventivo presentato da Fonia Nazionale è stato confrontato con un solo altro preventivo, quello di Telecom?
Tutte domande a cui dovrebbe dare risposta Mazzucco, insieme alle sue dimissione per come ha gestito la cosa prima e per come la gestisce ora.
Il solo sospetto che Fonia Nazionale sia stata “favorita” per la sua composizione societaria politicamente “amica” sarebbe ragione sufficiente perché Mazzucco rassegnasse le dimissioni.
Guardandola con distacco, la vicenda ci sembra una storia molto italiana in cui le competenze tecniche, e non dubitiamo che in Fonia Nazionale ci siano, non hanno il coraggio di camminare sulle loro gambe e pensano o sentono di aver bisogno di padrini politici.
In questo caso addirittura mezza giunta di Seregno.
Come quando si diceva che senza la tessera in tasca del partito non potevi lavorare con le amministrazione pubbliche.
Quando, tanti anni fa, c’era ancora la Prima Repubblica.
Quindi una vecchia storia italiana. Vecchia, ma allo stesso tempo innovativa, nel segno della continuità e del cambiamento: prima la politica che sostiene l’azienda, poi l’azienda che scende in campo e fa politica, ora infine la politica che direttamente si fa azienda.
Non poteva che finire così.